MILANO - Le Borse globali risollevano la testa dopo la striscia di debolezza che ha caratterizzato le ultime sedute: secondo i calcoli di Boomberg, dal livello record toccato lo scorso 18 settembre sono "spariti" circa 900 miliardi di dollari dalle valutazioni delle azioni di tutto il mondo. L'esacerbarsi del conflitto in Medio Oriente e i fondati timori sul rallentamento della ripresa economica, con l'Europa in testa a frenare, ma anche la Cina con un andamento altalenante, hanno fatto scattare le vendite.
Oggi sulle decisioni degli investitori ha pesato a lungo il dato sulla fiducia degli imprenditori tedeschi, misurata attraverso l'indice Ifo che a settembre è sceso a 104,7 punti dai 106,3 punti di agosto: è il peggior dato da aprile 2013. Gli analisti si attendevano un calo a 105,8 (ai minimi quindi da 16 e non 17 mesi). In agenda spicca anche la fiducia dei consumatori italiani, che rimane sostanzialmente invariata a settembre. Dall'Istat arriva anche l'indicazione di un miglioramento del saldo commerciale extra-Ue dell'Italia, a 14,7 miliardi in otto mesi. Negli Usa, intanto, le richieste di mutui nell'ultima settimana sono calate del 4,1%, mentre le vendite di case nuove in agosto sono salite del 18%.
Dopo l'iniziale debolezza, i listini hanno recuperato al traino di Wall Street: il Ftse Mib di Piazza Affari ha chiuso in rialzo dell'1,67%, meglio di Parigi (+1,25%), di Londra (+0,43%) e di Francoforte (+0,7%). Tra i casi aziendali milanesi si segnala l'ok di Banca Etruria a trasformare la società da Popolare a spa: il presidente Lorenzo Rosi ha anche le deleghe per trovare il partner bancario. Tornano le vendite su Yoox, che ieri aveva invertito il recente trend negativo con le notizie del boom di Alibaba e della prossima quotazione di Zalando. E Wall Street chiude in
rialzo. Il Dow Jones guadagna lo 0,9% a quota 17.210,06; ancora meglio il Nasdaq cresciuto dell'1,03% a 4.555,22 punti.
L'euro finisce in calo sotto quota 1,28 dollari, aggiornando i minimi dal luglio del 2013. La moneta europea passa di mano a 1,2794 dopo avere oscillato tra 1,2773 e un top di 1,2863. Il cambio con lo yen è a 139,25. Lo spread tra il Btp e il Bund è stabile in area 136 punti con un rendimento al 2,37%.
L'indice Msci dell'Asia-Pacifico si è mostrato oggi poco mosso: tratta a un livello di 13,6 volte gli utili stimati per le aziende che lo compongono, contro il 13,8 del 3 settembre che ha rappresentato il livello massimo dell'anno. In Europa, l'indice Stoxx600 è reduce dal peggior calo da 11 settimane: nella giornata di martedì ha lasciato sul terreno l'1,4%.
Giornata contrastata dunque per le piazze asiatiche: la Borsa di Tokyo torna operativa dopo una giornata di festività, ma registra un calo contenuto e l'indice Nikkei arretra dello 0,24% a 16.167,45 punti. Non serve agli investitori il fatto che s'indebolisca lo yen, mentre il premier nipponico, Shinzo Abe, si mantiene prudente sulla valuta. Positivi - nell'area orientale - i mercati cinesi, resta invece in rosso Sidney.
Il prezzo del petrolio è in lieve rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,05% a 91,61 dollari al barile. In rialzo anche l'oro a 1.224,50 dollari l'oncia. Il metallo giallo aveva quotato ieri 1.223,42 dollari dopo aver toccato sempre a settembre i minimi da gennaio.
Oggi sulle decisioni degli investitori ha pesato a lungo il dato sulla fiducia degli imprenditori tedeschi, misurata attraverso l'indice Ifo che a settembre è sceso a 104,7 punti dai 106,3 punti di agosto: è il peggior dato da aprile 2013. Gli analisti si attendevano un calo a 105,8 (ai minimi quindi da 16 e non 17 mesi). In agenda spicca anche la fiducia dei consumatori italiani, che rimane sostanzialmente invariata a settembre. Dall'Istat arriva anche l'indicazione di un miglioramento del saldo commerciale extra-Ue dell'Italia, a 14,7 miliardi in otto mesi. Negli Usa, intanto, le richieste di mutui nell'ultima settimana sono calate del 4,1%, mentre le vendite di case nuove in agosto sono salite del 18%.
Dopo l'iniziale debolezza, i listini hanno recuperato al traino di Wall Street: il Ftse Mib di Piazza Affari ha chiuso in rialzo dell'1,67%, meglio di Parigi (+1,25%), di Londra (+0,43%) e di Francoforte (+0,7%). Tra i casi aziendali milanesi si segnala l'ok di Banca Etruria a trasformare la società da Popolare a spa: il presidente Lorenzo Rosi ha anche le deleghe per trovare il partner bancario. Tornano le vendite su Yoox, che ieri aveva invertito il recente trend negativo con le notizie del boom di Alibaba e della prossima quotazione di Zalando. E Wall Street chiude in
rialzo. Il Dow Jones guadagna lo 0,9% a quota 17.210,06; ancora meglio il Nasdaq cresciuto dell'1,03% a 4.555,22 punti.
L'euro finisce in calo sotto quota 1,28 dollari, aggiornando i minimi dal luglio del 2013. La moneta europea passa di mano a 1,2794 dopo avere oscillato tra 1,2773 e un top di 1,2863. Il cambio con lo yen è a 139,25. Lo spread tra il Btp e il Bund è stabile in area 136 punti con un rendimento al 2,37%.
L'indice Msci dell'Asia-Pacifico si è mostrato oggi poco mosso: tratta a un livello di 13,6 volte gli utili stimati per le aziende che lo compongono, contro il 13,8 del 3 settembre che ha rappresentato il livello massimo dell'anno. In Europa, l'indice Stoxx600 è reduce dal peggior calo da 11 settimane: nella giornata di martedì ha lasciato sul terreno l'1,4%.
Giornata contrastata dunque per le piazze asiatiche: la Borsa di Tokyo torna operativa dopo una giornata di festività, ma registra un calo contenuto e l'indice Nikkei arretra dello 0,24% a 16.167,45 punti. Non serve agli investitori il fatto che s'indebolisca lo yen, mentre il premier nipponico, Shinzo Abe, si mantiene prudente sulla valuta. Positivi - nell'area orientale - i mercati cinesi, resta invece in rosso Sidney.
Il prezzo del petrolio è in lieve rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dello 0,05% a 91,61 dollari al barile. In rialzo anche l'oro a 1.224,50 dollari l'oncia. Il metallo giallo aveva quotato ieri 1.223,42 dollari dopo aver toccato sempre a settembre i minimi da gennaio.