MILANO - L'Italia si appresta a incassare il via libera dell'Unione europea sui conti pubblici, per come emerge dalla lettera di raccomandazioni che la Commissione pubblicherà domani e che Repubblica anticipa in edicola. Resta il "monitoraggio" del rispetto dei parametri scritti nel Def dal governo, che prevedono per ora un tetto al 2,6% del deficit/Pil ma che devono ancora scontare la grana pensioni: i rimborsi per gli assegni la cui rivalutazione è stata congelata dal Salva-Italia a firma Monti-Fornero e del quale la Consulta ha dichiarato l'incostituzionalità. Ma se la Ue confermasse quanto sembra, cioè la richiesta di restare in un margine di sicurezza sotto il 3% ma non necessariamente al 2,6%, si potrebbe aprire un piccolo spazio per incrementare il deficit e ripagare parte dei rimborsi.
In attesa dei dettagli ulteriori da Bruxelles, i mercati digeriscono l'Eurogruppo che ha certificato solo parziali passi avanti sulla risoluzione della questione greca. Serve altro tempo per arrivare a definire un accordo e liberare così i 7,2 miliardi di aiuti internazionali per Atene, in cambio di un programma di riforma, hanno concluso ieri sera i ministri delle Finanze dell'area con la moneta unica. Intanto, però, si scioglie la tensione sul pagamento da parte del governo ellenico di una tranche da circa 760 milioni per rimborsare il Fmi: i funzionari del ministero dell'Economia hanno confermato di aver dato l'ordine di versare i denari, in tempo per la scadenza odierna. Secondo il quotidiano greco Kathimerini, avrebbero usato 650 milioni di riserve depositate proprio presso il Fmi, che vanno ricostituite entro un mese. Resta il fatto che di qui a pochi giorni la situazione - senza un accordo e quindi gli aiuti - si ripeterà: tra giugno e luglio ci sono scadenze ben più significative, di nuovo verso il Fondo e anche verso la Bce. Proprio alla Banca centrale sono arrivati a questo punto i segnali che aspettava: i piccoli progressi e il pagamento della rata che hanno permesso a Draghi di confermare il programma di liquidità d'emergenza per le banche elleniche. Anzi, domani la Bce potrebbe alzare il tetto a 80 miliardi.
I listini europei ampliano il rosso dopo una partenza debole, a testimonianza del periodo di prese di profitto generalizzate e spinte dall'innalzamento dei rendimenti sui titoli sovrani: Milano chiude in rosso dello 0,93%, dopo aver toccato un ribasso di un punto e mezzo circa. A Piazza Affari tiene banco la vicenda dell'affidamento a Enel - da parte del governo - dello sviluppo della banda larga: Telecom, tagliata fuori, potrebbe fare ricorso alla Ue. Sul comparto delle Tlc resta comunque alta l'attenzione perché Wind e 3 Italia si avvicinano alla fusione. Exor rilancia con 6,8 miliardi il tentativo di acquisizione di PartnerRe. Pesanti in chiusura anche le altre Borse Ue: Londra perde l'1,37%, Parigi l'1,06% e Francoforte l'1,76%. In negativo anche Wall Street: mentre chiudono i mercati europei il Dow Jones perde lo 0,1%, il Nasdaq cede lo 0,3%, mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,4%.
Restano accentuati i movimenti sui bond governativi: secondo gli analisti di Goldman Sachs, le aspettative sovradimensionate nei confronti del Quantitative easing della Bce hanno portato a valutazioni eccessive dei titoli di Stato, generando nella prima parte di maggio un'ondata di vendite e prese di beneficio. "La prima parte del mese ha visto un calendario pieno di eventi a rischio per i mercati, come non si vedeva da un po' di tempo", ha commentato Manpreet Gill di Standard Chartered alla televisione di Bloomberg. "Vista la forza dei mercati nel primo trimestre dell'anno, ora hanno sfruttato l'occasione per prendere profitto". Il rendimento del Treasury a 10 anni sale al 2,298% ma nel durante era arrivato al 2,366%, massimo del 14 novembre scorso. Lo spread Btp-Bund parte in rialzo: il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si attesta a 115 punti base, in linea con i livelli registrati ieri in chiusura. Il rendimento del Btp decennale sale all'1,87%, ma sale anche il Bund tedesco. Il Tesoro registra il collocamento di 6,5 miliardi di Bot a 12 mesi, con un rapporto di copertura all'1,81 e un rendimento medio dello 0,027 (1 punto base in più dell'asta precedente). Rialzo per il cambio euro-dollaro, con la divisa unica che torna a 1,124.
L'agenda macronomica europea è piuttosto scarica: mentre si riunisce l'Ecofin, in Gran Bretagna si registra una crescita della produzione industriale oltre le attese: a marzo è salita dello 0,5% mensile e dello 0,7% su anno, oltre le attese del mercato che stimava una crescita dello 0,1% mensile e tendenziale. La crescita nell'area Ocse mostra un passo stabile mentre continua a salire nell'Eurozona, dice invece l'Organizzazione parigina che ha pubblicato l'indicatore anticipatore di maggio. Negli Usa, si aspetta l'indice Nfib sulla fiducia delle piccole imprese, il rapporto Jolts sui posti di lavoro vacanti e il bilancio del Tesoro di aprile.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso appena sopra la pari con il Nikkei che ha guadagnato lo 0,2% a 19.624,84 punti, mentre il cambio dollaro/yen si è portato a quota 120,23. L'oro resta sotto la soglia dei 1.200 dollari sui mercati asiatici. Gli investitori attendono notizie dalla Grecia dopo le schiarite di ieri all'Eurogruppo e segnali dalla Federal Reserve Usa sulla tempistica del rialzo dei tassi di interesse. Il metallo con consegna immediata è così' stabile a 1.184 dollari l'oncia. Petrolio in calo sui mercati: il greggio Wti del Texas segna un ribasso di 1 centesimo a 59,24 dollari mentre il Brent cala di 10 centesimi a 64,81. Pesano le scorte Usa ancora su livelli elevati e la sovraproduzione globale a fronte della quale non vi è accordo nell'Opec per un taglio dell'estrazione.
