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Guerra Israele-Hamas, le news del 23 maggio. Media: “16 morti in raid israeliano a Rafah, gli Usa trattano con l’Ue per la gestione del valico di Rafah”

Spagna, Norvegia e Irlanda riconosceranno ufficialmente lo Stato palestinese. Netanyahu: “Ricompensa al terrorismo”. Telefonata Austin-Gallant: “Discusso attacco a Rafah". Hamas: “Video soldatesse rapite è stato manipolato”
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Spagna, Norvegia e Irlanda riconosceranno ufficialmente lo Stato palestinese dal 28 maggio. Lo spagnolo Sanchez ha detto che il premier israeliano Netanuahu 'mette in pericolo' la soluzione dei due Stati, non ha un progetto di pace e la sua politica ha provocato 'solo dolore e distruzione a Gaza'. In risposta, Israele ha richiamato gli ambasciatori: 'È una ricompensa al terrorismo', dice Natanyahu. Diffuso il filmato di cinque soldate israeliane sequestrate da Hamas il 7 ottobre. Legate, insanguinate, insultate.

Sanchez: “Riconoscere la Palestina contribuirà alla pace”

Il premier spagnolo, Pedro Sanchez, afferma che il riconoscimento dello Stato palestinese "contribuirà alla pace" in Medio Oriente. "L'Irlanda, la Norvegia, la Corte penale internazionale, gli oltre 140 Paesi che all'Assemblea generale delle Nazioni Unite hanno votato a favore del riconoscimento della Palestina sono anch'essi amici dei terroristi? No", ha pubblicato su X. "La pace dell'ordine internazionale fondato sulle regole, sul rispetto e l'osservanza dei diritti umani. Il riconoscimento dello Stato palestinese contribuirà alla pace in Medio Oriente. Siamo dalla parte giusta della storia", ha scritto Sanchez.

Media: “Il direttore della Cia vedrà quello del Mossad in Europa”

Il direttore della Cia William Burns incontrerà il direttore del Mossad per cercare di rilanciare i colloqui sugli ostaggi di Gaza nei prossimi giorni in Europa. Lo rivela Axios citando funzionari statunitensi e israeliani.

Biden: “Non riconosciamo la giurisdizione della Cpi”

Gli Stati Uniti "non riconoscono la giurisdizione della Corte penale internazionale" e "non pensano ci sia un'equivalenza tra Israele e Hamas". Lo ha detto il presidente Joe Biden, riguardo alla recente decisione del procuratore della Cpi Khan di chiedere l'arresto del premier israeliano Benjamin Netanyahu e del ministro della Difesa Yiav Gallant, oltre che della leadership di Hamas.

Idf: “Ucciso in un tunnel il responsabile razzi di Hamas”

Il comandante del battaglione Beit Hanoun di Hamas è stato ucciso dalle forze israeliane in un tunnel nell'area di Jabaliya, nel nord di Gaza, dicono i militari israeliani citati dal Times of Israel.
Hussien Fiad è stato responsabile di "molti attacchi con razzi anticarro lanciati contro Israele durante la guerra, e anche di aver sparato molti colpi di mortaio contro le comunità [del confine settentrionale di Gaza]", afferma l'Idf in una nota. Fiad, sostiene l'Idf, è stato ucciso in un tunnel in un'operazione congiunta effettuata dalla 98a Divisione e dalle forze speciali dell'Aeronautica Militare e dall'unità d'èlite Yahalom Combat Engineering. La sua uccisione è "parte dello sforzo di combattimento della 98a Divisione sopra e sotto terra, per trovare e distruggere la rete di tunnel ed eliminare i terroristi che si nascondono all'interno", aggiungono i militari.

Hamas: “Un colonnello dell’esercito israeliano è nostro ostaggio”

Hamas ha fatto sapere di avere tra i suoi ostaggi a Gaza il colonnello dell'Idf Asaf Hamami, catturato il 7 ottobre, e che inizialmente si pensava fosse stato ucciso durante l'attacco in Israele. Secondo le Brigate Al-Qassam, Hamami era invece stato solo ferito durante la cattura. Lo riporta Times of Israel. Si credeva che Hamami, comandante della Brigata sud della Divisione Gaza fosse rimasto ucciso durante la difesa del Kibbutz Nirim.

