ROMA – Tornano a salire i prezzi del petrolio dopo che gli Usa hanno lanciato una serie di attacchi contro l'Iran, in risposta alle azioni attribuite a Teheran contro tre navi nello stretto di Hormuz, e che hanno ripristinato le sanzioni economiche sul petrolio iraniano. Elementi che alimentano i timori che la fragile tregua tra i due paesi stia vacillando e che le forniture energetiche dal medio oriente possano subire nuove interruzioni. Il wti con scadenza agosto viaggia in rialzo del 3,09% a 72,62 dollari al barile; su anche il Brent a 76,55 dollari (+3,22%). Balzo di quasi il 10% del gas ad Amsterdam che si attesta a 48,43 euro al megawattora
Milano chiude in ribasso: -1,22%
Chiusura in ribasso per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib cede l'1,22% a 51.817 punti.
Le Borse europee chiudono in forte calo
Chiusura di seduta in deciso calo per le principali Borse europee, in una giornata segnata dalla ripresa delle tensioni tra Usa e Iran e dal conseguente rialzo dei prezzi dei futures dei beni energetici. Il Dax di Francoforte scivola del 2,3%, il Cac 40 di Parigi cede il 2,18%, mentre l'Ibex 35 di Madrid perde il 2,76%. Negativo anche l'Aex di Amsterdam che arretra dello 0,26%. Deciso calo anche per il Ftse 100 di Londra, a -1,75%, e per lo Smi di Zurigo, a -1,19%.
Usa, risalgono le scorte di petrolio
La scorsa settimana, le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono aumentate, al contrario delle attese. È stato registrato un rialzo di 2,998 milioni di barili a 411,357 milioni di unità, secondo i dati diffusi dal dipartimento dell'Energia, con le attese che erano per un dato in ribasso di 1,4 milioni. Gli stock di benzina sono diminuiti di 1,904 milioni di barili a 212,062 milioni di barili, contro attese per un dato in ribasso di 1,3 milioni di barili. Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, hanno registrato un ribasso di 4,98 milioni di barili a 103,619 milioni di barili, contro stime per un dato in rialzo di 0,9 milioni di barili. L'utilizzo della capacità degli impianti è diminuito dal 96,6% al 95,8%, con le attese al 96,5%.
Brusco rialzo di petrolio e gas
Impennata del prezzo del petrolio, con il Brent che sale a 79,6 dollari al barile, con un rialzo del 7,3%, mentre il Wti registra un +6,9% a 75,3 dollari. A spingere le quotazioni sono il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente e i timori di nuove interruzioni nelle forniture energetiche globali. Anche il gas europeo resta a livelli sostenuti: il Ttf di Amsterdam sale a 49,1 euro al MWh, con un rialzo del 5,4%, riportandosi sui livelli più elevati da quasi un mese.
Europa debole dopo Wall Street
Si confermano deboli le principali borse europee insieme ai listini Usa dopo la rottura della tregua tra Usa e Iran annunciata dal presidente americano Donald Trump, con i timori di una nuova chiusura dello stretto di Hormuz. Milano (-0,6%) è la migliore, seguita da Londra lo 0,94%, Parigi l'1,65%, Francoforte l'1,8% e Madrid il 2,1%. A New York il Dow Jones cede lo 0,87% e il Nasdaq lo 0,2%.
Brillante il comparto petrolifero con Saipem (+3,77%), Bp (+2,67%), Eni (+2,6%), Shell (+1,67%) e TotalEneregies (+1,1%). Invertono la rotta i produttori di semiconduttori Asml Holding (+2%) ed Stm (+1,8%), riduce il calo invece Infineon (-1,06%). Deboli i bancari Santander (-4,3%), SocGen (-3,9%), Unicredit (-2,5%) che al termine dell'Ops ha oltre il 47% di Commerzbank (-0,73%), Banco Bpm (-1,6%), Intesa (-1,2%) e Bper (-1%). Più caute Mps (-0,47%) e Mediobanca (-0,34%). Pesanti gli automobilistici Stellantis (-4,1%), Renault (-3%), Volkswagen (-2,95%), Ferrari (-2,76%) e Mercedes (-2,8%).
