Esteri

Guerra Israele - Hamas, le notizie del 13 maggio

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Usa, Israele sta prendendo seriamente i nostri timori su Rafah

Israele sta "prendendo seriamente" le preoccupazioni americane su unìoperazione a Rafah: "ogni operazione militare deve essere accompagnata da una strategia per il cosa accade dopo". Lo afferma il consigliere alla sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan.

Casa Bianca: “Quello che accade a Gaza non è un genocidio”

"Non riteniamo che quello che sta accadendo a Gaza sia un genocidio". Lo ha detto il consigliere alla sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan

Colloqui intelligence Egitto-Israele su Rafah

Il capo dello Shin Bet, Ronen Bar, ha parlato al telefono con il capo dell'intelligence egiziana, Abbas Kamel, per risolvere la crisi che riguarda il valico di Rafah. Lo ha riferito sul social X il giornalista di Axios, Barak Ravid, citando una fonte a conoscenza dei dettagli secondo cui Bar ha sottolineato che Israele è pronto a qualsiasi soluzione tranne il ritorno di Hamas al valico di Rafah. Secondo Ravid, si tratta di uno sviluppo importante in quanto è la prima volta dall'inizio della guerra che Israele ha espresso la volontà di coinvolgere in qualche modo l'Autorità nazionale palestinese (Anp) nella gestione della Striscia di Gaza.

Onu conferma attacco, morto dipendente a Gaza

L'Onu ha confermato che uno dei suoi dipendenti è morto e un altro è rimasto ferito a Gaza quando il veicolo su cui si trovavano è stato colpito da un proiettile, presumibilmente israeliano, mentre si dirigevano all'ospedale europeo. Le due vittime, la cui nazionalità non è stata confermata, lavoravano per il Dipartimento di Sicurezza e Protezione (DSS), si legge in una nota dell'organizzazione.
Il portavoce dell'Onu Farhan Haq ha detto che non può rivelare nemmeno la loro nazionalità sebbene "si tratti di personale internazionale", e ha detto che la prima cosa sarà informare le loro famiglie e i governi. "Nell'ambito del loro lavoro quotidiano, si recano in diversi luoghi per verificare le condizioni di sicurezza", e in questo caso si trattava dell'ospedale europeo di Rafah, ha sottolineato Haq, aggiungendo che il veicolo su cui viaggiava era debitamente identificato come appartenente all'ospedale Flotta delle Nazioni Unite. Il segretario generale ha chiesto "un'indagine approfondita" su quanto accaduto e ha affermato di "condannare tutti gli attacchi" contro il personale delle Nazioni Unite.
Il portavoce ha aggiunto che "circa 190" dipendenti dell'ONU, in maggioranza membri dell'Agenzia per i rifugiati palestinesi (UNRWA), sono morti nei bombardamenti su Gaza, ma le vittime di oggi sarebbero soprattutto di origine straniera.

Hamas, 'spari all'Onu colpa di Israele, uccise 2 persone'

Hamas ha incolpato Israele per gli spari ad un veicolo dell'Onu nei pressi del valico di Rafah nel sud della Striscia. Lo riporta Haaretz. "Israele - ha detto la fazione - ha ucciso due cittadini stranieri (un uomo e una donna) che stavano viaggiando su un veicolo con la bandiera delle Nazioni Unite e segni identificativi. Israele e gli Usa portano la responsabilità di mettere in pericolo i team stranieri a Gaza e per i crimini di guerra e i danni intenzionali a loro".

Guterres chiede indagine su attacco a veicolo Onu a Rafah

Il segretario generale Onu, Antonio Guterres, "condanna tutti gli attacchi contro il personale delle Nazioni Unite e chiede un'indagine approfondita" sull'attacco al veicolo dell'organizzazione vicino al valico di Rafah. La vittima era un membro dello staff del dipartimento di Sicurezza e Protezione dell'Onu (Dss), e anche il ferito è membro dello stesso dipartimento. "Con il conflitto a Gaza che continua a mietere pesanti perdite - si legge in una nota del portavoce - Guterres ribadisce il suo appello urgente per un cessate il fuoco umanitario immediato e per il rilascio di tutti gli ostaggi".

