Seduta debole in Europa, in scia a quella in rosso dell’Asia. I mercati sembrano aver archiviato l’euforia provocata dall’accordo sui dazi tra Stati Uniti e Cina e ora volgono lo sguardo alla nuova stagione di trimestrali, appena iniziata. L’attenzione degli investitori è proiettata anche sulle prossime riunioni delle banche centrali, a cominciare dalla Federal Reserve americana che comunicherà domani sera la propria decisione sui tassi di interesse.
Le Borse chiudono miste aspettando la Fed
Borse europee poco mosse, con gli indici dei principali listini in ordine sparso in attesa delle decisioni della Fed, che domani dovrebbe tagliare nuovamente i tassi, e con l'ottimismo sull'intelligenza artificiale che sostiene le elevate quotazioni raggiunte dai mercati azionari. Londra ha chiuso in progresso dello 0,44% e Milano dello 0,51% mentre Francoforte ha ceduto lo 0,12% e Parigi lo 0,27%.
L’Europa sale con Wall Street
Le Borse europee avanzano piano in scia all'andamento positivo di Wall Street, che mette a segno nuovi record grazie alla robustezza delle trimestrali, alla fiducia nelle prospettive dell'intelligenza artificiale e in vista dell'atteso taglio dei tassi da parte della Fed.
Londra avanza dello 0,7%, Madrid dello 0,5%, Milano dello 0,2%, Francoforte dello 0,1% mentre Parigi cede lo 0,1%. A New York Apple diventa la terza società a superare i 4.000 miliardi di capitalizzazione mentre Microsoft guadagna il 3% dopo un nuovo accordo di partnership con OpenAi, che darà al gruppo di Bill Gates una quota del 27% del valore di 135 miliardi di dollari.
L'intesa aumenta l'ottimismo degli investitori in vista delle trimestrali dei giganti tecnologici che arriveranno nei prossimi giorni, a partire da quelle di Meta, Alphabet e Microsoft domani. Molta attenzione verrà prestata anche all'incontro di giovedì tra il presidente americano Donald Trump e quello cinese Xi Jinping dopo l'intesa tra Usa e Cina. A Piazza Affari corrono Azimut (+3,5%), Leonardo (+1,7%), Snam (+1,5%), Italgas (+1,3%), Lottomatica (+1,2%) e Tenaris (+1,1%) mentre arrancano Interpump (-1,9%), Ferrari (-1,8%), campari (-1,7%) e Inwit (-1,2%).
Poco mossi i bond in attesa della Fed, che domani dovrebbe tagliare ancora i tassi: il rendimento del Btp è sostanzialmente stabile al 3,395%, con lo spread con il Bund fermo a 77 punti.
Pesante invece il petrolio, in calo di oltre il 2%, con il Wti a 60 dollari al barile e il Brent a 64,3 dollari, mentre l'oro recupera terreno (+0,8% a 3.957 dollari.
Mps si astiene sui compensi a cda e manager di Mediobanca
Mps si è astenuta sui compensi erogati nel 2024-25 al consiglio di amministrazione uscente e al management di Mediobanca, guidati da Alberto Nagel e Renato Pagliaro. L'informativa sui compensi corrisposti nell'esercizio 2024-2025 ha registrato un'astensione del 97,06%", si legge nella nota di Mediobanca sulle delibere assembleari.
Orcel (ad Unicredit): “Chi ostacola M&A ha scarsa conoscenza delle banche”
Quello che Unicredit ha fatto in Grecia con Alpha "noi lo dovremmo poter fare in Italia e in Italia non ci riusciamo, per tutta una serie di ragioni. Lo potremmo fare in Germania e in Germania non ci riusciamo, per un'altra serie di ragioni. Ma molte volte si fa leva su una scarsa conoscenza di come funzionano le banche per arrivare a delle conclusioni che sono errate". Così sul tema delle aggregazioni il ceo di Unicredit, Andrea Orcel al Made in Italy Summit, evento digitale organizzato da Il Sole 24 Ore, Financial Times e Sky TG24.
