MILANO - La Russia sospende le esercitazioni militari e i mercati rimbalzano speculando su un allentamento delle tensioni, mentre a Donetsk ancora si spara. In una giornata assolutamente priva di spunti macroeconomici e con scambi ridotti nella prima seduta della settimana di Ferragosto, il mercato si concentra sulle notizie geopolitiche. Mosca avrebbe richiamato le truppe interrompendo le esercitazioni militari ai confini orientali dell'Ucraina e ha interrotto le operazioni aeree. Un segnale di distensione accolto con fiducia dai mercati già preoccupati per il Medio Oriente, dove continuano i raid americani in Iraq contro i jihadisti.
In questo contesto a Milano, Piazza Affari, dopo aver ridotto i guadagni in scia alla revisione al ribasso delle stime sul Pil di Moody's, ha chiuso in rialzo dell'1,39% spinta dal contesto internazionale. Attesa per l'asta Bot di domani, anche se preoccupano gli alti volumi, molto rari per il periodo agostano: secondo gli addetti ai lavori i grandi fondi internazionali sono tornati a vedere i titoli italiani (l'agenda dei mercati). La Borsa di Londra ha guadagnato l'1%, quella di Parigi l'1,2% e Francoforte l'1,9%. Alla chiusura dell'Europa, positiva anche Wall Street dove il Dow Jones sale dello 0,3%, l'S&P 500 dello 0,6% e il Nasdaq dello 0,9%.
Sul listino italiano sotto i riflettori il titolo Mps: a Siena si è riunita la deputazione generale della Fondazione Mps per la nomina del presidente e della deputazione amministratrice. Riflettori anche su Fiat: la società ha comunicato che entro la prima settimana di settembre si conoscerà l'esito sull'esercizio del diritto di recesso dalla fusione con Chrysler. L'euro chiude sotto quota 1,34 dollari.
La moneta europea passa di mano a 1,385 dollari, dopo aver oscillato tra 1,4314 e 1,3380 dollari. Stabile lo spread in vista dell'asta di domani: i Btp rendono il 2,78%, 172 punti base più dei bund tedeschi e 25 più dei bonos spagnoli.
Inizio di settimana in forte rialzo alla Borsa di Tokyo, che ha fatto segnare l'impennata più marcata in un'unica seduta nell'arco di circa quattro mesi grazie ai massicci acquisti speculativi di titoli deprezzati da parte degli investitori nipponici, che hanno inoltre scommesso su un allentamento delle tensioni in Ucraina. Alla tendenza positiva ha inoltre contribuito il calo dello yen sui mercati valutari. Al termine delle contrattazioni l'indice Nikkei dei 225 titoli-guida si è così impennato a quota 15.130,52 dopo essere cresciuto di 352,15 punti pari al 2,38%: non saliva tanto in un giorno dalla metà di aprile, e ha quasi interamente recuperato il -2,98% perso nella seduta di venerdì scorso. Analogo l'andamento odierno del Topix relativo all'intero listino, che a sua volta ha guadagnato 24,25 punti pari all'1,97% per attestarsi in chiusura a quota 1.252,51.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio a settembre avanza dello 0,24% a 97,88 dollari al barile, l'oro a dicembre cede lo 0,14% a 1.309,10 dollari l'oncia.
In questo contesto a Milano, Piazza Affari, dopo aver ridotto i guadagni in scia alla revisione al ribasso delle stime sul Pil di Moody's, ha chiuso in rialzo dell'1,39% spinta dal contesto internazionale. Attesa per l'asta Bot di domani, anche se preoccupano gli alti volumi, molto rari per il periodo agostano: secondo gli addetti ai lavori i grandi fondi internazionali sono tornati a vedere i titoli italiani (l'agenda dei mercati). La Borsa di Londra ha guadagnato l'1%, quella di Parigi l'1,2% e Francoforte l'1,9%. Alla chiusura dell'Europa, positiva anche Wall Street dove il Dow Jones sale dello 0,3%, l'S&P 500 dello 0,6% e il Nasdaq dello 0,9%.
Sul listino italiano sotto i riflettori il titolo Mps: a Siena si è riunita la deputazione generale della Fondazione Mps per la nomina del presidente e della deputazione amministratrice. Riflettori anche su Fiat: la società ha comunicato che entro la prima settimana di settembre si conoscerà l'esito sull'esercizio del diritto di recesso dalla fusione con Chrysler. L'euro chiude sotto quota 1,34 dollari.
La moneta europea passa di mano a 1,385 dollari, dopo aver oscillato tra 1,4314 e 1,3380 dollari. Stabile lo spread in vista dell'asta di domani: i Btp rendono il 2,78%, 172 punti base più dei bund tedeschi e 25 più dei bonos spagnoli.
Inizio di settimana in forte rialzo alla Borsa di Tokyo, che ha fatto segnare l'impennata più marcata in un'unica seduta nell'arco di circa quattro mesi grazie ai massicci acquisti speculativi di titoli deprezzati da parte degli investitori nipponici, che hanno inoltre scommesso su un allentamento delle tensioni in Ucraina. Alla tendenza positiva ha inoltre contribuito il calo dello yen sui mercati valutari. Al termine delle contrattazioni l'indice Nikkei dei 225 titoli-guida si è così impennato a quota 15.130,52 dopo essere cresciuto di 352,15 punti pari al 2,38%: non saliva tanto in un giorno dalla metà di aprile, e ha quasi interamente recuperato il -2,98% perso nella seduta di venerdì scorso. Analogo l'andamento odierno del Topix relativo all'intero listino, che a sua volta ha guadagnato 24,25 punti pari all'1,97% per attestarsi in chiusura a quota 1.252,51.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio a settembre avanza dello 0,24% a 97,88 dollari al barile, l'oro a dicembre cede lo 0,14% a 1.309,10 dollari l'oncia.