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Le Borse oggi, 7 aprile. L’Europa chiude in rosso tra minacce e ultimatum di Trump a Iran

Le Borse oggi, 7 aprile. L’Europa chiude in rosso tra minacce e ultimatum di Trump a Iran
(reuters)
Riaprono i mercati dopo la pausa pasquale. Ma rimangono le tensioni sullo stretto di Hormuz nella sesta settimana di guerra in Medio Oriente
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Tornano gli scambi dopo le festività pasquali. E affrontano la sesta settimana di conflitto in Medio Oriente. La chiusura dello stretto di Hormuz continua a far salire la tensione sui prezzi dei beni energetici. Le minacce di Trump all’Iran per ora non sono riuscite ad allentare la morsa nel Golfo Persico e alla fine della giornata americana scadrà l’ultimatum: senza un accordo, il timore è di una nuova escalation. In ogni caso ieri l'Opec+ ha avvertito che i danni alle infrastrutture energetiche legati al conflitto potrebbero avere effetti duraturi sull'offerta globale anche dopo un eventuale allentamento delle ostilità.

Produzione Opec crolla del 25% a marzo, mai così nemmeno nel 1973

La crisi in Medio Oriente ha fatto crollare a marzo la produzione di petrolio dell'Opec del 25%, la percentuale più alta degli ultimi quarant'anni. È quanto emerge da un'indagine di Bloomberg basata sul tracciamento delle navi, sulle informazioni fornite dalle autorità e sulle stime dei consulenti Rapidan Energy Group, FGE NexantECA, Kpler e Rystad Energy.

Dopo la chiusura dello stretto di Hormuz, la produzione è diminuita di 7,56 milioni di barili al giorno, attestandosi a 22 milioni di barili al giorno. Il crollo è il più consistente registrato in un singolo mese nei dati raccolti da Bloomberg a partire dal 1989. Un calo di tale portata supererebbe, almeno in termini di barili, quello dell'embargo petrolifero arabo del 1973, anno in cui - secondo il libro di Daniel Yergin "The Prize: The Epic Quest for Oil, Money & Power" - tra ottobre e dicembre i mercati registrarono una "perdita lorda" di 5 milioni di barili al giorno (anche se in un mercato petrolifero molto più piccolo).

L'Iraq, il membro dell'Opec che dipende maggiormente dallo Stretto di Hormuz, ha subito il calo maggiore, con una produzione diminuita di 2,76 milioni di barili al giorno, arrivando a 1,63 milioni al giorno. Le perdite di Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, pur perdite ingenti, sono state in parte mitigate dalla deviazione delle esportazioni verso oleodotti alternativi. La produzione saudita è diminuita di 2,07 milioni di barili al giorno, attestandosi a 8,36 milioni al giorno, mentre quella degli Emirati è calata di 1,44 milioni al giorno, raggiungendo i 2,16 milioni. Anche la Russia, membro di spicco di un'alleanza più ampia nota come Opec+, ha subito interruzioni a seguito di una serie di attacchi con droni ucraini contro i terminali di esportazione petrolifera sul Mar Baltico. Il porto chiave di Ust-Luga ha ripreso i carichi di greggio questa settimana, dopo averli interrotti alla fine di marzo.


Il 5 aprile, l'Opec+ hanno concordato un aumento simbolico dell'offerta per maggio al fine di proseguire il processo, ma hanno avvertito che ci vorrà molto tempo per riavviare gli impianti petroliferi danneggiati durante i combattimenti.

Europa chiude in rosso, guarda all'ultimatum di Trump

Si chiude in rosso la seduta dei mercati azionari in Europa tra le tensioni per la guerra in Iran e in vista dell'ultimatum fissato dal presidente statunitense Donald Trump. Parigi ha chiuso in calo dello 0,67%, Londra dello 0,8% e Francoforte dell'1,06 per cento.

La Borsa di Milano termina in calo dello 0,47% a 45.411 punti. Sul listino milanese la maglia nera va a Leonardo (-8%) con Moncler (-4%) e Stellantis (-3,8%). Bene Eni (+0,8%) e St (+4,2%).

Il prezzo del petrolio vola, +5% a 117 dollari

Vola il prezzo del petrolio mentre si avvicina la scadenza dell'ultimatum di Trump all'Iran che avrebbe tagliato i canali di comunicazione con gli Usa. Il greggio Wti del Texas sale del 5% a 117 dollari al barile mentre il Brent avanza del'1,58% a 111 dollari.

