Il procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Khan, ha chiesto alla camera preliminare del tribunale il mandato di arresto per il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Gallant. “Ci sono ragionevoli elementi per sostenre che Netanyahu abbia commesso crimini di guerra e contro l’umanità”, ha detto Khan. Ma il ministro Gantz replica: “È cecità morale, così si equipara Israele a Hamas”. E Katz, ministro degli Esteri israeliano dice: “È un attacco frontale alle vittime del 7 ottobre” Intanto, a Gerusalemme migliaia di israeliani protestano contro il governo vicno alla Knesset.
Austin, “il nostro sostegno a Israele resta incrollabile”
"Il nostro sostegno a Israele rimane incrollabile": lo ha detto il capo del Pentagono Lloyd Austin in una conferenza stampa rispondendo a una domanda sugli sviluppi dell'inchiesta della Corte penale internazionale. Il segretario alla Difesa ha ribadito però che Israele deve condurre raid più precisi minimizzando le perdite civili e i danni alle strutture civili.
Netanyahu, disgusto per paragone Cpi tra Israele e Hamas
"Come primo ministro di Israele, respingo con disgusto il paragone del procuratore dell'Aia tra il democratico Israele e gli omicidi di massa di Hamas". Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. "Nessuna pressione e nessuna decisione in nessun forum internazionale ci impedirà di colpire coloro che cercano di distruggerci", ha aggiunto, condannando la richiesta di arresto da parte del procuratore Khan per crimini di guerra come una "vergogna" e un attacco ai militari israeliani e a tutto Israele. Netanyahu ha anche promesso di portare avanti la guerra di Israele contro i militanti di Hamas e ha precisato che la richiesta di un mandato di arresto è "assurda" e frutto di antisemitismo.
Idf: “Razzi su Nord Israele, colpiti lanciatori in Libano”
Nell'ultima giornata, le Forze armate israeliane hanno identificato "numerosi lanci che attraversavano diverse aree del nord di Israele". Come si legge nel profilo Telegram di Idf, uno di questi razzi, caduto nella zona di Biranit, ha provocato il lieve ferimento di un militare israeliano. In seguito a questi nuovi attacchi, l'esercito della stella di David ha colpito i lanciatori di Hezbollah nella zona di Ayta ash Shab in Libano. In mattinata, erano stati identificati militanti in un complesso militare nella zona libanese di Odaisseh, che è stato colpito poco dopo.
Biden, Cpi vergognosa. Nessuna equivalenza Hamas-Israele
"La richiesta del procuratore della Corte penale internazionale di mandati di arresto contro i leader israeliani è vergognosa. E vorrei essere chiaro: qualunque cosa questo procuratore possa implicare, non esiste alcuna equivalenza - nessuna - tra Israele e Hamas. Saremo sempre al fianco di Israele contro le minacce alla sua sicurezza": cosi il presidente Usa Joe Biden in una nota.
Blinken definisce “vergognosa” la richiesta di mandato d’arresto per Netanyahu
Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha definito “vergognosa” la richiesta di mandato di cattura per il premier israeliano Benjamin Netanyahu da parte del procuratore capo della Corte penale internazionale. Secondo Blinken, la Cpi “non ha giurisdizione” su Israele.
I repubblicani alla Camera Usa preparano risposta alla Cpi
I leader repubblicani della Camera Usa starebbero valutando una risposta legislativa alla decisione del procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Khan, di chiedere mandati di arresto per il leader di Hamas Yahya Sinwar e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, con l'accusa di crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Lo riporta Punchbowl News. La decisione della Cpi complica il sostegno di Joe Biden a “Bibi”, anche se in aprile la portavoce della Casa Bianca aveva detto che l'amministrazione "non sostiene l'inchiesta della Corte penale internazionale" e "non crede che abbia la giurisdizione".
