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Latte da Usa e Nuova Zelanda, crolla il prezzo in Italia: intesa per evitare il crac delle stalle

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L’accordo prevede 54 centesimi di euro al litro da gennaio 2026. In arrivo misure di sostegno a livello nazionale e internazionale. Pesano l’aumento della produzione nel recente passato e l’import. Soffrono Grana Padano e burro
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ROMA – C’è l’accordo sul prezzo del latte. Ministero dell’Agricoltura e associazioni della filiera lattiero-casearia provano frenare la corsa verso il basso delle quotazioni. A gennaio un litro di latte costerà 54 centesimi di euro, a febbraio 53 centesimi e a marzo 52 centesimi. Un passo in avanti rispetto ai 49 centesimi attuali, che richiederà comunque un continuo monitoraggio del mercato e altri interventi per sostenere la filiera. Con il percorso individuato per i primi tre mesi del 2026 si punta a ottenere un riequilibrio dell’offerta sulle stesse quantità del primo trimestre di quest’anno.

Il meccanismo per la definizione del prezzo sarà effettuato attraverso un’indicizzazione, con una differenziazione delle quantità eccedenti rispetto a quelle del primo trimestre 2025, tenendo c…

ROMA – C’è l’accordo sul prezzo del latte. Ministero dell’Agricoltura e associazioni della filiera lattiero-casearia provano frenare la corsa verso il basso delle quotazioni. A gennaio un litro di latte costerà 54 centesimi di euro, a febbraio 53 centesimi e a marzo 52 centesimi. Un passo in avanti rispetto ai 49 centesimi attuali, che richiederà comunque un continuo monitoraggio del mercato e altri interventi per sostenere la filiera. Con il percorso individuato per i primi tre mesi del 2026 si punta a ottenere un riequilibrio dell’offerta sulle stesse quantità del primo trimestre di quest’anno.

Il meccanismo per la definizione del prezzo sarà effettuato attraverso un’indicizzazione, con una differenziazione delle quantità eccedenti rispetto a quelle del primo trimestre 2025, tenendo conto delle quotazioni della commissione camerale di Milano, Lodi Monza e Brianza. L’accordo, inoltre, prevede un pacchetto di aiuti per l’internazionalizzazione. C’è l’impegno del ministero a sostenere il settore con maggiori finanziamenti per promuovere il consumo di prodotti lattiero-caseari sui mercati nazionali e esteri.

Le cause del crollo

L’intesa non chiude la partita. Le parti hanno già programmato una serie di incontri a partire da febbraio 2026 per valutare l’andamento del settore e sollecitare anche un confronto a livello comunitario per attivare misure di mercato. Il crollo del prezzo del latte, infatti, non riguarda soltanto l’Italia. Un anno fa un litro di latte spot, quello cioè fuori contratto, costava poco meno di 70 centesimi di euro. Oggi si aggira sui 49 centesimi.

A determinare questa situazione sono stati una serie di fattori. A cominciare dalla spinta alla produzione, dovuta ad un lungo periodo in cui i prezzi si sono mantenuti alti. Nel secondo semestre di quest’anno le consegne di latte in Italia sono aumentate. La spinta è arrivata soprattutto da regioni come Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna. Ad agosto scorso, la quantità totale di poco più di 9 milioni di tonnellate era più elevata del 2,6% rispetto ai dodici mesi precedenti. Un aumento della produzione si è registrato negli stessi mesi in Francia e in Germania, con un calo dei prezzi più marcato di quello registrato per il latte italiano. I dati della Commissione europea, inoltre, mostrano che sui mercati internazionali si avverte il peso della maggiore produzione di latte in Nuova Zelanda (+3,1%) e negli Stati Uniti (+1,7%).

Il caso del Grana Padano

La diminuzione dei prezzi comincia a colpire anche i formaggi. A soffrire di più è il Grana Padano. Si mantengono per il momento stabili il Parmigiano Reggiano e altri formaggi Dop stagionati, mentre è in discesa da alcuni mesi il prezzo del burro. “Abbiamo chiesto la convocazione periodica del tavolo del latte al ministero – dice Tommaso Battista, presidente di Copagri – Questa significativa diminuzione del prezzo alla stalla non trova riscontro nei principali indicatori di mercato europei e internazionali. Questa situazione rischia di incidere sulla sostenibilità economica delle aziende zootecniche, compromettendo l’equilibrio della filiera. Sono necessari un monitoraggio continuo degli indicatori, la definizione dei costi di produzione certificati e un programma europeo per la riduzione volontaria della produzione”.

Soddisfatta Coldiretti. “Il raggiungimento di un’intesa sul prezzo è fondamentale per dare prospettive alle stalle e raggiungere l’obiettivo di non lasciare a terra neppure un litro di latte, dopo le incertezze delle ultime settimane che rischiavano di compromettere il futuro di un settore cardine del made in Italy a tavola”, si legge in una nota.

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