Economia

Le Borse di oggi, 15 maggio. Mercati in rosso, delude il vertice Trump-Xi

Le Borse di oggi, 15 maggio. Mercati in rosso, delude il vertice Trump-Xi
Asia in affanno, Seul perde oltre sei punti. Lvmh vende Marc Jacobs
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MILANO – Il vertice tra Trump e Xi Jinping lascia l’amaro in bocca agli investitori, rimasti delusi dall’incontro tra i due leader. Le Borse europee chiudono tutte in calo e in Asia i listini archiviano una seduta da dimenticare. Tokyo chiude a -1,99% mentre Seul lascia sul terreno un ben più pesante 6,12%. Sul fronte aziendale da registrare la vendita del marchio Marc Jacobs da parte del colosso del lusso Lvmh.

Borse europee, chiusure in negativo

Le Borse europee chiudono in forte calo per i timori di inflazione dovuti all'aumento dei prezzi del petrolio causato dal persistente blocco dello Stretto di Hormuz. Francoforte perde il 2,07% a 23.950 punti, Londra l'1,71% a 10.195 punti, Parigi l'1,60% a 7.952 punti. In calo anche Milano a -1,87%.

Borse, Milano chiude in calo

Piazza Affari chiude in netto calo l'ultima seduta della settimana. Il Ftse Mib perde l'1,87% e scende a 49.116 punti, in un mercato appesantito dai timori per l'inflazione e dalle attese di possibili rialzi dei tassi da parte delle principali banche centrali. Sul listino milanese quasi interamente in rosso brilla Avio che sale del 2,09%. Pesa Stm che cede il 4,22 dopo i forti rialzi degli ultimi due giorni. Giù Buzzi -4,25%, e Stellantis -3,51% dopo l'accordo con DongFeng per produrre le auto Peugeot in Cina. Tra gli energetici Eni +0,76% e Saipem +0,71%. Negativo il comparto bancario con Intesa Sp -1,56%, Unicredit -1,51%, Mps -0,99%, e Banco Bpm -1,76%.

Balzano i rendimenti in Usa ed Eurozona

La prospettiva che le banche centrali si trovino costrette a rialzare il costo del denaro ha messo le ali ai rendimenti dei titoli di Stato a livello globale, riflettendo la corsa degli investitori a prepararsi all'aumento dei tassi d'interesse. Si affievolisce la speranza che si proceda ad un allentamento della stretta monetaria mentre la crescita economica rallenta sotto il peso dei danni economici legati alla guerra in Iran. I rendimenti dei titoli dei Treasury americani hanno toccato il livello più alto da circa un anno, in quanto scontano le aspettative degli operatori di un rialzo dei tassi da parte della Fed per contenere le pressioni inflazionistiche: il 60% delle scommesse danno per fatto un aumento nel mese di giugno mentre prima della guerra, propendevano per due tagli entro fine anno. Secondo gli analisti, la guerra in Iran continuerà a pesare sulla produzione economica mondiale: serpeggia un certo pessimismo dovuto anche al fatto che l'esito dell'incontro tra Trump e Li non ha prodotto risultati significativi per risolvere le tensioni in Medioriente. Il terremoto politico in Gran Bretagna è il maggior responsabile del balzo de rendimenti dei titoli di Stato britannici, il Gilt, saliti al top dal 2008. Anche quelli giapponesi hanno toccato livelli record, così pure nell'Eurozona. In Italia sono aumentati di 11 punti base, quelli tedeschi di quasi 7 punti base, così pure quelli degli Oat francesi. Ad accrescere le preoccupazioni i dati sull'inflazione che risentono dell'andamento del prezzo del greggio. "Non è solo l'inflazione, ma anche i deficit più elevati a dover essere al centro dell'attenzione", ha affermato a Reuters Mohit Kumar, stratega di Jefferies.