Gerusalemme, a migliaia protestano contro il governo vicino alla Knesset
Nuova protesta in Israele. Migliaia di persone manifestano nei pressi della Knesset, a Gerusalemme, e chiedono nuove elezioni. Lo riferisce il sito di notizie israeliano Ynet. I manifestanti sono armati di bandiere israeliane e intonano slogan contro i vertici del Paese e per il ritorno degli ostaggi trattenuti nella Striscia di Gaza dall'attacco del 7 ottobre scorso in Israele. Anche altri media parlano di migliaia di persone che arrivano da diverse zone del Paese.
Praga e Vienna: “La Corte penale internazionale mette sullo stesso piano Hamas e Israele”
Praga e Vienna criticano la richiesta del procuratore capo della Corte penale internazionale di emettere mandati di arresto contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il ministro della Difesa Yoav Gallant e i leader di Hamas per crimini di guerra e contro l'umanità. Per il primo ministro ceco, Petr Fiala, "la proposta del Procuratore capo della Corte penale internazionale di emettere un mandato di arresto per i rappresentanti di un governo democraticamente eletto insieme ai leader di un'organizzazione terroristica islamica è spaventosa e del tutto inaccettabile". "Non dobbiamo dimenticare - spiega in un tweet - che è stato Hamas ad attaccare Israele in ottobre, uccidendo, ferendo e rapendo migliaia di persone innocenti. È stato questo attacco terroristico del tutto immotivato che ha portato all'attuale guerra a Gaza e alle sofferenze dei civili a Gaza, in Israele e in Libano". Della stessa opinione il cancelliere austriaco Karl Nehammer, secondo cui "non è comprensibile che il leader dell'organizzazione terroristica Hamas, il cui obiettivo dichiarato è l'estinzione dello Stato di Israele, venga citato contemporaneamente ai rappresentanti democraticamente eletti di quello stesso Stato".
Idf: “I corpi dei 3 ostaggi erano in tunnel Hamas a Jabalya”
L'esercito israeliano ha rivelato che i corpi dei tre ostaggi trovati la settimana scorsa dai soldati erano nascosti in un tunnel di Hamas nel capo profughi di Jabalya nel nord della Striscia dove sta operando l'Idf. I corpi di Itzhak Gelerenter, Amit Buskila e Shani Louk sono stati trovati nel tunnel la cui area circostante era presidiata dagli uomini della fazioni islamica. In un vicolo vicino all'imbocco del tunnel - ha proseguito l'esercito - gli operativi di Hamas avevano piazzato un grosso ordigno esplosivo, che è stato disarmato dalle truppe.
Onu, Israele fermi l'operazione a Rafah o disastro sicuro
Il portavoce delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, Jens Laerke, ha avvertito che "ulteriori movimenti militari nella città palestinese di Rafah causerebbero molti problemi e porterebbero a un disastro sicuro". In un intervento sul canale Al-Qahera News, Laerke ha espresso la disponibilità delle Nazioni Unite a fornire maggiori aiuti ai palestinesi della Striscia di Gaza, osservando che però "la perdurante continua chiusura dei valichi terrestri come Rafah e Kerem Shalom lo impedisce". "Èperciò necessario - ha aggiunto - aprirli immediatamente per evitare di far morire la gente di fame". Il portavoce dell'Onu ha poi definito "una fantasia" la promessa israeliana di provvedere a "rifugi sicuri", sottolineando come 810.000 cittadini siano stati sfollati dalla Rafah palestinese "verso aree che Israele ritiene sicure mentre tutte le strade sono pericolose e spaventose, soprattutto con il collasso delle infrastrutture". "I pochi aiuti che entrano a Gaza attraverso il molo galleggiante degli Stati Uniti - ha aggiunto - stanno finendo rapidamente poiché persistono carestia e grave carenza di cibo". "L'attraversamento della terraferma e un cessate il fuoco sono essenziali per evitare l'incombente catastrofe umanitaria" - ha concluso - sottolineando "la necessità di affrontare l'intransigenza israeliana riguardo all'ingresso degli aiuti nella Striscia di Gaza, nonché l'importanza di facilitare il lavoro del personale umanitario internazionale e di soccorso all'interno della Striscia di Gaza". (
Egitto: l’operazione a Rafah mette in pericolo i convogli umanitari
"Le azioni militari a Rafah palestinese mettono in pericolo i convogli umanitari e impongono restrizioni al loro ingresso nella Striscia di Gaza": lo afferma il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry all'emittente statale Al Qahera. "Continuiamo a lavorare per raggiungere un cessate il fuoco a Gaza e portare maggiori aiuti alla Striscia", ha aggiunto. I valichi di frontiera tra Egitto e Gaza sono chiusi per il 14/o giorno consecutivo, gli aiuti fermi e soggetti a decadimento, le spese per i trasportatori in aumento, fa sapere la Mezzaluna Rossa egiziana. Sono 4.800 i camion in attesa di poter entrare a Gaza dalle città del Nord Sinai.
