Civita di Bagnoregio (Viterbo) 

Il sogno di Civita di Bagnoregio: diventare Patrimonio dell'umanità

La Commissione italiana per l’Unesco ha candidato il borgo: adesso si lavora per strappare il sì degli ispettori del Comitato mondiale

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Un desiderio che solo nel giugno del 2022 potrebbe esaudirsi: Civita di Bagnoregio patrimonio dell’umanità. La Commissione italiana per l’Unesco ha candidato il borgo viterbese il 20 gennaio, adesso ci saranno una quindicina di mesi di tempo per strappare il sì degli ispettori del Comitato del patrimonio mondiale.

 

Ambiente, disabilità e interazione con i paesi vicini per creare nuovi cammini e percorsi turistici sono i tre pilastri su cui si lavorerà per rendere ancora più vive le speranze. Ad aiutare l’amministrazione comunale ci saranno la sezione locale della Croce Rossa e “Casa Civita”, partecipata del Comune di Bagnoregio guidata dall’ex primo cittadino Francesco Bigiotti. “In un periodo in cui si fanno tagli – spiega il sindaco, Luca Profili – abbiamo creato questo ente per avere energie da destinare a questo prestigioso obiettivo. Il bollino dell’Unesco non porta entrate dirette, ma la sua eco farebbe conoscere in ogni angolo del mondo La città che muore”.

 

 

Si tratterebbe infatti del coronamento di un sogno ad occhi aperti iniziato nel 2014 con l’introduzione del ticket d’ingresso da 5 euro, misura che ha generato un fiume ininterrotto di visitatori. Nel 2019 Civita di Bagnoregio, in cui vivono undici persone, è stata visitata da un milione di turisti. E l’interesse per il borgo pare non essersi arrestato neanche in tempo di pandemia. Nei fine settimana di cielo sereno e zona gialla, infatti, le presenze non scendono mai sotto le duemila unità. Una meta molto amata la cui sopravvivenza è però messa a dura prova dall’erosione. Da qui l’esigenza di proteggere il borgo senza impattare sull’ambiente, per permettere a tutti i viaggiatori di godere delle sue bellezze.

 

"Civita di Bagnoregio - prosegue Profili - cercherà di diventare un borgo plastic-free, installando per il paese distributori di acqua potabile". La svolta green passerà poi dai trasporti: serviranno navette elettriche per portare a ridosso del ponte di Civita chi lascia l’auto nei parcheggi dedicati. E bus a zero emissioni per i turisti, soprattutto stranieri, che arrivano in treno alle stazioni di Viterbo e Orvieto.

 

Un incremento dei servizi igienici e di ristoro sono un’altra necessità, visto che in un giorno di Pasquetta dell’epoca pre Covid si sono riversate nella Valle dei Calanchi 15mila persone. Accogliere tutti significa anche garantire la visita al borgo alle persone con disabilità: grazie alla Croce Rossa locale sono già in funzione due mezzi elettrici specializzati e un presidio medico, ma il sistema verrà rafforzato.

 

La candidatura Unesco riguarda letteralmente “Il paesaggio culturale di Civita di Bagnoregio”, per questo potrebbe risultare decisivo mettere in mostra tutte le bellezze della zona. A partire dal capoluogo, che ospita la chiesa di San Bonaventura da Bagnoregio. E poi la vicina Bolsena, ricca di strutture ricettive e collegata al paese da cammini per gli amanti del trekking e percorsi culturali.

 

Modi di vivere la vacanza che rappresenteranno, per una buona fetta, il turismo post-pandemia. “Il nostro patrimonio, quasi tutto all’aria aperta, ci favorisce. Gli italiani – conclude Profili – hanno voglia di tornare a uscire e a visitare le meraviglie del nostro Paese. Noi ci stiamo impegnando per far sì che la giornata trascorsa a Civita di Bagnoregio sia piacevole e indimenticabile. E per mostrare al mondo un altro gioiello italiano, incastonato in una valle ricca di tesori. Incrociamo le dita”.