Benny Gantz, membro del gabinetto di guerra israeliano ha annunciato l’uscita dal governo di emergenza e ha chiesto a Benjamyn Netanyahu di convocare elezioni. L’Idf rivela che tre dei quattro ostaggi liberati erano in casa di un reporter di Al Jazeera operativo di Hamas. Ma l’emittente smentisce: “Nessun legame con lui”. Secondo il ministero della Sanità di Gaza, nell'operazione israeliana sono stati uccisi almeno 247 palestinesi e Hamas sostiene che tra le vittime ci sono state anche tre ostaggi. Fiamma Nirenstein è stata nominata consulente del ministero degli Esteri di Tel Aviv per la lotta all’antisemitismo.
Netanyahu conserva comunque la maggioranza
Nonostante l’addio di Benny Gantz – che ha annunciato che si dimetterà dal governo di unità d'emergenza del primo ministro Benjamin Netanyahu, formato poco dopo l'attacco di Hamas contro Israele il 7 ottobre – il governo non perde la maggioranza: 64 seggi su 120 della Knesset. Gantz, ex capo delle forze armate e ministro della difesa, è a capo del partito centrista di Unità Nazionale che detiene otto seggi. Il partito conservatore Likud di Netanyahu, la fazione più numerosa, ha 32 seggi in Parlamento. Il partito dei coloni Sionismo religioso, guidato dal ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, detiene sette seggi. Il potere ultranazionalista ebraico, guidato dal ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, e Noam detengono rispettivamente sei e un seggio. I partiti ebrei ultraortodossi Shas e United TorahJudaism detengono rispettivamente 11 e 7 seggi.
L’esponente di ultradestra Ben Gvir: “Devo entrare io nel gabinetto di guerra”
Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, leader del partito di estrema destra Forza ebraica, domenica ha "chiesto" di unirsi al gabinetto di guerra israeliano in seguito alle dimissioni di Benny Gantz. "Come ministro, leader del partito e principale alleato della coalizione, chiedo di essere incluso in questo gabinetto per essere associato alla politica di sicurezza di Israele", ha detto il membro del governo del primo ministro Benjamin Netanyahu, sul suo Telegram account.
Netanyahu a Gantz: “Benny, non abbandonare la battaglia”
Benyamin Netanyahu ha lanciato un appello a Benny Gantz a non lasciare il governo e a non abbandonare la battaglia. "Israele è in una guerra esistenziale su più fronti", ha scritto Netanyahu su X. "Benny, non è il momento di abbandonare, è il momento di unire le forze". Il premier ha promesso di andare avanti fino alla vittoria e al raggiungimento di tutti gli obiettivi, "in primo luogo il rilascio degli ostaggi e l'eliminazione di Hamas". Ed ha aggiunto: "La mia porta rimarrà aperta a qualsiasi partito sionista disposto ad assumersi l'onere e ad aiutare a raggiungere la vittoria sui nemici e a garantire la sicurezza dei cittadini".
Gantz: “Per Gaza bisogna attuare il piano presentato da Biden”
Il ministro Benny Gantz, che ha annuncio l’intenzione di lasciare il governo d’emergenza israeliano, ha detto che per Gaza “la soluzione è attuare il piano presentato dal presidente Usa Joe Biden”.
Gantz: “Israele ha bisogno e può costruire una vera vittoria”
"Lo Stato di Israele ha bisogno e può ottenere una vera vittoria. Una vera vittoria mette il ritorno a casa dei rapiti al di sopra della sopravvivenza al potere. Una vera vittoria unisce il successo militare con un'iniziativa politica e civile". Lo ha detto il ministro del gabinetto di guerra Benny Gantz annunciando le sue dimissioni.
"Una vera vittoria porterà al collasso di Hamas e alla sua sostituzione. Una vera vittoria consiste nel riportare a casa sani e salvi gli abitanti del Nord. Una vera vittoria consiste nello stabilire un'alleanza regionale contro l'Iran guidata dagli Stati Uniti con tutto il mondo occidentale. Una vera vittoria è cambiare le priorità nazionali, ampliare la cerchia dei servizi e dei servitori, e assicurarsi che Israele sia capace di affrontare le sfide che deve affrontare", ha insisitito.