Seduta nervosa in Europa, listini in rosso

Aumenta il nervosismo sulle borse europee, con Wall Street che scende preoccupata dai continui attacchi militari in Medio Oriente e dalle nuove minacce del presidente statunitense Donald Trump. Londra cede lo 0,5%, Parigi lo 0,28%, Francoforte lo 0,79%, Milano lo 0,15 per cento. Si allarga intanto lo spread tra Btp e Bund decennali (90,2 punti con i rendimenti del titolo italiano al 3,98%). Sale oltre i 53 euro al megawattora la quotazione dei future sul gas naturale (+6%).

MIlano scivola, Leonardo -8%

Piazza Affari gira in calo e l'indice Ftse MIb, in linea con le altre Borse europee perde terreno (-0,5%). Maglia nera del listino milanese è Leonardo (-8,5%) sui timori che l'ad Cingolani non venga riconfermato. Tengono St (+4,2%), Inwit (+2,5%), Fincantieri (+1,4%) e Tim (+1,12%).

Il prezzo del petrolio allunga il passo, +3%

Il prezzo del petrolio allunga il passo mentre si avvicina il termine dell'ultimatum lanciato da Trump all'Iran. Il greggio Wti del Texas sale ora del 3% a 115.7
dollari al barile. Più cauto il Brent che rimane sulla soglia dei 110 dollari (+0,47%).

Borse europee: rallentano dopo minacce Trump e attacco a Kharg

Le Borse europee rallentano a metà seduta dopo le nuove minacce di Donald Trump all'Iran e l'attacco all'isola di Kharg, in un mercato che resta cauto di fronte al rischio di un'ulteriore escalation in Medio Oriente. Il Cac 40 di Parigi sale dello 0,08%, il Dax di Francoforte cede lo 0,26%, mentre il Ftse 100 di Londra lascia sul terreno lo 0,42%. Madrid e Milano oscillano intorno alla parità, dopo un avvio in rialzo.

Wall Street: avvio in rosso (s&p -0,2%) tra crescendo di minacce e ultimatum Trump a Iran

Wall Street: avvio in rosso (s&p -0,2%) tra crescendo di minacce e ultimatum Trump a Iran

Il petrolio in rialzo a New York a 115,33 dollari

Il petrolio è in rialzo a New
York con l'avvicinarsi della scadenza dell'ultimatum di Donald Trump all'Iran. Le quotazioni salgono del 2,60% a 115,33 dollari al barile.

Wall Street: future giù (s&p -0,34%), si avvicina scadenza ultimatum di Trump all'Iran

I future indicano un'apertura in calo a Wall Street, con l'avvicinarsi della scadenza fissata dal presidente Trump per la riapertura dello stretto di hormuz da parte dell'Iran.

Petrolio: prezzi in allungo con intensificarsi alert su Iran, wti a 116 dollari

Allunga il passo il prezzo del petrolio, dopo una mattinata volatile. I future sul brent salgono dell'1,3% a 111,17 dollari al barile e quelli sul wti avanzano del 3,2% a 116 dollari. A contribuire alla corsa dell'oro nero è la situazione in medio oriente, con la deadline fissata dal presidente Usa Trump per la riapertura dello stretto di Hormuz che si avvicina, senza che vi sia alcun segnale di allentamento delle tensioni. Al contrario, gli usa, secondo Axsios, hanno attaccato l'isola iraniana di Kharg e Trump ha sentenziato che stanotte 'un'intera civiltà morira".

Commerz, “da Unicredit nessun potenziale di crescita sufficiente”

"Le trattative con Unicredit non hanno dimostrato un potenziale di crescita sufficiente per gli azionisti" di Commerzbank "al di là dell'attuale strategia autonoma". Lo rileva in una nota il gruppo tedesco a commento dell'offerta del gruppo di Piazza Gae Auelenti rilevando che "Unicredit non ha inoltre mostrato alcuna disponibilità a offrire agli azionisti di Commerzbank il necessario e adeguato premio". E pertanto ""su questa base, al momento non si intravede una soluzione concordata".

