Economia

Listini Ue incerti, Milano chiude a +0,5%.
Spagna e Francia, disoccupazione record

Mentre continuano le consultazioni per il governo, Piazza Affari chiude la quarta seduta col segno più anche grazie ai dati sui sussidi negli Usa. Lo spread resta stabile sopra i 280 punti. L'Europa sempre più divisa: stime in rialzo per la Germania, lavoro a picco per Madrid (oltre 6 milioni, 27%) e Parigi

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MILANO - Il tentativo di costituire un governo firmato Enrico Letta muove i passi decisivi con la fitta serie di consultazioni con le altre forze politiche, in corso in queste ore, che fa passare in secondo piano la celebrazione della Liberazione del Paese. Anche i mercati sono stati regolarmente operativi, con l'eccezione delle attività after hours della Borsa Italiana. Mentre Letta incassa i primi no al suo esecutivo da Nichi Vendola e dalla Lega, ma anche l'ottimismo del commissario agli Affari economici europeo Olli Rehn, lo spread tra Btp e Bund tedeschi si stabilizza in area 280 punti base, alla chiusura delle Borse Ue, per un rendimento del titolo decennale intorno al 4%.

Sul fronte azionario si registrano scostamenti minimi dopo i recenti guadagni. Piazza Affari - in una giornata particolarmente volatile - torna a salire con Wall Street e il Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,52%. Bene in particolare Fiat nel giorno in cui comincia il faccia a faccia con i sindacati della Uaw davanti al Tribunale del Delaware per stabilire il prezzo della quota Chrysler in mano al fondo Veba e partire poi con la quotazione. Sale anche Fonsai dopo la comunicazione di Unipol delle rettifiche ai bilanci volute dalla Consob. Tra i titoli in maggiore difficoltà i colossi Eni e Finmeccanica, dopo i conti. Nel resto d'Europa, Londra chiude con un guadagno dello 0,17%, Parigi cede lo 0,06% e Francoforte recupera lo 0,95%. A sostenere l'andamento dei mercati nei giorni passati - confermato stamane dall'Asia - è stata la fiducia nelle mosse delle Banche centrali, le cui politiche accomodanti sono destinate a durare nel tempo vista la fragilità della ripresa economica. Anzi, proprio il calo delle aspettative degli imprenditori tedeschi verso un recupero dell'attività, rilevato ieri, può aver rotto gli ultimi indugi in seno alla Bce: secondo molti operatori si appresta a tagliare il costo del denaro, ma il dibattito è aperto.

Segnali macroeconomici incoraggianti sono nel frattempo arrivati dalla Gran Bretagna: la stima flash sul Pil del primo trimestre ha superato le attese con un +0,3% sul periodo precedente e un +0,6% annuo. In Germania, invece, il governo ha ritoccato le previsioni di crescita per il 2013 da +0,4 a +0,5%. A conferma della spaccatura sempre più profonda dell'Europa, però, oggi sono arrivati i dati sulla disoccupazione record di Spagna e Francia.  Madrid ha reso noto che sono oltre sei milioni le persone senza occupazione per un tasso record del 27,2%.

Record storico - dall'anno di esordio della serie statistica - anche per la Francia: il numero dei senza lavoro nel paese ha toccato un nuovo record a marzo a 3,224 milioni. Lo comunica il ministero francese del lavoro, precisando che la cifra di marzo supera il precedente picco del gennaio 1997 e registra un aumento dell'11,5% rispetto al marzo 2012. L'andamento del marzo scorso segna anche il 23esimo rialzo mensile consecutivo del dato in termini assoluti.

Proprio sulla Spagna si è acceso il faro di Moody's: l'agenzia di rating prevede ancora recessione e non è escluso un taglio del rating sovrano. Negli Stati Uniti sono scese più delle attese le richieste di sussidi per la disoccupazione, calate di 16mila unità a quota 339 mila (consensus a 350 mila).

Wall Street si muove con il Dow Jones in rialzo dello 0,5% alla chiusura dei mercati europei e chiude in rialzo la seduta sulla spinta di alcune trimestrali 'inattese': il Dow Jones ha guadagnato lo 0,17% a quota 14700,80; il Nasdaq è cresciuto dello 0,62% a 3289,99 punti, mentre mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,40% a 1.585,16 punti. Tra i risultati migliori del previsto - sul fronte corporate - la trimestrale di Exxon Mobil. In Asia si è registrato il secondo rialzo consecutivo alla Borsa di Tokyo, trascinata dall'ottimismo in vista della riunione della BoJ in programma domani. Le perdite nel settore tecnologico non hanno frenato il Nikkei (+0,59%) dal raggiungere i nuovi massimi da quasi cinque anni.

In questo clima, dopo un periodo di grande volatilità non si registrano grandi scossoni nell'andamento delle valute: l'euro chiude stabile poco sopra quota 1,3 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,3005 dollari (dopo aver oscillato tra 1,2988 e 1,3093 dollari) e a 128,38 yen. L'oro è in rialzo: il metallo prezioso viene scambiato a 1.451 dollari l'oncia (+2%). Quanto al petrolio, il Wti viene scambiato stabile sotto quota 92 dollari al barile.