"Le banche si devono rafforzare e devono crescere. Credo che l'Italia abbia perso un'opportunità nel continuare a far crescere le banche. Noi abbiamo, e non lo abbiamo in molte industrie, due banche che sono nelle prime quattro europee".
Apple raggiunge i 4.000 miliardi di dollari di valore
Apple raggiunge i 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato per la prima volta. Lo riporta l'agenzia Bloomberg. Apple è la terza società quotata a raggiungere tale quota dopo Nvidia e Microsoft.
Wall Street apre sui massimi storici, Nasdaq +0,60%
Apertura sui massimi storici per Wall Street dopo le previsioni ottimistiche di aziende come UnitedHealth e UPS, mentre Apple ha superato per la prima volta i 4.000 miliardi di dollari di valore di mercato, spinta dalla forte domanda per i suoi ultimi modelli di iPhone. Il Dow Jones guadagna lo 0,44% a 47.752,35 punti, lo S&P 500 lo 0,33% a 6.897,74 punti mentre il Nasdaq è salito dello 0,60%, a 23.786,463 punti all'apertura.
Allarme Consob, messaggi social e Whatsapp per gonfiare titoli piccole quotate
La Consob mette in guardia i risparmiatori dalle indicazioni di investimento che arrivano via social e messaggi Whatsapp sfruttando lo schema "pump&dump" (gonfia e sgonfia) per far salire titoli di piccole società quotate per poi vendere grosse quantità che fanno precipitare le quotazioni. In una nota la commissione segnala di aver ricevuto "numerosi esposti da risparmiatori truffati" con questa tecnica.
Dietro profili che si presentano come analisti, operatori finanziari o addirittura esponenti, anche di spicco, della Consob, "si nascondono soggetti che promuovono l'acquisto di penny stock, azioni di piccole società a basso costo, principalmente cinesi o americane, quotate sul Nasdaq, evocando guadagni facili con rendimenti eccezionali in tempi brevi". In realtà, spiega la nota, questi individui detengono già una quantità significativa delle azioni in questione e coordinano, tramite gruppi Whatsapp, gli acquisti degli ignari partecipanti, spesso chiedendo uno screenshot a prova dell'operazione: l'obiettivo è far salire artificiosamente il prezzo del titolo (pump), per poi vendere in massa le proprie azioni (dump), realizzando un profitto, ma provocando un crollo improvviso del titolo a danno degli investitori coinvolti, che subiscono perdite anche pesanti. Questi schemi, precisa la commissione, si verificano anche nelle compravendite di cripto-attività”.
Famiglia Trump ha incassato oltre 800 milioni da cripto (Reuters)
La famiglia del presidente degli Stati Uniti ha incassato oltre 800 milioni di dollari dalla vendita di cripto-asset solo nella prima metà del 2025, oltre a potenziali miliardi di guadagni non realizzati "sulla carta". Gran parte di quel denaro è arrivato da fonti estere, poiché i figli di Donald Trump hanno promosso la loro attività durante un roadshow internazionale rivolto agli investitori. Lo rivela un'indagine di Reuters pubblicata sul sito dell'agenzia.
Paypal, sale utile a 1,25 miliardi
Paypal holdings ha rivisto al rialzo le previsioni per il 2025 e ha annunciato che inizierà a distribuire per la prima volta dividendi trimestrali agli azionisti Nel terzo trimestre Paypal ha realizzato un fatturato in aumento del 7% raggiungendo gli 8,42 miliardi di dollari, superando le stime degli analisti che prevedevano 8,24 miliardi di dollari. Il volume totale dei pagamenti, misurato in dollari, è aumentato dell'8% nel trimestre, superando di gran lunga le aspettative di Wall Street, anche se il numero totale delle transazioni di pagamento è diminuito del 5 per cento.
