I mercati azionari avanzano, mentre l'incertezza sull'indipendenza della Fed favorisce l'oro e pesa sul dollaro. Oggi gli investitori guarderanno attentamente ai dati sull'inflazione Usa, indicatore rilevante per la banca centrale americana. Inizia poi la stagione delle trimestrali, sempre negli Stati Uniti, con i principali istituti bancari che riporteranno i dati relativi all'ultimo trimestre del 2025. La prima è Jp Morgan. A Piazza Affari occhi su Cucinelli, all’indomani della diffusione dei ricavi 2025.
Borsa Milano: chiude in calo (-0,45%) bene Saipem, giù Buzzi
Piazza Affari chiude gli scambi in calo in un clima di incertezza a causa degli scenari di crisi globale in Ucraina, Iran, Venezuela e Medio Oriente e dei contrasti tra l'amministrazione Trump e la Fed in attesa della scelta della nuova guida. L'indice Ftse Mib perde lo 0,45% a quota 45.525 punti. Sul listino pesa Buzzi che scivola a -7,16% a 50,6 euro per azione, in scia alla debolezza del settore delle costruzioni. Nell'automotive Stellantis -3,52% e Ferrari -3,77%.
Nelle telecomunicazioni Tim cala dell'1,3%. Fincantieri cede il 4,5%. Positivi i principali energetici con Eni a +2,15%, Saipem +4,39% (migliore tra le blue chip), Tenaris +2,82%. In controtendenza Enel -1,11%. In luce Diasorin +1,93%. Nel lusso vendite su Brunelli Cucinelli (-0,37%) all'indomani dei conti preliminari del 2025. Moncler (-0,67%). Tra i finanziari, Generali cede lo 0,8%, Unipol a -1,18%, Unicredit sale dello 0,41%, Intesa poco mossa, Mps guadagna l'1,31%
Borsa: europee deboli e miste in chiusura, Francoforte +0,07% e Parigi -0,14%
Chiusura di seduta debole e mista per i principali listini europei. Il Dax di Francoforte guadagna lo 0,07% mentre il Cac 40 di Parigi cede lo 0,14% e il Ftse 100 di Londra lo 0,07%. Positivi l'Ibex 35 di Madrid, che guadagna lo 0,06%, e l'Aex di Amsterdam in rialzo dello 0,37%.
Titoli Stato: spread Btp/Bund chiude stabile a 63 punti
Lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi chiude a 63 punti, stabile rispetto all'avvio. Il rendimento è invariato al 3,48%
Wall Street cala fra inflazione e dazi, Dj -0,52%, Nasdaq -0,13%
Wall Street cala con i dati dell'inflazione americana e l'attesa di una possibile decisione della Corte Suprema sui dazi. Il Dow Jones perde lo 0,52% a 49.324,66 punti, il Nasdaq cede lo 0,13% a 23.702,60 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,20% a 6.965,27 punti.
Il dato sull'inflazione di dicembre non ha smorzato i timori degli investitori su una pausa della Fed nel tagliare i tassi. Le chance di una riduzione in gennaio sono zero e gli analisti guardano a marzo per un possibile taglio. Sulla decisione peserà anche l'attesa sentenza della Corte Suprema sui dazi. I saggi domani renderanno note alcune delle loro opinioni ma non è chiaro quali.
Petrolio: prezzi saliti del 3% dopo minacce dazi Usa su Iran
I futures sul petrolio WTI sono saliti di quasi il 3% a 61,16 dollari al barile, ai massimi da 12 settimane, spinti dall'aumento dei rischi geopolitici e dai timori di possibili interruzioni dell'offerta. A sostenere la cautela degli investitori hanno contribuito le dichiarazioni della Casa Bianca sull'Iran: il presidente Donald Trump ha annunciato la cancellazione di incontri con esponenti iraniani finchè non si fermeranno le proteste e ha avvertito che "gli aiuti sono in arrivo".
Cambi: euro chiude in calo, sotto quota 1,17
L'euro chiude in calo (-0,22%) nel cambio sul dollaro a quota 1,1640. La divisa comune guadagna invece (+0,4%) sullo yen a 185,19. Cambio dollaro/yen a 159,12 in favore del biglietto verde (+0,64%).
