“Kadyrov è in fin di vita”. I servizi segreti di Kiev recitano il De profundis per il “macellaio di Grozny”
di Daniele RaineriL’informazione viene da Andriy Yusov, portavoce dell’intelligence militare ucraina Gur, e quindi per una volta da una fonte in carne e ossa che risponde di quello che dice: il dittatore ceceno Ramzan Kadyrov è in coma, in fin di vita dopo essere stato male per molto tempo e «ne abbiamo la conferma da diverse fonti». Sarebbe stato trasportato a Mosca per essere curato e poi da lì negli Emirati. Kadyrov con le sue milizie islamiste cecene Akhmat si era unito fin da subito all’invasione di Putin in Ucraina e, come Evgenij Prigozhin, era considerato un signore della guerra che affiancava i generali russi nelle operazioni di guerra ma conservava la sua autonomia.
L’intelligence ucraina del portavoce Yusov è quella del direttore Kirilo Budanov, che nel febbraio 2022 dimostrò di conoscere in anticipo i dettagli del piani d’invasione della Russia – fino all’ora esatta e al primo obiettivo che sarebbe stato attaccato. A questo giro c’è quindi un po’ più di credibilità rispetto alla soli…
L’informazione viene da Andriy Yusov, portavoce dell’intelligence militare ucraina Gur, e quindi per una volta da una fonte in carne e ossa che risponde di quello che dice: il dittatore ceceno Ramzan Kadyrov è in coma, in fin di vita dopo essere stato male per molto tempo e «ne abbiamo la conferma da diverse fonti». Sarebbe stato trasportato a Mosca per essere curato e poi da lì negli Emirati. Kadyrov con le sue milizie islamiste cecene Akhmat si era unito fin da subito all’invasione di Putin in Ucraina e, come Evgenij Prigozhin, era considerato un signore della guerra che affiancava i generali russi nelle operazioni di guerra ma conservava la sua autonomia.
L’intelligence ucraina del portavoce Yusov è quella del direttore Kirilo Budanov, che nel febbraio 2022 dimostrò di conoscere in anticipo i dettagli del piani d’invasione della Russia – fino all’ora esatta e al primo obiettivo che sarebbe stato attaccato. A questo giro c’è quindi un po’ più di credibilità rispetto alla solita tempesta di rumors che circonda Kadyrov. Il primo luglio era circolata la voce che il leader ceceno fosse in fin di vita. Il 10 settembre era uscita una storia che risale all’ottobre 2022: Kadyrov aveva accusato il suo medico personale, ministro della Sanità e vicepremier, Elkhan Suleimanov, di avere tentato di avvelenarlo con la scusa di sottoporlo a una cura di iniezioni quotidiane.
La fonte era un canale Telegram anonimo vicino all’Fsb, i servizi segreti russi, e il finale era questo: Kadyrov ordinava di seppellire vivo il suo dottore come punizione. Non ci sono conferme, ma Suleimanov è sparito da ottobre 2022, nessuno l’ha più visto e i suoi account social sono spenti.
Il giorno dopo era uscita un’altra storia su Kadyrov e questa volta la fonte era il canale Telegram dell’opposizione cecena. Ecco la traduzione: «Dalla mattina del 6 alla mattina del 7 settembre, Ramzan Kadyrov, sotto il forte effetto di sostanze narcotiche, è rimasto fuori casa per un’intera giornata. Si è svegliato la mattina presto del 7 settembre, ha detto alle guardie di non andare con lui e poi è uscito a fare una passeggiata in pigiama dalla residenza all’ufficio del sindaco di Grozny. Non è chiaro perché Kadyrov stesse andando lì e cosa avesse in testa, ma il suo entourage lo ha seguito subito, su ordine dell’Fsb russo. Kadyrov è stato portato via e riportato alla residenza, dopodiché l’Fsb, dopo aver denunciato l’incidente a Putin, ricevette da lui l’ordine di portare urgentemente Kadyrov a Mosca per cure. Kadyrov è stato mandato in aereo a Mosca quella sera, e lì è stato costretto a sottoporsi (di nuovo) a cure per la tossicodipendenza».
Kadyrov nei video biascicava e nel giro di un anno era diventato gonfio. Aveva anche lui, come Prigozhin ma con toni più cauti, accusato i generali russi di voler perdere la guerra. Un comandante da lui criticato perché aveva perso la città di Lyman, Aleksandr Lapin, aveva risposto che i ceceni non sanno più stare al loro posto e che forse era arrivato il momento di una terza guerra – riferimento alle prime due guerre con le quali la Russia ha sottomesso la Cecenia.
Kadyrov aveva ereditato il Paese dopo la morte in un attentato del padre Akhmat, che per diventare presidente era passato dalla parte di Putin. I ceceni durante il conflitto con la Russia si erano guadagnati la fama di combattenti feroci, ma quelli che oggi sono in Ucraina per ordine di Kadyrov sono la generazione successiva, che non ha mai combattuto e indulge in risse, insubordinazioni e nella produzione di filmati di guerra da pubblicare sui social che però sono spesso smascherati: sparano agli alberi, sono lontani dalla prima linea, sono i commenti impietosi. Per questo si sono presi il nomignolo di “tiktokers”, tutta posa e poca sostanza.
Il regime di Kadyrov in Cecenia è islamista, al punto che ci sono state manifestazioni di massa autorizzate e incoraggiate dal governo contro Charlie Hebdo negli anniversari della strage dentro la redazione del giornale francese. Se adesso la notizia data dall’intelligence ucraina fosse confermata, ed è un grosso se, sarà interessante vedere come Putin risolverà il vuoto di potere a Grozny.