Idf: “Evacuati circa 950 mila civili a Rafah”
Sono circa 950 mila palestinesi che hanno lasciato l'area di Rafah, nell'estremo sud della Striscia di Gaza, dopo l'ordine di evacuazione emesso dalle truppe israeliane che hanno cominciato a operare nella parte orientale della città. Lo ha riferito l'esercito israeliano, secondo il quale a Rafah rimangono tra i 300 mila e i 400 mila soprattutto nella zona costiera e in alcune parti del centro della città.
Idf: combattimenti a Gaza dureranno almeno altri 6 mesi
Le forze armate israeliane ritengono che i combattimenti a Gaza dureranno almeno altri sei mesi, in modo da impedire completamente il ritorno al potere di Hamas nella Striscia. Lo ha riferito Haaretz, citando l'Idf. Anche se diversi alti funzionari del gruppo palestinesi sono stati uccisi durante la guerra, per l'esercito i gradi piu' alti sul campo del gruppo palestinese sono quasi illesi. Da qui, la stima che le capacita' di comando di Hamas abbiano subito un duro colpo, ma non irreversibile.
Amal Clooney tra i consulenti del procuratore capo della Corte penale internazionale Khan
C'è anche Amal Clooney tra gli esperti di diritto internazionale che hanno svolto un lavoro di consulenza per il procuratore capo della Corte penale internazionale (Cpi), Karim Khan, che oggi ha chiesto ai giudici del tribunale dell'Aja mandati d'arresto per il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il capo di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar per crimini di guerra e contro l'umanità. Avvocato di diritto internazionale, Amal Clooney è la moglie di George Clooney.
Netanyahu: “Dalla Corte penale internazionale uno scandalo, ma non fermerà né me né noi”
"È uno scandalo. Questo non fermerà né me, né noi". Così il premier Benyamin Netanyahu, citato dai media, ha definito ad una riunione del Likud la mossa del Procuratore della Cpi contro di lui e il ministro della difesa Yoav Gallant.
Herzog: “Da Cpi un annuncio scandaloso, incoraggia i terroristi'
"L'annuncio del procuratore della Corte penale internazionale è scandaloso e mostra quanto il sistema giudiziario internazionale sia a rischio collasso". Lo ha denunciato il presidente di Israele Isaac Herzog. "Presa in malafede, questa mossa unilaterale rappresenta un passo politico unilaterale che incoraggia i terroristi di tutto il mondo e viola tutte le regole fondamentali della Corte secondo il principio di complementarità e altre norme legali", ha aggiunto. "Qualsiasi tentativo di tracciare un parallelo tra i crimini atroci dei terroristi e un governo israeliano democraticamente eletto, che opera per adempiere al proprio dovere di difendere e proteggere i propri cittadini nel pieno rispetto dei principi del diritto internazionale, è oltraggioso e - ha concluso - non può essere accolto da nessuno".