Gantz: “Netanyahu ci impedisce di avanzare verso la vera vittoria”
“Netanyahu ci impedisce di avanzare verso la vera vittoria", ha attaccato nell'intervento trasmesso in diretta dalle tv israeliane, "Le decisioni strategiche vengono affrontate con procrastinazione ed esitazione a causa di considerazioni politiche". "Dopo il 7 ottobre, come hanno fatto centinaia di migliaia di israeliani patriottici, ci siamo messi a disposizione. Lo abbiamo fatto anche se sapevamo che si trattava di un cattivo governo. L'abbiamo fatto proprio perché sapevamo che era un cattivo governo", ha proseguito. "Abbiamo formato un governo di emergenza per una partnership segnata dal destino, non per una partnership politica. Mesi dopo il disastro di ottobre, la situazione nel paese è cambiata", ha detto ancora Gantz, che aveva chiesto a Netanyahu - senza ottenerlo - un piano per la fine della guerra a Gaza e il futuro della Striscia, dandogli quindi un ultimatum.
Netanyahu risponde a Gantz: “Non è il momento di abbandonare il fronte”
Non si è fata attendere a risposta del premier israeliano Benjamin Netanyahu a Benny Gantz, l’esponente centrista che ha annunciato di voler uscire dal governo di emergenza e ha chiesto al primo ministro di convocare elezioni. “Non il momento di abbandonare il fronte”, ha detto Nentanyahu.
Gantz: “Lasciamo il governo d’emergenza, Netanyahu convochi elezioni”
Benny Gantz, un membro centrista del gabinetto di guerra israeliano composto da tre uomini, ha annunciato domenica le sue dimissioni. La mossa non rappresenta immediatamente una minaccia per il primo ministro Benjamin Netanyahu, che controlla ancora una coalizione di maggioranza in Parlamento. Ma il leader israeliano diventa sempre più dipendente dai suoi alleati di estrema destra. Gantz, un popolare ex capo militare, si è unito al governo di Netanyahu poco dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre in una dimostrazione di unità. La sua presenza ha inoltre rafforzato la credibilità di Israele presso i suoi partner internazionali. Gantz ha buoni rapporti di lavoro con gli Usa. Gantz aveva precedentemente affermato che avrebbe lasciato il governo entro l’8 giugno se Netanyahu non avesse formulato un nuovo piano per i dopoguerra a Gaza.
L’annuncio di Gantz: lasciare il governo è una decisione dolorosa
Il ministro del gabinetto di guerra israeliano Benny Gantz ha detto che “lasciare il governo è una decisione dolorosa” aggiungendo che le decisioni strategiche di Benjamyn Netanyahu su Gaza sono in realtà guidate da “considerazioni politiche”.
Al Jazeera: “Nessun legame con la casa in cui è stata ritrovata Noa”
Al Jazeera sta negando categoricamente qualsiasi legame con il giornalista residente a Gaza Abdallah Aljamal, dopo le voci non verificate secondo cui Noa Argamani era stato tenuto in ostaggio nella sua casa di Nuseirat, a Gaza e secondo le quali Abdallah è un dipendente dell'emittente del Qatar . Abdallah è il portavoce del ministero del lavoro a Gaza gestito da Hamas e in passato ha collaborato con diversi organi di stampa. "Quest'uomo non è di Al-Jazeera, e non ha lavorato affatto per Al-Jazeera, e non risulta che lavori per Al-Jazeera né adesso né in passato", ha dichiarato senza mezzi termini il capo dell'ufficio di Al-Jazeera a Gerusalemme, Omar al- Walid. "Non lo conosciamo e tutte le voci che sono state diffuse sono prive di contenuto e non sono affatto vere".
Idf: “Tre dei quattro ostaggi erano a casa di reporter di Al Jazeera”
Tre dei quattro ostaggi israeliani liberati sabato si trovavano nella casa di giornalista palestinese, hanno detto le forze armate israeliane, citate dai media locali. L'esercito israeliano ha riferito che il reporter di Al Jazeera Abdullah Jamal era un operativo di Hamas e teneva in ostaggio, insieme alla sua famiglia, Almog Meir, Andrey Kozlov e Shlomi Ziv nella sua casa a Nuseirat.
Media: Usa pronti a un patto difesa con Riad se normalizza i rapporti con Israele
L'amministrazione Biden ha proposto all'Arabia Saudita uno storico accordo che impegnerebbe gli Stati Uniti a difendere la nazione del Golfo in cambio di un rafforzamento dei rapporti con Israele. Lo riferiscono al Wall Street Journal funzionari americani e sauditi. L'obiettivo di Washington, spiegano le fonti, è offrire ai leader israeliani l'obiettivo a lungo perseguito di stabilire relazioni normali con l'Arabia Saudita, aprendo la porta a una maggiore normalizzazione dei rapporti nel mondo arabo e musulmano così da avere un strumento di pressione in più per convincere Israele a sostenere un percorso credibile verso una soluzione a due Stati. La spinta diplomatica per un trattato di mutua difesa con Riad segna una notevole svolta per Joe Biden, che da candidato promise che avrebbe trattato l'Arabia Saudita come un paria e le avrebbe fatto pagare l'assassinio del giornalista Jamal Khashoggi. Ora invece il presidente americano, che aveva già scatenato feroce critiche incontrando il principe ereditario Mohammed bin Salman, sta per assumere un impegno formale a proteggere la monarchia saudita.
