MILANO - Il Fomc, il comitato di politica monetaria della Federal Reserve, torna a prendersi le luci della ribalta dopo aver lasciato il palcoscenico alla Bce di Mario Draghi. Oggi il braccio armato della Fed si riunisce - nel primo di due giorni di appuntamenti - per arrivare domani alla decisione sulla prosecuzione del tapering, la graduale stretta all'acquisto di bond che per il momento ha limato di 10 miliardi al mese il sostegno straordinario della Banca centrale Usa all'economia. Secondo le aspettative del panel di 43 economisti di Bloomberg, i banchieri centrali americani decideranno di procedere con il quinto taglio consecutivo e portare quindi l'ammontare degli acquisti a 35 miliardi di dollari al mese.
E' questa la decisione più attesa della settimana, in una giornata che registra anche la delusione per l'indice Zew della Germania: la fiducia degli imprenditori tedeschi manca le aspettative e a giugno l'indice scende a 29,8 punti. Si tratta del sesto mese consecutivo in discesa e il livello più basso da dicembre 2012, mentre gli economisti si aspettavano un rialzo a 35 punti. Gli investitori continuano poi a soppesare lo stop alla trasmissione di gas dalla Russia all'Ucraina oltre che l'avanzata dei ribelli jihadisti iracheni che mette a rischio le forniture di petrolio.
Questi due scenari di tensione hanno contribuito, ieri, a indebolire per il secondo giorno consecutivo lo Stoxx 600, sceso dell'1,2% e di nuovo lontano dai massimi a sei anni toccati il 10 giugno. A Francoforte, intanto, si riunisce il consiglio direttivo della Bce, dal quale non si attendono però novità di rilievo dopo le ultime decisioni storiche sul taglio dei tassi e le nuove iniezioni di liqudità, mentre a Roma si è conclusa la missione in Italia del Fondo monetario internazionale, che chiede di più sul debito pubblico, definisce "ambizioso" il programma di Renzi ma auspica si vada avanti spediti con le riforme.
Oltre all'andamento della fiducia delle imprese tedesche, l'agenda macroeconomica odierna prevede numerosi spunti interessanti (la settimana dei mercati). Si comincia con i dati sulle immatricolazioni europee dell'Acea: a maggio sono cresciute del 4,3% nell'Ue, per un +6,6% da inizio anno, ma l'Italia stona con un -3,8% e Fiat Chrysler Automobiles perde il 2,9% di vendite a maggio per una quota del 6,3%. Positivo l'andamento della bilancia commerciale italiana, che amplia il surplus di aprile a 3,5 miliardi, mentre in Gran Bretagna l'inflazione di maggio registra un calo dello 0,1% mensile e un +1,5% su anno. Negli Stati Uniti sono stati pubblicati i dati sui prezzi al consumo, saliti dello 0,4% a maggio e superiori alle attese, e dei nuovi cantieri: hanno deluso le previsioni con un -6,5%.
In questo contesto, i listini azionari europei chiudono timidi dopo i cali di ieri: Milano, dopo essere passata in negativo alla pubblicazione dello Zew, chiude poi sulla parità (+0,09%), non distante dalle altre Piazze europee: Londra +0,18%, Francoforte +0,37%, Parigi +0,58%. Ancora sugli scudi il Monte dei Paschi, alla seconda settimana di aumento di capitale e di nuovo in rally; da monitorare, sempre perché coinvolta in un aumento di capitale, Carige. Permane debole Telecom Italia, dopo che i soci italiani hanno chiesto la scissione della holding Telco. Mondadori ha invece annunciato che ha avviato un aumento di capitale pari al 6% delle azioni attualmente esistenti e che collocherà una pari quantità di azioni proprie sul mercato. Wall Street, non riesce a decollare dopo i dati negativi sui cantieri: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones e lo S&P500 sono poco sotto la parità, mentre il Nasdaq sale dello 0,2%.
Lo spread, la differenza tra il rendimento di Btp e Bund, avanza stabile: si attesta a 142 punti, con il rendimento del titolo italiano decennale al 2,82%. L'euro chiude in leggero ribasso a 1,3545 dollari, dopo aver oscillato tra 1,3587 e 1,3535 dollari. Anche i mercati valutari guardano alle conclusioni del direttivo della Federal Reserve, prevista per domani. Yen a 138,35 sull'euro e a 102,17 sul dollaro.
L'indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha concluso le contrattazioni con un guadagno dello 0,29% a 14.975,97 punti. Il trend rialzista della piazza nipponica si è registrato fin dall'inizio della seduta, trainato dall'andamento di Wall Street e da un dollaro un pò più forte rispetto allo yen. Ha inciso, sulla tendenza positiva, anche l'intenzione del governo giapponese di abbassare le imposte per le imprese. L'indice Topix ha ugualmente guadagnato lo 0,29% (+3,52 punti) concludendo la giornata a 1.238,20 punti. Non si è ripercosso eccessivamente il dato negativo proveniente dalla Cina, dove gli investimenti esteri in Cina sono risultati in calo nel mese di maggio del 6,7% su anno. Le cifre ufficiali segnalano una prudenza degli investitori asiatici ed europei.