Boeing: venduti più aerei di Airbus nel 2025
Boeing: venduti più aerei di airbus nel 2025, prima volta dal 2018
Borsa: -6% Buzzi dopo record di ieri, giù i titoli europei settore costruzioni
Amplia le perdite il titolo di buzzi a piazza affari, che ora cede il 6% a 51,25 euro per azione, dopo che alla vigilia aveva aggiornato il massimo storico a 54,750. Il titolo si allinea alla debolezza del settore delle costruzioni, che in Italia perde al momento il 3,17% e in Europa cede il 2,65%. A questo proposito le vendite colpiscono anche Cementir holding, in calo del 2,92% a Milano, Holcim cede l'1,5% a Zurigo, Vicat il 3,5% a Parigi e Heidelberg materials il 3,4% a Francoforte.
Trump: “Inflazione bassa, Powell tagli notevolmente i tassi”
"Ottimi dati sull'inflazione (Bassa!) negli Stati Uniti. Ciò significa che Jerome 'Too Late' Powell dovrebbe tagliare i tassi di interesse, in modo significativo!!! Se non lo farà, continuerà semplicemente a essere 'too late!'". Lo scrive in un post su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, commentando i dati sui prezzi al consumo diffusi dal dipartimento del Lavoro. "Pubblicati anche ottimi dati sulla crescita. Grazie, Mister dazi!", ha aggiunto riferendosi a se stesso.
Wall Street apre debole, Dj -0,11%
Wall Street apre debole e contrastata dopo i dati sull'inflazione americana che, a dicembre, si attesta al 2,7% su base annua, in linea con il mese precedente e con le stime di mercato. Gli investitori restano cauti anche in vista dell'avvio della nuova stagione di trimestrali. Il Dow Jones cede lo 0,18% mentre il Nasdaq e lo S&P 500 avanzano rispettivamente dello 0,14% e dello 0,03%.
Europa mista, Francoforte gira in rialzo
La seduta per le Borse europee prosegue cauta dopo i dati sull'inflazione statunitense. Londra galleggia sulla parità (-0,08%), Madrid è invariata, Milano cede lo 0,19%, Parigi lo 0,3% e Francoforte gira in rialzo dello 0,16 per cento. I titoli tecnologici e bancari sovraperformano, mentre l'edilizia e l'automotive sono in calo.
L'inflazione Usa al 2,7% in dicembre, in linea con le attese
L'inflazione americana a dicembre si è attestata al 2,7%, in linea con le attese e sullo stesso livello di novembre. Su base mensile i prezzi al consumo sono saliti dello 0,3%. L'indice core, quello al netto di energia e alimentari, ha segnato un +2,6% su base annua e un +0,2% su base mensile, in tutti e due i casi sotto le attese degli analisti.
Dimon (JpMorgan): “Grande rispetto per Powell, Fed sia indipendente”
"Ho enorme rispetto per Jay Powell. Tutti quelli che conosciamo credono nell'indipendenza della Fed. Qualsiasi cosa che la indebolisca probabilmente non è una grande idea". Lo ha detto l'amministratore delegato di JPMorgan, Jamie Dimon, nella conference call dopo i risultati trimestrali.
Dimon (JpMorgan): “L’economia Usa è resiliente ma occorre restare vigili”
L'economia americana "ha continuato a mostrare segni di resilienza. Sebbene il mercato del lavoro abbia subito un rallentamento, le condizioni non sembrano peggiorare". Lo ha detto l'amministratore delegato di JpMorgan Chase, Jamie Dimon, commentando i risultati messi a segno dalla banca newyorkese nel quarto trimestre e nell'intero 2025.
"I consumatori continuano a spendere e le imprese rimangono in generale in buona salute. Queste condizioni potrebbero persistere per qualche tempo, in particolare grazie agli stimoli fiscali in corso, ai benefici della deregolamentazione e alla recente politica monetaria della Federal Reserve", ha detto Dimon, sottolineando che, tuttavia, "bisogna restare vigili, perchè i mercati sembrano sottovalutare i potenziali rischi, tra cui quelli derivanti dalle complesse condizioni geopolitiche, dal rischio di inflazione persistente e dall'elevato prezzo degli asset".