Gaza: “106 morti in 24 ore, più di 35.500 dal 7 ottobre”
Sarebbero più di 35.500 le persone rimaste uccise nella Striscia di Gaza dallo scorso 7 ottobre. L'ultimo bilancio del ministero della Salute di Gaza, che nel 2007 finì sotto il controllo di Hamas, parla di almeno 35.562 morti, 106 dei quali nelle ultime 24 ore. Il bollettino, rilanciato dalla tv satellitare al-Jazeera, precisa che i feriti nell'enclave palestinese sono 79.652, comprese 176 persone rimaste ferite nell'ultima giornata.
Media: quattro morti in un attacco dell’Idf nel sud del Libano
Quattro persone sono state uccise in un attacco dell'Idf nel sud del Libano. Lo hanno riferito i media israeliani, aggiungendo che poco dopo le sirene di intrusione di aerei ostili hanno suonato in tutto il nord di Israele.
Israele annuncia una commissione contro la decisione della Corte dell’Aja
Il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz ha annunciato la "costituzione di una commissione speciale presso il ministero con lo scopo di lottare contro la decisione" del procuratore della Corte penale internazionale dell’Aja Karim Khan "che intende innanzitutto legare le mani a Israele e negargli il diritto di legittima difesa".
Katz, ministro degli Esteri israeliano: “Dalla Corte dell’Aia attacco frontale alle vittime del 7 ottobre”
"La scandalosa decisione del procuratore generale della Corte penale dell'Aia è un attacco frontale e senza riserve contro le vittime del 7 ottobre e i nostri 128 rapiti a Gaza". Lo ha detto il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz. "Mentre gli assassini di i Hamas commettono crimini contro l'umanità contro i nostri fratelli e sorelle", il Procuratore "cita contemporaneamente il primo ministro e il ministro della Difesa dello Stato di Israele insieme agli abominevoli mostri nazisti di Hamas". "Una vergogna storica - ha detto - che sarà ricordata per sempre".
Fonte: Israele valuta invio delegazione a colloqui a Doha
Israele sta valutando la possibilità di inviare la prossima settimana una delegazione ai colloqui a Doha su una tregua a Gaza e la liberazione degli ostaggi, se avranno luogo. Lo ha riferito un funzionario israeliano al Times of Israel.
Lo scorso fine settimana l'inviato dell'Idf per gli ostaggi, Nitzan Alon, ha presentato un piano al premier israeliano Benjamin Netanyahu che prevede l'offerta ad Hamas di un periodo di "calma prolungata" in cambio della liberazione dei rapiti ma la propostaè stata respinta dal capo di governo.
Ue: “Colpiti 31 ospedali su 36 a Gaza; attacchi cessino”
"Dall'inizio del conflitto a Gaza, in seguito ai brutali attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre, 31 ospedali su 36 sono stati danneggiati o distrutti. Tra i distrutti c'è l'ospedale Al-Shifa, il più grande complesso medico di Gaza, che rimane oggi completamente fuori servizio". Lo affermano in una dichiarazione l'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Josep Borrell, e il commissario per la Gestione delle crisi, Janez Lenarcic. "I restanti ospedali di Gaza sono parzialmente funzionanti e operano con gravi limitazioni. A causa della terribile situazione molti di loro sono sull'orlo del collasso o hanno dovuto essere chiusi. L'accesso alle cure mediche di emergenza è ancora più cruciale in un momento in cui i palestinesi a Gaza vivono sotto costante bombardamenti e più di 9 mila persone gravemente ferite sono a rischio di morire a causa della mancanza di un'adeguata assistenza sanitaria. Dal 7 ottobre, l'Oms ha registrato un totale di 890 attacchi alle strutture sanitarie, con 443 avvenuti a Gaza e 447 in Cisgiordania", si legge ancora nella dichiarazione. "Gli attacchi contro gli operatori sanitari, gli ospedali e le ambulanze interrompono i servizi medici vitali. Privano le persone di cure salvavita. Questi attacchi devono finire. Allo stesso tempo, per quanto riguarda la protezione obbligatoria dei civili ai sensi del diritto internazionale umanitario, l'Ue condanna fermamente l'uso degli ospedali per scopi diversi da quelli medici. Tutte le parti devono rispettare il diritto internazionale umanitario. La situazione delle persone innocenti a Gaza è più disperata che mai. Lo stesso vale per gli ostaggi ancora detenuti da Hamas, certamente anche in condizioni molto terribili", affermano i due esponenti della Commissione europea.
