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Netanyahu: “Le condizioni di Gantz, un eufemismo per la disfatta di Israele”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha risposto alle osservazioni del ministro della guerra Benny Gantz, affermando che le condizioni da lui poste sono "eufemismi dal significato chiaro: la fine della guerra, la sconfitta di Israele e l'abbandono della maggior parte degli ostaggi, Hamas intatto e la fondazione di uno Stato palestinese."
Benny Gantz: “Una piccola minoranza sta conducendo Israele verso un muro di rocce”
"Negli ultimi tempi qualcosa è andato storto. Non sono state prese decisioni essenziali. Le azioni di leadership necessarie per garantire la vittoria non sono state compiute. Una piccola minoranza ha preso il controllo del ponte di comando della nave israeliana e la sta conducendo verso un muro di rocce". Lo ha affermato, secondo quanto riportano i media israeliani, il leader centrista e membro del Gabinetto di guerra, Benny Gantz.
Gantz: “Una direzione Usa-Ue-araba palestinese per gettare le basi dell’alternativa a Gaza”
"La leadership deve vedere il quadro generale, il gabinetto di guerra deve decidere entro l'8 giugno di riportare a casa gli ostaggi, abbattere Hamas e smilitarizzare Gaza e che ci sia una direzione Usa-Ue-araba-palestinese che getti le basi di un alternativa futura a Gaza che non sia né Hamas né Abu Mazen". Lo ha affermato il ministro del Gabinetto di guerra Beny Gantz. "La scelta, Netanyahu - ha aggiunto - è nelle tue mani, devi decidere. Il Netanyahu di 10 anni fa l'avrebbe fatto".
Gantz a Netanyahu: “Piano d’azione sulla guerra entro l’8 giugno o usciremo dal governo”
"Il gabinetto di guerra deve predisporre un piano d'azione sulla guerra entro l'8 giugno". E' l'ultimatum del ministro del Gabinetto di guerra Benny Gantz che, rivolto al premier Benyamin Netanyahu ha aggiunto: "Devi scegliere, se non sceglierai usciremo dal governo".
Recuperato a Gaza il corpo di un altro ostaggio israeliano: Ron Benjamin
Il portavoce dell'IDF, il contrammiraglio Daniel Hagari, in una conferenza stampa ha affermato che i militari hanno recuperato il corpo di un altro ostaggio dalla Striscia di Gaza. Lo riporta il Times of Israel. L'ostaggio si chiamava Ron Benjamin, 53 anni, rapito da Hamas la mattina del 7 ottobre. Hagari ha spiegato che Benjamin è stato ucciso dai terroristi di Hamas il 7 ottobre vicino a Mefalsim e il suo corpo è stato preso in ostaggio a Gaza. Il suo corpo - ha precisato - è stato recuperato insieme a Itzhak Gelerenter, Amit Buskila e Shani Louk nell'operazione di giovedì notte.
Missile balistico degli Houti su una petroliera greca: era passata dalla Russia ed era diretta in Cina
I ribelli Houti dello Yemen hanno colpito una petroliera nel Mar Rosso con un missile balistico stamattina, danneggiando la nave, battente bandiera di Panama e di proprietà greca. Gli Houti non hanno rivendicato immediatamente l'attacco. La petroliera Wind recentemente aveva attraccato in Russia ed era diretta in Cina, ha detto il comando centrale dell'esercito americano. Sia la Cina che la Russia mantengono legami con l’Iran, il principale benefattore degli Houti, per quanto riguarda l’equipaggiamento militare e il petrolio. L'attacco missilistico "ha causato un allagamento che ha provocato la perdita della propulsione e dello sterzo", ha dichiarato il Comando Centrale sulla piattaforma social X. "L'equipaggio della M/T Wind è stato in grado di ripristinare la propulsione e lo sterzo e non sono state segnalate vittime. M/ T Wind ha ripreso la sua corsa con le proprie forze".