Jpmorgan: -7% utile iv trim a 13,02 mld $, ricavi +7% a 45,79 mld
Guardando agli indicatori patrimoniali, il ritorno sul capitale si è attestato nel quarto trimestre al 15%, contro il 17% dei tre mesi precedenti e il valore analogo di fine 2024. Il rapporto cet 1 si è attestato al 14,5%. Per quanto riguarda le varie divisioni, nel consumer e investment banking, i ricavi sono aumentati del 10%, con "i mercati che hanno continuato a beneficiare della domanda di finanziamenti e della forte attività dei clienti, spingendo i ricavi al rialzo del 17%", ha detto l’ad Jamie Dimon.
Europa si muove in rosso in attesa dell'inflazione Usa
Le Borse europee, a metà seduta, viaggiano in rosso in attesa del dato dell'inflazione negli Stati Uniti in programma nel primo pomeriggio. L'indice d'area del Vecchio Continente, lo stoxx 600, cede un quarto di punto appesantito dall'immobiliare e da finanziari e tech che si sono indeboliti. Tiene, invece, l'energia con la conferma del rialzo del petrolio. Il wti sale di quasi il 2% oltre i 60 dollari al barile. Per il brent +1,9% oltre i 65 dollari. Il gas guadagna il il 4,4% con il prezzo che oscilla a a 31,5 euro al megawattora. Sempre tra materie prime, l'oro è poco mosso a 4.588 dollari l'oncia. L'argento è a 85,8 dollari
Milano: prosegue in calo (-0,24%), giù Stellantis e Buzzi
Piazza Affari procede gli scambi in calo in un clima di incertezza a causa degli scenari di crisi globale in Ucraina, Iran, Venezuela e Medio Oriente e dei contrasti tra l'amministrazione Trump e la Fed in attesa della scelta della nuova guida. Al parziale di circa metà seduta, il Ftse Mib perde lo 0,24% a quota 45.624 punti.
Sul listino, Tim cala dello 0,37%. Stellantis perde il 2,04%.
Salgono invece Leonardo (+0,61%) e Diasorin (+2,37%). Male Buzzi (-3%). Contrastati i principali energetici con Eni a +1,07% ed Enel a -0,74%. Brunelli Cucinelli cede lo 0,23% all'indomani dei conti preliminari del 2025.
Borsa Parigi: +1,8% air France-Klm, indiscrezioni su cancellazione del debito
France-Klm in evidenza alla borsa di Parigi, di riflesso alle indiscrezioni di stampa secondo cui la compagnia aerea potrebbe vedere cancellata una parte del suo debito. Poco dopo le 12, il titolo sale dell'1,8% a 11,44 euro, dopo avere guadagnato in precedenza oltre il 3%. Secondo il quotidiano
'La lettrere', il governo francese potrebbe procedere alla cancellazione dei debiti di air France-Klm fino a un massimo di 728 milioni di euro il prossimo anno
Europa contrastata a metà giornata, a Milano (-0,2%)
Borse Europee contrastate a metà giornata: se Milano arretra dello 0,21%, Francoforte cede lo 0,14% e Parigi scivola dello 0,57%.
Amsterdam, invece, oscilla sulla parità e Madrid sale quasi dell'1%. I future di Wall Street sono poco mossi, nell'attesa che sia pubblicato il dato sull'indice dei prezzi al consumo americani e che inizi anche la stagione delle trimestrali
Mazzoncini: “A2A tiene rotta su mobilità elettrica nonostante ostacoli”
"A2a tiene la rotta nonostante tutti gli ostacoli che si sono frapposti sulla mobilità elettrica". Lo afferma l'amministratore delegato Renato Mazzoncini inaugurando la prima stazione di ricarica per veicoli elettrici a Monza insieme al sindaco Paolo Pilotto e all'amministratore delegato di A2a eMobility Fabio Pressi. La stazione sorge "in uno snodo strategico per il traffico - spiega - all'incrocio di diverse autostrade". A2a dispone di 4mila stazioni di ricarica in Italia su un totale di 70mila e quella di Monza è la prima a 100 Kwh/h.
