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Le Borse di oggi, 28 ottobre. Peggiorano i bond dell'Eurozona dopo la volata dell'inflazione. Listini deboli

Le Borse di oggi, 28 ottobre. Peggiorano i bond dell'Eurozona dopo la volata dell'inflazione. Listini deboli
(afp)
Il pil di Francia e Spagna rallenta nel terzo trimestre, mentre la Germania sorprende in positivo. Deludono le trimestrali tech negli Usa. Tokyo chiude a -0,88%
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MILANO - Borse europee negative nell'ultima seduta della settimana all'indomani dell'atteso annuncio della Bce, che ha alzato i tassi di 75 punti nel tentativo di contrastare la crescita dell'inflazione. A pesare sono però soprattutto le deludenti trimestrali tecnologiche, Amazon, Meta e Apple in testa, che pesano anche sugli scambi in Asia, con Tokyo che ha chiuso gli scambi a -0,88%. In Europa, Francia e Spagna vedono rallentare la crescita nel terzo trimestre. Invece la Germania fa meglio delle attese. S'indeboliscono i bond dopo i dati sull'inflazione ancora in volata: il Btp torna sopra il 4%. A Piazza Affari occhi puntati su Eni, che oggi ha messo in luce un balzo dell'utile del 311% nei primi nove mesi, pur con un risultato negativo in Italia legato al versamento della tassa sugli extra profitti.

Prosegue intanto il lieve rialzo del prezzo del gas. Al mercato olandese i future Ttf segnano un rialzo del 4,3% a 112 euro al megawattora.

 

 

Germania, l'inflazione superiore alle attese: +10,4% su anno

L'indice dei prezzi al consumo in Germania su nase mensile è aumentato dello 0,90% nell'ottobre del 2022, nella rilevazione precedente l'incremento era stato dell'1,9%. Il dato è lievemente superiore alle stime di mercato di una crescita dello 0,6%. Il dato annuo è stato del 10,4% annuo, oltre le attese.

 

Piazza Affari vicina al -1%

Piazza Affari procede negativa con il Ftse Mib in ribasso dello 0,97% a 22.371 punti. In calo Stm (-5,6%) sotto pressione dopo le indicazioni prudenti sull'ultima parte dell'anno che alimentano le prese di beneficio, Nexi -4,5%, Campari -3,08%, Iveco -2,6%. In controtendenza Eni (+2,8%) il giorno dei conti, Hera +2,2%, Leonardo +1,94% e Diasorin +1%.

Trimestrali tech, timori recessione, rialzo dei rendimenti: le Borse vanno in rosso

Borse europee al tappeto a metà giornata sotto le rinnovate pressioni del comparto obbligazionario, che teme la recessione mentre una rilevazione Bloomberg su un panel di economisti prevede che - a differenza da quanto sembrava lasciar intendere il mercato nelle ultime sedute - la Fed restarà "falco" e porterà i tassi fino al 5% per il marzo prossimo.I future su Wall Street viaggiano in rosso anche per le deludenti trimestrali del comparto tech.

In Europa, Parigi cede lo 0,25%, Francoforte lo 0,6% e Londra lo 0,4%. Milano è peggiore delle altre e perde lo 0,9%.

Nuovo tonfo di Hong Kong, -3,6%

La Borsa di Hong Kong accusa un altro tonfo sulla perdita dei titoli hi-tech negli Usa dopo il tracollo di Amazon e i timori sull'economia dopo il terzo mandato alla guida del Pcc conquistato dal presidente Xi Jinping al XX Congresso del Partito comunista: l'indice Hang Seng segna un crollo del 3,66%, a 14.863,06 punti.

