Economia

Borse Ue in recupero, Tokyo vola.
Lo spread in calo dopo le primarie Pd

Il possibile avvio della riduzione degli stimoli monetari in America fa meno paura: l'economia a stelle e strisce cresce del 3,6%, la disoccupazione cala al 7% e il rialzo dei tassi resta ancora lontano. Le Borse Ue trattano senza particolari scossoni, ma migliorano con Wall Street e Milano chiude a +0,9%. Lo spread scende a 230 punti all'indomani del trionfo di Renzi come segretario del Pd. Il Giappone archivia la miglior seduta degli ultimi tre mesi

3 minuti di lettura
MILANO - Avvio di settimana cauto per le Borse del Vecchio continente, con un miglioramento nel finale di seduta legato al consolidamento dei livelli di Wall Street e in scia ai buoni dati sull'occupazione Usa. Strappa al rialzo, invece, l'Asia. Dopo alcune sedute fiacche gli investitori sembrano iniziare a scontare l'inizio del tapering tra dicembre e l'inizio dell'anno prossimo: il Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve che si riunisce il 17 e il 18 dicembre, potrebbe annunciare l'inizio della riduzione degli stimoli monetari da 85 miliardi di dollari al mese. Una mossa che il mercato si aspetta anche in considerazione del fatto che il Pil americano è cresciuto del 3,6% nel terzo trimestre dell'anno e la disoccupazione è calata al 7%. Il taglio degli stimoli, tuttavia, non corrisponderà a una stretta monetaria: il governatore uscente Ben Bernanke ha ribadito che i tassi resteranno ancora molto bassi a lungo (sono tra lo 0 e lo 0,25%) e il suo successore Janet Yellen pare intenzionata a confermare questa politica. Scommesse che sostengono l'Europa dove è chiaro che con la frenata dei mercati emergenti, la svolta per la ripresa economica arriverà da oltre oceano.

In questo contesto a Milano Piazza Affari chiude sui massimi di giornata con un guadagno dello 0,89% dopo aver oscillato a lungo intorno alla parità. Nel resto del Vecchio continente i listini chiudono con variazioni minori, ma in risalita in scia al rialzo di Wall Street: Parigi chiude a +022%, Londra a +0,11% mentre Francoforte si apprezza dello 0,33%. Tra i singoli titoli del listino milanese brilla il Monte dei Paschi (+4,9%), dopo che la Fondazione ha chiesto lo slittamento dell'aumento di capitale da 3 miliardi. Mediaset tratta a lungo sul lato opposto del paniere, salvo poi passare anch'essa in terreno positivo nel finale. Chi cede è invece Parmalat, che paga il peggioramento delle stime comunicato venerdì. Negli Stati Uniti, come accennato, alla chiusura dei mercati europei Wall Street conferma i livelli raggiunti venerdì dopo la diffusione del rapporto sull'occupazione americana. Il miglioramento del mercato del lavoro è stato accolto con favore dai mercati nonostante possa significare l'avvio del "tapering" già a dicembre. Il Nyse registra un andamento cauto, con il Dow Jones che sale dello 0,15%, mentre lo S&P e il Nasdaq aggiungono lo 0,3%.

L'euro chiude in rialzo a 1,3730 dollari, massimo da sei settimane, e tocca un record da cinque anni sullo yen a 141,60. I dati migliori del previsto sul mercato del lavoro Usa e sulla bilancia commerciale cinese spingono gli investitori ad acquisti considerati più rischiosi, come la moneta unica. Piuttosto stabile il cambio dollaro/yen, a 103,09. Lo spread tra Btp e Bund torna sotto quota 230 punti base, livelli dell'estate 2011, con il rendimento dei titoli italiani stabile però al 4,13%. All'indomani del trionfo di Matteo Renzi come segretario del Pd, i mercati non sembrano temere ripercussioni negative sulla tenuta del governo.

Sul fronte macroeconomico, il surplus commerciale tedesco si è ridotto a ottobre a 16,8 miliardi rispetto a settembre, mostrando un rialzo delle importazioni come, d'altra parte, auspicato dalla Commissione europea per sostenere la ripresa del Vecchio continente. Secondo i dati pubblicati oggi, le esportazioni, in base ai dati destagionalizzati, sono salite dello 0,2% su mese e dello 0,6% su anno, mentre l'import è salito del 2,9% su mese ed è sceso dell'1,6% su anno. Deludente invece la rilevazione sulla produzione industriale tedesca, che è scesa dell'1,2% congiunturale a ottobre e salita su anno dell'1%: il secondo calo consecutivo tradisce gli analisti, che puntavano su un rialzo.

La Borsa di Tokyo ha terminato in mattinata gli scambi in rialzo del 2,29%, archiviando la miglior seduta degli ultimi tre mesi grazie ai solidi guadagni di Wall Street in scia ai robusti dati sull'occupazione Usa di novembre. L'indice Nikkei ha guadagnato 350,35 punti, a 15.650,21, con la debolezza dello yen (il dollaro è volato a 103 e l'euro a 141), mentre il taglio del Pil nipponico a luglio-settembre (da +0,5% a +0,3% sul trimestre e da +1,9% a +1,1% su base annualizzata) ha avuto scarso impatto. Bene, infine, i dati sull'export cinese di novembre (+12,7% sui 12 mesi), con l'import a +5,3%.
 
Sul fronte delle materie prime, mentre in Europa terminano le contrattazioni il petrolio avanza poco mosso a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,02% a 97,63 dollari al barile. Per l'oro si registra un inizio di ottava con il segno positivo: al Comex le quotazioni salgono dello 0,6% a 1.236,1 dollari l'oncia, oltre 7 dollari in più rispetto al dato precedente. La scorsa settimana il metallo giallo ha evidenziato un calo del 2% in scia delle indicazioni positive arrivate dalla prima economia del mondo che rafforzano l'ipotesi di una progressiva riduzione degli stimoli monetari.