Wall Street apre in calo

Apertura in calo per Wall Street a causa dei timori derivanti dal rialzo dell'inflazione. Il Dow Jones cede lo 0,66%, il Nasdaq l'1,40%, lo S&P 500 lo 0,93%.
Le preoccupazioni derivanti da un rialzo del costo della vita innescate dal conflitto in Medio Oriente hanno fatto salire i rendimenti dei titoli del Tesoro e minacciato di arrestare il rally alimentato dall'intelligenza artificiale. Il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni, un parametro di riferimento per i costi di finanziamento globali, ha raggiunto il 4,56%, il livello più alto da maggio 2025. Anche i rendimenti obbligazionari globali sono aumentati, poichè le crescenti prove dei danni economici derivanti dalla guerra con l'Iran hanno spinto gli investitori a ipotizzare un aumento dei tassi di interesse più rapido del previsto e un rallentamento della crescita. Secondo lo strumento FedWatch del CME Group, la probabilità che la Federal Reserve statunitense aumenti i tassi di interesse di 25 punti base a dicembre è più che raddoppiata nell'ultima settimana, attestandosi intorno al 40%, dopo che i dati sull'inflazione, superiori alle attese, hanno segnalato una possibile maggiore difficoltà nel contenere le pressioni inflazionistiche. "I mercati stanno reagendo ad alcuni dei recenti dati sull'inflazione, che sono stati leggermente superiori alle aspettative, e alla continua relativa solidità dell'economia", ha affermato Kiran Ganesh, Multi-Asset Strategist di Ubs Global Wealth Management.

Peggiorano le Borse europee

Peggiora il tono delle Borse europee dopo metà giornata, con i future di Wall Street in netto ribasso (-1% quelli sull’S&P 500 e -1,4% quelli sul Nasdaq), mentre si allargano le vendite sui titoli del comparto tecnologico. Così a Milano il FTSE MIB è arrivato a cedere il 2%, allontanandosi dalla soglia dei 50.000 punti agganciata ieri per la prima volta dal marzo 2000, durante la bolla dot-com, e fermandosi appena sopra quota 49.000.

Pesano in particolare i ribassi di STMicroelectronics (-5,35%, zavorrata dal comparto tech), Prysmian (-4,09%) e Buzzi (-3,59%).

Ampliano i ribassi anche Parigi (-1,48%), Francoforte (-1,7%), Amsterdam (-1,22%), Madrid (-1,37%) e Londra (-1,77%).

Europa in rosso

Borse europee in rosso per il ritorno di fiamma dell'inflazione. Delusi dal summit tra Donald Trump e l'omologo cinese Xi Jinping, i grandi investitori svuotano i portafogli nell'ultima seduta della settimana. Milano cede oltre l'1,8%, Francoforte l'1,65%, Londra l'1,5%, Madrid e Parigi l'1,4%. Negativi i future Usa in vista dell'indice manifatturiero dello Stato di New York e di altri indicatori sulla produzione industriale americana.

Prosegue la corsa del greggio (Wti +3,67% a 104,86 dollari al barile e Btent +3,3% a 109,22 dollari), mentre il gas sale fio a sfiorare i 49 euro al MWh, livello toccato l'ultima volta nel corso della seduta del 13 aprile. Amplia il calo l'oro (-3,17% a 4.548,96 dollari l'oncia) e sale il dollaro a 86,02 centesimi di euro, 158,5 yen e 74,97 sterline. Salgono nel contempo i rendimenti dei titoli di stato, con lo spread tra Btp e Bund tedeschi che si porta a 76,1 punti. Il rendimento annuo italiano si impenna di 10,4 punti al 3,88%, quello tedesco sale di 7,3 punti al 3,11%, quello francese di 9,3 punti al 3,75% e quello inglese balza di 14 punti al 5,13%.
Le vendite si concentrano sul settore dei semiconduttori da Infineon (-5,2%) ed Stm (-4,6%), ad Asml holding (-4,45%) e Asm (-4,35%). Fa eccezione Technoprobe (+35,26%),che ha alzato le stime sul 2027. Scivola anche per il lusso con Ferragamo (-14%) all'indomani della trimestrale, Moncler (-2,1%), Swatch (-1,85%), Cucinelli (-1,55%), Kering (-1,35%) ed Lvmh (-1,15%), che cede Marc Jacobs a Whp Global. Deboli i bancari Barclays (-3,3%), Bper (-3%), Bnp (-2,9%), Intesa (-2,6%), Banco Bpm (-2,1%), Natwest (-1,95%), Unicredit (-1,6%) e Commerzbank (-1,2%). In controtendenza i petroliferi Subsea7 (+3,25%), Bp (+1,96%), Repsol (+0,95%), Saipem (+0,85%) ed Eni (+0,3%)