Sul Daily Mail l’interrogatorio shock di due terroristi di Hamas: ammettono di avere stuprato e ucciso il 7 ottobre

Il Daily Mail pubblica filmati degli interrogatori di due uomini, padre e un figlio, entrambi membri di Hamas, che confessano di avere ucciso e violentato civili israeliani durante l'assalto di Hamas il 7 ottobre contro le comunità israeliane al confine con la Striscia di Gaza. Jamal Hussein Ahmad Radi, 47 anni, e Abdallah, 18 anni, sono stati catturati dalle truppe delle forze di difesa israeliane a marzo e interrogati sulle atrocità commesse il 7 ottobre, scrive il Times of Israel. I due uomini sono vestiti con tute da ginnastica grigie, seduti davanti a una bandiera israeliana mentre vengono interrogati in arabo da un agente dello Shin Bet. Il video sembra simile al filmato precedentemente rilasciato dalle autorità israeliane sugli interrogatori condotti dall'Unità 504 della direzione dell'intelligence militare. Radi, padre di sette figli, descrive nel video come lui e suo figlio, insieme ad altri uomini di Hamas, si siano infiltrati nel Kibbutz Nir Oz in cui un membro su quattro della comunità di 400 persone vicino al confine di Gaza è stato ucciso o rapito il 7 ottobre. "In ogni casa in cui abbiamo trovato qualcuno, lo abbiamo ucciso o rapito", dice. "Nella prima casa ho trovato una donna e suo marito, abbiamo sparato e li abbiamo uccisi. Erano sui 40 anni". Ammette anche direttamente di aver violentato una donna: "Urlava, piangeva, ho fatto quello che ho fatto, l'ho violentata. L'ho minacciata con la mia pistola per toglierle i vestiti, ricordo che indossava pantaloncini di jeans". Abdallah Radi afferma che suo padre ha poi ucciso la donna: "Mio padre l'ha violentata, poi l'ho fatto io e poi mio cugino e poi ce ne siamo andati ma mio padre ha ucciso la donna dopo che abbiamo finito di violentarla". "Prima di questa donna avevamo violentato anche un'altra ragazza, ho ucciso due persone, ho violentato due persone e ho fatto irruzione in cinque case", aggiunge. La freddezza, la crudeltà e l’abiezione del racconto sono terribili, ma non trattandosi di un atto della magistratura – bensì di un interrogatorio dei servizi segreti – non ci sono dettagli né chiarimenti riguardo al contesto in cui è stato raccolto, e quindi all’attendibilità della confessione.

Sanchez al premier libanese: riconoscimento contribuisca a pace e prosperità nella regione

Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha avuto una conversazione telefonica con il premier del Libano Najib Mikati incentrata sull'annuncio del riconoscimento dello Stato di Palestina da parte della Spagna il 28 maggio. "Vogliamo che questo riconoscimento contribuisca a costruire un futuro di pace, stabilità e prosperità in tutti i Paesi della regione", ha sottolineato Sanchez su X. Il premier socialista ha poi "ribadito l'impegno del governo spagnolo per la sicurezza e la stabilità del Libano, mettendo in evidenza a questo proposito il lavoro dell'Unifil".

Israele: “Gravi conseguenze per Irlanda, Norvegia e Spagna dopo riconoscimento Stato palestinese”

Il ministero degli Esteri israeliano ha dichiarato che i legami di Israele con Irlanda, Norvegia e Spagna subiranno "gravi conseguenze" dopo che i loro governi hanno deciso di riconoscere uno Stato palestinese a partire dalla prossima settimana. "Ci saranno ulteriori gravi conseguenze per le relazioni con i loro Paesi a seguito della decisione presa", ha dichiarato un alto funzionario del ministero. Il funzionario ha parlato dopo aver incontrato gli inviati dei tre Paesi per "rimproverarli" per la mossa dei loro governi annunciata ieri.

Gallant: “Stiamo aumentando le forze aeree e di terra a Rafah”

"Stiamo aggiungendo ulteriori forze aeree e di terra a Rafah". Lo ha annunciato il ministro della Difesa israeliano Yoav Galant, ripreso dai media israeliani. "Oltre all'eliminazione delle capacità militari di Hamas, stiamo facendo di tutto per creare le condizioni per il ritorno degli ostaggi", ha aggiunto Gallant.