Iran: pasdaran avvertono, "Priveremo Usa e alleati di petrolio e gas per anni”

Qualora venissero superate le linee rosse dell'Iran, la portata della risposta di ritorsione contro le infrastrutture degli stati uniti e dei loro alleati li priverebbe di petrolio e gas della regione "per anni". E' il duro monito delle guardie della rivoluzione islamica riportato dall'agenzia iraniana tasnim.

L'oro gira in rialzo su acquisti della banca centrale cinese

Segno positivo per l'oro, spinto dagli acquisti della banca centrale cinese. Dopo due giorni di calo, il metallo prezioso ha invertito la tendenza negativa, guadagnando fino all'1%, sulla scia dei dati cinesi che hanno mostrato come la banca centrale abbia acquistato a marzo la maggiore quantità d'oro in oltre un anno, aumentando le sue riserve per il 17/o mese consecutivo. Il prezzo spot è ora in rialzo dello 0,2% a 4.660 dollari l'oncia.

L'oro è sceso di circa l'11% dall'inizio del conflitto in Medio Oriente alla fine di febbraio, e il suo tradizionale appeal di bene rifugio è stato ulteriormente indebolito dalla necessità per gli investitori di liquidare le posizioni per coprire le perdite accumulate altrove.

Fondo di Ackman punta la Universal, affare da 60 miliardi

Il fondo statunitense Pershing Square Capital ha annunciato di aver presentato un'offerta per l'acquisizione di Universal Music Group, con un'operazione che valuta la società circa 60 miliardi di dollari. L'investitore Bill Ackman tenta così di accaparrarsi la più grande etichetta discografica al mondo, che detiene i diritti di artisti attualmente sulla cresta dell'onda negli Usa come Bad Bunny e Taylor Swift e leggende immortali come i Beatles e Bob Dylan. L'offerta, se approvata, si concluderebbe entro la fine dell'anno e prevederebbe la fusione di Universal con Pershing Square Sparc Holdings, una società veicolo creata appositamente per le acquisizioni. Al momento il mercato sembra approvare, con le azioni della Universal che guadagnano oltre il 10% sul listino di Amsterdam.

Ackman, 59 anni, newyorkese, con il suo fondo speculativo si è guadagnato l'etichetta di investitore attivista, capace di cambiare le carte in tavola nei consigli di amministrazione di grandi aziende. Nel 2004 ha fondato Pershing Square, società di investimento con 30 miliardi di dollari di asset in gestione. Il fondo investe principalmente in un portafoglio concentrato di aziende di alta qualità, in grado di generare flussi di cassa consistenti e con una crescita duratura. Se l'acquisto della Universal andasse in porto, annota il Wall Street Journal, la nuova azienda avrebbe sede in Nevada e sposterebbe la quotazione delle proprie azioni da Amsterdam a Wall Street.

Europa rallenta, future Usa in ribasso

Rallentano a metà seduta le principali borse europee con i future Usa in territorio negativo nel giorno dell'ultimatum del presidente Usa Donald Trump all'Iran. Limano il rialzo Milano e Parigi (+0,25% entrambe) insieme a Madrid (+0,2%), mentre Londra (-0,15%) e Francoforte (-0,35%) girano in negativo e lasciano sul campo lo 0,1%. Si porta sopra gli 87 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in crescita di 5,5 punti al 3,9%, quello tedesco di 4 punti al 3,03% e quello francese di 4,5 punti al 3,72%.

Milano riduce guadagni, tonfo Leonardo

La Borsa di Milano riduce i guadagni a metà seduta. L'indice Ftse Mib avanza dello 0,36% a 45.791,15 punti. L'attenzione degli investitori resta concentrata sull'ultimatum all'Iran lanciato dal presidente Usa, Donald Trump, affinché accetti un accordo per porre fine al conflitto e riapra lo Stretto di Hormuz, pena attacchi alle sue centrali elettriche e ai suoi ponti. In evidenza sul listino, Stm (+5,36%), Inwit (+5,56%), Fincantieri (+2,81%) e Nexi (+2,18%). Male Leonardo (-7,13%), pesa l’incertezza sul vertice del gruppo aerospaziale a pochi giorni dalla scelta dei candidati per il rinnovo del consiglio di amministrazione in scadenza.

Ocse: inflazione febbraio stabile al 3,4%, in Italia sale all'1,5%

L'inflazione nella zona Ocse è rimasta globalmente stabile a febbraio 2026, al 3,4 %, dopo il 3,3% di gennaio: è quanto riferisce la stessa Ocse. Secondo l'organismo internazionale con sede a Parigi, l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto in 13 dei 37 Paesi Ocse i cui dati sono disponibili. Il dato è invece diminuito in 9 Paesi ed è rimasto stabile o sostanzialmente stabile in altri quindici.

