Le dichiarazioni di Donald Trump, che ha parlato di colloqui positivi con l’Iran e ha annunciato lo stop ai bombardamenti alle strutture energetiche, fanno cambiare completamente verso ai mercati nel corso della seduta. Dopo una mattinata in forte calo, in un attimo virano in ampio rialzo. E cambia completamente direzione anche il petrolio, che crolla sotto i 100 dollari a ridosso delle parole di Trump e poi sale solo leggermente. A Piazza Affari occhi puntati su Tim (che sale) e Poste (che scende), dopo l’Opas totalitaria lanciata dalla seconda sulla prima. Tra le banche focus su Banco Bpm in attesa della lista di Credit Agricole e su Mps, su cui pesa l'incertezza sulla futura governance dopo la presentazione di una lista che vede tra i candidati anche l'ad uscente Lovaglio. Pesante Diasorin: in apertura il titolo non scambia, poi entra nelle negoziazioni e cede il 16%. Intanto lo spread Btp-Bund supera la soglia dei 100 punti base, ai massimi da maggio 2025, per poi chiudere sotto i 90.
Dow Jones chiude a +1.38% come il Nasdaq
Wall Street chiude positiva. Il Dow Jones sale dell'1,38% a 46.208,53 punti, il Nasdaq avanza dell'1,38% a 21.946,76 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell'1,15% a 6.581,04 punti.
Wall Street prosegue in positivo
Prosegue in deciso rialzo la seduta a Wall Street, dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha dichiarato che un accordo tra Stati Uniti e Iran "è vicino" e che Teheran rinuncerà ad avere un'arma nucleare. Inoltre, ha detto che lo stretto di Hormuz riaprirà presto e che ci sarà un "controllo congiunto" dell'area. Sull'azionario, il titolo di Palantir technologies è in rialzo del 6,4%, dopo che un articolo di Reuters ha rivelato che il Pentagono utilizzerà il sistema di intelligenza artificiale Maven di Palantir per il puntamento delle armi come piattaforma principale di ai militare. In questo momento, il Dow Jones guadagna 871,91 punti (+1,91%), lo S&p 500 sale di 106,85 punti (+1,64%), il Nasdaq aggiunge 383,92 punti (+1,77%). Il petrolio Wti ha perso il 10,28% a 88,13 dollari al barile. L’oro ha perso 166,30 dollari, il 3,64%, a 4.404,10 dollari all'oncia. Euro in rialzo dello 0,48% a 1,1627 dollari. Bitcoin in rialzo del 4,19% a 71.047 dollari.
Milano chiude in rialzo
La Borsa di Milano chiude in rialzo. L'ultimo indice Ftse Mib guadagna lo 0,81% a 43.189 punti.
L’Euro chiude in rialzo
L'euro chiudo in lieve rialzo poco sotto quota 1,16 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1587 dollari (+0,08%) e a 183,81 yen (-0,24%). Cambio dollaro/yen a 158,72 (-0,32%).
Dall’Europa a Wall Street, accelerano le borse
Piazza Affari accelera, in scia a Wall Street, e torna a salire oltre il 2%. La tensione dei mercati si è attenuata dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato "cinque giorni" di interruzione degli attacchi su obbiettivi energetici in Iran, in seguito a "conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive" con Teheran. L'indice Ftse Mib avanza del 2,29% a quota 43.820. Il Dow Jones sale del 2,1%, lo S&P 500 del 2,15% e il Nasdaq avanza del 2,2%. Crolla il prezzo del petrolio, con il Brent e il Wti che perdono oltre il 10% rispettivamente a 100 dollari e a 89 dollari al barile.
Gas, prezzo Ttf Amsterdam a 54 euro MWh
I futures del gas naturale europeo ampliano le perdite con le notizie di una possibile de-escalation della guerra nel Golfo. A influenzare i mercati è stata la decisione del presidente Donald Trump di sospendere per 5 giorni gli attacchi statunitensi contro le infrastrutture energetiche iraniane, dopo una serie di colloqui diplomatici mirati a fermare il conflitto. Trump ha definito i negoziati costruttivi, annunciando che continueranno per tutta la settimana e alimentando così le aspettative di una possibile riduzione delle tensioni. Tuttavia, fonti iraniane hanno smentito l'esistenza di contatti con Washington. Al momento, tuttavia, al Ttf di Amsterdam i contratti del gas su aprile cedono il 9% a 53,9 euro/MWh.
