MILANO - Prosegue l'avvicinamento alla riunione della Bce di giovedì e gli ultimi dati macroeconomici emersi spingono ulteriormente Mario Draghi a un'azione, che già molti si aspettano. Anche la Germania, infatti, ha mostrato un indebolimento dell'indice Pmi manifatturiero e soprattutto un andamento negativo dei prezzi a maggio, elemento che spinge per un intervento diretto contro la deflazione (Eurobarometro). Il rilievo odierno, poi, dell'indice dei prezzi al consumo dell'Eurozona mostra un nuovo calo dovuto soprattutto ai beni industriali e all'energia, mentre si lima leggermente il tasso di disoccupazione dell'area della moneta unica all'11,7%. In Italia, intanto, l'Istat certifica che nei primi tre mesi dell'anno il tasso di disoccupazione si è attestato al 13,6%, con il massimo storico del 46% per i giovani.
In attesa delle decisioni dell'Eurotower, i mercati chiudono in rosso. Il Ftse Mib di Milano segna una flessione dello 0,64%, peggio di Londra (-0,48%), Francoforte (-0,3%) e Parigi (-0,26%). A Piazza Affari, tra i singoli titoli si guarda ancora a Bpm: la banca giapponese Nomura ha alzato il suo rating a "buy" dal precedente "neutral". Stesso giudizio sul Banco Popolare, questa volta dagli analisti di BofA Merril Lynch, mentre Goldman Sachs boccia Campari e ne consiglia la vendita, nonostante abbia rilevato i marchi Braulio e Averna. Seduta nervosa per Mps, che corre a inizio seduta sulle voci di interesse da parte dei fondi americani, poi gira in rosso e chiude in rialzo dello 0,84%.
Wall Street avanza debole mentre i mercati europei si avviano alla chiusura e nonostante i dati incoraggianti pubblicati oggi: il Dow Jones cede lo 0,25%, l'S&P lima lo 0,2%, meglio del Nasdaq che perde lo 0,45%. Dal fronte macroeconomico arrivano segnali positivi: gli ordini all'industria salgono dello 0,7% mensile in aprile; si tratta del terzo aumento mensile consecutivo, dopo il +1,5% di marzo (dato rivisto dall'iniziale +0,9%) e contro un atteso +0,5%. A maggio, invece, l'indice Ism-Ny, termometro delle attività economiche nel distretto di New York, è balzato a quota 55,3 punti dal 50,6 di aprile. Lo spread, la differenza tra il rendimento dei Btp e dei Bund decennali, è in lieve calo a 158 punti base, livello riguadagnato all'indomani della vittoria alle elezioni di Matteo Renzi. I titoli decennali italiani rendono il 2,98% sul mercato secondario. L'euro si rafforza leggermente sopra quota 1,36 dollari: la moneta europea passa di mano a 1,3622 dollari e a 139,51 verso lo yen.
In Asia, l'indice Pmi manifatturiero cinese calcolato da Hsbc è diminuito a maggio a 49,4 punti, dai 49,7 punti della precedente rilevazione. Gli analisti si attendevano un dato stabile a 49,7 punti. La rilevazione è emersa dopo che la Borsa di Tokyo ha terminato gli scambi in rialzo dello 0,66%, in scia ai guadagni della Borsa americana di ieri sera. L'indice Nikkei, con lo yen in frenata sul dollaro, ha guadagnato 98,33 punti, portandosi sopra quota 15.000 per la prima volta in due mesi, a 15.034,25. Il governatore della Boj, la Banca del Giappone, Haruhiko Kuroda si è schierato apertamente contro un'uscita prematura del paese dai massicci piani di stimolo all'economia. "Discutere di piani prematuri di uscita dal quantitative easing - ha detto il governatore in Parlamento - rischia di confondere i mercati, come abbiamo visto dagli esempi provenienti oltreoceano".