Hamas, 'spari all'Onu colpa di Israele, uccise 2 persone'

Hamas ha incolpato Israele per gli spari ad un veicolo dell'Onu nei pressi del valico di Rafah nel sud della Striscia. Lo riporta Haaretz. "Israele - ha detto la fazione - ha ucciso due cittadini stranieri (un uomo e una donna) che stavano viaggiando su un veicolo con la bandiera delle Nazioni Unite e segni identificativi. Israele e gli Usa portano la responsabilità di mettere in pericolo i team stranieri a Gaza e per i crimini di guerra e i danni intenzionali a loro".

Erdogan, 1000 uomini Hamas curati in Turchia

l presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che "più di mille membri di Hamas" stanno ricevendo cure in Turchia, dopo essere rimasti feriti nei combattimenti con l'esercito israeliano a Gaza. "Israele accetti il cessate il fuoco e i suoi alleati inizino a fare pressione.Continuiamo a lavorare per giungere a un cessate il fuoco e giungere alla creazione di uno Stato palestinese entro i confini del 1967. Siamo decisi a continuare su questa strada", ha detto Erdogan.

Hamas: “Persi i contatti con 4 ostaggi, c’è anche un americano”

Le Brigate Qassam, braccio armato di Hamas, hanno perso i contatti con gli uomini che trattenevano quattro ostaggi israeliani nella Striscia di Gaza. Lo afferma il gruppo secondo quanto riferisce la tv satellitare al-Jazeera, precisando che fra i quattro c'è l'israelo-americano Hersh Golberg-Poline.

"A causa di un barbaro raid sionista abbiamo perso i contatti con i nostri mujahiddin che tengono in custodia quattro prigionieri sionisti, tra i quali Hersh Golberg-Poline", dice Abu Obaida, portavoce delle Brigate Qassam.

Haaretz, un morto e un ferito grave in spari a veicolo Onu

Un'indagine preliminare dell'Idf, citata da Haaretz, ha rivelato che una persona è stata uccisa e un'altra gravemente ferita durante una sparatoria contro un veicolo dell'Onu vicino il valico di Rafah. L'Idf, ha aggiunto Haaretz, sta accertando le circostanze del fatto e non è chiaro se a sparare siano stati i soldati israeliani.

Haaretz, 'veicolo Onu colpito vicino al valico di Rafah'

Report palestinesi hanno riferito di un veicolo dell'Onu colpito da una sparatoria vicino il valico di Rafah a sud di Gaza. Lo ha riportato Haaretz aggiungendo che ci sarebbe almeno un ferito.

Netanyahu: "Esilio Hamas? Idea c'è, ma soprattutto resa"

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha parlato sulla possibilità di mandare in esilio la leadership di Hamas nell'ambito di un accordo a tutto campo sugli ostaggi. "La guerra può finire domani, se Hamas depone le armi, si arrende e restituisce gli ostaggi. L'idea dell'esilio esiste, possiamo sempre discuterne, ma la cosa più importante secondo me è la resa. Se si disarmano, la guerra finirà", ha detto Netanyahu.
Nonostante le pressioni dei mediatori, non è stata fissata alcuna data per la ripresa dei contatti per un accordo. In Israele il gabinetto di guerra dovrebbe riunirsi dopo la pausa per il Giorno dell'Indipendenza, forse già mercoledì, per discutere la questione degli ostaggi. Il New York Times ha scritto, citando fonti americane, che il leader di Hamas Yayha Sinwar non è a Rafah, ma è rimasto nei tunnel nella zona di Khan Yunis.

Gallant ricorda soldati caduti: “È una guerra senza scelta”

Israele celebra oggi il Memorial Day, le commemorazioni in 54 cimiteri militari, scuole e istituzioni in tutto il Paese in ricordo dei 711 soldati e uomini delle forze dell'ordine, rimasti uccisi nel massacro di Hamas e poi nella successiva guerra a Gaza, che è ora nel suo ottavo mese.
In uno degli eventi, presso la State Memorial Hall sul Monte Herzl, il ministro della Difesa Yoav Gallant ha ricordato che "ci sono molte storie di eroismo lasciate dai soldati caduti durante la campagna (militare) e ancora di più sono le storie che saranno rivelate in futuro". "Questa -ha osservato - è una guerra senza scelta, una guerra che modellerà le nostre vite per i decenni a venire. Continuerà fino a quando non riporteremo a casa i nostri rapiti, non smantelleremo il regime di Hamas e le sue capacità militari, e non restituiremo prosperità e creatività allo Stato di Israele e il sorriso sui volti dei suoi cittadini".