Wall Street apre in calo
La ripresa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, con l'effetto al rialzo sui prezzi dei beni energetici, spingono al ribasso i listini Usa. A Wall Street si registra un avvio di seduta negativo, con il Dow Jones che cede lo 0,31% dopo i primi scambi, il Nasdaq che segna -0,49% e l'S&P 500 in ribasso dello 0,64%.
Eti, debutto all’Euronext Growth: raccolti 3 milioni di euro
Ha debuttato oggi su Euronext Growth, il segmento di Piazza Affari dedicato alle pmi, Eti, società italiana specializzata nella costruzione, manutenzione e riparazione di infrastrutture e impianti per il trasporto di fluidi nei settori Oil & Gas, idrico e industriale. In fase di collocamento ha raccolto 3 milioni di euro e rappresenta la 44esima ammissione del 2026 su Euronext, ricorda una nota.
Milano evita il peggio (-1,3%) grazie a Eni e Saipem
Piazza Affari si conferma in calo a metà seduta ma evita il peggio limitando il calo all'1,32% a 51.763 punti. Il listino milanese è sostenuto infatti dal balzo di Eni (+3,29%), Saipem (+2,97%) e Tenaris (+1,66%), spinte dalla corsa del greggio (Wti +5,34% a 74,2 dollari al barile) e del gas naturale (+5,53% a 49,15 euro al MWh) dopo la fine della tregua tra Usa e Iran e l'attacco ucraino al gasdotto Bluestream che collega la Russia alla Turchia. Minirimbalzo per Stm (+0,15%) dopo il tracollo della vigilia a seguito dello scivolone di Samsung a Seul. Prevalgono le prese di beneficio invece su Fincantieri (-4,2%), Amplifon (-4,05%), Stellantis (-3,97%), Avio (-3,15%) e Ferrari (-3,1%), tutte brillanti nella vigilia.
Europa in caduta con escalation Usa-Iran, Francoforte -2,28%
Borse europee in caduta libera con l'escalation in Medioriente e gli attacchi incrociati tra Stati Uniti e Iran. Francoforte lascia sul terreno il 2,28%, Parigi il 2,06%, Madrid il 2,06%, Milano l'1,68% e Londra l'1,5%. Le Piazze finanziarie soffrono con gli investitori che vedono sfumare i cessate il fuoco.
La conseguenza più immediata è il rialzo del petrolio con il wti che sale del 5,85 a 74,5 dollari e il brent a 78,5 dollari (+5,88%). Il gas sale del 5,79 a 49,28 euro con l'attacco ucraino a gasdotto Blue Stream. Lo spread tra Btp e Bund sfiora gli 82 punti con il rendimento del decennale italiano che sale di 11 punti base al 3,88%. Stesso andamento dell'oat francese al 3,9%. I titoli tedeschi sono oltre il 3%
Europa in rosso
I nuovi attacchi Usa all'Iran e Teheran che colpisce Kuwait e Bahrain riaccendo la polveriera in Medioriente e allarmano le Borse. I listini viaggiano tutti in rosso sulle rinnovate tensioni, con il petrolio e il gas in rialzo. Il wti sale del 4,6% a 72,6 dollari e il brent del 4,5% a 77,5 dollari al barile con il presidente americano Donald Trump che attacca l'iran e dice che il cessate il fuoco è finito. Ad Amsterdam, invece, i contratti Ttf puntano i 49 euro con un +5%.
L'indice d'area del Vecchio Continente, lo stoxx 600, perde l'1,2% con immobiliare e industriali sotto pressione mentre tiene l'energia. Tra le singole Piazze, Milano cede l'1,3%, Parigi l'1,49% , Francoforte l'1,57%, Madrid l'1,66%, Londra l'1,19%. La tensione non risparmia i titoli di Stato . I rendimenti del Btp a 10 anni salgono di oltre 9 punti base al 3,86%, l'oat francese di 10 punti base al 3,89%, il bund di 6 punti base oltre il 3%. Lo spread tra titoli italiani e tedeschi cresce a 81 punti base.
Sul fronte dei cambi l'euro è piatto sul dollaro. La moneta unica passa di mano a 1,1490 sul biglietto verde.
Avvio negativo per l’Europa
Avvio in negativo per le Borse europee con le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran.