Paypal ha dichiarato che il numero dei suoi conti attivi è aumentato dell'1 per cento. Gli utili trimestrali sono balzati a 1,25 miliardi di dollari, ovvero 1,30 dollari per azione, da 1,01 miliardi di dollari, ovvero 99 centesimi per azione, nello stesso trimestre dell'anno precedente. Gli utili rettificati, che escludono le voci straordinarie, sono stati di 1,34 dollari per azione
Mediobanca, Melzi d’Eril nominato ad
Alessandro Melzi d’Eril è stato nominato nuovo amministratore delegato di Mediobanca durante il cda, subito dopo l’assemblea degli azionisti conclusasi in mattinata che sancisce il passaggio di testimone tra la gestione di Alberto Nagel e quella targata Mps. “Sono emozionato e onorato – ha detto il nuovo ad – iniziamo a scrivere insieme un nuovo capitolo”.
Ups, calo inferiore alle attese nel terzo trimestre
Il gruppo americano di corrieri e spedizioni Ups ha superato le aspettative nel terzo trimestre, ritenendo di raccogliere i frutti del "più grande cambiamento strategico" della sua storia, e ha espresso fiducia nella propria attività durante il periodo natalizio. Il gruppo ha registrato diverse voci straordinarie tra luglio e settembre. In primo luogo, ha registrato un onere netto di 164 milioni di dollari, pari a 250 milioni di dollari al netto delle imposte, relativo alla sua trasformazione, parzialmente compensato da un credito d'imposta di 86 milioni di dollari.In secondo luogo, un'operazione di vendita e leaseback che ha coinvolto cinque siti ha generato 330 milioni di dollari al lordo delle imposte nella sua attività Supply Chain Solutions (logistica, trasporto merci).
Il fatturato trimestrale ha raggiunto i 21,41 miliardi di dollari, in calo del 3,7% su base annua, e l'utile netto ha raggiunto gli 1,31 miliardi di dollari (-14,8%). Nonostante questi cali, il gruppo ha superato le previsioni degli analisti di FactSet, rispettivamente di 20,84 miliardi di dollari e 1,10 miliardi di dollari. Su base per azione ed escludendo le voci straordinarie - il valore preferito dai mercati - l'utile netto si è attestato a 1,74 dollari, rispetto agli 1,76 dollari dell'anno precedente e alle previsioni di 1,28 dollari.
Milano procede debole, bene Leonardo e Stellantis
Le Borse europee restano deboli con gli investitori che si concentrano sugli esiti delle trimestrali. Dopo l'accordo tra Usa e Cina sui dazi, ora si guarda all'incontro tra Donald Trump e Xi Jinping. Sul fronte delle banche centrali c'è attesa per la riunione della Fed che dovrebbe decidere un nuovo taglio dei tassi d'interesse. Resta debole il dollaro, con l'euro che sale a 1,1657 sul biglietto verde.
A Piazza Affari brilla Stellantis (+1,6%), dopo i dati sulle vendite di settembre. Bene anche Leonardo (+1,5%) e Stm (+1,4%). Gira in rialzo il comparto del lusso con Moncler (+0,9%), in vista dei conti in arrivo in serata, e Cucinelli (+0,6%). Si muovono in ordine sparso le banche. Mps sale dello 0,7%, nel giorno del nuovo Cda di Mediobanca (-0,06%). In fondo al listino Ferrari (-1%) e Campari (-0,9%). Vendite anche su Tim (-0,7%).