Erg, sale l’utile nel trimestre

Erg chiude il primo trimestre con un margine operativo lordo adjusted pari a 167 milioni di euro, in aumento del 16% e un utile adjusted di 61 milioni di euro, in crescita del 24%. I ricavi adjusted salgono a 231 milioni. "La buona performance nel primo trimestre riflette principalmente la maggiore capacità installata e una migliore ventosità in Europa", sottolinea l'ad, Paolo Merli. La guidance sull'anno è confermata con un ebitda compreso tra 520 e 590 milioni, investimenti tra 330 e 380 milioni di euro e un indebitamento netto tra 1.950 e 2.050 milioni di euro.
"Nel consiglio di amministrazione abbiamo approvato due progetti per oltre 60 milioni di euro di investimenti, il revamping di impianti solari in Italia per complessivi 41 Mw e la costruzione di un parco eolico in Francia da 25 Mw", prosegue Merli. "Nel periodo abbiamo ottenuto le autorizzazioni per 226 Mw prevalentemente in Italia e in misura minore in Francia, tra progetti di repowering eolico e sistemi di accumulo, che rappresentano le nostre due linee principali di sviluppo", conclude l'amministratore delegato di Erg.

Bce: rischi sulla crescita, dipenderà dalla guerra

La guerra in Medio Oriente "grava sull'attività economica" e i dati "segnalano un indebolimento della crescita e dallo scoppio della guerra", con la fiducia di consumatori e imprese riguardo al futuro che "si è incrinata".
Lo sottolinea la Bce nel bollettino economico, dopo una crescita dell'area euro che, nel primo trimestre 2026, è rallentata allo 0,1%. Malgrado una "buona capacità di tenuta" dell'economia con la disoccupazione ai minimi storici, le prospettive vedono "rischi al ribasso" e "dipenderanno dalla durata del conflitto in Medio Oriente", si legge.

Petrolio in rialzo

Mattinata di rialzi per i prezzi del petrolio. Il Brent, benchmark europeo, è salito del 1,86% % a 107,58 dollari al barile. Il Wti, il petrolio americano, è salito del 2,27% a 103,44 dollari.

Europa in flessione

Le Borse europee hanno aperto in ribasso penalizzate dai timori di inflazione dovuti all'aumento dei prezzi del petrolio causato dal persistente blocco dello Stretto di Hormuz. Nelle prime contrattazioni, Parigi cede lo 0,78%, Londra lo 0,80%, Francoforte lo 0,88% e Milano l'1,07%

Piazza Affari apre in calo

Apertura in calo per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib cede l'1,04% a 49.528 punti.

Lvmh vende Marc Jacobs

Whp Global, società leader nella gestione dei marchi, ha siglato un accordo definitivo con Lvmh per l'acquisizione del marchio Marc Jacobs.
Contemporaneamente all'operazione, G-III Apparel Group entrerà a far parte di Whp Global nella proprietà del marchio Marc Jacobs. G-III Apparel Group costituirà una joint venture al 50% con Whp Global per acquisire e gestire alcune parti delle attività globali di vendita diretta al consumatore e all'ingrosso del marchio. L'investimento di G-III è pari a circa 500 milioni di dollari. L'operazione è soggetta alle consuete condizioni di chiusura e dovrebbe concludersi entro la fine dell'anno.

Gas, prezzi in rialzo

Il prezzo del gas al Ttf apre in rialzo a 48,16 euro al megawattora (+1,08%).

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