Scontri nel lato palestinese del valico di Rafah, chiuso per il 17esimo giorno

Fonti egiziane della Mezzaluna Rossa e della sicurezza riferiscono che il valico di Rafah tra Egitto e Striscia di Gaza è chiuso dal lato palestinese per il 17/o giorno consecutivo e che, pur essendo rimasto aperto dal lato egiziano, alcuni addetti hanno dovuto lasciare la propria postazione di lavoro a causa di scontri vicino al cancello palestinese. Secondo le stesse fonti, oltre 5.000 camion con aiuti umanitari sono pronti ad entrare a Gaza dai valichi di Rafah e da Kerem Shalom non appena saranno riaperti.

Il vescovo ausiliare di Gerusalemme: “Gaza è una grande prigione”

Monsignor William Shomali, vescovo ausiliare di Gerusalemme, Vicario patriarcale per la Giordania e Amministratore Apostolico del Patriarcato latino, in un colloquio con Aiuto alla Chiesa che Soffre Italia (Acs Italia), ha fornito un aggiornamento sulla drammatica situazione dei cristiani di Terra Santa e ha sottolineato che con la chiusura di Rafah, gli abitanti di Gaza si trovano in "una grande prigione".
Quanto ai fedeli presenti nella Striscia di Gaza, il prelato ha ricordato che "a Gaza prima della guerra vivevano 1.017
cristiani". Dopo lo scoppio del conflitto "la maggior parte di loro si è rifugiato nel complesso parrocchiale latino e una minoranza in quello greco-ortodosso". Questi sfollati "soffrono per la mancanza di elettricità, acqua potabile e cibo". "Nei giorni scorsi - ha affermato -, per fortuna, hanno potuto acquistare sacchi di farina. Una volta hanno ricevuto polli congelati, che dovevano essere cucinati e consumati in giornata perchè non avevano frigoriferi". Quanto alle abitazioni, prosegue monsignor Shomali, "la maggior parte dei cristiani ha visto le proprie case distrutte. Vivono nelle aule delle nostre scuole. Una stanza di classe per una o due famiglie. Perciò, non potremo riprendere l'attività scolastica finchè le famiglie non avranno ricostruito i loro appartamenti. Chi ricostruirà? Nessuno conosce quale sarà la situazione a Gaza all'indomani della guerra. Va da sè che continuiamo a pagare l'intero stipendio agli insegnanti delle nostre due scuole, altrimenti perderebbero l'unico reddito di cui dispongono".

Israele: “La Corte di giustizia non fermerà la nostra guerra ad Hamas”

Israele non sarà scoraggiato nella sua guerra ad Hamas dalla decisione che domani la Corte di giustizia dell'Aja, su input del Sudafrica, potrebbe dare su uno stop alla guerra a Gaza e all'operazione a Rafah. Lo ha detto ai media Avi Hyman, uno dei portavoce del governo israeliano. "Nessun potere sulla terra fermerà Israele dal proteggere i suoi cittadini e perseguire Hamas nella Striscia".

Israele: 27 camion di aiuti trasferiti a Gaza attraverso il molo Usa

L’Idf ha fatto sapere che 27 camion con oltre 370 bancali di cibo e attrezzature per rifugi sono stati trasferiti a Gaza attraverso il molo galleggiante temporaneo degli Usa. Le informazioni provengono dal Cogat, l'ente israeliano che sovrintende alle attività di governo sui Territori sottolineando che continua l'invio di aiuti umanitari nella Striscia. La stessa fonte ha aggiunto che ieri "281 camion di aiuti umanitari sono stati ispezionati e trasferiti attraverso i valichi di Kerem Shalom e Erez occidentale, inclusi 58 camion con farina destinata al Programma alimentare mondiale dell'Onu e altri 45 camion di aiuti dalla Giordania".