Fonte Hamas: “All’Aja mettono sullo stesso piano vittima e carnefice”
La richiesta del procuratore della Corte penale internazionale dell’Aja "mette sullo stesso piano la vittima con il carnefice". Lo ha detto - citata dai media internazionali e ripresa da Haaretz - una fonte di Hamas secondo cui questo "incoraggerà la continuazione della guerra di sterminio".
Gantz: “Cecità morale del procuratore della Corte dell’Aja che equipara Israele a Hamas”
L'ex ministro della Difesa israeliana e membro del gabinetto di guerra Benny Gantz ha parlato di ''cecità morale'' a proposito della richiesta del procuratore capo della Corte penale internazionale Karim Kahn di emettere un mandato di arreso nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e del leader di Hamas a Gaza Yahya Sinwar. "Mettere i leader di un paese che è andato in battaglia per proteggere i suoi cittadini sulla stessa linea dei terroristi assetati di sangue è cecità morale", ha scritto Benny Gantz su 'X'. "Accettare la richiesta del procuratore generale sarebbe un crimine storico", ha aggiunto.
Se la Corte penale internazionale accoglie la richiesta, il mandato d’arresto sarà esecutivo
Un panel dei giudici della Corte Penale Internazionale esaminerà la richiesta del procuratore Khan per il mandato d'arresto nei confronti di Netanyahu, Gallant e dei vertici di Hamas. Se la richiesta verrà accolta il mandato di arresto sarà emesso e sarà immediatamente esecutivo. La decisione spetta alla Camera preliminare, composta da tre magistrati, sulla base delle prove presentate dal procuratore a corredo della richiesta di arresto. Ai sensi dello Statuto della Corte, i giudici hanno la possibilità di accogliere o respingere la richiesta, ovvero di richiedere al procuratore di fornire ulteriori prove a supporto. Non vi è un termine entro il quale i giudici devono pronunciarsi.
Fonte Israele sulla Corte Aja: “Ipocrisia e vergogna internazionale”
"Ipocrisia e vergogna internazionale". Così una fonte politica israeliana - citata da Ynet - ha definito la richiesta del Procuratore capo della Cpi di richiedere l'emissione di mandati di arresto contro il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Yoav Gallant.
Gantz: la richiesta del procuratore capo dell’Aja è di per sé un reato di proporzioni storiche
Per il ministro della Difesa israeliano Gantz la decisione del procuratore capo della Corte penale internazionale di richiedere il mandato di arresto per Netanyahu e Gallant è di per sé un reato di proporzioni storiche.
Il Procuratore della Cpi chiede anche l'arresto di Sinwar, leader di Hamas
Il procuratore della Corte penale internazionale Karim Khan ha chiesto alla Camera preliminare del tribunale dell'Aja di emettere mandati di arresto anche nei confronti dei leader di Hamas Yahya Sinwar, Mohammed Deif, Ismail Haniyeh e Diab Ibrahim Al Masri per "crimini di guerra e contro l'umanità" commessi in Israele e nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023.
