MILANO - Piazza Affari riparte da zero e riesce a registrare una performance positiva, dopo che il ribasso della scorsa settimana (-3,4%) ha praticamente azzerato i guadagni da inizio anno. Al listino milanese restano poco più di 7 settimane per provare a chiudere il 2014 in territorio positivo, la situazione, però, resta incerta. La ripresa economica è lontana e le manovre della Bce - per il momento - non sono riuscite ad avere l'effetto positivo ottenuto dalla Fed negli Stati Uniti. Anche per questo la scorsa settimana il presidente dell'Eurotower, Mario Draghi, ha annunciato di aver dato mandato allo staff della Banca centrale europea di studiare nuove misure.
Dal punto di vista macroeconomico, la giornata (l'agenda dei mercati) di oggi offre pochi spunti. In Italia si conferma la difficoltà del settore produttivo con i dati sulla produzione industriale di settembre: il calo del 2,9% annuo è il peggiore degli ultimi dodici mesi e va ben peggio delle aspettative, che certo non erano rosee. Anche Moody's si rivela più che cauta sulle possibilità di ripresa. Su agosto l'indicatore scende invece dello 0,9% e manda in fumo il rimbalzo dello 0,3% su luglio. In Cina, l'inflazione resta all'1,6% annuale a ottobre,come a settembre, ai minimi da cinque anni. Si base mensile i prezzi al consumo sono piatti. Il rischio di deflazione è considerato serio, visto che l'economia è destinata a rallentare ancora nei prossimi trimestri.
I dati più interessanti per capire lo stato dell'economia mondiale arriveranno sul finire della settimana con le stime preliminari per il Pil del terzo trimestre nell'Eurozona che dovrebbero confermare un quadro vicino alla stagnazione in Germania e Francia e ancora un calo in Italia. Le indicazioni sinora disponibili suggeriscono che la fase di debolezza è proseguita in autunno. A fronte della fragile ripresa ciclica, l'inflazione fatica a risalire dai minimi di fine estate. Le seconde stime dovrebbero confermare la dinamica annua dei prezzi al consumo a 0,4% da un precedente 0,3% nella media area euro in calo in Germania, in recupero in Spagna (ma a fronte di un calo inaspettato della dinamica sottostante a -0,2%) e in Italia (ma unicamente per via del rimbalzo dei prezzi energetici regolamentati). Per quanto riguarda gli Stati Uniti, il dato più importante sarà comunicato venerdì con le vendite al dettaglio di ottobre.
In questo contesto a Milano, Piazza Affari accelera sul finale di seduta e chiude in rialzo dello 0,85% in scia agli altri mercati del Vecchio continente: Londra sale dello 0,51%, Francoforte dello 0,57% e Parigi aggiunge lo 0,79%. Debole, ma in territorio positivo, Wall Street: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones sale dello 0,1% a 17.594,37 punti, il Nasdaq è in rialzo dello 0,4% e lo S&P 500 è in risalia dello 0,2%. Tra i singoli titoli milanesi, fallisce la risalita di Saipem, inizialmente positiva sul possibile disegno di vendita. Il corso di Atlantia si giova invece della buona trimestrale, spinta dalla performance degli Aeroporti di Roma. Sul fronte internazionale resta calda la partita per il ClubMed, con l'imprenditore italiano Andrea Bonomi pronto a rilanciare. Bene Mediaset alla vigilia del cda sulla terza trimestrale del gruppo.
L'euro si muove sotto quota 1,25 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,244 dollari, dopo essere scesa a un minimo di due anni di 1,2358 dollari venerdì scorso. Euro/yen a 142,67 e dollaro/yen a 114,4. Leggera chiusura dello spread, in calo verso 150 punti, con i Btp decennali che rendono il 2,34% in attesa della nuova tornata di aste in programma nel prosieguo della settimana.