Ex deputato Apuzzo (Verdi) appende due bandiere palestinesi al balcone di Montecitorio

Un ex deputato dei Verdi, Stefano Apuzzo, ha appeso due bandiere della Palestina sul balcone che sovrasta l'ingresso principale di Palazzo Montecitorio. E' lui stesso a riferirlo mentre è in attesa di sapere quali saranno i provvedimenti a suo carico. Apuzzo è entrato nel palazzo in virtù della sua carica di ex parlamentare, con il pretesto di visitare la mostra allestita in una delle sale (Apuzzo, tra le altre cose, è anche critico d'arte) ed è uscito sul cornicione di Montecitorio da una finestra della sala Aldo Moro. L'ex parlamentare, eletto nel 1992, ha raggiunto così la balconata e li ha esposto le bandiere per chiedere l'immediato cessate il fuoco a Gaza. "Nessuno mi ha fermato ho esposto due bandiere della Palestina al balcone. Ho chiesto di fermare il massacro, liberare gli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas e di liberare i due milioni e mezzo di palestinesi imprigionati nella striscia di Gaza da Israele", spiega.

Domani il verdetto della Corte internazionale di giustizia sul cessate il fuoco

La Corte internazionale di giustizia (Icj) si pronuncerà domani sulla richiesta del Sudafrica di ordinare a Israele di attuare un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, inclusa Rafah. Le sentenze sono vincolanti, ma l'Icj non ha il potere di applicarle. Tuttavia una sentenza contro Israele aumenterebbe la pressione legale internazionale dopo che il procuratore capo della Corte Penale Internazionale ha annunciato lunedì che ha chiesto mandati di arresto per il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il leader di Hamas a Gaza.

Nuovo raid di Israele in Libano: “Ucciso terrorista che fabbricava le armi di Hezbollah”

L'esercito israeliano ha confermato che in un raid questa mattina su Nabatieh, nel Libano del sud, è stato ucciso "il terrorista di Hezbollah Muhammad Ali Nasser Faran, responsabile della fabbricazione di armi". "In questi anni - ha spiegato il portavoce militare - Faran è stato responsabile della fabbricazione di armi strategiche e specializzate per Hezbollah. L'eliminazione di Faran - ha proseguito - è parte della attività dell'esercito e delle forze di sicurezza di impedire agli Hezbollah l'accumulo di armi da parte di Hezbollah destinate all'uso negli attacchi contro civili e comunità israeliane"

Libano, drone israeliano uccide un professore delle medie e ferisce tre studenti

Un professore libanese di scuola media è stato ucciso oggi nel sud del Libano in un attacco aereo israeliano, nel quale sono rimasti feriti giovani studenti di una scuola media nella regione meridionale di Nabatiye. Lo ha riferito l'agenzia governativa libanese Nna, secondo cui un drone israeliano ha colpito l'autovettura sul quale viaggiava il professor Muhammad Nasser, 35 anni, mentre si recava stamani alla scuola lungo la strada che collega Nabatiye a Kfardjal. Nello stesso attacco sono rimasti feriti tre studenti di 11, 12 e 13 anni che si trovavano in uno scuolabus in marcia lungo la stessa strada. I tre giovani studenti sono stati ricoverati all'ospedale di Nabatiye, fa sapere l'agenzia Nna.
Altri 10 studenti sono ancora sotto choc a seguito del bombardamento aereo israeliano contro lo scuolabus nel quale viaggiavano.

Cairo, i negoziati tra Israele e Hamas riprenderanno “nelle prossime ore”

I negoziati indiretti tra Israele e Hamas per una tregua a Gaza riprenderanno "nelle prossime ore" al Cairo, dopo che il gabinetto di guerra dello Stato ebraico ha dato il via libera all'invio di una delegazione. Lo hanno riferito fonti di sicurezza egiziane, sottolineando che "l'Egitto ha ricevuto una comunicazione in cui la parte israeliana chiede la ripresa dei negoziati per una tregua a Gaza e lo scambio di ostaggi" per i prigionieri palestinesi.

Idf: 30 lanci dal Libano nel Nord di Israele

L'esercito israeliano ha affermato che circa 30 proiettili sono stati lanciati dal Libano contro le città del nord dove avevano suonato le sirene. Secondo l'Idf, alcuni proiettili sono stati intercettati e altri sono caduti in aree aperte. Non si segnalano feriti. Hezbollah si è assunta la responsabilità dell'attacco, affermando di aver lanciato razzi Katyusha contro una base militare nel nord di Israele vicino a Safed.