Procuratore capo Corte penale internazionale chiede mandato di arresto per Netanyahu
Il procuratore capo della Corte penale internazionale ha rivelato alla Cnn di aver chiesto alla Camera preliminare del tribunale di emettere mandati di arresto contro il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il suo ministro della Difesa Yoav Gallant per "crimini di guerra e crimini contro l'umanità" nella Striscia di Gaza. La richiesta del mandato di arresto per Netanyahu e Gallant formulata da procuratore Khan fa riferimento alla violazione degli articoli 7 e 8 dello Statuto di Roma e si sviluppa nei seguenti capi di accusa: "Affamare i civili come metodo di guerra e come crimine di guerra; l'aver causato intenzionalmente grandi sofferenze, o gravi lesioni al corpo o alla salute; trattamenti crudeli come crimine di guerra;
uccisione intenzionale o omicidio come crimine di guerra; attacchi intenzionalmente diretti contro una popolazione civile come crimine di guerra; sterminio e/o omicidio, anche nel contesto di morti per fame, come crimine contro l'umanità;
persecuzione come crimine contro l'umanità, altri atti inumani come crimini contro l'umanità". "Il mio ufficio sostiene che i crimini di guerra denunciati in questi ricorsi sono stati commessi nel contesto di un conflitto armato internazionale tra Israele e Palestina e di un conflitto armato non internazionale tra Israele e Hamas (insieme ad altri gruppi armati palestinesi) che si svolge in parallelo. Riteniamo che i crimini contro l'umanità imputati siano stati commessi nell'ambito di un attacco diffuso e sistematico contro la popolazione civile palestinese in applicazione della politica dello Stato. Questi crimini, secondo la nostra valutazione, continuano ancora oggi", si legge nella dichiarazione di Khan.
Procuratore Corte penale internazionale: “Ci sono ragionevoli elementi per credere che Netanyahu abbia compiuto crimini di guerra”
Il procuratore capo della Corte penale internazionale (Cpi), Karim Khan, ha dichiarato che ci cono ragionevoli elementi per credere che il premier israeliano Benjamin Netanyahu abbia compiuto crimini di guerra e contro l’umanità.
Unicef: “AGaza 8 scuole su 10 sono distrutte o danneggiate”
"Otto scuole su 10 a Gaza sono state distrutte o danneggiate. Ci vorrà del tempo prima che queste scuole vengano ricostruite e che i bambini possano tornare a studiare. Ma nel frattempo, i conti sono semplici. C'è solo una risposta a questo problema, ed è il cessate il fuoco". Lo afferma Tess Ingram dell'Unicef sul profilo X dell'Ufficio Medio Oriente e Nord Africa dell'Unicef. In un video che ha postato aggiunge: "I bambini di Gaza non hanno accesso alle scuole da sei mesi. Significa che non apprendono, non giocano, non ci sono insegnanti, non ci sono strutture. Questo espone i bambini ad un rischio maggiore di sfruttamento e abuso, lavoro minorile, matrimoni precoci e una serie di altri rischi. Ho incontrato diversi bambini a Gaza che mi hanno detto di voler tornare a scuola e che gli manca apprendere e i loro amici. I genitori mi hanno raccontato che - conclude - l'impatto della mancanza della scuola sulla salute mentale dei bambini è grave, che vedono cambiamenti nei loro comportamenti, nell'apprendimento e nello sviluppo".
Siria, sei miliziani pro-Iran uccisi in un raid di Israele
''Sei miliziani filo iraniani sono stati uccisi'' in raid aerei israeliani in Siria, vicino al confine con il Libano. Lo riferiscono gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani affermando che ''i raid israeliani hanno colpito due postazioni di gruppi filo Iran nella regione di Homs''. Tra gli obiettivi colpiti anche ''un sito di Hezbollah nella zona di Qusayr'' vicino al confine. L'Osservatorio non specifica la nazionalità dei miliziani uccisi.
Israele: “Continuano le operazioni dell’Idf a Jabalya, a Gaza nord”
L'esercito israeliano sta continuando a colpire "obiettivi terroristici nell'area di Jabalya" nel nord della Striscia e anche nel centro. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui sono state scoperte "armi in una struttura dell'Unrwa ed eliminati terroristi" in combattimenti ravvicinati. Secondo la stessa fonte, in un raid è stato centrato un gruppo di operativi che avevano lanciato un razzo anticarro verso le truppe. Nelle ultime 24 ore sono stati circa 80 gli obiettivi colpiti dall'esercito in tutta la Striscia.