Il petrolio si stabilizza dopo la corsa dei giorni scorsi sull'onda delle notizie dall'Iraq. Il greggio Wti tratta sotto quota 107 dollari al barile, il Brent sale di mezzo punto percentuale a 113,5 dollari. Debole l'oro: quando in Europa si fermano gli scambi, il metallo giallo lima qualche punto a 1.270 dollari l'oncia.
E' questa la decisione più attesa della settimana, in una giornata che registra anche la delusione per l'indice Zew della Germania: la fiducia degli imprenditori tedeschi manca le aspettative e a giugno l'indice scende a 29,8 punti. Si tratta del sesto mese consecutivo in discesa e il livello più basso da dicembre 2012, mentre gli economisti si aspettavano un rialzo a 35 punti. Gli investitori continuano poi a soppesare lo stop alla trasmissione di gas dalla Russia all'Ucraina oltre che l'avanzata dei ribelli jihadisti iracheni che mette a rischio le forniture di petrolio.
Questi due scenari di tensione hanno contribuito, ieri, a indebolire per il secondo giorno consecutivo lo Stoxx 600, sceso dell'1,2% e di nuovo lontano dai massimi a sei anni toccati il 10 giugno. A Francoforte, intanto, si riunisce il consiglio direttivo della Bce, dal quale non si attendono però novità di rilievo dopo le ultime decisioni storiche sul taglio dei tassi e le nuove iniezioni di liqudità, mentre a Roma si è conclusa la missione in Italia del Fondo monetario internazionale, che chiede di più sul debito pubblico, definisce "ambizioso" il programma di Renzi ma auspica si vada avanti spediti con le riforme.
Oltre all'andamento della fiducia delle imprese tedesche, l'agenda macroeconomica odierna prevede numerosi spunti interessanti (la settimana dei mercati). Si comincia con i dati sulle immatricolazioni europee dell'Acea: a maggio sono cresciute del 4,3% nell'Ue, per un +6,6% da inizio anno, ma l'Italia stona con un -3,8% e Fiat Chrysler Automobiles perde il 2,9% di vendite a maggio per una quota del 6,3%. Positivo l'andamento della bilancia commerciale italiana, che amplia il surplus di aprile a 3,5 miliardi, mentre in Gran Bretagna l'inflazione di maggio registra un calo dello 0,1% mensile e un +1,5% su anno. Negli Stati Uniti sono stati pubblicati i dati sui prezzi al consumo, saliti dello 0,4% a maggio e superiori alle attese, e dei nuovi cantieri: hanno deluso le previsioni con un -6,5%.
In questo contesto, i listini azionari europei chiudono timidi dopo i cali di ieri: Milano, dopo essere passata in negativo alla pubblicazione dello Zew, chiude poi sulla parità (+0,09%), non distante dalle altre Piazze europee: Londra +0,18%, Francoforte +0,37%, Parigi +0,58%. Ancora sugli scudi il Monte dei Paschi, alla seconda settimana di aumento di capitale e di nuovo in rally; da monitorare, sempre perché coinvolta in un aumento di capitale, Carige. Permane debole Telecom Italia, dopo che i soci italiani hanno chiesto la scissione della holding Telco. Mondadori ha invece annunciato che ha avviato un aumento di capitale pari al 6% delle azioni attualmente esistenti e che collocherà una pari quantità di azioni proprie sul mercato. Wall Street, non riesce a decollare dopo i dati negativi sui cantieri: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones e lo S&P500 sono poco sotto la parità, mentre il Nasdaq sale dello 0,2%.
Lo spread, la differenza tra il rendimento di Btp e Bund, avanza stabile: si attesta a 142 punti, con il rendimento del titolo italiano decennale al 2,82%. L'euro chiude in leggero ribasso a 1,3545 dollari, dopo aver oscillato tra 1,3587 e 1,3535 dollari. Anche i mercati valutari guardano alle conclusioni del direttivo della Federal Reserve, prevista per domani. Yen a 138,35 sull'euro e a 102,17 sul dollaro.
L'indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha concluso le contrattazioni con un guadagno dello 0,29% a 14.975,97 punti. Il trend rialzista della piazza nipponica si è registrato fin dall'inizio della seduta, trainato dall'andamento di Wall Street e da un dollaro un pò più forte rispetto allo yen. Ha inciso, sulla tendenza positiva, anche l'intenzione del governo giapponese di abbassare le imposte per le imprese. L'indice Topix ha ugualmente guadagnato lo 0,29% (+3,52 punti) concludendo la giornata a 1.238,20 punti. Non si è ripercosso eccessivamente il dato negativo proveniente dalla Cina, dove gli investimenti esteri in Cina sono risultati in calo nel mese di maggio del 6,7% su anno. Le cifre ufficiali segnalano una prudenza degli investitori asiatici ed europei.
Il petrolio si stabilizza dopo la corsa dei giorni scorsi sull'onda delle notizie dall'Iraq. Il greggio Wti tratta sotto quota 107 dollari al barile, il Brent sale di mezzo punto percentuale a 113,5 dollari. Debole l'oro: quando in Europa si fermano gli scambi, il metallo giallo lima qualche punto a 1.270 dollari l'oncia.