In Italia, l'inflazione è aumentata dall'1% di gennaio all'1,5% di febbraio. Sempre a febbraio, la media del G7 è rimasta stabile, al 2,1%, con aumenti tra le sette grandi economie avanzate registrati solo in Francia e nel nostro Paese. In Italia, scrive l'Ocse, "l'aumento dell'inflazione (a febbraio) viene alimentato da un'accelerazione dell'inflazione nei servizi".

Ue: “Impegnati su stop all'energia russa, presto anche petrolio e nucleare”

La Commissione europea è "determinata a eliminare gradualmente qualsiasi fonte energetica russa dal mercato europeo. Abbiamo già intrapreso misure per il gas e il Gnl ma siamo determinati ad estendere" la stretta "anche al petrolio e al nucleare. Ma non ho una data da darvi su quando queste proposte arriveranno". Lo ha chiarito una portavoce della Commissione europea dopo lo slittamento della proposta sullo stop al petrolio russo, inizialmente calendarizzata per il 15 aprile. "C'è un impegno politico in questa Commissione a portare a termine questo obiettivo, e ciò accadrà", ha assicurato durante il briefing con la stampa.

Il gas accelera sopra quota 50 euro sulla piazza Ttf di Amsterdam

Accelera sopra quota 50 euro il gas sulla piazza Ttf di Amsterdam. Nel giorno della scadenza dell'ultimatum all'Iran del presidente Usa Donald Trump i contratti future sul mese di maggio invertono la rotta e salgono del 2,3% a 51,2 euro al MWh. In avvio di seduta hanno segnato un rialzo dello 0,9% a 50,6 euro per poi invertire la rotta e scendere dello 0,9% a 49,6 euro al MWh.

Eni annuncia una scoperta da 2 Tcf di gas nell'offshore dell'Egitto

Eni annuncia una significativa scoperta di gas e condensati in Egitto, a seguito della perforazione con successo del pozzo esplorativo Denise W 1, nella concessione Temsah, situata offshore nel Mediterraneo orientale. Le stime preliminari indicano circa 2 trilioni di piedi cubi (Tcf) di gas (circa 56 miliardi di metri cubi) inizialmente in posto (GIIP) e 130 milioni di bbl di condensati associati.

La scoperta Denise W si trova a 70 km dalla costa, a una profondità d'acqua di 95 metri e a meno di 10 km dalle infrastrutture esistenti; ciò consente significative sinergie per uno sviluppo accelerato. Analogamente al vicino giacimento Temsah, in produzione dal 2001, presenta un serbatoio di arenarie mineralizzate a gas di eccellente qualità, con circa 50 metri di net pay.

La perforazione del pozzo Denise W 1 segue l'accordo vincolante firmato nel luglio 2025 con Egpc ed Egas per il rinnovo ventennale della Concessione Temsah. Eni opera la licenza di sviluppo Denise all'interno della Concessione Temsah con una partecipazione del 50%, insieme a Bp, che detiene il restante 50%. L'asset è gestito da Petrobel, la società operativa in joint venture tra Eni ed Egpc. Eni è presente in Egitto dal 1954 e oggi detiene un portafoglio diversificato che comprende esplorazione, sviluppo e produzione, con una produzione di petrolio e gas pari a 242 kboed equity nel 2025.

Scoperto un nuovo pozzo di petrolio nel Golfo di Suez

Un nuovo pozzo di petrolio e gas è stato scoperto nel Golfo di Suez. In base ai test effettuati, si prevede che possa fornire circa 2.500 barili di petrolio al giorno e 3 milioni di piedi cubi di gas. La perforazione è stata condotta dalla Gulf of Suez Petroleum Company (Gupco) in collaborazione con la Egyptian General Petroleum Corporation (Egpc) e il suo partner di investimento, Dragon Oil degli Emirati Arabi Uniti. Il nuovo pozzo esplorativo, chiamato South Wasl BB, si trova nell'area di South Wasl, nel Golfo di Suez. Il pozzo è stato immediatamente collegato agli impianti di produzione esistenti, contribuendo ad aumentare la capacità produttiva complessiva dell'azienda. Gupco ha precisato in una nota di confidare che questo pozzo porti la produzione totale dell'azienda a circa 67.000 barili di petrolio al giorno.