Valentina Bracaglia nuova cfo di Acea
Valentina Bracaglia è la nuova chief financial officer del gruppo Acea. Nata nel 1988 a Frosinone, Bracaglia è entrata in Acea a luglio 2023 in qualità di Responsabile Group Planning & Control, ha poi assunto il ruolo di Deputy Chief Financial Officer da dicembre 2024, accompagnando l'evoluzione dei processi di pianificazione e controllo. All'interno del gruppo è, inoltre, consigliere di amministrazione di Acque Spa, Aquaser Spa.A. e Acea ATO2 Spa.
Webuild vince nuovo contratto per estensione metro Riyadh
La Royal Commission for Riyadh City ha assegnato il contratto per l'estensione della Red Line della Metropolitana di Riyadh al consorzio guidato da Webuild e partecipato anche da L&T (India), Nesma (Arabia Saudita) e Alstom (Francia). Il progetto, spiega una nota, prevede la progettazione e la costruzione di 8,4 km di nuova linea metropolitana senza conducente a bordo (driverless), di cui 1,3 km in viadotto e i restanti 7,1 km in galleria. Prevede inoltre cinque stazioni, di cui tre in sotterraneo, e tutti i sistemi di segnalamento. Per lo scavo della tratta in galleria, è previsto l'impiego di una Tbm (Tunnel Boring Machine). Il progetto per l'estensione della Red Line è parte della rete metropolitana senza conducente a bordo (driverless) più lunga al mordo, riconosciuta tale anche dal Guinness World Records, sviluppata dalla Rcrc.
Da Bce e governatori piena solidarietà a Powell (Fed)
“Siamo in piena solidarietà con il sistema della Federal Reserve e con il suo presidente Jerome H. Powell. L'indipendenza delle banche centrali è una pietra angolare della stabilità dei prezzi, finanziaria ed economica nell'interesse dei cittadini che serviamo". È quanto recita un comunicato dei banchieri centrali. "È pertanto fondamentale preservare tale indipendenza, nel pieno rispetto dello stato di diritto e della responsabilità democratica. Il presidente Powell ha operato con integrità, concentrandosi sul proprio mandato e con un impegno incrollabile verso l'interesse pubblico. Per noi è un collega stimato, tenuto nella massima considerazione da tutti coloro che hanno lavorato con lui”.
Lo statement reca la firma di Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, Andrew Bailey, governatore della Banca d'Inghilterra; Erik Thedèen, governatore della Sveriges Riksbank; Christian Kettel Thomsen, Presidente del Consiglio dei Governatori della Danmarks Nationalbank; Martin Schlegel, Presidente del Consiglio di amministrazione della Banca nazionale svizzera; Michele Bullock, Governatore della Reserve Bank of Australia; Tiff Macklem, governatore della Banca del Canada; Chang Yong Rhee, governatore della Banca di Corea; Gabriel Galìpolo, governatore del Banco Central do Brasil; Francois Villeroy de Galhau, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Banca dei Regolamenti Internazionali; Pablo Hernàndez de Cos, Direttore Generale della Banca dei Regolamenti Internazionali.
Il Cda di Unipol autorizza l'emissione di obbligazioni Tier 1
Il consiglio di amministrazione di Unipol Assicurazioni ha autorizzato l'emissione da parte della società di obbligazioni subordinate restricted Tier 1 in ammontare benchmark. Le obbligazioni saranno collocate - subordinatamente alle condizioni di mercato - esclusivamente presso investitori qualificati nazionali e internazionali (ad eccezione degli investitori statunitensi) e si prevede che saranno ammesse alla negoziazione sul mercato Euro Mtf e quotate nella Official List della Borsa del Lussemburgo.
Istat, verso un rallentamento dell'economia mondiale
Negli ultimi mesi del 2025, "l'attenuazione delle tensioni commerciali e il taglio dei tassi d'interesse hanno ridotto l'incertezza e favorito la liquidità, contenendo in parte le pressioni al ribasso sulla crescita dell'economia mondiale. L'inizio del 2026 è stato segnato da nuovi focolai di instabilità che supportano le previsioni di un rallentamento dell'attività economica a livello internazionale per l'anno in corso". Così l'Istat nella nota sull'andamento dell'economia.