Gantz a Sullivan: “Serve un governo civile per il dopo Hamas”
Occorre facilitare "una immediata alternativa civile per il governo di Gaza nel dopo Hamas". Lo ha detto il ministro del Gabinetto di guerra Benny Gantz che ha incontrato oggi il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Jake Sullivan. Le parti hanno discusso la "possibilità di promuovere la normalizzazione con l'Arabia Saudita, che rafforzerebbe l'alleanza regionale contro l'Iran, e un'amministrazione guidata dagli Usa che insieme ai Paesi della regione si occuperebbe dei bisogni civili nella Striscia di Gaza". Gantz ha comunque ribadito che "Israele è impegnato a continuare i combattimenti a Rafah e ovunque a Gaza finché non sarà eliminata la minaccia di Hamas e ci sia il ritorno degli ostaggi"
Tajani: “Nei prossimi giorni premier Anp da Meloni a Roma”
“Continuiamo a lavorare per la stabilità per la pace, per una soluzione anche della crisi palestinese, 'due popoli e due Stati'. Nei prossimi giorni sarà a Roma e il primo ministro dell'Autorità nazionale palestinese, anche il ministro degli Esteri, e incontrera' il presidente del Consiglio. Procediamo con un'azione a favore della pace e del cessate il fuoco, chiediamo la liberazione degli ostaggi e continuiamo a lavorare per trovare una soluzione positiva, anche come G7". È quanto ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, al termine della riunione con Giorgia Meloni gli altri ministri e i vertici dei servizi sull'Iran.
Fratello ostaggio a parlamentari israeliani: “Se gli succede qualcosa vi perseguirò”
“Se succede qualcosa a mio fratello perseguirò, giorno dopo giorno, ciascuno di voi". A dichiararlo, rivolto ai legislatori, durante una riunione di commissione alla Knesset, è stato Mor Shoham, il fratello dell'ostaggio israeliano in mano a Hamas, Tal Shoham. "Avete mangiato? Avete bevuto? Vi siete rilassati? Avete messo i vostri figli a dormire? Avete portato i vostri figli a scuola? Queste sono attività elementari che mio fratello non è stato in grado di fare per otto mesi. E io non so come parlare con calma e non so come parlare con tranquillità. Sono stufo", ha gridato Shoham, citato dal Times of Israel. "Sono stufo, perché se succede qualcosa a mio fratello perseguirò, giorno per giorno, ognuno di voi. E non ho paura di dirlo", ha aggiunto, prima di concludere: "Chi non ci ha protetto è lo Stato di Israele. Chi non ha protetto i soldati qui è lo Stato di Israele".
Gallant a Sullivan: “Siamo impegnati a smantellare Hamas a Rafah”
Il ministro della difesa Yoav Gallant ha confermato al consigliere nazionale per la sicurezza Usa Jake Sullivan che Israele "ha l'obbligo morale" di smantellare i battaglioni di Hamas a Rafah e di riportare indietro gli ostaggi. Lo ha fatto sapere il suo ufficio secondo cui Gallant ha anche illustrato a Sullivan "i piani intrapresi a Gaza che integrano le attività operative sul terreno. Ciò include sforzi significativi per evacuare la popolazione civile a Rafah, facilitare la fornitura di servizi umanitari e operare in modo preciso per evitare danni ai civili non coinvolti". I due hanno anche discusso "le tensioni sul confine settentrionale di Israele" e Gallant ha denunciato "la continua aggressione di Hezbollah e il rifiuto di raggiungere una soluzione diplomatica" che mettono a rischio "di una significativa escalation".
Sullivan a Tel Aviv incontra Gallant e Ganzt
Il consigliere per la sicurezza nazionale americano, Jake Sullivan, ha incontrato oggi il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant e il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa del paese, Herzi Halevi a Tel Aviv. Tra gli altri colloqui avuti anche quelli con Benny Gantz e il collega del partito di unità nazionale Gadi Eisenkot. Non sono stati rilasciati dettagli immediati sulle loro conversazioni. Durante la sua visita di due giorni nel paese, Sullivan ha incontrato tutta la leadership israeliana. A riferirne è il Times of Israel.
