Economia

Piazza Affari consolida i rialzi con Draghi.
Spread in rialzo a quota 180, Mps volatile

La Bce lascia i tassi invariati, ma si attendono novità sulle misure per la liquidità e il credito a imprese e famiglie. Proseguono gli acquisti sui listini europei. Tokyo chiude in crescita dell'1,6%, grazie al rafforzamento di euro e dollaro sullo yen, Wall Street chiude leggermente in positivo

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MILANO - Il Ftse Mib di Milano lima i guadagni che lo avevano portato a trattare meglio degli altri listini europei dopo la mossa della Bce che non ha toccato il costo del denaro. La scelta è in linea con quanto si aspettavano gli economisti di Bloomberg: i dati macro positivi degli ultimi giorni, dalla fiducia nella ripresa all'inflazione, aveva convinto 40 di loro su un panel di 54 che non ci sarebbero stati cambiamenti nella politica monetaria. Anche la Bank of England, pochi minuti prima della Bce, non ha modificato il suo piano il suo piano. Il governatore Mario Draghi ha commentato positivamente le rilevazioni sulla ripresa economica e alzato le stime del Pil dell'Eurozona al +1,2% per il 2014, promettendo tassi bassi a lungo come bassa è la prospettiva di inflazione. Con queste stime positive, l'euro avanza sul dollaro e chiude a un picco di 1,3857 dollari, la quotazione più elevata dall'inizio dell'anno. La moneta comune ha inoltre toccato il massimo da un mese e mezzo sulla divisa nipponica a 142,71 yen.

In Italia, nonostante la Commissione Ue abbia bocciato pesantemente il Belpaese sui conti per l'eccesso di debito pubblico e le timide manovre per farlo rientrare, lo spread tra Btp e Bund continua a restare compresso su livelli bassi: il differenziale di rendimento è in area 180 punti base e il decennale italiano rende il 3,44% sul mercato secondario, in lieve crescita ma sempre a una manciata di punti base dal livello minimo di sempre del 2005. Anche Draghi ha sottolineato come siano stati i flussi di capitali dai mercati emergenti a sostenere il calo dello spread. Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,39%, con Mps sulle montagne russe: brillante in avvio, si sgonfia dopo la smentita della Fondazione sulla cessione di quote. Poco mossi gli altri listini Ue: il Ftse 100 di Londra chiude in rialzo dello 0,19%, il Cac 40 di Parigi guadagna lo 0,59%, mentre Francoforte è invariata (+0,01%).

Oltre all'annuncio delle scelte sui tassi da parte dell'Eurotower, i mercati hanno registrato la crescita degli ordini all'industria in Germania: +1,2% mensile a gennaio, sopra le attese. In Francia, il tasso di disoccupazione del quarto trimestre 2013 è sceso di 0,1 punti attestandosi al 9,8% della popolazione attiva. Negli Stati Uniti si segnala il calo delle richieste di sussidi di disoccupazione, scesi oltre le attese di 26mila unità a quota 323mila nell'ultima settimana. Gli ordini alle fabbriche sono calati a gennaio oltre le attese dello 0,7%.

A Wall Street le contrattazioni sono state poco mosse, ma in positivo: il Dow Jones avanza dello 0,38%, il Nasdaq sale dello 0,13%, l'S&P 500 cresce dello 0,17%. I mercati incassano l'ottimismo della Fed circa le prospettive dell'economia americana, che "dovrebbe andare meglio nel 2014 rispetto al 2013". Lo ha detto il governatore della Fed di New York, William Dudley, durante un'intervista al Wall Street Journal, in cui ha spiegato di prevedere un aumento del Pil "probabilmente sotto il 2%" nel primo trimestre", ma con una successiva traiettoria verso il 3%.

La Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in netto rialzo, dopo che euro e dollaro si sono apprezzati sullo yen per il rientrare dei venti di guerra. Alla chiusura, l'indice Nikkei ha guadagnato l'1,59% attestandosi a 15.134 punti, dopo avere segnato un incremento di oltre il 2% nel corso della seduta. Molto sostenuti gli scambi, con 2,25 miliardi di titoli passati di mano. A spingere i listini, oltre ai cambi tra le valute, è stata l'attesa per le mosse della Banca centrale del Giappone, che si riunisce la settimana prossima.

Quanto alle materie prime, il petrolio prosegue il calo di ieri a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,72% a 100,73 dollari al barile. L'oro con scadenza ad aprile scivola dello 0,25% a 1.338 dollari l'oncia.