Oxfam, invasione Rafah può provocare catastrofe sanitaria

L'invasione di Rafah, dov'è stata interrotta l'erogazione d'acqua potabile, potrebbe causare nuove gravi epidemie a Gaza nelle prossime settimane. Sono oltre 350mila le persone in fuga verso rifugi e campi profughi già sovraffollati e al collasso nelle altre zone della Striscia, mentre la popolazione è senza cibo e carburante a causa della chiusura dei valichi alla frontiera e le strade sono invase di rifiuti e fiumi di liquami, che traboccano dalle fognature. Questo l'allarme lanciato oggi da Oxfam, di fronte a un'emergenza che va aggravandosi ora dopo ora, in un contesto dove gli attacchi israeliani hanno già causato danni per almeno 210 milioni di dollari alle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie in tutta Gaza, distruggendone circa l'87%, come rivelano le immagini satellitari. Tra questi anche gli impianti istallati da Oxfam.

Haaretz: “Veicolo Onu colpito vicino al valico di Rafah. Almeno un ferito”

Report palestinesi hanno riferito di un veicolo dell'Onu colpito da una sparatoria vicino il valico di Rafah a Sud di Gaza. Lo ha riportato Haaretz aggiungendo che ci sarebbe almeno un ferito.

Il presidente Herzog: “Israele non guarirà dal 7 ottobre senza il ritorno degli ostaggi”

Israele sarà in grado di guarire dal 7 ottobre, soltanto se gli ostaggi rapiti quel giorno saranno liberati dalla prigionia. Lo ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog dopo aver deposto una corona di fiori alla cerimonia annuale commemorativa di stato per le vittime del terrorismo sul Monte Herzl.
"La ripresa, necessaria per tutti noi come nazione e come Paese - ha aggiunto - non riguarda soltanto il futuro e la sua costruzione, ma anche il sistemare il presente. E il nostro presente non sarà completo, e la nostra ferita non guarirà, finché tutti gli ostaggi non torneranno: i nostri amati fratelli e sorelle, che sono in difficoltà e prigionieri". Il 7 ottobre è stato "l'attacco terroristico più odioso" nella storia dello Stato di Israele, in cui "intere famiglie ci sono state crudelmente portate via", ha detto ancora Herzog. "L'attacco del 7 ottobre è stato un attacco ai nostri diritti e alla nostra sovranità nella nostra patria, nel nostro unico Stato: Israele". Rivolgendosi alle famiglie delle vittime, Herzog ha detto che "nessuno può veramente comprendere la grandezza del vuoto che si è aperto nelle vostre vite. Il nostro ruolo, il ruolo dell'intero popolo di Israele, è quello di sostenervi. Ciò vale ovviamente anche per il profondo obbligo morale nei confronti dei sopravvissuti ad atti di ostilità e terrore, e di tutti coloro che ne sono colpiti fisicamente e mentalmente, bisognosi di sostegno, assistenza, accompagnamento, risorse, conoscenza e cura da parte di tutti noi per cercare di riprenderci e ritornare alla vita".

Allo scalo di Al-Arish un aereo degli Emirati per aiuti a Gaza

Continuano ad arrivare all'aeroporto egiziano di Al-Arish, nel nord Sinai, carichi di aiuti per la popolazione di Gaza, nonostante la chiusura dei valichi con la Striscia. Lo riferiscono fonti dell'aeroporto. Questa mattina lo scalo ha ricevuto un aereo appartenente all'aeronautica degli Emirati Arabi Uniti da una base militare nel nord-est di Abu Dhabi, che trasportava diverse tonnellate di aiuti umanitari e forniture di soccorso per sostenere la popolazione di Gaza.