Parigi cede lo 0,56% con il Cac 40 a quota 8.389 punti. Francoforte segna un -0,75% con il Dax a 25.274 punti. Londra è in calo dello 0,5% con il Ftse 100 a 10.612 punti.
Spread in rialzo a 80 punti
Spread in rialzo a 80 punti tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi. I Btp decennali hanno un rendimento del 3,84%, quello dei Bund del 3,04%.
Btp: spread torna a 80 in avvio, rendimento 10 anni sale a 3,83%
Rendimenti dei Titoli di stato dell'eurozona subito in rialzo dopo le nuove tensioni in medio oriente e la fiammata dei prezzi di petrolio e gas. Il rendimento del Btp a 10 anni di riferimento, scadenza 1 luglio 2036, sale al 3,83% dal 3,76% della chiusura di ieri. Il Bund torna sopra il 3% per la prima volta da metà giugno. Si allarga lo spread con il decennale tedesco che torna ad agganciare gli 80 punti dai 78 del closing precedente. La soglia degli 80 punti nel differenziale Btp-Bund non veniva raggiunta dalle prime sessioni di maggio.
Milano apre a -0,28%, bene Eni, Tenaris, Saipem con rialzo petrolio
La Borsa di Milano apre in calo dello 0,28% con il Ftse Mib 52.308 a punti. In rialzo i titoli legati al petrolio. Eni guadagna il 3,15%, Tenaris il 2,94%, Saipem il 2,47%. Vendite su Amplifon (-1,5%), Stellantis (-1,27%), Unipol (-1,37%) e sulle banche con Unicredit (-1,3%) di cui si attendono i risultati definitivi dell'ops su Commerzbank
Borsa: rialzo greggio spinge i titoli oil, +3% Eni
Borsa: rialzo greggio spinge i titoli oil, +3% Eni
L'euro in leggero rialzo a 1,1422 dollari
In leggero rialzo i cambi dell'euro che, sui mercati valutari europei, al momento viene scambiato intorno a 1,1422 dollari (+0,09%). Passa di mano a 185,23 Yen (+0,13%).
Poco mosse le quotazioni dell'oro a 4.100 dollari l'oncia
Poco mosse le quotazioni dell'oro, in leggero rialzo sui mercati asiatici, a 4.100 dollari l'oncia, dopo una sessione precedente in calo. Il future agosto 2026 segna al momento un leggero calo, -0,48%, a 4.136 dollari. I nuovi scontri tra Usa e Iran nello stretto di Hormuz avrebbero spinto alla cautela per i possibili effetti a catena sui prezzi dell'energia quindi sulle mosse della Fed che, di conseguenza, potrebbe mantenere più a lungo tassi più alti
Europa verso avvio debole con attacchi Iran e timori su tech
Dopo la frenata della vigilia, le borse europee si preparano a un nuovo avvio debole, risentendo anche del calo accusato da Wall Street. Il future sull'eurostoxx segna un rosso dello 0,36%, quello sul ftse mib dello 0,2%. Gli investitori hanno venduto soprattutto i titoli tecnologici, iniziando a mettere in dubbio non tanto la rivoluzione in corso legata all'intelligenza artificiale, quanto la sostenibilità dei relativi modelli di business. Così, mentre il dow jones (-0,32%) e lo s&p 500 hanno registrato cali contenuti, il nasdaq ha chiuso in ribasso dell'1,2%. Nuovi ribassi per Tokyo e Seul.
Petrolio: fiammata del brent (+3%) dopo attacchi Usa-Iran
Tornano a salire i prezzi del petrolio dopo che gli stati uniti hanno lanciato una serie di attacchi contro l'Iran, in risposta alle azioni attribuite a Teheran contro tre navi nello stretto di Hormuz, e che hanno ripristinato le sanzioni economiche sul petrolio iraniano. Il wti con scadenza agosto viaggia in rialzo del 3,09% a 72,62 dollari al barile; su anche il brent a 76,55 dollari (+3,22%).
Il prezzo del gas schizza oltre 48 euro con nuove tensioni Usa-Iran
Il prezzo del gas schizza a 48,5 euro con le nuove tensioni in Medioriente con gli attacchi degli Usa all'Iran su obiettivi nello stretto di Hormuz e la risposta di Teheran.
Ad Amsterdam, mercato di riferimento, i contratti Ttf balzano di oltre il 4%.