In attesa dei dettagli ulteriori da Bruxelles, i mercati digeriscono l'Eurogruppo che ha certificato solo parziali passi avanti sulla risoluzione della questione greca. Serve altro tempo per arrivare a definire un accordo e liberare così i 7,2 miliardi di aiuti internazionali per Atene, in cambio di un programma di riforma, hanno concluso ieri sera i ministri delle Finanze dell'area con la moneta unica. Intanto, però, si scioglie la tensione sul pagamento da parte del governo ellenico di una tranche da circa 760 milioni per rimborsare il Fmi: i funzionari del ministero dell'Economia hanno confermato di aver dato l'ordine di versare i denari, in tempo per la scadenza odierna. Secondo il quotidiano greco Kathimerini, avrebbero usato 650 milioni di riserve depositate proprio presso il Fmi, che vanno ricostituite entro un mese. Resta il fatto che di qui a pochi giorni la situazione - senza un accordo e quindi gli aiuti - si ripeterà: tra giugno e luglio ci sono scadenze ben più significative, di nuovo verso il Fondo e anche verso la Bce. Proprio alla Banca centrale sono arrivati a questo punto i segnali che aspettava: i piccoli progressi e il pagamento della rata che hanno permesso a Draghi di confermare il programma di liquidità d'emergenza per le banche elleniche. Anzi, domani la Bce potrebbe alzare il tetto a 80 miliardi.
I listini europei ampliano il rosso dopo una partenza debole, a testimonianza del periodo di prese di profitto generalizzate e spinte dall'innalzamento dei rendimenti sui titoli sovrani: Milano chiude in rosso dello 0,93%, dopo aver toccato un ribasso di un punto e mezzo circa. A Piazza Affari tiene banco la vicenda dell'affidamento a Enel - da parte del governo - dello sviluppo della banda larga: Telecom, tagliata fuori, potrebbe fare ricorso alla Ue. Sul comparto delle Tlc resta comunque alta l'attenzione perché Wind e 3 Italia si avvicinano alla fusione. Exor rilancia con 6,8 miliardi il tentativo di acquisizione di PartnerRe. Pesanti in chiusura anche le altre Borse Ue: Londra perde l'1,37%, Parigi l'1,06% e Francoforte l'1,76%. In negativo anche Wall Street: mentre chiudono i mercati europei il Dow Jones perde lo 0,1%, il Nasdaq cede lo 0,3%, mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,4%.
Restano accentuati i movimenti sui bond governativi: secondo gli analisti di Goldman Sachs, le aspettative sovradimensionate nei confronti del Quantitative easing della Bce hanno portato a valutazioni eccessive dei titoli di Stato, generando nella prima parte di maggio un'ondata di vendite e prese di beneficio. "La prima parte del mese ha visto un calendario pieno di eventi a rischio per i mercati, come non si vedeva da un po' di tempo", ha commentato Manpreet Gill di Standard Chartered alla televisione di Bloomberg. "Vista la forza dei mercati nel primo trimestre dell'anno, ora hanno sfruttato l'occasione per prendere profitto". Il rendimento del Treasury a 10 anni sale al 2,298% ma nel durante era arrivato al 2,366%, massimo del 14 novembre scorso. Lo spread Btp-Bund parte in rialzo: il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si attesta a 115 punti base, in linea con i livelli registrati ieri in chiusura. Il rendimento del Btp decennale sale all'1,87%, ma sale anche il Bund tedesco. Il Tesoro registra il collocamento di 6,5 miliardi di Bot a 12 mesi, con un rapporto di copertura all'1,81 e un rendimento medio dello 0,027 (1 punto base in più dell'asta precedente). Rialzo per il cambio euro-dollaro, con la divisa unica che torna a 1,124.
L'agenda macronomica europea è piuttosto scarica: mentre si riunisce l'Ecofin, in Gran Bretagna si registra una crescita della produzione industriale oltre le attese: a marzo è salita dello 0,5% mensile e dello 0,7% su anno, oltre le attese del mercato che stimava una crescita dello 0,1% mensile e tendenziale. La crescita nell'area Ocse mostra un passo stabile mentre continua a salire nell'Eurozona, dice invece l'Organizzazione parigina che ha pubblicato l'indicatore anticipatore di maggio. Negli Usa, si aspetta l'indice Nfib sulla fiducia delle piccole imprese, il rapporto Jolts sui posti di lavoro vacanti e il bilancio del Tesoro di aprile.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso appena sopra la pari con il Nikkei che ha guadagnato lo 0,2% a 19.624,84 punti, mentre il cambio dollaro/yen si è portato a quota 120,23. L'oro resta sotto la soglia dei 1.200 dollari sui mercati asiatici. Gli investitori attendono notizie dalla Grecia dopo le schiarite di ieri all'Eurogruppo e segnali dalla Federal Reserve Usa sulla tempistica del rialzo dei tassi di interesse. Il metallo con consegna immediata è così' stabile a 1.184 dollari l'oncia. Petrolio in calo sui mercati: il greggio Wti del Texas segna un ribasso di 1 centesimo a 59,24 dollari mentre il Brent cala di 10 centesimi a 64,81. Pesano le scorte Usa ancora su livelli elevati e la sovraproduzione globale a fronte della quale non vi è accordo nell'Opec per un taglio dell'estrazione.