Fonti egiziane: Israele impedisce anche aiuti per via aerea

"Nelle ultime ore diversi aerei appartenenti a Paesi della coalizione internazionale hanno tentato di effettuare lanci di aiuti su alcune zone poco accessibili della Striscia di Gaza ma le autorità israeliane hanno rifiutato di concedere a questi aerei il permesso di effettuare i lanci". Lo afferma una fonte aereoportuale egiziana, precisando che "un aereo cargo militare Airbus C295M. dell'aeronautica egiziana si trova in una base militare giordana in attesa della necessaria approvazione insieme a diversi altri aerei dei paesi della coalizione internazionale". L'ultima operazione di lancio di aiuti dagli aerei su Gaza ha avuto luogo il 9 maggio, dicono le fonti.

Gallant sente Blinken: “Continueremo le operazioni a Gaza”

In una conversazione telefonica con il segretario di stato Usa Antony Blinken, il ministro della difesa Yoav Gallant ha ribadito "l'impegno di Israele nel continuare ad operare per raggiungere gli obiettivi della guerra: il rilascio dei 132 ostaggi e la distruzione di Hamas". Lo ha fatto sapere l'ufficio di Gallant secondo cui i due hanno "discusso degli sviluppi a Gaza, incluse le operazioni dell'Idf nella Striscia contro il terrorismo e l'azione mirata nell'area di Rafah contro i restanti battaglioni di Hamas e per la sicurezza dei valichi".

Testimoni: “Esplosioni a Rafah udite fino a 30 chilometri nel Sinai”

Fonti dal lato egiziano del valico di Rafah tra Egitto e Striscia di Gaza fanno sapere che il rumore delle esplosioni degli attacchi israeliani sul lato palestinese è stato molto forte stanotte, tanto da essere udito a fino a circa 30 chilometri di distanza all'interno del Sinai. "Il suono è stato incessante fino all'alba, si sentiva anche il rumore delle case che crollavano, poi è tornata la calma, mentre i due valichi di Rafah e Kerem Salem restano chiusi al passaggio di aiuti per la popolazione di Gaza e ai feriti in uscita", hanno riferito testimoni diretti e corrispondenti della stampa egiziana In mattinata, in una calma irreale dal lato egiziano di Rafah, numerosi camion di aiuti umanitari si sono rimessi in coda davanti al terminal sperando di passare.

Quattro soldati feriti in attacco missilistico di Hezbollah

Quattro soldati israeliani sono rimasti feriti nel nord di Israele dal lancio di missili anticarro provenienti dal Libano. Lo hanno riferito funzionari militari e medici dell'ospedale Ziv di Safed, precisando che i militari sono stati portati nel centro medico dopo l'attacco avvenuto vicino al Kibbutz Yiftah. L'ospedale fa sapere che tre soldati sono leggermente feriti, mentre il quarto è in condizioni moderate. Hezbollah ha rivendicato la responsabilità del lancio dei missili, affermando che aveva preso di mira una posizione militare vicino a Yiftah. Intanto, l'Idf ha riferito di un altro drone lanciato dal Libano, che ha colpito un'area vicino a Zar'it senza causare feriti.

Israele celebra i suoi caduti, cerimonie per 'Yom HaZikaron'

Due minuti di sirene hanno fermato Israele per 'Yom HaZikaron', il giorno in cui il Paese ricorda i suoi caduti: soldati morti in combattimento e civili uccisi in atti di terrorismo. Le sirene hanno dato il via alle cerimonie pubbliche in tutto il Paese. Sul Monte Herzl a Gerusalemme - dove c'è il sacrario dei caduti - la cerimonia principale ha avuto inizio con il passaggio dei jet da guerra in cielo. Alla manifestazione partecipano sia il capo dello stato Isaac Herzog sia il premier Benyamin Netanyahu. Secondo i dati diffusi dalle autorità, dallo scorso anno sono stati 1.594, tra soldati e civili, quelli uccisi in combattimento o in atti di terrorismo, ovvero l'anno più luttuoso in cinque decenni. La maggior parte dei caduti di quest'anno è stata a causa della guerra a Gaza e dell'attacco di Hamas.