Petrolio, Wti sotto i 90 dollari
Il petrolio è in forte calo a New York, dove le quotazioni del Wti scendono del 9,28% a 89,11 dollari al barile.
Europa in positivo dopo le parole di Trump
Le Borse europee proseguono sulla strada dei rialzi, dopo l'avvio di Wall Street. I mercati, dopo un avvio difficile, guardano all'evoluzione della guerra in Medio Oriente e sembrano fiduciosi nella possibilità di una soluzione. In forte calo petrolio e gas. L'indice stoxx 600 sale dell'1%. Bene Francoforte (+1,7%), Madrid (+1,4%), Milano (+1,3%), Parigi (+1,2%) e Londra (+0,2%). I principali listini sono sostenuti dal comparto tecnologico (+2,7%) e dal lusso (+2,9%) e dalle auto (+2,4%). Poco mosse le utility (+0,03%), con il prezzo del gas che scende del 6,5% a 55,38 euro al megawattora. Scivola il comparto azionario dell'energia (-3,5%), con il petrolio in netta flessione. Il wti lascia sul terreno il 7,7% a 90,85 dollari al barile. Il Brent cede l'8% a 102,02 dollari. A Piazza Affari crolla Diasorin (-12%), bocciata dagli analisti di Mediobanca. Sempre in testa Tim (+6,39% a 0,61 euro) che prova ad avvicinarsi ai 63,5 dell'offerta di Poste che, invece, cede l'5,6%. Bene anche Unicredit (+3,9%) e Banco Bpm (+3,7%).
Wall Street, avvio in rialzo
Apertura positiva della Borsa statunitense in seguito alla notizia - smentita da Teheran ma confermata da alcuni media israeliani dopo l'annuncio del presidente Usa Donald Trump - dei colloqui "positivi e costruttivi" in corso tra Stati Uniti e Iran. A Wall Street, l'indice Dow Jones conquista in avvio lo 0,5%, il Nasdaq segna +1,65% e l'S&P 500 segna +1,5%.
Le Borse europee tentano la risalita
Le Borse europee tentano il rimbalzo con i colloqui annunciati da Trump ma smentiti dai media iraniani. Anche i future su Wall Street sono positivi.
L'indice d'area del Vecchio Continente, lo stoxx 600, sale di mezzo punto percentuale con l'evidenza in particolare di Milano (Ftse Mib +1,1% a 43.329 punti). Francoforte registra un +1,63%, Parigi sale dell'1,26%, Madrid dell'1,51%. Poco mossa Londra a +0,08%. Il petrolio resta in calo con il wti che cede il 6,5% a 91,8 dollari e il brent che perde il 7,4% a 103,9 dollari. Il gas cede il 4,3% a 56,7 euro al megawattora. L'oro risale a 4.383 dollari l'oncia (+2,7%) mentre l'argento guadagna il 6,3% a 68,1 dollari. Lo spread tra Btp e Bund è a 91 punti con il rendimento del decennale italiano che scende di 4 punti base al 3,92%. Il dieci anni tedesco è al 3%. Il gilt inglese scende al 4,95% e l'Oat francese al 3,74%.
Gas sotto i 57 euro al megawattora
Il prezzo del gas scivola sotto i 57 euro al megawattora con la tregua di 5 giorni annunciata dal presidente Usa Donald Trump in seguito a "colloqui molto buoni" con l'Iran. I contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, cedono il 4,3% a 56,7 euro al MWh.
Milano recupera (+0,6%) con Tim e banche, spread a 95 punti
La Borsa di Milano, così come il resto delle Piazze europee, è in recupero dopo la tregua di 5 giorni annunciata dal presidente Usa Donald Trump in seguito “colloqui molto buoni” con l'Iran. Il Ftse Mib estremamente volatile, sale dello 0,6% a 43.147 punti. Lo spread tra Btp e Bund, arrivato a 84 punti dopo un balzo a 104 punti, è nell'area dei 95 punti. Il rendimento del decennale italiano cala al 3,97 per cento.
