Economia

Giappone al voto e fiducia tedesca in recupero: Borse ok

Il premier nipponico Abe annuncia lo scioglimento della Camera e la sospensione del previsto aumento dell'Iva. In Europa, dopo le parole di Draghi sulla Bce pronta a comprare bond sovrani, l'indice Zew sulla fiducia tedesca sale oltre le attese. Petrolio a 75 dollari al barile, mercato auto positivo. Milano chiude a +0,7%

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MILANO - I listini globali hanno accolto con ottimismo le scelte del premer giapponese Shinzo Abe, che dopo aver giocato molte carte nel mettere in piedi la sua 'Abenomics', politica ultraespansiva in cordata con la Bank of Japan, si trova alla guida di un Paese di nuovo in recessione. Come presvisto dagli analisti, il premier ha indicato elezioni anticipate facendo saltare il previsto aumento dell'Iva dall'8 al 10% (dopo che già nello scorso aprile l'Imposta era salita dal 5 all'8%) fino al 2017. Gli addetti ai lavori sperano che la mossa porti a un rilancio dell'economia nipponica. Un rilancio che si attende anche nel Vecchio continente, nonostante Mario Draghi abbia tracciato un quadro tutt'altro che positivo per la ripresa Ue, sulla quale pendono molti rischi di fallimento. Dall'istituto di ricerca tedesco di Mannheim arrivano i dati sullo Zew, l'indice sulla fiducia di investitori e analisti, che anticipa di sei mesi l'andamento della Germania: a novembre sale a 11,5 a novembre, sopra le attese per una crescita a 0,5 punti, interrompendo un declino che durava ormai da dieci mesi.

In scia a queste importanti indicazioni, i mercati si rafforzano. A Milano, Piazza Affari segna un progresso dello 0,71% finale, Francoforte chiude a +1,61% spinto dallo Zew, mentre Londra aggiunge lo 0,56% e Parigi lo 0,86%. Ieri le parole di Draghi, che ha confermato come la Bce abbia al vaglio l'acquisto di titoli di Stato, hanno fatto impennare sul finale una giornata fin lì timorosa. Passa in secondo piano, per gli investitori, quanto accade in Israele, con l'attacco a Gerusalemme rivendicato da Hamas e il timore di una nuova escalation di violenza in quell'aria cruciale e martoriata.

Wall Street, reduce da una seduta contrastata, è in lieve rialzo: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones avanza dello 0,2%, lo S&P 500 sale dello 0,4% e il Nasdaq aggiunge lo 0,5%. In mattinata, dopo il tracollo della vigilia del 3%, l'indice Nikkei della Borsa di Tokyo aveva chiuso con un rimbalzo del 2,18% anticipando l'annuncio del primo ministro Abe di sciogliere la Camera e andare a elezioni anticipate.

In Europa, osservato speciale di giornata è il comparto automobilistico, che in Italia significa Fiat Chrysler Automobiles, dopo i dati sul +6,2% di immatricolazioni in Europa a ottobre. Seguita anche Yoox: l'ad Federico Marchetti ha esercitato stock option che ne hanno fatto salire la quota al 7,8% dal precedente 5,3%. Sotto i riflettori Finmeccanica: ieri è arrivata da Hitachi un'offerta per Ansaldo Breda. Vola ancora Bialetti, per la quale si avvicina l'accordo con le banche sul debito. Lo spread Btp-Bund si stabilizza poco sopra quota 150 punti base, in linea con i livelli di ieri, con un rendimento del Btp decennale al 2,32%. Il dato sulla fiducia degli investitor tedeschi, tornata a crescere per la prima volta dall'inizio dell'anno, traina l'euro verso una chiusura in rialzo. La moneta comune passa di mano per 1,2525 dollari e 146,09 yen. Stabile a 116,62 il cambio dollaro/yen. (le valute).

Oltre allo Zew e al Giappone - e mentre il governo Renzi è impegnato nella battaglia per approvare in tempi rapidi il Jobs Act - l'agenda macroeconomica presenta i dati sui prezzi al consumo nel Regno Unito: l'inflazione registra uno 0,1% a ottobre, una variazione dell'1,3% su anno. Negli Usa, i prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono cresciuti in ottobre dello 0,2% mentre la sola componente core è cresciuta dello 0,4%. I dati resi noti dal dipartimento del commercio sono nettamente superiori alle attese degli analisti che si attendevano una flessione dello 0,1% per l'indice headline a fronte di un rialzo dello 0,1% per la componente core. Negli Usa, la fiducia dei costruttori edili è salita in novembre a 58, il secondo livello più alto dal 2005. Sul mattone, invece, sono arrivati dati negativi dalla Cina, dove i prezzi delle nuove case di ottobre sono scesi in 69 città sulle 70 monitorate: si tratta di un calo dei prezzi dello 0,8% su mese e del 2,5% su anno.

Le quotazioni del petrolio perdono terreno anche oggi, per il secondo giorno consecutivo (le materie prime). A New York il petrolio a dicembre cede lo 0,93% a 74,94 dollari al barile, l'oro con la stessa scadenza sale dello 0,88% a 1.193,9 dollari l'oncia.