Economia

A ruba i Btp a tre anni, ma salgono i tassi.
Spread in area 255, mercati europei cauti

Il tesoro colloca titoli per 7,5 miliardi. Il rendimento del nuovo benchmark balza al 2,72%, ma fa gola agli investitori perché allunga la scadenza rispetto all'emissione precedente. Più debole la domanda sui 15 anni, come da attese. Lo spread sale a 255 punti base, quello spagnolo è sette punti sotto. Mercati europei incerti, negli Usa calano i sussidi per la disoccupazione

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MILANO - L'Italia della possibile crisi di governo chiama gli investitori a raccolta per sottoscrivere i Btp e la risposta è positiva - soprattutto per i nuovi titoli benchmark triennali - anche se i rendimenti, come da attese, salgono. D'altra parte la partita che riguarda il destino di Silvio Berlusconi è aspra e aperta, e lo stesso presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha parlato chiaramente dei costi relativi all'instabilità e del rischio di veder vanificati anni di lavoro. Ma al Senato è ancora scontro - probabilmente quello finale - sui tempi per la votazione della decadenza del Cavaliere. Sullo sfondo, si alimentano i timori per la tenuta dei conti pubblici: la Bce ha messo in guardia sul rischio di vedere fallire gli obiettivi di deficit, a causa delle politiche economiche adottate dal governo.

Il Tesoro ha collocato tutti i 7,5 miliardi di titoli offerti in asta. Il rendimento sui 4 miliardi di titoli triennali è risultato in forte aumento al 2,72%, dal 2,33% dell'asta di luglio (ai massimi da ottobre 2012). Ma la domanda è stata molto sostenuta, anche per un fattore tecnico (il commento dell'esperto). Sono stati piazzati anche 1,5 miliardi di Btp a quindici anni, con un tasso al 4,88%, ai massimi da marzo 2013, e Cct indicizzati all'inflazione dell'Eurozona con scadenza novembre 2018 e aprile 2018 rispettivamente al tasso del 2,48% e del 2,56%, in calo rispetto all'asta precedente.

Lo spread tra Btp e Bund si allarga a 253 punti base, con il rendimento del titolo decennale al 4,5% sul mercato secondario. Il differenziale tra Bund e Bonos spagnoli è invece a 246 punti. Sui mercati intarnazionali gli investitori restano alla finestra in attesa delle parole definitive sulla Siria e sull'ipotesi del disarmo chimico del regime senza intervento militare diretto; anche la questione del "tapering", la fine degli stimoli straordinari della Fed, torna di attualità in vista della riunione della Banca centrale americana del 17 e 18 settembre. Secondo le stime degli analisti di Bloomberg, si inizierà col ridurre il piano di acquisti di bond da 85 a 75 miliardi di dollari.

Piazza Affari, ieri migliore in Europa, ha ceduto lo 0,23% penalizzata dai rischi sui conti pubblici evidenziati dalla Bce e dal calo del comparto bancario. Sul listino principale, il Monte dei Paschi è stata protagonista; l'ad Fabrizio Viola ha parlato ieri del piano industriale, corretto dalla Ue, che il cda ha iniziato ad esaminare: "E' fattibile", ha detto mostrandosi fiducioso. Debutto positivo sull'Aim per Safe Bag - il titolo della compagnia che assicura e "impacchetta" i bagagli negli aeroporti. La Popolare di Milano, in rally ieri con le parole del presidente Bonomi sul cambio di governance, continua a salire. Nel resto del Vecchio Continente, come ieri domina la cautela: Francoforte e Londra restano sostanzialmente invariate, mentre Parigi è arretrata dello 0,3%.

Sul fronte macroeconomico si registra il dato dell'inflazione in Francia: i prezzi al consumo ad agosto sono aumentati dello 0,5% su mese e dello 0,9% su anno. In Spagna sono saliti dell'1,5% tendenziale e in Italia dell'1,2%. I venti di ripresa del Vecchio Continente, intanto, vengono certificati anche da Moody's: "Migliora lievemente il trend economico in Europa", come lo dimostra la crescita del Pil dello 0,3% nel secondo trimestre del 2013. "La percentuale di rating con outlook negativo o sotto osservazione per possibili downgrade è scesa leggermente per la prima volta in diversi trimestri a circa il 26% grazie al lieve miglioramento del trend", scrive l'agenzia di rating. Sempre la Bce ha alzato le stime sul Pil europeo, ma l'Italia mostra fatica nell'agganciare la ripresa e la produzione industriale cala ancora dell'1,1% mensile a luglio. Segno meno anche nell'intera Eurozona: -2,1% annuo.

Negli Stati Uniti, nella settimana terminata il 7 settembre, le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione negli Usa sono state 292mila, in calo di 31mila rispetto al dato della settimana precedente, 323mila. Il dato ha sorpreso positivamente gli analisti; Wall Street - dove dominano i timori su Siria e Fed - è comunque guardinga e il Dow Jones resta vicino alla pari, come il Nasdaq, mentre l'S&P500 cede lo 0,1%.

In Oriente, la Borsa di Tokyo ha chiuso in territorio negativo, frenata dal rafforzamento dello yen. L'indice dei 225 titoli-guida, il Nikkei, è scivolato dello 0,3% a quota 14.387,27 punti dopo essere entrato brevemente in territorio positivo ad inizio seduta e ben lontano dai massimi da 7 settimane della seduta precedente (14.561,46).

L'euro è intanto in leggero calo nei confronti della divisa statunitense: la moneta unica europea viene scambiata a 1,3286 dollari, rispetto al valore di 1,3314 fatto registrare ieri. Quanto infine alle materie prime, cala il prezzo dell'oro a New York: il metallo prezioso a dicembre scende verso quota 1.330 dollari l'oncia, cedendo quasi due punti e mezzo, mentre il petrolio a ottobre guadagna lo 0,46% a 108,01 dollari al barile.