Protezione civile: 26 morti in due raid israeliani in una casa e una moschea a Gaza

E' di 26 morti il bilancio di due raid aerei israeliani su Gaza City, lanciati prima dell'alba. Lo ha riferito il portavoce della Protezione civile nella Striscia, Mahmud Bassal, precisando un attacco ha colpito la casa di una famiglia, uccidendo 16 persone, mentre altre 10 sono morte quando nel secondo attacco è stata colpita una moschea.

Yellen (Usa): preoccupa la minaccia israeliana di tagliare trasferimenti alle banche palestinesi

La segretaria al Tesoro degli Stati Uniti, Janet Yellen, è preoccupata per la minaccia da parte di Israele di tagliare i legami tra le banche palestinesi e le loro banche corrispondenti israeliane, una mossa che chiuderebbe una linea vitale cruciale per l'economia palestinese. Yellen ne ha parlato in una conferenza stampa a Stresa prima dell'inizio dei lavori del G7 dei ministri finanziari. “Gli Usa e i loro partner - ha detto - devono fare tutto il possibile per aumentare l'assistenza umanitaria ai palestinesi a Gaza, ridurre la violenza in Cisgiordania e stabilizzare l'economia della Cisgiordania". Il ministro delle finanze israeliano Bezalel Smotrich ha annunciato ieri che Israele potrebbe non rinnovare la deroga che scade l’1 luglio e consente alle banche israeliane di elaborare pagamenti in shekel per servizi e salari legati all'autorità palestinese. "Questi canali bancari sono cruciali per elaborare transazioni che permettono quasi 8 miliardi di dollari l'anno di importazioni da Israele, inclusi elettricità, acqua, carburante e cibo, oltre a facilitare quasi 2 miliardi di dollari l'anno di esportazioni da cui dipendono i mezzi di sostentamento dei palestinesi," ha detto Yellen. "Il mio team e io abbiamo anche avviato un dialogo diretto con il governo israeliano per sollecitare azioni che rafforzerebbero l'economia palestinese e, a mio avviso, la sicurezza stessa di Israele".

Università di Torino, interrotta l’occupazione del rettorato degli studenti pro Palestina

I manifestanti pro Palestina hanno interrotto stamani l'occupazione del Rettorato dell'università di Torino e hanno annunciato nello stesso tempo un ritrovo a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, per partire poi in corteo, senza annunciare al momento modalità e orari dell'iniziativa. "Accogliamo con soddisfazione il segnale di disponibilità dato dalla protesta pro Palestina che ha interrotto l'occupazione del Rettorato" è la risposta dell'ateneo. "Il dialogo - prosegue l'Università in una nota - continua, alla ricerca di una soluzione che debba coniugare l'esigenza di funzionalità degli spazi istituzionali e la loro piena agibilità, la ripresa delle regolari attività didattiche in presenza laddove negate con l'altrettanto giusta e necessaria libertà di espressione e di manifestazione democratica del pensiero".

Norvegia: “Il riconoscimento della Palestina è un sostegno al piano di pace”

Il ministro degli Esteri norvegese, Espen Barth Eide, ha affermato che il riconoscimento dello Stato della Palestina da parte del suo Paese, insieme a Spagna e Irlanda, rappresenta un sostegno ai palestinesi e "una soluzione politica al conflitto". I tre Paesi europei formalizzeranno questo riconoscimento il 28 maggio. "Pochi giorni prima, a Bruxelles si terranno diversi incontri riguardanti la Palestina e Israele. L'obiettivo è sostenere un piano di pace nella regione", ha spiegato il politico laburista in un'intervista telefonica con El País. Rispetto alle tempistiche del riconoscimento il ministro ha affermato che "il momento perfetto non si è mai verificato". "Fino a poco tempo fa, pensavamo che dovesse essere un accordo bilaterale, il risultato di un processo negoziale. Ma la situazione sul campo è peggiore che mai. Ora vediamo l'opportunità di creare una speranza di pace. Diversi Paesi arabi, insieme ad alcuni europei, hanno avanzato l'idea che un processo irreversibile verso uno Stato palestinese possa essere combinato con solide garanzie di sicurezza per Israele, incoraggiando il rafforzamento dell'Autorità nazionale palestinese e la smobilitazione di Hamas", ha spiegato il ministro che si è detto poi fiducioso che "altri Stati seguiranno presto l'esempio" di Norvegia, Irlanda e Spagna. "Forse la prossima settimana", ha aggiunto.