L’Onu: 800 mila persone in fuga da Rafah
Le Nazioni Unite hanno stimato in 800 mila le persone in fuga dai combattimenti in corso a Rafah, nella Striscia di Gaza.
Sirene in funzione nel Nord di Israele, allarme infiltrazioni
Sirene di allarme per infiltrazioni di droni stanno suonando nelle comunità dell'Alta Galilea, in Israele. Lo riferisce il Times of Israel. Le sirene stanno suonando a Kiryat Shmona, Kfar Yuval, Misgav Am, Ma'ayan Baruch, Manara, Metula, Kfar Giladi, Beit Hillel, Tel Hai e Margaliot. Già questa mattina è scattata una serie di allarmi di infiltrazione di droni in Galilea e nel nord di Israele.
Migliaia di persone attese sul National Mall di Washington per una manifestazione pro-Palestina
Si prevede che migliaia di manifestanti parteciperanno oggi a una manifestazione a Washington a sostegno dei diritti dei palestinesi e per la fine immediata delle operazioni militari israeliane a Gaza. L’evento commemora il 76° anniversario di quella che viene chiamata Nakba, la parola araba per catastrofe, e si riferisce all’esodo di circa 700.000 palestinesi che fuggirono o furono costretti a fuggire da quello che oggi è Israele quando lo Stato fu creato nel 1948. Gli organizzatori del rally, con una mossa insolita, non hanno richiesto alcun permesso al National Park Service, che supervisiona il National Mall. Questi permessi, che includono stime sulla partecipazione, sono un passo tradizionale per grandi manifestazioni o proteste. "Sono necessari permessi per qualsiasi attività organizzata al fine di garantire la sicurezza del pubblico e dei partecipanti, la protezione delle risorse del parco e il mantenimento di un'atmosfera commemorativa, ove appropriato", ha affermato Mike Litterst, capo delle comunicazioni dell'agenzia per il National Mall. "Tuttavia, nel caso in cui non sia stata presentata alcuna richiesta di autorizzazione, facciamo ogni sforzo per sostenere i diritti del Primo Emendamento di tutti i visitatori delle aree che proteggiamo, dando priorità alla sicurezza e alla protezione delle risorse del parco." A gennaio, migliaia di attivisti filo-palestinesi hanno invaso il National Mall in una delle più grandi proteste degli ultimi tempi nel Distretto di Columbia.
L’esercito israeliano: “Razzi sparati da Gaza verso Israele”
L'esercito israeliano ha riferito che una raffica di circa 10 razzi è stata lanciata dal Nord della Striscia di Gaza verso l'area di Ashkelon, in Israele. L'Idf, come riporta il Times of Israele, afferma che cinque razzi sono stati intercettati e gli altri hanno colpito aree aperte. Non si hanno notizie di feriti o danni.
Lapid chiede a Gantz di lasciare il governo: “Basta aiutare Netanyahu”
Il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid ha chiesto al ministro del Gabinetto di guerra Benny Gantz di lasciare il governo, in vista della conferenza stampa di Gantz prevista questa sera alle 19.30 ora italiana. In un post su X il politico del partito Yesh Atid ha scritto: "Deve annunciare che non è più disposto a dare una mano all'abbandono degli ostaggi, all'abbandono del Nord, allo schiacciamento dell'economia e della classe media". Lapid ha poi concluso: "Deve dire che non aiuterà più Netanyahu a rimanere al potere e che lascerà immediatamente il governo e chiederà subito le elezioni".
I testimoni: “Decine di uccisi tra Jabalia e Rafah”
Truppe e carri armati israeliani si sono spinti sabato in parti del congestionato distretto settentrionale della Striscia di Gaza che avevano precedentemente circondato uccidendo e ferendo dozzine di palestinesi, hanno detto medici e residenti. Le forze israeliane hanno preso possesso anche di alcune zone di Rafah, nel Sud vicino al confine egiziano, piena di sfollati e sono entrate in profondità nel campo profughi di Jabalia. Le squadre di soccorso del ministero della Sanità di Gaza e dei servizi civili di emergenza hanno ricevuto dozzine di chiamate su possibili vittime, ma non sono state in grado di effettuare alcuna ricerca a causa dell'offensiva terrestre in corso e dei bombardamenti aerei. "Oggi è il momento più difficile in termini di occupazione: bombardamenti, attacchi aerei e colpi dai carri armati continuano quasi senza sosta", ha detto un residente a Jabalia, Ibrahim Khaled.
