Economia

Superbonus, anche la finanza a caccia di affari: la scommessa su un "mercato secondario" dei crediti fiscali

Crif, la fintech Workinvoice e PwC lanciano una piattaforma digitale per la compravendita dei pacchetti di agevolazioni fiscali generati dai lavori edilizi. Le imprese di costruzione e i grandi investitori potenziali interessati alla partita

2 minuti di lettura
MILANO - Il superbonus edilizio con detrazione innalzata al 110% in cinque anni per i grandi lavori di efficientamento energetico e antisismici sta facendo incetta d'interesse da parte dei cittadini, che si domandano come migliorare i propri condomini o le proprie villette praticamente a costo zero. Dietro il mondo dei "singoli" si muove anche la finanza. Le grandi banche hanno iniziato a lanciare le loro proposte per la cessione del credito maturato da chi effettua i lavori. Anche le Poste sono pronte con la loro offerta, che sarà in linea il 19 ottobre. E c'è chi si sta già attrezzando per dare vita a un vero e proprio "mercato secondario" dei crediti fiscali maturati con questo tipo di interventi, confidando che si "potranno mettere in circolo centinaia di milioni di euro, forse anche miliardi".

A lanciare un marketplace digitale dei crediti fiscali è Crif, l'azienda delle informazioni creditizie, con Workinvoice, fintech che già ha all'attivo una piattaforma per lo scambio dei crediti commerciali, e la società di consulenza PwC. Forti dell'iniziativa sul fronte delle fatture commerciali, ambito nel quale sono operativi più soggetti, "abbiamo deciso di scommettere sul mercato secondario dei crediti fiscali", racconta Marco Preti, general manager di Crif. L'interesse non è dunque la generazione del credito fiscale, che resta in capo ai condomini, alle società di costruzione e alle banche che finanziano i lavori in cambio dello sgravio. La piattaforma guarda a quel che accade dopo: "Una volta che questi pacchetti di crediti saranno stati creati, ci saranno soggetti interessati a trasformarli in liquidità per esigenze finanziarie o che avranno interesse a convertirli non potendo sfruttarli a pieno per mancanza di capienza fiscale", spiega Preti.

L'idea è che interessati alla vendita del credito possano essere in primis le società delle costruzioni, interessate ad avviare lavori edilizi ma che - nell'arco dei cinque anni di vita del credito - potrebbero scegliere di rinunciare a una parte del suo valore in cambio di una liquidazione immediata del credito, per impossibilità di sfruttarlo a pieno in assenza di spazio fiscale. Stesso discorso per alcune banche, magari quelle di taglia inferiore, che potrebbero ottimizzare la gestione del credito incassato dalle persone fisiche o ottenuto come contropartita dei finanziamenti erogati per far fronte alle necessità di circolante dei costruttori. Insomma, una partita tutta incentrata sulla gestione finanziaria del pacchetto maturato.

Ad acquistare, di contro, potrebbero essere "grandi corporate, assicurazioni, banche e fondi", dice Preti. "Tutti i soggetti con liquidità a disposizione e capacità fiscale per mettere a frutto il credito". A trovare il match tra le due parti, sulla piattaforma, sarà il mercato che indicherà anche il prezzo al quale verrà chiusa la transazione. "Le banche si stanno orientando ad acquistare a un valore di 102 il credito da 110 - spiega Preti - Immaginiamo che nel giro di due-tre anni il mercato diventerà più dinamico e ci saranno soggetti disposti a rinunciare a qualche punto pur di avere liquidità". Il marketplace si occuperà anche di garantire il rispetto della normativa, con una verifica tecnica e fiscale sui crediti che verranno posti in vendita su di esso. Per questo si farà riscorso a consulenti tecnici-fiscali "per assicurare alle controparti la certezza dei crediti".

Il fermento sul superbonus lascia ben sperare gli organizzatori del marketplace, tanto che Preti parla di un primo passo, "poi sarà possibile aprirsi a diversi tipologie di crediti fiscali". Nel frattempo, parte la caccia ai potenziali "investitori" in crediti fiscali.