Asta Btp, forte calo dei rendimenti

Nonostante la giornata difficile per il comparto obbligazionario dell'Eurozona, il Tesoro colloca 6,5 miliardi di Btp all'insegna di un calo dei rendimenti. Nell'asta dei Btp a 5 anni con scadenza 1 dicembre 2027, è stato assegnato l'intero importo offerto pari a 2,75 miliardi, a fronte di una richiesta di oltre 4,1 miliardi, con un rapporto di copertura a 1,49. Il rendimento lordo segna una flessione di 64 punti base scendendo al 3,48%. Collocato anche l'intero importo offerto per i Btp a 10 anni con scadenza 1 maggio 2033, pari a 3,75 miliardi, a fronte di una richiesta di oltre 4,8 miliardi, con un rapporto di copertura a 1,30. Il rendimento lordo scende al 4,24% con un calo di 46 punti base. Il Tesoro colloca, inoltre, 1 miliardo di Ccteu T.V. a 6 anni, con scadenza il 15 aprile 2026. L'importo richiesto è stato di 2,155 miliardi, con un rapporto di copertura a 2,16. Il rendimento lordo è al 2,54%.

Germania, la crescita sorprende in positivo

Il prodotto interno lordo della Germania è cersciuto nel terzo trimestre dello 0,3% , secondo la stima iniziale. La crescita economica contrariamente alle previsioni che indicavano per il periodo un calo dello 0,2%. Nel trimestre precedente il Pil era salito dello 0,1%.

Peggiorano i bond dopo i dati dell'inflazione

Accentuano i ribassi i titoli di Stato dell'Eurozona dopo i dati deludenti sull'inflazione di Francia e Italia, dove i prezzi sono cresciuti oltre le attese, a differenza di quanto accaduto in Spagna. In attesa del dato tedesco delle 14, la corsa dei prezzi rinfocola il timore che il lavoro della Bce sui tassi non sia ancora finito. Il rendimento dei Btp balza di 25 punti base, al 4,24%, con tutti i titoli della Ue che segnano rialzi prossimi ai 20 punti. Si allarga lo spread con il Bund, che risale di 8 punti a quota 211. Restano in rosso le Borse europee, in calo di quasi un punto percentuale con Milano maglia nera (-1,3%).

Bce, i previsori alzano la stima sull'inflazione: +5,8% il prossimo anno

I previsori della Bce hanno rivisto al rialzo le loro aspettative di inflazione per il triennio al 2024. Per il 2022, 2023 e 2024, le nuove stime si attestano all'8,3%, al 5,8% e al 2,4%, ovvero in rialzo rispettivamente di 1, 2,2 e 0,3 punti percentuali rispetto al precedente round di indagine. Rispetto alle stime dello staff Bce pubblicate a settembre, le stime dei previsori sono più alte dello 0,2% per il 2022, dello 0,3% per il 2023 e dello 0,1% per il 2024. Le aspettative di inflazione a più lungo termine (per il 2027) sono rimaste invariate al 2,2%.

Sempre i previsori hanno rivisto leggermente al rialzo la stima di crescita del Pil dell'Eurozona al 3% dal 2,8% del precedente esercizio previsionale di luglio ma hanno ridotto sensibilmente la stima per il 2023 a +0,1% nel 2023 (da +1,5%). Abbassata anche la stima per il 2024 all'1,6% (da 1,8%). La revisione al rialzo delle aspettative sul tasso di crescita annuale per il 2022 rispecchia i risultati più forti del previsto nei primi due trimestri del 2022, il cui impatto ha superato le revisioni al ribasso per il terzo e il quarto trimestre del 2022. I previsori prevedono una contrazione dell'attività economica nella seconda metà del 2022 e all'inizio del 2023 a causa principalmente delle continue pressioni elevate sui prezzi dell'energia, della riduzione del potere di acquisto delle famiglie, di un'economia globale più debole e di una politica monetaria più restrittiva. Si ritiene che l'elevata incertezza in merito a possibili carenze di approvvigionamento energetico abbia un forte impatto negativo sulle prospettive.