A Piazza Affari è sempre in testa Tim (+3,96 a 0,59 euro) che prova ad avvicinarsi ai 63,5 dell'offerta di Poste che, invece, cede l'8%. Sempre sotto pressione Diasorin (-11,3%) bocciata dagli analisti di Mediobanca. Tra gli altri gira in positivo il credito con Unicredit (+3,6%) e Banco Bpm (+3,25%), quest'ultima in attesa della lista del Credit Agricole. Rialza la testa anche Mps (+2,4%) sotto la lente con le tensioni sulla governance dopo la terza lista con l'ad uscente Lovaglio indicato come ceo.
I piccoli soci di Tim chiedono a Poste di alzare la parte cash dell’Opas
Asati, l'associazione dei piccoli azionisti di Tim, è la prima tra i soci del gruppo di tlc ad esprimersi sull'Opas di Poste. “È positiva l'idea di integrare Telecom Italia in un grande polo nazionale delle infrastrutture digitali e di servizi, che potrebbe valorizzare nel medio periodo il ruolo strategico di Tim quale asset di sistema del Paese. Tuttavia, l'associazione - scrive in una nota - ritiene indispensabile che un'operazione di tale portata sia accompagnata da condizioni chiare, trasparenti e correttamente remunerative per gli azionisti di minoranza. Il premio attualmente proposto non riflette pienamente il valore strategico di Telecom Italia nel nuovo gruppo, né le potenziali sinergie e gli obiettivi industriali che sono stati rappresentati come parte integrante del progetto”.
Asati chiede che “il premio per azione sia aumentato in modo sostanziale” e che “il corrispettivo per la componente in denaro sia notevolmente aumentato”.
FOCUS – Il crollo del petrolio
Le parole di Trump hanno prevedibilmente un effetto opposto sull’andamento del petrolio, che crolla all'istante di quasi 15 punti scendendo sotto quota 100 dollari e poi risalendo leggermente
FOCUS – Il balzo dell’Eurostoxx 50
La parole di Trump hanno fatto cambiare completamente l’umore dei mercati, come mostra il grafico dell’Eurostoxx 50, il principale indice europeo.
Milano rimbalza dopo le parole di Trump
Giravolta della Borsa di Milano con gli Stati Uniti che rinviano gli attacchi all'Iran dopo colloqui "molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni", scrive Donald Trump su Truth. Milano sale del 2,45%% con il Ftse Mib a 43.675 punti.
Lo spread che ha raggiunto un massimo a 104 punti scivola a 84 punti base con il rendimento del decennale italiano che scende al 3,8%.
Europa ancora in forte calo
Si approfondisce il netto calo di giornata per tutte le principali Borse europee, in scia alle tensioni che restano elevate in Medioriente, con i loro effetti sui mercati energetici e sulle prospettive di inflazione future. Francoforte cede attualmente il 2,24%, Londra il 2,4%, Parigi l'1,99%. La peggior performance è quella di Madrid, che cede il 2.64%, giù anche Amsterdam (-1,89%) e Zurigo
Orlopp a Sz: “Fino ad oggi non è chiaro cosa voglia davvero Unicredit”
"Fino ad oggi per noi non è chiaro cosa voglia Unicredit". È quello che dice la ceo di Commerzbank, Bettina Orlopp, in un'intervista così titolata oggi sulla Sueddeutsche Zeitung. "Se qualcuno bussa alla porta e dice: ho un'idea, può anche aspettarsi che l'altro dica di che idea si tratti - afferma la top manager -. Se io ho un architetto che vuole costruirmi una casa, gli dico: fammi vedere il progetto. Non parliamo di un'impresa qualsiasi, ma di una banca sistemicamente rilevante per la Germania, che funziona se c'è la fiducia: fra i clienti, nella dimensione pubblica, nello Stato".
A una domanda sul perché si neghi al confronto, come contestato dal ceo di Unicredit, Orlopp replica: "Non è vero. Abbiamo confermato per iscritto a Unicredit che siamo aperti ai colloqui. Questo è il nostro compito e non abbiamo problemi". "Non ci neghiamo affatto", sostiene la ceo.
Milano aumenta perdite, Ftse Mib -2,52%
Approfondisce le perdite di seduta la Borsa di Milano, con l'indice Ftse Mib attualmente in calo del 2,52% a 41.759,87 punti. In rosso Diasorin dopo i conti 2025 e il downgrade del rating da parte di Mediobanca, giù anche Poste (-8,76%) dopo il lancio dell'Opas da 10,8 miliardi di euro su Tim, che invece guadagna il 3,19%. Negativi anche i titoli St (-4,38%) e Leonardo (-3,8%). In deciso calo Mps (-2,39%), dopo che Plt Holding, facente capo alla famiglia Tortora, sabato ha presentato una propria lista per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Mps, proponendo l'uscente Luigi Lovaglio per il ruolo di ad e l'ex Unicredit Cesare Bisoni come presidente. Secondo gli analisti questa terza lista genera incertezza nel medio periodo.