L’ agenzia Wafa: “Raid israeliano, 15 morti e 30 feriti nel campo profughi di Jabalya”
Almeno 15 persone sono rimaste uccise e altre 30 ferite oggi nel campo profughi di Jabalya, nel nord della Striscia di Gaza, a seguito di un bombardamento israeliano. Secondo l'agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa, gli aerei israeliani hanno bombardato uno dei rifugi che ospitano gli sfollati e i residenti che cercano di tornare nelle loro case nell'area. La maggior parte dei feriti è stata trasferita all'ospedale Kamal Adwan, anch'esso teatro di "violenti bombardamenti", secondo i media palestinesi. L'agenzia sottolinea inoltre che la situazione umanitaria nel campo profughi di Jabalya è "catastrofica" a causa dei bombardamenti israeliani e che mancano cibo, acqua e medicine. Due palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane nel campo profughi di Nuseirat, nel centro dell'enclave palestinese, e altri due sono morti a Wadi Gaza, nel nord del territorio. Altre tre persone sono state uccise e altre due ferite in un attacco israeliano contro una casa a Khan Younis e un'altra è stata uccisa in un bombardamento di un veicolo civile vicino a Rafah, riferiscono le stesse fonti.
Axios: “Gantz darà un ultimatum a Netanyahu”
Il ministro del Gabinetto di guerra israeliano Benny Gantz parlerà stasera alle 20.30 (le 19.30 in Italia, ndr) in una conferenza stampa. Lo ha riferito il sito Axios secondo cui "Gantz darà un ultimatum al premier Netanyahu sulla strategia della guerra".
Il padre di Shani Louk: “Seppellirla sarà un dono”
Il padre della giovane tedesco-israeliano Shani Louk, una degli ostaggi simbolo il cui corpo è stato recuperato ieri a Gaza, dice che seppellire finalmente sua figlia sarà un dono. Lo riporta il Guardian. Louk, una tatuatrice di 23 anni, stava festeggiando con gli amici al festival musicale Nova prima che fosse attaccato da uomini di Hamas. Il padre Nissim Louk ha detto che, per essere sicuro fosse stata ritrovata veramente la figlia, aveva visto le foto. "Abbiamo visto anche i tatuaggi sulle sue mani - racconta - Ora avrà il suo posto accanto a noi e potremo andarci quando vogliamo. E può riposare". Il funerale della giovane si terrà domenica, giorno del compleanno della mamma Ricarda Louk.
Sánchez: “Mercoledì annuncerò il riconoscimento dello Stato palestinese da parte della Spagna”
Il capo del governo spagnolo, Pedro Sánchez, ha assicurato oggi il prossimo riconoscimento dello Stato palestinese da parte del Consiglio dei ministri spagnolo. "Lo annuncerò al Parlamento mercoledì prossimo", ha detto. Ieri Sánchez aveva fatto sapere che il riconoscimento non sarebbe stato martedì prossimo, come annunciato in precedenza, ma "nei giorni successivi" per coordinarsi meglio con altri Paesi europei.