Patuelli: “Nel 2026 crescono complessità con dazi-tassi”
"Il 2026 ce lo dobbiamo guadagnare ancor di più con delle complessità che sembrano in crescita". Lo ha detto il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, durante un dibattito con il presidente dell'Acri, Giovanni Azzone, in occasione della Giornata mondiale del risparmio. "Quando ci sono elementi problematici per le imprese, le banche ne traggono conseguenze negative dopo qualche tempo", ha detto Patuelli aggiungendo che "i problemi dei dazi e del cambio euro-dollaro ci appesantiscono". Inoltre, ha sottolineato il presidente dell'Abi "le banche inizieranno il 2026 con condizioni diverse, non solo per i dazi, ma anche per i tassi" di interesse. "Nel 2025 i tassi sono calati e il secondo semestre del 2025 è stato con i tassi più bassi dell'anno. Nel 2026 - ha osservato Patuelli - non c'è una aspettativa, salvo sinistri internazionali che non ci auguriamo, di crescita tendenziale dei tassi in Europa. Negli Stati Uniti c'è un'aspettativa di graduale riduzione dei tassi. Quindi dobbiamo aspettarci un anno con tassi più bassi del 2025".
Fondazione Crt, nascono i comitati promotore e scientifico
La Fondazione Crt dà vita al comitato promotore e al connesso comitato scientifico. I due nuovi organismi, in collaborazione con gli organi di governance, avranno il compito di favorire la promozione, lo studio e l'approfondimento degli aspetti storici, economico-finanziari, giuridici e di orientamento della Fondazione Crt. L'obiettivo è garantire la visibilità e la trasparenza nei confronti del vasto pubblico, della collettività e del territorio di riferimento, attraverso la realizzazione di eventi, convegni e manifestazioni di alto profilo scientifico e partecipativo, con apertura a livello regionale e internazionale.
Europa fiacca tra trimestrali e Fed
Borse europee fiacche, dopo la spinta propulsiva dell'accorso Usa-Cina sui dazi e le aspettative per l'incontro Trump Xi Jinping. I mercati hanno ormai archiviato l'entusiasmo della vigilia ed ora si preparano ai risultati di alcune trimestrali ed alle decisioni della Fed sui tassi. Sul fronte valutario il dollaro si indebolisce sulle principali valute con l'euro che sale a 1,1656 sul biglietto verde. L'indice stoxx 600 cede lo 0,3%. Seduta in calo per Parigi (-0,21%) e Francoforte (-0,18%). Poco mosse Londra (+0,01%) e Madrid (+0,04%). I principali listini sono appesantiti dall'energia (-0,7%), con il prezzo del petrolio in flessione.
Il Wti scende dell'1,5% a 60,30 dollari al barile. Il Brent cede l'1,6% a 64,58 dollari. Sul fronte azionario in calo anche il comparto farmaceutico (-0,6%) dove scivola Novartis (-3,5%) dopo i conti del terzo trimestre. Poco mosse le banche (+0,06%) con il netto calo di Bnp Paribas (-3,1%), che sconta gli accantonamenti sui prestiti. In rialzo le utility (+0,2%), in linea con il prezzo del gas che sale dello 0,7% a 31,63 euro al megawattora. In vista delle banche le centrali i rendimenti dei titoli di Stato sono stabili. Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 78 punti, con il tasso del decennale italiano al 3,39% e quello tedesco al 2,61%. In questo contesto scendono le quotazioni dell'oro. Il prezzo registra una flessione del 3,2% a 3.905 dollari l'oncia.
Bce: “Stretta inattesa al credito alle imprese, pesa la guerra dei dazi”
Le banche europee hanno registrato nel terzo trimestre 2025 "una lieve stretta" sugli standard con cui concedono credito alle imprese, mentre i criteri di erogazione dei prestiti sono rimasti invariati per le famiglie nel caso dei mutui immobiliari, e una "moderata stretta" sul credito al consumo. Lo scrive la Bce nell'indagine sul credito bancario di ottobre. La stretta sui prestiti alle imprese è "inattesa" - si legge in una nota della Bce - a contribuirvi "i rischi percepiti sulle prospettive economiche" e "l'attuale elevato livello di incertezza politica e rischio commerciale", che avrebbe spinto le banche a "un discrimine fra settori o imprese nel concedere nuovi prestiti".