Yom HaZikaron, Israele si ferma per ricordare i soldati caduti in guerra e le vittime del terrorismo

Gaza: “Sistema sanitaria al collasso”

Nella Striscia di Gaza la sanità è al "collasso". "Poche ci separano dal collasso del sistema sanitario a causa del mancato arrivo del carburante necessario per far funzionare i generatori negli ospedali, per far uscire le ambulanze", denuncia il ministero della Salute di Gaza, che nel 2007 finì sotto il controllo di Hamas. La tv satellitare al-Jazeera rilancia la denuncia passati più di sette mesi dall'attacco del 7 ottobre in Israele e dall'avvio delle operazioni militari israeliane contro Hamas nella Striscia di Gaza.

Gantz: “Impegnati a riportare a casa i nostri ostaggi, prezzo estremamente doloroso”

"Rivedremo i nostri ostaggi, per i quali preghiamo, e che ci impegniamo a riportare a casa anche se il prezzo è estremamente doloroso". Lo ha detto Benny Gantz, nel gabinetto di guerra israeliano, in occasione della Giornata dedicata alla memoria dei caduti. "Torneremo a Be'eri e Metulla, forti ma doloranti - ha aggiunto riferendosi alle località nei pressi dei confini con Gaza e il Libano - Torneremo ad avere giorni più tranquilli e migliori".

Capo Shin Bet: “Non ci fermeremo fino a che non avremo liberato tutti gli ostaggi”

“Non ci fermeremo fin quando non avremo riportato a casa tutti i 128 ostaggi e anche gli altri quattro che erano lì già da prima. Quelli che sono vivi e quelli che non lo sono. Tutti". Lo ha detto il capo dello Shin Bet, Ronen Bar, in occasione di una cerimonia nella Giornata dedicata alla memoria dei caduti. Riferendosi agli ostaggi trattenuti nella Striscia di Gaza, ha sottolineato che è "questa la vera differenza tra noi e loro", tra Israele e Hamas. "Sacrificare le nostre vite per i nostri cittadini - ha affermato in dichiarazioni riportate dal Times of Israel - mentre loro sacrificano le vite dei cittadini per loro stessi".

Idf: “Esplosioni al nord di Israele causate da due droni”

Due droni lanciati dal Libano questa mattina hanno sorvolato lo spazio aereo israeliano e sono esplosi nel nord di Israele, provocando lo scoppio di un incendio. Lo ha riferito l'esercito israeliano, aggiungendo che l'attacco non ha provocato vittime.

Hezbollah rivendica lancio drone verso Nord Israele

Hezbollah ha rivendicato il lancio di due droni verso il nord di Israele affermando di aver colpito una postazione militare vicino alla comunità di Beit Hillel. In precedenza le Idf avevano riferito che il lancio di droni dal Libano aveva causato un incendio, poi domato, ma non aveva causato vittime.

Media: “Anp ha rifiutato gestione valico di Rafah”

L'Autorità Palestinese ha rifiutato la proposta di gestire il valico di Rafah. Lo ha detto a Sky News Arabic un funzionario palestinese, aggiungendo che il rifiuto è arrivato dopo la richiesta di gestione da parte degli Stati Uniti.

Netanyahu: “O noi o loro, i mostri di Hamas”

"O noi, Israele, o loro, i mostri di Hamas". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu nella cerimonia principale per il Giorno dei caduti (Yom HaZikaron) sul Monte Herzl a Gerusalemme. La guerra a Gaza - ha aggiunto - "è una scelta tra la libertà e la prosperità contro la disperazione, l'assassinio, la violenza, lo stupro". "Siamo determinati - ha proseguito - a vincere questa battaglia. La nostra Guerra d'indipendenza non è ancora finita. Continua in questi giorni".

Il Nyt: “Sinwar sarebbe a Khan Yunis non a Rafah”

Secondo un articolo del New York Times, il leader di Hamas, Yahya Sinwar non si nasconderebbe a Rafah, città meridionale della Striscia di Gaza, ma molto probabilmente non avrebbe mai lasciato la rete di tunnel sotto Khan Yunis, nel Nord dell'enclave palestinese. Il quotidiano americano cita funzionari americani, che riportano la versione di israele e delle agenzie di spionaggio americane. La notizia di intelligence, se confermata, potrebbe invalidare le giustificazioni israeliane per la pianificata operazione militare di terra a Rafah, a cui gli Stati Uniti si oppongono fermamente.