Lo spread tra Btp e Bund vola a 101 punti
Lo spread tra Btp e Bund vola a 101 punti base sui massimi da maggio 2025. Il rendimento del decennale italiano è sempre sopra il 4%.
L’oro ritraccia del 24% dai massimi
L'oro azzera i rialzi segnati da inizio anno, lasciando sul terreno l'8,4% a 4.254 dollari l'oncia, dopo essere sceso quasi fino a 4.100 dollari. Per il metallo prezioso si tratta del maggior calo settimanale dal 1983, dovuto ai rischi inflattivi legato alla guerra in Medio Oriente scatenata da Usa e Israele e dalle conseguenti attese di rialzi dei tassi di interesse da parte delle banche centrali. Analogo il discorso per l'argento, che lascia sul campo il 10,7% a 63,9 dollari l'oncia.
Secondo Johan Jooste, amministratore delegato del gestore patrimoniale singaporiano Pangaea Wealth, che ha parlato con l'agenzia Bloomberg, "l'oro oggi ha un problema di liquidità". A suo dire la corsa a vendere è dovuta alla necessità degli investitori di "fare cassa" e non sono da escludere ulteriori ridimensionamenti se la guerra dovesse continuare. "Non è la prima volta che l'oro scende così tanto di prezzo - commenta un gestore di Ubs - ma non lo ha mai fatto così in fretta". Un crollo direttamente proporzionale con il balzo segnato dal greggio, giunto ai massimi dal giugno del 2022, che segue di poche settimane il massimo di 5.595 dollari l'oncia, con un calo pari al 24% circa.
Seduta pesantissima per i listini asiatici: -6,5% per Seul
Chiusura in forte calo per i mercati asiatici, penalizzati dai timori di una nuova escalation in Medio Oriente e dal rialzo del petrolio, che alimenta le preoccupazioni per inflazione e crescita. A Tokyo il Nikkei ha perso il 3,68%, mentre a Seul il Kospi ha lasciato sul terreno il 6,5%, segnando la flessione più pesante dell'area. Male anche Hong Kong, con l'Hang Seng in calo del 3,54%, e le Borse cinesi continentali: Shanghai ha ceduto il 3,63% e Shenzhen il 3,74%. In rosso anche gli altri principali listini della regione, compresi Australia e India.
Lo spread tra Btp e Bund si assesta a 96 punti, rendimento oltre 4%
Lo spread tra Btp e Bund, dopo essere schizzato in avvio a 99 punti, si stabilizza a 96 punti base, sempre sui massimi dallo scorso giugno. Si conferma la crescita dei rendimenti con il decennale italiano oltre il 4%, sui massimi da luglio 2024. Il Bund tedesco resta sopra il 3% sui massimi dal 2011. L'Oat francese è al 3,8% mentre il Gilt inglese oltrepassa il 5%.
Birol (Aie) lancia l’allarme, guerra Iran potrebbe creare più grande crisi globale
La guerra in Medio Oriente potrebbe innescare la più grave crisi energetica globale degli ultimi decenni. È l'allarme arrivato dall'Agenzia internazionale dell'energia (iea), mentre Israele ha dichiarato di aspettarsi “diverse settimane di combattimenti” e ha colpito nuovamente Teheran questa mattina. Intanto, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha lanciato un ultimatum all'Iran, che ha quasi completamente bloccato lo stretto di Hormuz per cui di solito transita il 20% del petrolio mondiale: se Teheran non lo riaprirà entro stasera, gli Stati Uniti “distruggeranno” le centrali elettriche iraniane.
In risposta, Teheran ha minacciato di chiudere completamente lo stretto e di colpire “tutte le infrastrutture energetiche, informatiche e di desalinizzazione dell'acqua di proprietà statunitense”, ha avvertito l'esercito iraniano, secondo l'agenzia di stampa Fars. “Ad oggi, abbiamo perso 11 milioni di barili al giorno, più di quanto abbiano perso le due principali crisi petrolifere degli anni settanta messe insieme”, ha dichiarato il direttore esecutivo dell'Aie, Fatih Birol. Lo stretto di Hormuz è praticamente chiuso dall'inizio della guerra, con il transito di merci crollato del 95%, secondo la società di analisi Kpler.