Mediobanca debole (-0,18%) nel giorno dell’assemblea
Nel giorno dell’assemblea degli azioni, Mediobanca è in leggero ribasso (-0,18%) a Piazza Affari (+0,06% a 42.938 punti il Ftse Mib). Il meeting – cheè iniziato alle 10 e si svolge modalità virtuale – sancisce il passaggio di testimone tra la gestione di Alberto Nagel e quella targata Mps, con all'odg anche la nomina del nuovo cda. I nomi fanno parte della lista presentata da Montepaschi a inizio mese con Vittorio Grilli indicato per la carica di presidente e Alessandro Melzi d'Eril come ceo. Monte dei Paschi di Siena (in Borsa segna attualmente +0,86%) detiene oltre l'86% di Mediobanca dopo l'Opas andata in porto su Piazzetta Cuccia.
Record di masse gestite per Amundi, nuovo piano il 18 novembre
Amundi nei nove mesi ha visto le masse gestite toccare un nuovo massimo storico a 2.317 miliardi con afflussi netti pari a 67 miliardi di cui 15 miliardi nel terzo trimestre. Il gruppo francese di risparmio gestito del gruppo Credit Agricole ha registrato ricavi rettificati a 2.518 milioni (+4,9%) e un utile pre-tasse rettificato di 1,34 miliardi (+4,1%). Nel trimestre ricavi rettificati sono saliti del 4,9% a 815 milioni e l'utile ante imposte rettificato è arrivato a 445 milioni, in aumento del 3,8%.
L'amministratore delegato Valérie Baudson ha sottolineato che "nel terzo trimestre, Amundi è riuscita a prolungare lo slancio positivo dell'inizio del 2025" ricordando che "i principali motori di crescita del nostro piano Ambitions 2025 - Asia, distribuzione tramite reti terze ed ETF - hanno generato ciascuno tra +20 e +30 miliardi di euro di afflussi nei primi nove mesi". Il18 novembre il gruppo presenterà il nuovo piano strategico a medio termine che "descriverà in dettaglio le diverse aree in cui continueremo a cogliere le opportunità e a investire per il futuro", ha concluso.
Bnp Paribas in Borsa -3,7% dopo i conti, pesano accantonamenti
Bnp Paribas scivola in Borsa dopo i conti del terzo trimestre che hanno visto lievitare gli accantonamenti sui prestiti. Il risultati registrano comunque un utile netto di 3,04 miliardi di euro, in aumento del 6,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. A Parigi il titolo cede il 3,7% a 66,64 euro.
Lukoil venderà le attività internazionali
I colossi russi del petrolio iniziano a scricchiolare sotto il peso delle sanzioni. Lukoil, una delle due società colpite, ha deciso di vendere i suoi asset esteri. “A causa dell'introduzione di misure restrittive nei confronti dell'azienda e delle sue controllate da parte di alcuni Stati, l'azienda annuncia la sua intenzione di vendere i suoi asset internazionali”, scrive il gruppo in una nota. La procedura di gara – aggiunge – è già iniziata.
Avvio debole e incerto per l’Europa, occhi su dazi e Fed
Avvio debole e incerto per le Borse europee. I mercati riprendono fiato dopo il forte rally che ha spinto i benchmark regionali ai massimi storici nella sessione precedente. Tra gli investitori prevale la cautela in vista di un potenziale accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina, e in attesa degli utili trimestrali delle principali aziende tecnologiche Usa e delle decisioni della Fed e della Bce in agenda questa settimana. Nei primi scambi l'indice Cac 40 di Parigi cede lo 0,23%, il Dax 30 di Francoforte segna un -0,33% mentre Londra avanza dello 0,12. A Milano l'Ftse Mib perde lo 0,09%.
