MILANO - Il Pd prepara il cambio alla guida del governo aprendo di fatto la crisi, ma allontana lo spettro di elezioni ribadendo la volontà di arrivare alla naturale conclusione della legislatura nel 2018. Di più, il segretario del Partito democratico, Matteo Renzi, che si candida alla sostituzione di Enrico Letta promette l'avvio di una fase costituente che cambi e rilanci il Paese. E così dopo una mattinata nervosa - nonostante il buon esito dell'asta Btp - lo spread e i tassi sui titoli di Stato tornano a scendere, mentre Piazza Affari riduce il rosso e chiude in calo dello 0,17%. In linea comunque con il resto d'Europa.
Dopo essere sprofondato fino al -1,6%, il Ftse Mib si riallinea al buon esito dell'asta Btp che ha bissato il successo della vigilia quando 8 miliardi di Bot erano stati venduti con rendimenti al minimo storico dello 0,676%. Oggi il ministero ha collocato 7,5 miliardi di titoli: Btp trentennali per 1,5 miliardi a fronte di richieste per 2,056 miliardi a un rendimento lordo del 4,59% contro il 5,19% del luglio scorso; 2,5 miliardi di settennali a fronte di una domanda pari a 3,433 miliardi a un tasso del 3,02% rispetto al precedente 3,17% e 3,5 miliardi di triennali a fronte di una richiesta pari a 5,019 miliardi a un rendimento dell'1,41%, il minimo dall'introduzione dell'euro. Lo spread scende a 204 punti con i titoli che sul mercato secondario rendono il 3,71%.
Per Ugo Borgheresi, consigliere Assiom Forex, il buon risultato dell'asta "agevola l'attesa di ulteriori misure di politica monetaria accomodante oltre che la percezione di un quadro macro apparentemente più roseo, mentre al momento non sembrano preoccupare le possibili evoluzioni sul fronte della politica interna" e quindi dell'ormai probabile staffetta Letta-Renzi a Palazzo Chigi.
Nel resto del Vecchio continente Londra ha ceduto lo 0,2%, Francoforte è salita dello 0,6% e Parigi arretra dello 0,23%. Sul fronte macroeconomico si registra il dato sull'inflazione in Germania dove è stata confermata all'1,3% su base annua, mentre a gennaio è calata dello 0,6% rispetto a dicembre. A conferma della parole del presidente della Bce, Mario Draghi, secondo cui non c'è alcuna tensione su prezzi nel medio termina alimentata dai bassi tassi d'interesse. Contrastata Wall Street: il Dow Jones è invariato come l'S&P 500, mentre il Nasdaq sale dello 0,4%.
Gli investitori approfittano dei guadagni delle ultime sedute per le loro prese di beneficio in attesa di capire se davvero l'economia degli Stati Uniti è in ripresa come ha detto il presidente della Federal Reserve, Janet Yellen. A deludere i mercati però sono i dati sulle vendite al dettaglio negli Usa calate a gennaio dello 0,4%, mentre gli economisti si aspettavano un dato invariato dopo il -0,1% di dicembre. In controtendenza anche il dato sui sussidi alla disoccupazione: le richieste sono aumentate di 8.000 unità a quota 339.000 (le attese erano per 330 mila unità). Non basta alle Borse il via libera del Congresso alla sospensione del tetto al debito Usa fino al 2015 scongiurando un nuovo shutdown delle attività federali dopo quello che ha bloccato per giorni gli Stati Uniti lo scorso autunno.
In mattinata, intanto, la Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in consistente calo in un mercato cauto sulla ripresa Usa dopo la pubblicazione degli ultimi dati e frenata dal rimbalzo dello yen. L'indice Nikkei dei titoli guida ha ceduto l'1,79%, mentre il più ampio indice Topix ha chiuso in calo dell'1,63%.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in lieve calo a 100,19 dollari per il barile Wti e 108,72 dollari per il Brent. L'oro è stabile a 1.291,55 dollari l'oncia sui livelli toccati alla vigilia. Da inizio anno il metallo giallo ha guadagnato il 7,1%, un rialzo che segue il calo del 28% segnato nel 2013. L'euro chiude sopra quota 1,36 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,3670 dollari e a 139,59 yen.
