Economia

Le Borse Ue chiudono deboli con gli Usa.
Lo spread cala in area 310 punti base

Attesa per il via alla stagione delle trimestrali di Wall Street che si apre questa sera con Alcoa: gli analisti prevedono un calo degli utili su base annua dell'1,8%. Sarebbe la prima volta dal 2009. Euro sale sopra 1,3 dollari, petrolio in rialzo

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MILANO - Archiviate per il momento le tensioni sull'Eurozona - appesa ancora alle parole del presidente della Bce, Mario Draghi, secondo cui sulla ripresa economica pesano diverse incertezze - i listini mondiali si dividono tra l'euforia giapponese, dove si festeggia l'allentamento monetario annunciato giovedì scorso dalla Bank of Japan, e l'attesa per il via alla stagione delle trimestrali negli Stati Uniti. Oggi, alla chiusura di Wall Street, sarà la volta di Alcoa ma gli analisti sono scettici si aspettano un calo medio dell'1,8% degli utili societari su base annua: sarebbe la prima volta dal 2009. Un risultato che potrebbe portare i mercati a una nuova correzione dopo aver raggiunti i massimi dallo scoppio della crisi iniziata con il fallimento di Lehman Brothers nel 2008.

Di certo l'allentamento delle tensioni sull'Eurozona ha contribuito a far calare le pressioni sui debiti pubblici dei Paesi periferici. Mentre il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha siglato il decreto sui rimborsi alle imprese, lo spread tra Btp e Bund è sceso e tratta in area 310 punti alla chiusura dei mercati azionari. I titoli di Stato italiani rendono il 4,3%: sono così stati raggiunti nuovamente i livelli pre-elettorali, come se il caos politico fosse stato in qualche modo neutralizzato. Secondo gli analisti diversi operatori hanno iniziato a vendere azioni per riacquistare bond governativi. Il ministro delle Finanze, Vittorio Grilli, dopo un incontro col commissario Ue, Olli Rehn, ha detto che il giudizio europeo sulla procedura per il deficit eccessivo italiano "non muta" dopo il decreto sui rimborsi della Pa.

L'euro chiude in rialzo a 1,3014 dollari sulla scia dei deludenti dati sull'occupazione in Usa diffusi venerdì scorso, che pesano sul biglietto verde. L'aggressivo piano di allentamento monetario varato dalla Bank Of Japan, insieme alle conseguenti operazioni di carry trade, hanno spinto lo yen ai minimi da quasi quattro anni sul dollaro e da tre anni sull'euro. La divisa nipponica è scambiata a 98,80 sul dollaro e a 128,58 sull'euro alla chiusura dei mercati Ue.

In questo contesto a Milano Piazza Affari, spinta dalle banche in apertura a guadagni superiori al punto percentuale, perde smalto nel finale e chiude con il Ftse Mib in rosso dello 0,05%. Tra i singoli titoli, andamento opposto per Maire Tecnimont e Pirelli: il general contractor corre all'annuncio di un rafforzamento patrimoniale da mezzo miliardo, mentre l'azienda della Bicocca soffre dopo il rinvio del piano industriale. Gli investitori scommettono invece su Rcs nel giorno della riunione del patto. Giornata negativa per Amplifon, che ha però chiuso un collocamento riservato a investitori istituzionali negli Usa per 130 milioni di dollari con una domanda doppia rispetto all'offerta. Nel resto del Vecchio continente Parigi sale dello 0,09%, Londra è la più convinta con una chiusura a +0,43% e Francoforte resta intorno alla pari: +0,05%. A febbraio la produzione industriale tedesca è cresciuta dello 0,5%, oltre le aspettative, mentre il dato di gennaio è stato ribassato a -0,6%. Il Tesoro di Berlino ha inoltre collocato 3,49 miliardi di titoli a sei mesi, rivedendo tassi negativi. Giornata negativa per Lisbona (-1,39%) dopo la bocciatura ad alcune misure di austerity concordate con la Troika da parte della Corte costituzionale.

I listini europei hanno smorzato l'entusiasmo sull'andamento di Wall Street, dove in concomitanza con lo stop alle contrattazioni per il Vecchio Continente il Dow Jones cede lo 0,3%, il Nasdaq e lo S&P500 lo 0,1%; prosegue il trend debole iniziato venerdì scorso, quando la seduta era stata condizionata dalle notizie sul fronte dell'occupazione con il rapporto mensile sul lavoro fortemente deludente. Segnali positivi sono arrivati dall'indice della Fed di Chicago sull'attività manifatturiera, salita a febbraio dello 0,8%.

Brillante, come detto, la Borsa di Tokyo che ha snobbato le tensioni nordcoreane e terminato gli scambi in rialzo del 2,80%, grazie all'euforia per il massiccio allentamento monetario quantitativo e qualitativo (Qqe) annunciato giovedì dalla Bank of Japan (BoJ), sotto la guida del neo governatore Haruhito Kuroda, con il proposito di battere la deflazione e sostenere la crescita. L'indice Nikkei ha chiuso a quota 13.192,59, con un progresso di 358,95 punti, sostenuto poi dall'indebolimento dello yen contro le principali valute.

Sul fronte della materie prime l'oro conferma i cali della mattinata e cede mezzo punto percentuale a 1.570 dollari l'oncia. Segnali di ripresa, invece, per il petrolio dopo lo scivolone della scorsa settimana, quando aveva ceduto quasi 5 punti percentuali. Il greggio Wti risale a 93,12 dollari a New York alla chiusura dei mercati europei.