L'Asia chiude in rosso e guarda alle banche centrali
Le Borse asiatiche, archiviata l'euforia per l'accorso tra Stati Uniti e Cina sui dazi, concludono la seduta in terreno negativo. L'attenzione dei mercati si sposta sulle trimestrali mentre si attendono le decisioni delle banche centrali sulla politica monetaria. In calo Tokyo (-0,58%). Sul fronte valutario lo yen torna a stabilizzarsi sul dollaro, a 152,14, e sull'euro, a un livello di 177,33. A contrattazioni ancora in corso sono in calo Hong Kong (-0,5%), Shanghai (-0,23%), Shenzhen (-0,24%), Seul (-0,80%) e Mumbai (-0,46%). Sul macroeconomico in arrivo dall'eurozona i dati sull'andamento dei salari. Dagli Stati Uniti arreso l'indice manifatturiero Fed Richmond e la fiducia dei consumatori. Negli Stati Uniti prevista l'asta di treasury a sette anni per 44 miliardi di dollari.
Presidente di Tesla: “Senza i mille miliardi Musk se ne andrà”
La presidente del consiglio di amministrazione di Tesla ha esortato gli azionisti ad approvare il mega pacchetto retributivo da mille miliardi di dollari proposto dall'azienda per Elon Musk, avvertendo che l'uomo più ricco del mondo potrebbe dimettersi se non venisse accettato. Lo riportano i media americani. La scorsa settimana, durante la conference call sui risultati trimestrali dell'azienda, Musk ha insinuato di non voler dedicare tempo alla costruzione di un "enorme esercito di robot" senza quello che considera un controllo adeguato sull'azienda.
Ieri la presidente di Tesla, Robyn Denholm, ha definito l'imminente voto degli azionisti in un'intervista su X come una "domanda fondamentale" per gli investitori: "Volete mantenere Elon come ceo e motivarlo a guidare Tesla a diventare l'azienda più preziosa al mondo?". Denholm ha affermato che non riuscire a "promuovere un ambiente che motivi Elon" crea il rischio che Musk possa andarsene: "Tesla potrebbe perdere il suo tempo, il suo talento e la sua visione, che sono stati essenziali per offrire straordinari rendimenti agli azionisti".
L'utile di Bnp Paribas nel trimestre sale a 3,04 miliardi
Bnp Paribas chiude il terzo trimestre dell'anno con l'utile netto a 3,04 miliardi di euro, in aumento del 6,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Nel trimestre il margine di intermediazione netto del gruppo si è attestato a 12,57 miliardi (+5,3%). I ricavi del corporate & institutional banking (Cib) sono aumentati del +4,5%, e quelli dell'area commercial, personal banking & services sono aumentati del 3,1%. I ricavi nei primi nove mesi sono pari a 38,1 miliardi di euro, in aumento del 3,9% rispetto ai primi nove mesi del 2024.
Amazon pronta a cacciare 30.000 dipendenti a partire da oggi (Guardian)
Amazon si prepara a licenziare decine di migliaia di dipendenti, invertendo la rotta delle assunzioni dovute alla pandemia di Covid. Lo riporta il Guardian. La notizia dei tagli arriva mesi dopo che l'amministratore delegato del gigante della vendita al dettaglio aveva avvertito gli impiegati che avrebbero potuto essere sostituiti dall'intelligenza artificiale. L'azienda di Seattle prevede di tagliare fino a 30.000 posti di lavoro a partire da oggi, nel tentativo di ridurre i costi e annullare la vasta campagna di assunzioni avviata al culmine della pandemia, che ha scatenato un'impennata straordinaria, seppur transitoria, della domanda di acquisti online. Sebbene i licenziamenti rappresentino una piccola parte dell'ampia forza lavoro globale di Amazon, composta da 1,55 milioni di dipendenti, colpirebbero circa il 10% dei suoi circa 350.000 dipendenti aziendali. La Cnbc lo ha definito il più grande licenziamento nella storia dell'azienda.