Economia

Borse caute col petrolio a 75 dollari. Giappone osservato speciale

Mercati Ue poco mossi, in leggero ribasso Tokyo dopo l'annuncio di elezioni anticipate e lo stop al rincaro dell'Iva voluto dal premier Shinzo Abe. Piazza Affari ha chiuso in rialzo dello 0,14%. Buono il debutto di Rai Way, la società delle torri della televisione pubblica. Wall Street debole dopo i nuovi record, l'oro verso il secondo anno di cali

2 minuti di lettura
MILANO - La cautela domina sui mercati azionari, mentre il petrolio resta a livelli minimi che segnalano quanto sia fragile la situazione economica globale e il Giappone desta qualche preoccupazione, dopo essere scivolato di nuovo in recessione. Solo la Borsa americana, in questo panorama, è riuscita a staccarsi dalla debolezza generalizzata, grazie a un'economia in netta ripresa che di quando in quando si preoccupa per quanto accade nel Vecchio continente e nel Sol Levante, ma di fondo resta in fase ottimista. Oggi, però, Wall Street ritraccia dopo i record di ieri.

A Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha chiuso in rialzo dello 0,14%, si segnala il debutto borsistico positivo di Rai Way, la società delle torri della televisione pubblica. Da Londra, durante la giornata dedicata agli investitori, Generali ha detto che realizzerà in anticipo sul piano al 2015 il target di crescita della redditività, con un aumento del ritorno sul capitale (roe) operativo al 13%. Per questo, a maggio sarà presentato un nuovo piano. Da monitorare anche Autogrill, sulla quale Ubs ha rialzato il giudizio a "neutrale" dal consiglio di "vendere". Bene il titolo Finmeccanica, all'indomani dell'annuncio dell'offerta di Hitachi per AnsaldoBreda. Prese di beneficio su Fca, reduce da una cavalcata del 40% nell'ultimo mese. Caute anche le altre Borse europee: Francoforte chiude a +0,17%, Parigi sale dello 0,09% e Londra arretra dello 0,19%. Sulla Borsa francese crolla Areva, il gigante del nucleare, dopo l'annuncio che non raggiungerà gli obiettivi per il 2014 e la sospensione nelle prospettive finanziarie per i prossimi due anni.

Male, come accennato, Wall Street: il Dow Jones perde lo 0,03%, il Nasdaq cede lo 0,57% mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,15%. Oggi l'agenda macro americana presentava le richieste di nuovi mutui, con una crescita del 4,9% nell'ultima settimana censita. Contrastati i dati sull'edilizia: i nuovi cantieri sono calati del 2,8% a ottobre, i permessi saliti del 4,8%. Gli addetti ai lavori aspettano la pubblicazione delle minute della Fed, nella serata italiana.

Il Giappone resta osservato speciale dei mercati, dopo che il premier Shinzo Abe ha annunciato lo scioglimento della Camera: vuole tornare alle urne, rafforzare la sua maggioranza e di lì la sua 'Abenomics', politica di rilancio di un Paese che è tornato in recessione. Abe ha anche ufficialmente spostato dall'ottobre 2015 al 2017 il previsto aumento dell'Iva dall'8 al 10%. Intanto la BoJ, la Banca centrale del Giappone, ha deciso di mantenere inalterata la sua politica monetaria ultra-accomodante e il suo massiccio programma di stimoli di 80 mila miliardi di yen (683 miliardi di dollari) l'anno, dopo che l'economia è tornata in recessione nel terzo trimestre. "L'economia giapponese - si legge nel rapporto della BoJ - continua la sua moderata ripresa, nonostante restino delle debolezze". La valutazione dell'export è migliorata e le prospettive da deboli diventano "piatte". Rispetto all'ultimo board, spaccato praticamente a metà, in questo caso solo il membro Takahide Kiuchi si è dissociato dalla posizione finale. Una vittoria per il governatore Haruhiko Kuroda, per il quale la recessione ha rappresentato uno slancio ad appiatire la minoranza interna contraria agli ultra-stimoli.

Dopo il recupero di ieri, l'indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso stamane la seduta in ribasso dello 0,32% a 17.288 punti. L'euro chiude in rialzo a 1,2541 dollari in attesa della diffusione delle minute della Fed. Non si è ancora quindi esaurita la spinta al rialzo derivante dal buon dato di ieri sulla fiducia degli investitori nell'economia tedesca. Sempre più giù lo yen, che aggiorna a quota 147,77 il minimo da sei anni sull'euro e a 117,78 il minimo da sette anni sul dollaro. Mentre il governo è impegnato nella battaglia politica per l'approvazione del Jobs Act e sembra aver trovato l'accordo nella maggioranza, lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi torna a scendere a 148 punti base, in lieve calo rispetto a ieri, con il rendimento dei titoli italiani che è al 2,32% sul mercato secondario.

Nel settore delle commodity si registra che le scorte settimanali di greggio degli Stati Uniti sono salite di 2,6 milioni di barili a 381,08 milioni di barili, laddove gli analisti avevano previsto una flessione di 800 mila barili. Resta la debolezza delle materie prime: dopo i dati sulle scorte, il prezzo del petrolio arretra sui circuiti di New York: il light crude Wti cede 53 cent a 74,08 dollari al barile. Il Brent di Londra perde 13 cent a 78,34 dollari al barile. L'oro a dicembre è fermo a 1.197 dollari l'oncia.