Istat, “focolai di instabilità” segnano l’inizio del 2026. Per l’Italia un quadro di crescita debole
Le Borse europee aprono deboli, attesa prezzi al consumo Usa
Le Borse europee aprono contrastate, sui mercati prosegue l'incertezza tra gli scenari di crisi globale in Ucraina, Iran, Venezuela e Medio Oriente e i contrasti tra l'amministrazione Trump e la Fed in attesa della scelta della nuova guida. Oggi è attesa la rilevazion sui prezzi al consumo negli Usa a dicembre 2025. In avvio di contrattazioni l'indice Dax di Francoforte segna +0,05% con 25.400,64 punti, il Cac 40 di Parigi -0,22% con 8.340,56, l'Ftse 100 di Londra -0,04% con 10.138,71. A Milano Piazza Affari oscilla attorno alla parità con 45.744,20 punti.
Milano prime fasi piatte. Sale Bpm, in calo Cucinelli
Prime fasi poco mosse alla Borsa di Milano con il Ftse Mib che lima lo 0,08% a quota 45.699 punti. Sul listino, Tim cala dello 0,48%. Piatta Stellantis (-0,10%). Positivi i principali energetici con Eni a +0,27% ed Enel a +0,14%. Brunelli Cucinelli cala dello 0,78% all'indomani dei conti preliminari del 2025. Nel lusso arretra anche Moncler (-0,82%). Tra i finanziari, Generali cede lo 0,31%, Unicredit invariata, Intesa +0,08%, Mps sale dello 0,89%, Banco Bpm a +0,15% dopo che Credit Agricole ha annunciato di aver ottenuto il via libera della Bce a salire oltre il 20% del capitale ma di non voler superare la soglia che farebbe scattare l'Opa.
Ubs, Ermotti pensa alle dimissioni ad aprile 2027 (Financial Times)
Il ceo di Ubs, Sergio Ermotti, sta valutando il passo indietro dalla guida dell'istituto nella primavera del 2027, cioè a quattro anni dal suo ritorno per condurre il salvataggio di Credit Suisse. È quanto scrive il Financial Times, secondo cui le dimissioni potrebbero arrivare ad aprile del prossimo anno anche se, secondo le fonti citate, non ci sarebbe ancora una tempistica definitiva. Al ritorno in Ubs, dove era già stato ceo fino al 2020, il manager si era impegnato per un periodo di 3-5 anni a supervisionare l'integrazione con Credit Suisse, a sviluppare una strategia di crescita per la nuova entità combinata e a formare un pool di successori. Secondo il quotidiano britannico, al momento le maggiori chances vanno assegnate al responsabile dell'asset management, Aleksandar Ivanovic, che siede nell'executive board da marzo 2024. Altri candidati sono i responsabili delle gestioni patrimoniali, Iqbal Khan e Robert Karofsky, oltre alla chief operating officer, Bea Martin.
L'oro frena la sua corsa, il prezzo spot scende a 4.580 dollari
Frena la corsa dell'oro sui mercati delle materie prime. Dopo il rally di ieri che lo ha portato a nuovi record abbondantemente sopra 4.600 dollari l'oncia, il metallo prezioso con consegna immediata è ora valutato 4.580 dollari, in calo dello 0,37%. Sul Comex, il contratto per febbraio è invece a 4.592 dollari, anche in questo caso in calo. Segno meno generalizzato anche per argento, platino e rame.
Taiwan: “C'è consenso generale con gli Usa sul commercio”
Taiwan ha riferito di aver raggiunto un "consenso generale" con gli Stati Uniti su un accordo commerciale, a conclusione di un dialogo andato avanti per diversi mesi. "L'obiettivo dei negoziati tariffari è sempre stato quello di ottenere riduzioni dei dazi reciproci e un trattamento preferenziale ai sensi della Sezione 232", ha precisato l'Ufficio per i negoziati commerciali di Taipei in una nota, aggiungendo che su queste questioni c'è un "consenso generale". La mossa è destinata a irritare la Cina, che considera l'isola una parte "sacra" e "indissolubile" il cui destino è la riunificazione anche con la forza, se necessario.