Diasorin fatica ad aprire, poi fa prezzo e cede il 16%
Il titolo di Diasorin entra a -16% nelle contrattazioni alla Borsa di Milano dopo non aver fatto prezzo in avvio di seduta. La multinazionale attiva nel campo della diagnostica, che ha presentato venerdì scorso i suoi risultati relativi al 2025, sconta anche la valutazione al ribasso di Mediobanca, che ha abbassato da Outperform a Neutral la sua raccomandazione nei confronti della società.
Apertura in rosso per l’Europa, Milano -2%
Apertura negativa per tutte le principali Borse europee in scia alle tensioni che restano alte in Medio Oriente con i loro effetti sui mercati energetici. Francoforte cede il 2%, Londra l'1,46%, Parigi l'1,45%. In forte calo Madrid che cede l'1,8%, giù anche Amsterdam (-1,23%) e Zurigo (-1,62%). A Milano il Ftse Mib lascia sul terreno il 2,13% a quota 41.929 punti.
Tiene Tim che sale del 5,5% in apertura dopo l'Opas totalitaria da parte di Poste (-3,36%). In rialzo poi Banco Bpm (+0,31%) in attesa della lista di Credit Agricole. Mps perde l'1,92% con l'incertezza sulla futura governance dopo la presentazione di una lista che vede tra i candidati anche l'ad uscente Lovaglio.
Tim vola dopo l’Opas (+5%), Poste Italiane frena a -3,5%
Avvio in forte calo per Poste Italiane a -3,5% dopo l'annuncio ieri sera dell'Opas su Tim che invece segna un rialzo del 5%. Poste Italiane ha lanciato un'offerta pubblica totalitaria di acquisto e scambio da 10,8 miliardi su Tim, di cui detiene il 27%, con l'obiettivo di arrivare al delisting. L'operazione è condizionata al raggiungimento del 66,67% del capitale.
Lo spread tra Btp e Bund schizza in avvio a 99 punti
Lo spread tra Btp e Bund in avvio di settimana schizza a 99 punti base, sui massimi da giugno scorso. Il rendimento del decennale italiano oltrepassa il 4% aggiornandosi ai livelli di luglio 2024. Il Bund tedesco è oltre il 3% confermando i massimi dal 2011
Prezzo petrolio sale ancora, Wti scambiato a 100,68 dollari
Il prezzo del petrolio sale ancora sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio è scambiato a 100,68 dollari con una crescita del 2,49% mentre il Brent, sempre con consegna a maggio, è scambiato a 113,70 dollari con un avanzamento dell'1,35%.
Oro crolla, in calo da 4 settimane
Il prezzo dell'oro crolla questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold Spot) scende a 4.152 dollari l'oncia con una riduzione del 10,6%, estendendo il calo alla quarta settimana consecutiva. L'aggravarsi del conflitto in Medio Oriente alimenta i timori sull'inflazione e aumenta la pressione sulle principali economie affinché sostengano la liquidità, anche attraverso vendite di oro, per compensare l'impatto della guerra. Il conflitto in l'Iran, del resto, continua a non mostrare segnali di allentamento.
Monete asiatiche ai minimi, record per won sudcoreano e rupia indiana
La rupia indiana ha perso 41 centesimi nei confronti del dollaro all'apertura dei mercati, toccando quota 93,94 sulla valuta americana: lo riporta l'agenzia di stampa Pti, secondo cui si tratta di un "minimo record" per la moneta indiana. La flessione avviene mentre la guerra in Medio Oriente sta provocando una crescita dei prezzi del greggio. La Pti, citando "operatori del mercato valutario", afferma che secondo loro "i continui flussi in uscita di capitali esteri e il calo dei mercati azionari nazionali nella sessione mattutina hanno ulteriormente indebolito la valuta locale".
Nelle prime ore di contrattazione, anche il won sudcoreano è sceso al livello più basso degli ultimi 17 anni rispetto al dollaro statunitense, in un contesto di volatilità dei mercati innescata dalla guerra in Iran. La valuta è scesa a 1.510 won per dollaro. L'indice Kospi della Borsa di Seul scende di oltre il 4%.