Unrwa: “Almeno 650mila persone fuggite da Rafah”
Almeno 650.000 persone sono fuggite da Rafah, al confine tra la Striscia di Gaza e l'Egitto, a causa dell'intensificarsi dell'offensiva militare israeliana contro la città piuù di una settimana fa. Lo riferisce su X Louise Wateridge, addetta stampa dell'Unrwa. "Rifugi improvvisati si affollano lungo la spiaggia e fino alla costa, mentre le famiglie disperate cercano di trovare spazio per sopravvivere", ha dichiarato Wateridge, in un messaggio sul social network X (ex Twitter). (
Gaza: 35.386 morti nella Striscia
Sono 35.386 i morti registrati nella Striscia di Gaza dall'inizio dell'operazione militare israeliana scattata a seguito dell'attacco del 7 ottobre in Israele. Ad aggiornare il bilancio è stato il ministero della Salute di Gaza, che parla anche di 79.366 feriti.
Iran: “Occidente non esita a violare diritto internazionale”
"Gli Stati Uniti e i Paesi occidentali non esitano a violare il diritto internazionale", ha affermato il portavoce del governo iraniano, Ali Bahadori Jahromi, commentando la lettera in cui 12 senatori americani minacciano la Corte penale internazionale di severe sanzioni se emetterà mandati di arresto per funzionari israeliani coinvolti nella guerra a Gaza. "Il comportamento arbitrario degli Stati occidentali ha rallentato il progresso del diritto internazionale e la sua influenza", ha aggiunto il portavoce su X.
Parenti vittime Israele-Palestina abbracciano il Papa
Un grande applauso di tutta l'Arena di Verona, in piedi, e l'abbraccio con Papa Francesco, sul palco, ha salutato il discorso di pace pronunciato poco fa dai due familiari di vittime del conflitto dalla parte israeliana e da quella Palestinese. "Credo non ci sia bisogno di dire niente" ha commentato il Papa.
Papa Francesco abbraccia i parenti delle vittime di Hamas e Israele: "Non ho parole"
Austria riprende finanziamenti all’Unrwa
L'Austria ha annunciato che ripristinerà i finanziamenti all'Unrwa, l'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, dopo averli sospesi in seguito alle accuse contro il personale di coinvolgimento negli attacchi di Hamas del 7 ottobre. "Dopo aver analizzato nel dettaglio il piano d'azione" presentato dall'Unrwa "per migliorare il funzionamento dell'organizzazione", Vienna ha deciso di "liberare i fondi", si legge in un comunicato del ministero degli Esteri. Per il 2024 sono stati stanziati fondi per un totale di 3,4 milioni di euro e il primo pagamento dovrebbe essere effettuato in estate. "Una parte dei fondi austriaci verrà utilizzata in futuro per migliorare i meccanismi di controllo interno dell'Unrwa". L'Austria ha affermato che "monitorerà da vicino" l'attuazione del piano d'azione con altri partner internazionali, sottolineando che "molta fiducia è stata sprecata".
Fonte: negoziati Israele-Hamas sono in un vicolo cieco
I negoziati tra Israele e Hamas per raggiungere un accordo di cessate il fuoco a Gaza e la liberazione di ostaggi "sono attualmente in un vicolo cieco e non ci sono progressi". Lo ha riferito una fonte straniera ad Haaretz, esprimendo la speranza che la situazione possa cambiare nei prossimi giorni. Come ha svelato Barak Ravid, mercoledì Brett McGurk, consigliere per il Medio Oriente del presidente americano Joe Biden, ha visitato Doha e ha discusso con il primo ministro del Qatar come uscire dallo stallo. Come ha riferito il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan agli ambasciatori stranieri, gli Usa sono convinti che il leader di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, si sia ritirato dai colloqui la settimana scorsa nella speranza di aumentare la pressione su Israele per porre fine alla guerra.