Idf: trovati missili e lanciarazzi nel cimitero di Rafah

Le truppe della Brigata Givati dell'Idf che operano nella parte orientale di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, hanno localizzato missili e lanciarazzi appartenenti ad Hamas in un cimitero. Lo hanno riferito le forze di difesa israeliane come riportato dal Times of Israel. I soldati hanno reso noto anche di aver individuato anche una serie di "siti sotterranei" utilizzati dai miliziani di Hamas.

Iran: a migliaia per ultimo saluto a Raisi prima di sepoltura

Migliaia di iraniani si sono riuniti nella città di Birjand per dare l'ultimo saluto al presidente Ebrahim Raisi, morto in un incidente in elicottero domenica scorsa insieme al ministro degli Esteri Hossein Amirabdollahian e ad altre sei persone, mentre tornavano dall'inaugurazione di una diga.

Drone colpisce auto nel Libano, morti 2 Hezbollah

Un’auto è stata colpita e distrutta in un attacco con drone sulla strada Choukine-Nabatiye nel sud del Libano. Lo riferiscono media locali. Immagini circolate sui social mostrano l'auto completamente avvolta dalle fiamme. Secondo Haaretz, nell'attacco sono stati uccisi due esponenti di Hezbollah.

Media: Egitto al lavoro per rilanciare negoziati

I mediatori egiziani stanno sondando il terreno per vedere se riescono a riavviare i negoziati indiretti tra Israele e Hamas per raggiungere un accordo sugli ostaggi. Lo ha riferito il quotidiano arabo filo-Qatar al-Araby al-Jadeed, che cita una fonte egiziana vicina al Cairo, secondo cui sarebbero in corso contatti con "tutte le parti attive".
Poche ore fa, il gabinetto di guerra israeliano ha dato il via libera ai negoziatori per continuare i colloqui volti a raggiungere un accordo, nonostante la mancanza di progressi nelle ultime settimane e gli attriti tra Israele ed Egitto.

Gabinetto Israele: “Negoziatori proseguano i colloqui”

L'ufficio del premier Benyamin Netanyahu ha annunciato che il Gabinetto di guerra - la cui riunione è terminata la notte - ha dato mandato ai negoziatori israeliani di proseguire i colloqui per una tregua a Gaza e una accordo per il rilascio degli ostaggi. Secondo fonti al corrente della riunione, il mandato affidato ha "un maggiore grado di manovra" rispetto ai precedenti. Fonti egiziane - citate dai media arabi - hanno fatto sapere che il Cairo sta prendendo contatti "con tutte le parti attive".

Media: bilancio operazione Israele a Jenin sale a 12 morti

Un palestinese di 30 anni è morto per le ferite riportate durante l'incursione israeliana nel campo profughi di Jenin, facendo salire a 12 il bilancio delle vittime dell'incursione militare durata giorni. Lo riporta Al Jazeera citando Wafa. Tra le altre vittime ci sono quattro bambini, un insegnante e un medico.

Hamas: “Video delle soldatesse rapite è stato manipolato”

Il video che mostra cinque soldatesse israeliane rapite da Hamas il 7 ottobre "è stato manipolato e l'autenticità di ciò che contiene non può essere confermata". A sostenerlo è Hamas che in una dichiarazione rilanciata da Al Jazeera ha affermato che "le donne soldato sono state trattate secondo l'etica della nostra resistenza e non è stato dimostrato alcun maltrattamento nei confronti dei soldati in questa unità". Secondo il gruppo, la clip fa parte della promozione di Israele di "narrazioni falsificate". Nel video, una delle frasi ripetute dai miliziani alle donne è "cani, vi schiacceremo tutti" e ancora "siete belle sioniste".

Media: nuove linee guida Israele per negoziati con Hamas

Il gabinetto di guerra di Israele ha approvato all'unanimità nuove linee guida per i suoi negoziatori nel tentativo di rilanciare i colloqui su un accordo di tregua con Hamas, secondo il sito web di notizie israeliano Walla.
Da parte sua l'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha affermato solo che nella sua ultima riunione di ieri sera il gabinetto di guerra dello Stato ebraico ha ordinato alla sua squadra "di continuare i negoziati per la restituzione degli ostaggi" israeliani ancora nella Striscia di Gaza.