(reuters)

L’Unrwa: “Quasi 360 mila persone fuggite da Rafah”

"Quasi 360mila persone sono fuggite da Rafah dal primo ordine di evacuazione di una settimana fa". Lo scrive in un post su X l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa). "Nel frattempo, nel Nord di Gaza i bombardamenti e altri ordini di evacuazione hanno creato ulteriori sfollamenti e paura per migliaia di famiglie. Non c'è nessun posto dove andare. Non c'è sicurezza senza cessate il fuoco", aggiunge l'Unrwa.

(reuters)

Un parlamentare iraniano dice che l’Iran possiede armi atomiche “anche se non lo dichiara”

Un parlamentare iraniano ha affermato che la Repubblica islamica dell’Iran possiede armi atomiche, pur senza confermarlo ufficialmente. La dichiarazione arriva nel momento in cui è in corso il controllo internazionale sul programma nucleare iraniano e sulla sua conformità al Piano d’azione globale congiunto (JCPOA), cioé accordo sul nucleare iraniano. Ahmad Bakhshayesh Ardestani lo ha detto in un'intervista al quotidiano iraniano Rouydad 24, come riportato da Fox News. "Secondo me abbiamo ottenuto l'arma nucleare, ma non lo annunciamo", ha detto Ardestani che ha però aggiunto che la posizione ufficiale del paese rimane nel quadro del JCPOA. "In un clima in cui la Russia ha attaccato l'Ucraina e Israele ha attaccato Gaza, e l'Iran è un convinto sostenitore del Fronte della Resistenza, è naturale che il sistema di contenimento richieda che l'Iran possieda bombe nucleari. Tuttavia, che l'Iran lo dichiari è un'altra questione ", ha detto.

Gallant: “La guerra modellerà le vite degli israeliani”

"Modellerà le vite degli israeliani nei decenni a venire" la guerra che le Idf stanno conducendo contro Hamas nella Striscia di Gaza. Lo ha detto il ministro della Difesa Yoav Gallant, che nel corso di una cerimonia del Giorno della Memoria sul Monte Herzl ha spiegato che Israele non aveva altra scelta se non quella di entrare in guerra. "La guerra continuerà finché non restituiremo i nostri ostaggi, smantelleremo Hamas e le sue capacità militari", ha aggiunto.

This handout picture released by the Israeli army on May 7, 2024 shows Israeli Defence Minister Yoav Gallant standing with soldiers by a self-propelled artillery howitzer during a visit to a position along the border with the Gaza Strip in southern Israel near Rafah. (Photo by Israeli Army / AFP) / === RESTRICTED TO EDITORIAL USE - MANDATORY CREDIT "AFP PHOTO / Handout / Israeli Army' - NO MARKETING NO ADVERTISING CAMPAIGNS - DISTRIBUTED AS A SERVICE TO CLIENTS ==
This handout picture released by the Israeli army on May 7, 2024 shows Israeli Defence Minister Yoav Gallant standing with soldiers by a self-propelled artillery howitzer during a visit to a position along the border with the Gaza Strip in southern Israel near Rafah. (Photo by Israeli Army / AFP) / === RESTRICTED TO EDITORIAL USE - MANDATORY CREDIT "AFP PHOTO / Handout / Israeli Army' - NO MARKETING NO ADVERTISING CAMPAIGNS - DISTRIBUTED AS A SERVICE TO CLIENTS == 

Israele spinge ancora più a fondo con i carri armati nel campo profughi di Jabalia. Scontri con Hamas a Est di Rafah

I carri armati israeliani, al riparo dal pesante fuoco aereo e terrestre, si sono spinti ulteriormente all'interno di Jabalia, nel Nord della Striscia di Gaza stamane, hanno detto i residenti e i media di Hamas, mentre attacchi aerei hanno martellato Rafah nel Sud. A Jabalia, i carri armati stanno cercando di avanzare verso il cuore del campo, il più grande degli otto storici campi profughi di Gaza. I residenti dicono che i proiettili dei carri armati stanno cadendo al centro del campo e che gli attacchi aerei hanno distrutto gruppi di case. Le truppe israeliane hanno costretto alla fuga centinaia di palestinesi ospitati nei rifugi. A Rafah, vicino al confine con l'Egitto, Israele ha intensificato i bombardamenti aerei e terrestri sulle zone orientali della città, uccidendo persone in un attacco aereo su una casa nel quartiere brasiliano. I residenti dicono che i carri armati israeliani sono ora stazionati a Est della Salahuddin Road che taglia in due la parte orientale della città aggiungendo che la parte orientale di Rafah è una “città fantasma”. L'ala armata di Hamas ha comunicato che i suoi combattenti sono impegnati in scontri a fuoco con le forze israeliane in una delle strade a Est di Rafah e ad Est di Jabalia.