La polizia di Israele disperde una protesta anti-governo:10 arresti
Scontri tra polizia e dimostranti anti governo si sono registrati questa mattina vicino lo svincolo di Shaar Hagai, sulla strada principale tra Gerusalemme e Tel Aviv. La protesta dell'organizzazione Fratelli in armi ha cercato di bloccare la strada ma la polizia lo ha impedito. Il gruppo - che ha denunciato il fermo di 10 manifestanti - vuole le dimissioni del governo e l'indizione di nuove elezioni, motivando la richiesta con il fallimento delle trattative per portare a casa gli ostaggi israeliani prigionieri di Hamas nella Striscia.
Israele: “Colpite alcune postazioni di Hezbollah nel Libano sud”
Durante la notte l'esercito israeliano ha colpito postazioni militari degli Hezbollah nel sud del Libano. Lo ha detto il portavoce militare, indicando le zone di Blida, Jibbain e Odaisseh e anche di Chihine.
Israele: “Uccisi due terroristi operativi di Hamas nel raid a Nuseirat
L'esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso in raid sulla Strscia due operativi delle Brigate Qassam, ala militare di Hamas. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui il primo è "Zaher Huli (anche conosciuto come Abu Hamed) con cariche nell'ala militare di Hamas e nella polizia di Hamas nei Campi profughi" della parte centrale della Striscia. "Zaher - ha spiegato il portavoce - ha sfruttato la sua posizione per favorire collegamenti con altri terroristi di Hamas e promuovere attacchi terroristici contro il fronte interno israeliano". Il secondo operativo è Rami Khalil Faki che ha avuto incarichi nell'ala militare di Hamas e nella polizia nell'area di Nuseirat. Faki ha comandato terroristi armati che hanno attaccato soldati israeliani". Insieme a quest'ultimo - ha aggiunto il portavoce - sono stati uccisi " il suo vice e altri 4 terroristi operativi di Hamas".
Il ministro degli Esteri turco: “Israele ha superato tutte le linee rosse della coscienza umana”
"Israele ha superato tutte le linee rosse della coscienza umana, cercando una vittoria totale Israele sta portando l'intera regione verso la distruzione". Lo ha affermato il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, durante una conferenza stampa congiunta con l'omologo pachistano Ishaq Dar a Islamabad, trasmessa dalla tv di Stato turca Trt. "Abbiamo sempre detto che Israele non sarebbe in grado di continuare la guerra se non avesse sostegno politico o militare. Condanniamo coloro che partecipano a questo crimine mentre danno ad altri lezioni di democrazia e diritti umani", ha aggiunto Fidan, lanciando un appello internazionale per il riconoscimento della Palestina "nel nome della Giustizia e del Diritto" e chiedendo un cessate il fuoco immediato a Gaza e l'invio di aiuti umanitari nella regione.
Il Qatar: “Non c’è volontà politica di raggiungere un cessate il fuoco a Gaza”
“Non c'è volontà politica per raggiungere un accordo di cessate il fuoco a Gaza mentre le operazioni militari continuano sul terreno”, ha affermato il ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed Al-Khulaifi.
Sullivan ha ribadito a Netanyahu la posizione su Rafah
Il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan, ha discusso col primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu "anche della guerra a Gaza e della necessità di ridurre al minimo le vittime civili". Sullivan, informa una nota della Casa Bianca, "ha riaffermato la necessità che Israele colleghi le sue operazioni militari a una strategia politica che possa garantire la sconfitta duratura di Hamas, il rilascio di tutti gli ostaggi e un futuro migliore per Gaza". In sostanza ha ribadito la posizione di Joe Biden e della sua amministrazione su Rafah.
Sullivan evoca con Netanyahu possibile accordo con Riad
Il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan, ha avuto "incontri costruttivi" con il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, e ha informato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il suo team dei suoi incontri in Arabia Saudita e del "potenziale che potrebbe essere ora disponibile per Israele, così come per il popolo palestinese". Lo riferisce una nota della Casa Bianca, che sembra alludere ad un accordo di normalizzazione tra Israele e Riad.