Idf: proseguono operazioni a Rafah est, Jabalya e Gaza centro
Proseguono le attività operative dell'esercito israeliano (Idf) nelle aree di Rafah est, Jabalya e Gaza centrale. L'Idf ha reso noto questa mattina in un comunicato che nella parte orientale di Rafah i suoi soldati hanno eliminato un agente armato di lanciagranate in un complesso adiacente alle truppe. Inoltre, sono state individuate armi, ordigni esplosivi, missili e lanciagranate e in un'altra operazione è stato distrutto un lanciatore all'interno di un complesso militare della zona. Inoltre, è stato eliminato il capo della logistica della brigata Rafah della Jihad islamica, responsabile della preparazione dell'organizzazione terroristica per le operazioni contro le truppe di terra dell'Idf nell'area. Nell'area di Jabalya, un numero imprecisato di terroristi è stato eliminato in una serie di scontri, le truppe dell'Idf hanno neutralizzato un lanciarazzi, hanno localizzato diversi tunnel e hanno individuato armi e ordigni esplosivi nell'area.
Continuano intanto le attività operative nel centro di Gaza, dove ieri è stato eliminato "un certo numero di terroristi". Inoltre, le truppe dell'Idf hanno identificato diversi terroristi che hanno sparato missili Rpg contro le truppe dell'Idf e hanno diretto un aereo che ha colpito il complesso da cui operavano, eliminandoli. Nella giornata di ieri, conclude la nota, nella Striscia di Gaza sono stati colpiti più di 70 obiettivi terroristici, tra cui depositi di armi, siti di infrastrutture militari, terroristi che rappresentavano una minaccia per le truppe e complessi militari.
Usa e Iran torna a parlarsi (in segreto)
Questa settimana due alti funzionari dell’amministrazione Biden hanno avuto colloqui indiretti con funzionari iraniani in Oman su come evitare l’escalation degli attacchi nella regione. Lo riferisce il sito Axios. I colloqui – che sul fronte statunitense hanno coinvolto il principale consigliere del presidente Biden per il Medio Oriente, Brett McGurk, e Abram Paley, l’inviato ad interim degli Stati Uniti per l’Iran – rappresentano il ??primo ciclo di discussioni tra Stati Uniti e Iran da gennaio, quando negoziati simili si sono svolti in Oman, e soprattutto la prima presa di contatto dopo il pesante scambio di attacchi tra Israele e Iran avvenuto in aprile.
Idf conferma: ucciso Khamayseh, attacchi erano imminenti
L'esercito israeliano ha confermato questa mattina che il "terrorista Islam Khamayseh" è stato "eliminato" ieri sera in un raid a Jenin, nel nord della Cisgiordania: Khamayseh si trovava insieme ad altri "importanti terroristi" che pianificavano attacchi "nell'immediato futuro". Il raid, si legge in un comunicato, è stato realizzato con un aereo da caccia e un elicottero ed ha preso di mira un complesso usato come centro operativo di un'infrastruttura terroristica.
Khamayseh (e non Hamaisi, come riportato in precedenza dai media israeliani) "era un terrorista operativo senior nel Campo di Jenin", sottolinea la nota dell'Idf.
Idf: un altro comandanteJihad islamica ucciso a Rafah
Un alto esponente della Jihad Islamica è stato ucciso in un attacco israeliano nella parte orientale di Rafah, nell'estremo sud della Striscia di Gaza. Come ha riferito l'Idf, si tratta del capo locale della logistica.
Attaccata petroliera al largo dello Yemen
Una petroliera battente bandiera di Panama sarebbe stata "attaccata" a circa 10 miglia nautiche a sud-ovest di Mocha, città portuale dello Yemen. Lo ha riferito la società di sicurezza britannica Ambrey, secondo cui la nave sarebbe stata colpita da un missile lanciato dagli Houthi, che da mesi prendono di mira navi legate a Israele nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab al-Mandab in risposta alla guerra a Gaza.
Sullivan oggi in Arabia Saudita, domani in Israele
Il consigliere per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, è atteso oggi in Arabia Saudita per un colloquio con l'erede al trono e leader 'de facto' della monarchia del Golfo, Mohammed bin Salman, mentre domani volerà in Israele. Lo ha confermato il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale, John Kirby, secondo cui in Arabia Saudita Sullivan discuterà degli sforzi in corso per raggiungere pace e sicurezza durature nella regione. Domenica, invece, il consigliere incontrerà il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Al centro del faccia a faccia ci sarà ovviamente la guerra nella Striscia di Gaza. I due, in particolare, parleranno della situazione umanitaria nell'enclave e dei negoziati per il rilascio degli ostaggi.