Quanto infine alle materie prime, alla chiusura dei mercati europei il petrolio è invariato a New York a 102,4 dollari al barile. L'oro resta sui minimi da quattro mesi spinto al ribasso dai segnali di una ripresa dell'economia americana, tornata a crescere, secondo gli analisti, dopo la debacle del primo trimestre (-1%). Gli investitori sarebbero dunque meno propensi a depositare denaro nei beni rifugio, preferendo l'economia reale. Il metallo con consegna ad agosto perde lo 0,1% a 1.242 dollari l'oncia.
In attesa delle decisioni dell'Eurotower, i mercati chiudono in rosso. Il Ftse Mib di Milano segna una flessione dello 0,64%, peggio di Londra (-0,48%), Francoforte (-0,3%) e Parigi (-0,26%). A Piazza Affari, tra i singoli titoli si guarda ancora a Bpm: la banca giapponese Nomura ha alzato il suo rating a "buy" dal precedente "neutral". Stesso giudizio sul Banco Popolare, questa volta dagli analisti di BofA Merril Lynch, mentre Goldman Sachs boccia Campari e ne consiglia la vendita, nonostante abbia rilevato i marchi Braulio e Averna. Seduta nervosa per Mps, che corre a inizio seduta sulle voci di interesse da parte dei fondi americani, poi gira in rosso e chiude in rialzo dello 0,84%.
Wall Street avanza debole mentre i mercati europei si avviano alla chiusura e nonostante i dati incoraggianti pubblicati oggi: il Dow Jones cede lo 0,25%, l'S&P lima lo 0,2%, meglio del Nasdaq che perde lo 0,45%. Dal fronte macroeconomico arrivano segnali positivi: gli ordini all'industria salgono dello 0,7% mensile in aprile; si tratta del terzo aumento mensile consecutivo, dopo il +1,5% di marzo (dato rivisto dall'iniziale +0,9%) e contro un atteso +0,5%. A maggio, invece, l'indice Ism-Ny, termometro delle attività economiche nel distretto di New York, è balzato a quota 55,3 punti dal 50,6 di aprile. Lo spread, la differenza tra il rendimento dei Btp e dei Bund decennali, è in lieve calo a 158 punti base, livello riguadagnato all'indomani della vittoria alle elezioni di Matteo Renzi. I titoli decennali italiani rendono il 2,98% sul mercato secondario. L'euro si rafforza leggermente sopra quota 1,36 dollari: la moneta europea passa di mano a 1,3622 dollari e a 139,51 verso lo yen.
In Asia, l'indice Pmi manifatturiero cinese calcolato da Hsbc è diminuito a maggio a 49,4 punti, dai 49,7 punti della precedente rilevazione. Gli analisti si attendevano un dato stabile a 49,7 punti. La rilevazione è emersa dopo che la Borsa di Tokyo ha terminato gli scambi in rialzo dello 0,66%, in scia ai guadagni della Borsa americana di ieri sera. L'indice Nikkei, con lo yen in frenata sul dollaro, ha guadagnato 98,33 punti, portandosi sopra quota 15.000 per la prima volta in due mesi, a 15.034,25. Il governatore della Boj, la Banca del Giappone, Haruhiko Kuroda si è schierato apertamente contro un'uscita prematura del paese dai massicci piani di stimolo all'economia. "Discutere di piani prematuri di uscita dal quantitative easing - ha detto il governatore in Parlamento - rischia di confondere i mercati, come abbiamo visto dagli esempi provenienti oltreoceano".
Quanto infine alle materie prime, alla chiusura dei mercati europei il petrolio è invariato a New York a 102,4 dollari al barile. L'oro resta sui minimi da quattro mesi spinto al ribasso dai segnali di una ripresa dell'economia americana, tornata a crescere, secondo gli analisti, dopo la debacle del primo trimestre (-1%). Gli investitori sarebbero dunque meno propensi a depositare denaro nei beni rifugio, preferendo l'economia reale. Il metallo con consegna ad agosto perde lo 0,1% a 1.242 dollari l'oncia.