In mattinata, la Borsa di Tokyo chiude in ribasso sulla scia delle prese di beneficio e di uno yen in rialzo. L'indice Nikkei arretra dello 0,59% a 16.780,53 punti. Sul fronte delle materie prime il prezzo del petrolio è in rialzo sulla spinta dei dati sulle esportazioni cinesi che indicano un incremento della domanda. A New York le quotazioni salgono dello 0,75% a 79,24 dollari al barile. I future a dicembre dell'oro si attestano in ribasso dello 0,2%, 2,50 dollari, a 1.167,30 dollari l'oncia, dopo il netto recupero di venerdì.
Dal punto di vista macroeconomico, la giornata (l'agenda dei mercati) di oggi offre pochi spunti. In Italia si conferma la difficoltà del settore produttivo con i dati sulla produzione industriale di settembre: il calo del 2,9% annuo è il peggiore degli ultimi dodici mesi e va ben peggio delle aspettative, che certo non erano rosee. Anche Moody's si rivela più che cauta sulle possibilità di ripresa. Su agosto l'indicatore scende invece dello 0,9% e manda in fumo il rimbalzo dello 0,3% su luglio. In Cina, l'inflazione resta all'1,6% annuale a ottobre,come a settembre, ai minimi da cinque anni. Si base mensile i prezzi al consumo sono piatti. Il rischio di deflazione è considerato serio, visto che l'economia è destinata a rallentare ancora nei prossimi trimestri.
I dati più interessanti per capire lo stato dell'economia mondiale arriveranno sul finire della settimana con le stime preliminari per il Pil del terzo trimestre nell'Eurozona che dovrebbero confermare un quadro vicino alla stagnazione in Germania e Francia e ancora un calo in Italia. Le indicazioni sinora disponibili suggeriscono che la fase di debolezza è proseguita in autunno. A fronte della fragile ripresa ciclica, l'inflazione fatica a risalire dai minimi di fine estate. Le seconde stime dovrebbero confermare la dinamica annua dei prezzi al consumo a 0,4% da un precedente 0,3% nella media area euro in calo in Germania, in recupero in Spagna (ma a fronte di un calo inaspettato della dinamica sottostante a -0,2%) e in Italia (ma unicamente per via del rimbalzo dei prezzi energetici regolamentati). Per quanto riguarda gli Stati Uniti, il dato più importante sarà comunicato venerdì con le vendite al dettaglio di ottobre.
In questo contesto a Milano, Piazza Affari accelera sul finale di seduta e chiude in rialzo dello 0,85% in scia agli altri mercati del Vecchio continente: Londra sale dello 0,51%, Francoforte dello 0,57% e Parigi aggiunge lo 0,79%. Debole, ma in territorio positivo, Wall Street: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones sale dello 0,1% a 17.594,37 punti, il Nasdaq è in rialzo dello 0,4% e lo S&P 500 è in risalia dello 0,2%. Tra i singoli titoli milanesi, fallisce la risalita di Saipem, inizialmente positiva sul possibile disegno di vendita. Il corso di Atlantia si giova invece della buona trimestrale, spinta dalla performance degli Aeroporti di Roma. Sul fronte internazionale resta calda la partita per il ClubMed, con l'imprenditore italiano Andrea Bonomi pronto a rilanciare. Bene Mediaset alla vigilia del cda sulla terza trimestrale del gruppo.
L'euro si muove sotto quota 1,25 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,244 dollari, dopo essere scesa a un minimo di due anni di 1,2358 dollari venerdì scorso. Euro/yen a 142,67 e dollaro/yen a 114,4. Leggera chiusura dello spread, in calo verso 150 punti, con i Btp decennali che rendono il 2,34% in attesa della nuova tornata di aste in programma nel prosieguo della settimana.
In mattinata, la Borsa di Tokyo chiude in ribasso sulla scia delle prese di beneficio e di uno yen in rialzo. L'indice Nikkei arretra dello 0,59% a 16.780,53 punti. Sul fronte delle materie prime il prezzo del petrolio è in rialzo sulla spinta dei dati sulle esportazioni cinesi che indicano un incremento della domanda. A New York le quotazioni salgono dello 0,75% a 79,24 dollari al barile. I future a dicembre dell'oro si attestano in ribasso dello 0,2%, 2,50 dollari, a 1.167,30 dollari l'oncia, dopo il netto recupero di venerdì.