Dopo essere sprofondato fino al -1,6%, il Ftse Mib si riallinea al buon esito dell'asta Btp che ha bissato il successo della vigilia quando 8 miliardi di Bot erano stati venduti con rendimenti al minimo storico dello 0,676%. Oggi il ministero ha collocato 7,5 miliardi di titoli: Btp trentennali per 1,5 miliardi a fronte di richieste per 2,056 miliardi a un rendimento lordo del 4,59% contro il 5,19% del luglio scorso; 2,5 miliardi di settennali a fronte di una domanda pari a 3,433 miliardi a un tasso del 3,02% rispetto al precedente 3,17% e 3,5 miliardi di triennali a fronte di una richiesta pari a 5,019 miliardi a un rendimento dell'1,41%, il minimo dall'introduzione dell'euro. Lo spread scende a 204 punti con i titoli che sul mercato secondario rendono il 3,71%.
Per Ugo Borgheresi, consigliere Assiom Forex, il buon risultato dell'asta "agevola l'attesa di ulteriori misure di politica monetaria accomodante oltre che la percezione di un quadro macro apparentemente più roseo, mentre al momento non sembrano preoccupare le possibili evoluzioni sul fronte della politica interna" e quindi dell'ormai probabile staffetta Letta-Renzi a Palazzo Chigi.
Nel resto del Vecchio continente Londra ha ceduto lo 0,2%, Francoforte è salita dello 0,6% e Parigi arretra dello 0,23%. Sul fronte macroeconomico si registra il dato sull'inflazione in Germania dove è stata confermata all'1,3% su base annua, mentre a gennaio è calata dello 0,6% rispetto a dicembre. A conferma della parole del presidente della Bce, Mario Draghi, secondo cui non c'è alcuna tensione su prezzi nel medio termina alimentata dai bassi tassi d'interesse. Contrastata Wall Street: il Dow Jones è invariato come l'S&P 500, mentre il Nasdaq sale dello 0,4%.
Gli investitori approfittano dei guadagni delle ultime sedute per le loro prese di beneficio in attesa di capire se davvero l'economia degli Stati Uniti è in ripresa come ha detto il presidente della Federal Reserve, Janet Yellen. A deludere i mercati però sono i dati sulle vendite al dettaglio negli Usa calate a gennaio dello 0,4%, mentre gli economisti si aspettavano un dato invariato dopo il -0,1% di dicembre. In controtendenza anche il dato sui sussidi alla disoccupazione: le richieste sono aumentate di 8.000 unità a quota 339.000 (le attese erano per 330 mila unità). Non basta alle Borse il via libera del Congresso alla sospensione del tetto al debito Usa fino al 2015 scongiurando un nuovo shutdown delle attività federali dopo quello che ha bloccato per giorni gli Stati Uniti lo scorso autunno.
In mattinata, intanto, la Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in consistente calo in un mercato cauto sulla ripresa Usa dopo la pubblicazione degli ultimi dati e frenata dal rimbalzo dello yen. L'indice Nikkei dei titoli guida ha ceduto l'1,79%, mentre il più ampio indice Topix ha chiuso in calo dell'1,63%.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in lieve calo a 100,19 dollari per il barile Wti e 108,72 dollari per il Brent. L'oro è stabile a 1.291,55 dollari l'oncia sui livelli toccati alla vigilia. Da inizio anno il metallo giallo ha guadagnato il 7,1%, un rialzo che segue il calo del 28% segnato nel 2013. L'euro chiude sopra quota 1,36 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,3670 dollari e a 139,59 yen.