 

Prezzi alla produzione, boom a settembre: +41%

A settembre 2022 i prezzi alla produzione dell'industria italiana aumentano del 2,8% su base mensile e del 41,8% su base annua (era +40,1% ad agosto). Sul mercato interno i prezzi crescono del 3,5% rispetto ad agosto e del 53,0% su base annua (da +50,5% del mese precedente). Al netto del comparto energetico, i prezzi registrano un incremento molto meno marcato sia a livello congiunturale (+0,8%) sia a livello tendenziale (+12,6%).

Eurozona, calano fiducia nell'economia e attese

A ottobre, l'indice Ue che misura la fiducia nell'economia (Esi) è declinato ulteriormente nell'area euro e nella ue: nella prima è calato di 1,1 punto portandosi a quota 92,5 punti raggiungendo il livello più basso da novembre 2020; nella seconda è sceso di 1,5 punti portandosi a quota 90,9 punti raggiungendo il livello più basso da agosto 2020. L'indicatore sulle attese di occupazione (Eei) è calato di 1,7 punti a quota 104,9 nell'area euro e di 1,8 punti a quota 104,5 nella ue (resta pur sempre ben al di sopra della media di lungo terminè. Lo rende noto la Commissione europea.

 

Vola l'inflazione italiana a ottobre: +11,9%

Vola l'inflazione a ottobre. Secondo le stime preliminari, nel mese di ottobre 2022 l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento del 3,5% su base mensile e dell'11,9% su base annua (da +8,9% del mese precedente). Lo rende noto l'Istat

Eurostat: salgono i consumi, scendono redditi e risparmi

Nel secondo trimestre del 2022, il consumo reale pro capite delle famiglie è aumentato dello 0,6% nell'area dell'euro, dopo essere aumentato dello 0,2% nel trimestre precedente. Il reddito reale pro capite delle famiglie è diminuito invece dello 0,9%, dopo una diminuzione dello 0,2% nel primo trimestre del 2022. E' quanto emerge dati provengono da una serie dettagliata di conti trimestrali di settore europei destagionalizzati pubblicati da Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea.

 

Inflazione, dal Giappone un maxi-piano da 260 miliardi

Il primo ministro giapponese Fumio Kishida ha annunciato misure di stimolo per 260 miliardi di dollari per affrontare l'inflazione, dopo che il gabinetto ha approvato un bilancio supplementare per finanziare in parte le misure di sostegno. Il governo spera che i 39.000 miliardi di yen di spesa fiscale salgano a 72.000 miliardi di yen con gli investimenti del settore privato, ha dichiarato Kishida ai giornalisti.

Risalgono i tassi dei Btp, sopra il 4%

Salgono i tassi dei rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona: per il Btp italiano, volano al 4,152% con lo spread che è in rialzo a 206,9 punti. Le intenzioni della Bce di proseguire sulla strada del rialzo dei tassi, visto che l'obiettivo del 2% dell'inflazione è sempre meno a portata di mano dopo la revisione delle stime per il 2023, mette sotto pressione l'obbligazionario: anche i Bund tedeschi vedono innalzare i tassi oltre il 2%. Salgono anche quelli degli Oat francesi, al 2,6% e dei Bonos spagnoli, al 3,1%.

Le Borse cinesi chiudono in forte calo

Le Borse cinesi chiudono la seduta con pesanti perdite, scontando le turbolenze internazionali e i timori sulla crescita interna dopo le indicazioni emerse dal XX Congresso del Pcc che ha assegnato al presidente Xi Jinping un inedito terzo mandato da segretario generale: l'indice Composite di Shanghai cede il 2,25%, a 2.915,93 punti, mentre quello di Shenzhen perde il 3,40%, a quota 1.879,20.

Apertura in rosso per le Borse europee

Apertura in rosso per le Borse europee: a Milano l'indice Ftse Mib avvia gli scambi a 22.391 punti, in calo dello 0,88%. Segno meno anche per tutte le altre piazze: Parigi cede lo 0,46%, Francoforte lo 0,97% e Londra lo 0,89%