Media: 16 morti in un raid israeliano a Gaza

Attacco delle forze israeliane nelle città di Gaza e Rafah nella Striscia di Gaza. Lo riporta l'agenzia palestinese Wafa. Fonti locali riferiscono che sono 16 i morti, tra cui 10 bambini e diversi i feriti, a seguito del bombardamento nel quartiere di Al-Daraj, nel centro di Gaza City. Un altro bombardamento ha interessato la città di Rafah, a sud della Striscia di Gaza. Un altro attacco delle forze israeliane è avvenuto nel campo di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza, provocando la morte di 8 persone.

Austin a Gallant: “Concludere negoziati con l’Egitto"

Il capo del Pentagono Lloyd Austin ha chiesto al ministro della Difesa israeliana Yoav Gallant di "concludere i negoziati con l'Egitto e di riaprire il passaggio a Rafah per far riprendere il flusso di aiuti dall'Egitto attraverso Kerem Shalom". Lo riporta una nota del dipartimento della Difesa americana. Nel corso della telefonata Austin ha cercato di affrontare sia le questioni umanitarie sia quelle militari, con l'obiettivo di proteggere maggiormente i civili a Gaza.

Telefonata Austin-Gallant: "Discusso attacco a Rafah"

Il segretario alla Difesa americana Lloyd Austin ha discusso con il suo omologo israeliano Yoav Gallant il "modo migliore per sconfiggere Hamas a Rafah e minimizzare i danni ai civili" e "ridurre gli effetti delle operazioni militari a Gaza". Lo riporta una nota del Pentagono. Nel corso della telefonata, Austin ha ribadito le "forti obiezioni Usa alla vergognosa richiesta del procuratore della Corte penale internazionale di arrestare i leader israeliani".

“Usa tratta con Ue per gestione valico di Rafah”

L'amministrazione Biden è in trattative con un'organizzazione della Ue per garantire l'apertura del valico di frontiera di Rafah a Gaza dopo l'offensiva israeliana. Lo rivela Politico citando due fonti, tra cui un alto dirigente dell'amministrazione Usa. Per superare il braccio di ferro tra Israele ed Egitto, Washington propone di coinvolgere una terza parte neutrale: la missione di assistenza alle frontiere dell'Unione europea al valico di Rafah.
L'organizzazione precedentemente operava al confine di Gaza, ma ha sospeso le sue operazioni nel 2007 dopo che Hamas ha preso il controllo della Striscia.

Colombia aprirà ambasciata a Ramallah

Il presidente colombiano Gustavo Petro ha incaricato il suo ministro degli Esteri, Luis Gilberto Murillo, di avviare le procedure per l'apertura di un'ambasciata presso la Palestina nella città di Ramallah. La decisione, ha spiegato Murillo, permetterà di completare la formalizzazione delle relazioni bilaterali tra i due Paesi dopo il riconoscimento ufficiale della Palestina deciso l'8 agosto 2018. Il capo della diplomazia colombiana ha precisato che questa misura è stata presa coerentemente con la posizione che la Colombia ha assunto fin dall'inizio del conflitto tra Israele e Hamas. Il presidente Petro, ha ancora detto, "è stato tra i primi ad avvertire che a Gaza era in corso un genocidio, pur condannando anche le azioni di Hamas". La Colombia, per decisione del capo dello Stato, ha rotto le relazioni con Israele l'1 maggio scorso.

Onu: "Onorare diritto all’autodeterminazione palestinesi"

Il segretariato generale dell'Onu non ha voluto entrare nello specifico riguardo la decisione di Norvegia, Irlanda e Spagna di riconoscere lo Stato palestinese, ma ha confermato l'impegno delle Nazioni Unite per onorare il diritto palestinese all'autodeterminazione. "Queste - ha commentato il portavoce, Stephane Dujarric, rispondendo alla domanda di un giornalista - sono decisioni sovrane di Stati membri. Da parte nostra, il segretario generale continuerà a lavorare per una soluzione di 'due Stati', Israele e Palestina, perchè vivano in pace e sicurezza uno accanto all'altro, e per onorare il diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese".

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