Economia

Le Borse si stabilizzano con le rassicurazioni del Portogallo

La Banca Espirito Santo tranquillizza i mercati dopo il mancato pagamento di un bond del suo principale azionista: "Le perdite potenziali non compromettono il capitale". Il Tesoro colloca titoli a 3 e 15 anni con tassi a minimi record, salgono leggermente sui 7 anni. S&P conferma la tripla A alla Germania. Milano chiude in rialzo dello 0,6%, Wall Street debole

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MILANO - Le Borse europee rialzano solo in parte la testa dopo il crollo di ieri innescato dai timori di un crac della prima banca portoghese, il Banco Espirito Santo (Bes). A rassicurare gli investitori è arrivato un comunicato del comitato esecutivo dell'istituto che spiega: "Le perdite potenziali derivate dall'esposizione di Espirito Santo Group non compromette il rispetto dei requisiti di capitale". La catena di controllo della banca è legata a Espirito Santo International, controllante il 100% di Rioforte, che detiene il 49% di Espirito Santo Group, il quale ha in mano il 25% di Banco Espirito Santo. L'allarme è legato al mancato pagamento su alcuni titoli a breve di Espirito Santo International. Subito i mercati hanno pensato al crac ed è scattata una luce rossa che ha fortemente influenzato la chiusura in ribasso delle borse europee. Ma la stessa Banca centrale di Lisbona oggi ha tranquillizzato: Bes ha "sufficienti" riserve finanziarie per far fronte a "un impatto negativo" derivante dalla sua esposizione verso il resto del gruppo Espirito Santo; lo stesso Bes alla riammissione alla quotaz0ione oggi ha registrato un buon recupero.

In Italia, il ministero dell'Economia ha collocato 7,5 miliardi di euro di Btp in tre aste, al top del target, con i tassi dei titoli a 3 e 15 anni ai minimi record. I 3 miliardi di Btp triennali sono stati collocati allo 0,84%, contro lo 0,89% della precedente asta e la domanda è stata di 1,49 volte l'offerta. I 2,5 miliardi di euro di Btp con scadenza 2030 sono stati venduti al minimo record del 3,44%, contro il precedente 3,575%. La domanda è stata 1,42 volte l'offerta. Infine i 2 miliardi di euro di titoli con scadenza a sette anni sono stati collocati al 2,17% contro il precedente 2,12%. La domanda è stata 1,35 volte l'offerta. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi, risalito ieri ai livelli visti prima delle elezioni europee di fine maggio, si restringe di nuovo in area 170 punti base, con il rendimento dei decennali italiani al 2,9% sul mercato secondario.

In questo contesto, a Milano, Piazza Affari riduce i guadagni al +0,61% finale dopo essere rimbalzata dell'1,5%, con il comparto delle popolari che torna a mettersi in evidenza dopo i chiari di luna dei giorni scorsi. Sotto i riflettori Indesit dopo l'annuncio di Whirlpool che rileva il controllo della società dalla famiglia Merloni. Nel resto d'Europa, Londra chiude poco sopra la parità (+0,07%), Francoforte è debole -0,07%) e Parigi aggiunge lo 0,35%. Debole Wall Street: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones cede lo 0,2%, mentre l'S&P 500 è in ribasso dello 0,1% e il Nasdaq avanza dello 0,2%. Erano attesi i conti di Wells Fargo, che si sono rivelati in linea con le stime.

Sul fronte macroeconomico, in Germania i prezzi al consumo sono saliti dello 0,3%, a giugno, portando l'inflazione annua all'1%. L'agenzia di rating S&P ha confermato la tripla A all'economia tedesca, con outlook stabile. L'attenzione, però, è tutta concentrata sull'Italia che nonostante le turbolenze chiude una nuova asta positiva di titoli di Stato, dopo i record sui Bot annuali di ieri. L'euro chiude stabile a 1,3600 dollari e 137,79 yen.

In mattinata, Tokyo ha archiviato un'altra seduta in calo. Condizionato dal rafforzamento dello yen sui mercati valutari, l'indice Nikkei ha aperto la giornata in territorio negativo senza avere la forza di virare in positivo per tutta la durata degli scambi. In chiusura di giornata l'indice ha pero lo 0,3%. A pesare sull'umore degli investitori anche la cattiva performance di Wall Street, che ha chiuso in rosso sulla scia delle Borse europee tra le preoccupazioni che l'insolvenza del Bes possa innescare una nuova crisi del debito nell'Eurozona.

Sul fronte delle materie prime, è in ribasso il petrolio, con i future con scadenza ad agosto in discesa di 66 centesimi, lo 0,64%, a 102,27 dollari al barile. In frenata anche l'oro: i future del metallo prezioso con scadenza ad agosto cedono 3,10 dollari, lo 0,23%, a 1.336,10 dollari l'oncia.