Sirene in azione nei kibbutz al confine con la Striscia di Gaza

Le sirene di allarme stanno risuonando nelle comunità israeliane attorno alla Striscia, in particolare nei Kibbutz Mefalsim e Nativ HaAsarà. Lo ha fatto sapere il portavoce militare israeliano.

Usa, cerimonione laurea in università nonostante proteste pro-Palestina

Nonostante le proteste filo-palestinesi che hanno agitato alcuni campus universitari statunitensi questa primavera, le cerimonie di laurea si sono svolte finora in gran parte in modo pacifico. Solo circa 30 studenti della Duke University si sono opposti al comico e intrattenitore filo-israeliano Jerry Seinfeld, che domenica ha ricevuto un dottorato onorario. La stragrande maggioranza dei 7.000 studenti presenti non ha intrapreso alcuna azione aperta mentre la folla si lanciava in un misto di applausi e fischi. All'Emerson College di Boston, alcuni studenti si sono tolti gli abiti da laurea e li hanno lasciati sul palco. Alcune dozzine di manifestanti filo-palestinesi hanno cercato di bloccare l'accesso alla cerimonia d'inizio di domenica sera per il Pomona College, nel sud della California.

Gaza: media, membro Fronte democratico ucciso in raid Israele

Media arabi affermano che un esponente del gruppo paramilitare Fronte democratico per la liberazione della Palestina (Fdlp) è rimasto ucciso in un bombardamento aereo israeliano sulla città di Gaza. La vittima sarebbe Talal Abu Zarifa, membro dell'ufficio politico dell'organizzazione di ispirazione marxista-leninista

Gaza: media, un morto e 3 feriti in raid di Israele su Rafah

L'agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che una persona è morta e altre tre sono rimaste ferite in un bombardamento israeliano che ha colpito ieri sera la parte meridionale della città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.
Feriti a causa dei raid delle ultime ore vengono segnalati dalla Wafa anche nel campo profughi di Bureij, nel centro dell'enclave palestinese.
Il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre scorso è di almeno 35.034 morti e 78.755 feriti, secondo i dati del Ministero della Sanità locale gestito dal movimento islamista Hamas.

Blinken, da offensiva a Rafah anarchia senza eliminare Hamas

Un'offensiva a Rafah provocherebbe "anarchia" senza eliminare Hamas. Lo ha detto il segretario di Stato Antony Blinken in un'intervista a Nbc, sottolineando che gli Stati Uniti "non hanno ancora visto un piano su quello che accadrà il giorno dopo la fine della guerra a Gaza".

Erdogan loda gli sforzi di Hamas per l'accordo, critica Israele

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha lodato gli sforzi di Hamas verso un accordo di pace duraturo, criticando allo stesso tempo il governo israeliano del primo ministro Benyamin Netanyahu per gli attacchi contro i civili a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. "Hamas ha compiuto un passo davvero fondamentale verso un cessate il fuoco permanente. La risposta dell'amministrazione Netanyahu, tuttavia, è stata quella di attaccare gli innocenti di Rafah", ha aggiunto Erdogan parlando al World Muslim Scholars Consultation Summit di Istanbul. "Abbiamo visto come coloro che si definiscono terra della libertà improvvisamente siano passati al fascismo quando sono in gioco gli interessi di Israele", ha precisato.

Von der Leyen, unica soluzione sono due Stati indipendenti e sicuri

"L'Europa è convinta sostenitrice di una soluzione a due Stati per Israele e per lo Stato palestinese. L'unica soluzione per riportare pace in questa regione. Due stati indipendenti e sicuri. Siamo disposti a contribuire alla costruzione di questa soluzione". Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, a Che Tempo che Fa sul Nove. "Nel frattempo abbiamo quadruplicato gli aiuti umanitari a Gaza", ha aggiunto.

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