MILANO - Ultima seduta della settimana all'insegna dei timidi rialzi per le Borse europee, che superano l'iniziale debolezza legata alla chiusura incerta di Wall Street di ieri sera e alla cautela delle Borse asiatiche. Gli investitori erano in attesa dei dati sulla produzione industriale negli Stati Uniti, che è cresciuta in dicembre dello 0,3% e ha così centrato le attese degli analisti. Secondo i dati della Federal Reserve, inoltre, il tasso di utilizzo degli impianti è salito in dicembre al 79,2% dal 79,1% del mese precedente, dato rivisto al rialzo dal 79% precedente. Cala a sorpresa, invece, la fiducia dei consumatori americani: l'indicatore a dicembre è sceso a 80,4 punti dagli 82,5 punti di novembre, mentre le previsioni degli esperti si attestavano a 83,5 punti. Sulla scorta di queste rilevazioni, alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones sale dello 0,3%, mentre l'S&P 500 cede lo 0,1% e il Nasdaq lo 0,2%.
Senza indicazioni di rilievo in arrivo dal Vecchio continente, le attenzioni si sono concentrate anche sull'ondata di trimestrali. Dopo Intel, che ha deluso le attese, è stata la volta di American Express: nonostante l'aumento degli utili, ha segnato risultati sotto le aspettative. Morgan Stanley ha fatto meglio del consensus, mentre gli utili di General Electric sono saliti del 20%. Occhi puntati anche su Shell, che ha lanciato il suo primo profit warning dal 2004.
In Europa a Milano Piazza Affari parte in ribasso poi recupera fino a chiudere in progresso dello 0,47%, con il Ftse Mib che si attesta poco sotto quota 20mila punti trainato da Fiat, che guadagna oltre tre punti percentuali. Positiva Telecom Italia dopo il cda di ieri dal quale non sono emerse novità sulla vendita di Tim Brasil; riflettori accesi anche su Mps con la Fondazione che avrebbe iniziato a vendere quote della banca sul mercato. Nel resto del Vecchio continente Londra chiude in rialzo dello 0,2%, Francoforte dello 0,26% e Parigi dello 0,19%.
Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni, si stabilizza poco sopra 205 punti base con i titoli italiani che rendono, sul mercato secondario, il 3,8%. L'euro chiude sotto quota 1,36 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,3660 dollari, euro/yen a 141,35 e dollaro/yen a 104,25. Dal versante macroeconomico si registra unicamente la crescita delle vendite al dettaglio della Gran Bretagna: a dicembre sono salite del 2,6% su mese e del 5,3% su anno. Il rialzo tendenziale è il più robusto da ottobrec 2004, mentre quello mensile da febbraio 2010.
In Oriente, a Tokyo, l'indice Nikkei ha fatto registrare un -0,1% sulla prudenza degli investitori che aspettano i dati sulla produzione industriale in Cina: verranno diffusi lunedì, ma tra gli economisti serpeggia la convizione che il manifatturiero dell'ex impero celeste sia salito del 9,8%; sarebbe l'incremento più basso degli ultimi 5 mesi.
Sul fronte delle materie prime, a New York il contratto a febbraio del petrolio guadagna lo 0,7% a 94,69 dollari al barile, quello dell'oro con la medesima scadenza segna un +0,23% a 1.243 dollari all'oncia.
Senza indicazioni di rilievo in arrivo dal Vecchio continente, le attenzioni si sono concentrate anche sull'ondata di trimestrali. Dopo Intel, che ha deluso le attese, è stata la volta di American Express: nonostante l'aumento degli utili, ha segnato risultati sotto le aspettative. Morgan Stanley ha fatto meglio del consensus, mentre gli utili di General Electric sono saliti del 20%. Occhi puntati anche su Shell, che ha lanciato il suo primo profit warning dal 2004.
In Europa a Milano Piazza Affari parte in ribasso poi recupera fino a chiudere in progresso dello 0,47%, con il Ftse Mib che si attesta poco sotto quota 20mila punti trainato da Fiat, che guadagna oltre tre punti percentuali. Positiva Telecom Italia dopo il cda di ieri dal quale non sono emerse novità sulla vendita di Tim Brasil; riflettori accesi anche su Mps con la Fondazione che avrebbe iniziato a vendere quote della banca sul mercato. Nel resto del Vecchio continente Londra chiude in rialzo dello 0,2%, Francoforte dello 0,26% e Parigi dello 0,19%.
Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni, si stabilizza poco sopra 205 punti base con i titoli italiani che rendono, sul mercato secondario, il 3,8%. L'euro chiude sotto quota 1,36 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,3660 dollari, euro/yen a 141,35 e dollaro/yen a 104,25. Dal versante macroeconomico si registra unicamente la crescita delle vendite al dettaglio della Gran Bretagna: a dicembre sono salite del 2,6% su mese e del 5,3% su anno. Il rialzo tendenziale è il più robusto da ottobrec 2004, mentre quello mensile da febbraio 2010.
In Oriente, a Tokyo, l'indice Nikkei ha fatto registrare un -0,1% sulla prudenza degli investitori che aspettano i dati sulla produzione industriale in Cina: verranno diffusi lunedì, ma tra gli economisti serpeggia la convizione che il manifatturiero dell'ex impero celeste sia salito del 9,8%; sarebbe l'incremento più basso degli ultimi 5 mesi.
Sul fronte delle materie prime, a New York il contratto a febbraio del petrolio guadagna lo 0,7% a 94,69 dollari al barile, quello dell'oro con la medesima scadenza segna un +0,23% a 1.243 dollari all'oncia.