Sirene nel nord di Israele per allarme droni
Suonano le sirene di allarme nel nord di Israele per una sospetta infiltrazione di droni dal Libano. Secondo i media locali, le sirene sono scattate a Kiryat Shmona, Metualla e in decine di comunità nei dintorni.
Televisione Israele, sospese le trattative su ostaggi a Gaza. "Le parti non riescono ad accordarsi sulle condizioni"
Le trattative per la liberazione degli ostaggi in mano ad Hamas sono state sospese. Lo ha annunciato l'emittente televisiva israeliana Kan 11. Secondo le fonti coinvolte nei colloqui - riferisce il canale televisivo - i mediatori di Egitto e Qatar hanno verificato l'impossibilità in questa fase di raggiungere un accordo con Israele.
In dettaglio i colloqui si sono interrotti perché le parti non riescono ad accordarsi sulle condizioni per il rilascio degli ostaggi. "Le fonti hanno indicato che le differenze sono molto ampie, soprattutto sul termine 'fine della guerra' e sulla richiesta di Israele di porre il veto sui nomi dei terroristi di cui Hamas potrebbe chiedere il rilascio" ha detto Kan 11.
Idf, terrorista palestinese ucciso in attacco aereo a Jenin
L'attacco aereo israeliano nella città di Jenin, in Cisgiordania, che ha preso di mira una sala di comando appartenente a una rete terroristica locale, ha portato alla morte di un palestinese che era ricercato per l'omicidio di un israeliano avvenuto nel maggio 2023.
Secondo una dichiarazione congiunta dell'IDF e dello Shin Bet, riportata da The Times of Israel, aerei da combattimento ed elicotteri d'attacco hanno preso di mira un edificio utilizzato come "sala di guerra operativa" dalla rete terroristica di Jenin. Quando è stata colpita, la sala comanda ospitava diversi uomini armati, compresi quelli coinvolti in diversi attacchi con armi da fuoco nell'area di Jenin. Tra le persone uccise c'è Islam Khamayseh, che secondo l'IDF era ricercato per il suo coinvolgimento in una serie di attacchi terroristici, tra cui una sparatoria vicino all'insediamento di Hermesh nel maggio 2023, culminata con la morte di Meir Tamari (un 32enne che ha lasciato moglie e due figli piccoli), e un altro attacco nell'area nel giugno 2023 che ha ferito quattro soldati e un civile.
L'esercito afferma che il sito preso di mira era "una pericolosa infrastruttura terroristica" e che l'attacco aereo "è stato effettuato per rimuovere una minaccia imminente rappresentata dai terroristi coinvolti nell'avanzamento degli attacchi terroristici nell'area di Jenin e nel territorio israeliano".
Netanyahu, riporteremo a casa tutti gli ostaggi vivi e morti
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato di avere il "cuore spezzato" alla notizia che l'Idf ha recuperato i corpi degli ostaggi Itzhak Gelerenter, Amit Buskila e Shani Louk uccisi durante l'attacco di Hamas del 7 ottobre. "Mia moglie Sara ed io soffriamo con le famiglie", ha dichiarato in una nota. "Riporteremo a casa tutti i nostri ostaggi, vivi e morti".
Raid aereo israeliano in Cisgiordania, “ucciso membro delle Brigate Jenin”
Israele ha compiuto un raid aereo a Jenin, nel nord della Cisgiordania: lo fanno sapere le forze armate israeliane (Idf), citate da Haaretz. Secondo fonti sanitarie palestinesi, l'attacco ha causato un morto e due feriti. La persona uccisa sarebbe Islam Hamaisi, un membro del gruppo militante Brigate Jenin ricercato dagli israeliani, affermano fonti locali citate dal quotidiano.