Borsa: Europa accelera il passo, Milano +1%

Le borse europee, dopo un avvio cauto, prendono la via dei rialzi, mentre attendono sviluppi sul fronte mediorientale. Alle 2 del mattino (ora italiana) scadrà l'ultimatum lanciato dal presidente americano Trump all'Iran per riaprire lo stretto di Hormuz. Nel caso in cui la richiesta non venga accolta, gli usa sono pronti a distruggere teheran 'in una sola notte', ha detto Trump. Il fste mib di Milano avanza così dell'1%, spinto al rialzo da st (+5,5%) e inwit (+4%).
Acquisti anche sul cac di Parigi (+1,2%), sul dax di Francoforte (+0,7%), sull'aex di Amsterdam (+0,8%). Bene anche l'ibex di Madrid (+0,6%) e il ftse 100 di Londra (+0,3%). Restano in rialzo anche le quotazioni del petrolio, con il brent a 110,4 dollari al barile (+0,6%) e il wti a 113,4 dollari (+0,9%).

Aie, Birol: “Crisi peggiore di 1973, 1979, 2002 combinate”

Il direttore esecutivo dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (Aie), Fatih Birol, si dichiara "molto pessimista" riguardo all'attuale crisi energetica, che a suo dire è peggiore di quelle del 1973, 1979 e 2022 messe insieme, e teme un "aprile nero" se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto entro la fine del mese. In un'intervista sul quotidiano francese Le Figaro, Birol insiste sul fatto che, sebbene l'Aie stia lavorando su diversi fronti, come ad esempio misure per il risparmio di petrolio e gas e potrebbe decidere di immettere sul mercato una quota maggiore delle sue riserve strategiche, "l'unica vera soluzione" è "la riapertura dello Stretto di Hormuz. Finchè rimarrà chiuso, l'economia globale continuerà ad affrontare difficoltà molto significative", aggiunge.

Borse europee sopra la parità in avvio

In avvio di contrattazioni l'indice Cac 40 di Parigi segna +0,43% con 8.002,09 punti, l'Ftse 100 di Londra +0,15% con 10.453,50 punti, mentre il Dax di Francoforte oscilla attorno alla parità con 23.172,95 punti.

Borsa, Milano apre in cauto rialzo

Avvio di seduta positivo per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib guadagna lo 0,34% a 45.780 punti. Corrono St (+3,37%), Inwit (+2,43%) e Fincantieri (+1,85%), mentre frenano Stellantis (-4,76%), Leonardo (-3,97%) e Ferrari (-1,17%). In rialzo Banco Bpm (+1,2%) e Unicredit (+0,73%), bene Eni (+1,112%) favorita dal rialzo del greggio.

Giappone, Tokyo chiude in cauto rialzo

L'indice Nikkei della Borsa di Tokyo chiude in cauto rialzo a +0,21% con 53,429.56 punti. Il più ampio indice Topix ha chiuso invece a +0,39% con 3.659,01 punti.

Oro, prezzo in lieve calo

Prezzo dell'oro in lieve calo questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold spot) passa di mano a 4.640,49 dollari l'oncia con una flessione dello 0,20% mentre l'oro con consegna a giugno (Comex) è scambiato a 4.656,30 dollari l'oncia con una riduzione dello 0,59%.

Gas in rialzo al Ttf di Amsterdam

Parte in rialzo il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam. I contratti future sul mese di maggio guadagnano lo 0,9% a 50,6 euro al MWh.

Borse asiatiche, seduta mista

Con Hong Kong ancora chiusa per festività, le piazze cinesi sono miste: Shanghai +0,12%, l'indice composito Szse di Shenzhen segna -0,29%. A Seul il Kospi si attesta a +0,5%. A Tokyo l'indice Nikkei nel finale di seduta procede attorno alla parità.

Petrolio, in aumento Brent e Wti

Il prezzo del petrolio sale ancora con la tensione in Medio Oriente, nonostante proclami e minacce di Trump. Il Wti con consegna a maggio passa di mano a 115,57 dollari al barile con una crescita del 2,81% mentre il Brent con consegna a giugno è scambiato a 111,58 dollari al barile con un avanzamento dell'1,65%.

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