Il trattato, chiamato Strategic Alliance Agreement, deve ottenere la maggioranza dei due terzi dei voti al Senato, come richiesto dalla Costituzione americana, ed è improbabile che ottenga il sostegno di un numero sufficiente di parlamentari senza un l'assicurazione dei sauditi di normalizzare i legami con Israele. Secondo i funzionari statunitensi e sauditi, l'intesa è stata scritta sulla base del patto di sicurezza tra Washington e il Giappone: in cambio dell'impegno a difendere l'Arabia Saudita in caso di attacco, gli Stati Uniti ottengono l'accesso al territorio e allo spazio aereo sauditi per proteggere i loro interessi degli Stati Uniti e quelli dei partner regionali.
Si dimette generale israeliano al comando della Divisione Gaza
Il generale di brigata israeliano Avi Rosenfeld ha annunciato stasera che si dimetterà dalla carica di comandante della Divisione Gaza - il cui compito è difendere la zona sud d'Israele al confine con la Striscia - e si ritirerà dall'esercito. Lo scrive Haaretz. In una dichiarazione, Rosenfeld ha affermato di "aver fallito nella missione di proteggere la vita dei residenti delle comunità di confine di Gaza". Rosenfeld presta servizio nell'Idf da quasi 30 anni.
Netanyahu: “Impegnati per la vittoria totale contro Hamas”
"Siamo impegnati per la vittoria totale" contro Hamas. "Non vogliamo e non possiamo abbandonare il campo di battaglia non solo a causa dei fantastici ragazzi che sono stati uccisi, ma perché ne va del futuro del nostro paese. Non abbiamo scelta. Ci siamo impegnati a restituire gli ostaggi" alle loro famiglie. Ad affermarlo, secondo quanto riferisce The Times of Israel, è il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu parlando al Gvura Forum, il gruppo composto da parenti dei soldati uccisi durante la guerra contro Hamas che si oppone ad un accordo per lo stop ai combattimenti.
Casa Bianca: “Ora è il momento per il cessate il fuoco, già da domani se Hamas accetta”
"Ora è il momento" per un cessate il fuoco nella guerra a Gaza. Ad affermarlo intervenendo a 'Face The Nation' su Cbs è il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan. "Potrebbe esserci un cessate il fuoco domani, anche oggi, se Hamas dicesse sì all'accordo", spiega aggiungendo che "Hamas non ha risposto ufficialmente all'ultimo accordo proposto che porrebbe fine alla guerra con Israele".
Israele riunisce il gabinetto di guerra: Gantz non partecipa
Il Gabinetto di guerra israeliano dovrebbe riunirsi stasera, dopodiché il Gabinetto di sicurezza si riunirà alle 20.30 (le 19.30 in Italia), presso l'ufficio del primo ministro a Gerusalemme. Il presidente del partito di Unità Nazionale Benny Gantz, che dovrebbe annunciare le sue dimissioni dal governo domenica sera, non dovrebbe partecipare alle riunioni. Lo scrive Haaretz.
Gran Bretagna: “La notizia dell’attacco degli Houti a un cacciatorpediniere è falsa”
Il Regno Unito respinge la dichiarazione degli Houthi secondo cui avrebbero attaccato il cacciatorpediniere britannico. Il ministero della Difesa britannico ha affermato che la dichiarazione del gruppo militare dello Yemen secondo cui avrebbero lanciato missili balistici contro un cacciatorpediniere britannico nel Mar Rosso è falsa. "Queste affermazioni non sono vere", ha detto un portavoce del ministero della Difesa britannico.
Netanyahu: “Credo che la maggior parte dell’opinione pubblica non possa tollerare di finire la guerra prima di aver sconfitto Hamas”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu pensa che la maggior parte dell’opinione pubblica non accetterebbe che la guerra finisca prima di aver sconfitto Hamas. “Il punto di disaccordo principale nella proposta sugli ostaggi? È la richiesta di Hamas, sostenuta purtroppo anche da qualcuno di noi, che ci impegniamo a finire la guerra prima di aver raggiunto i nostri obiettivi - la sconfitta di Hamas e gli altri”. Lo riporta Haaretz.
Hamas: “Tre ostaggi sono rimasti uccisi in un’operazione dell’Idf per liberarli”
Le Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas, hanno dichiarato che tre ostaggi (tra cui un cittadino americano) sono rimasti uccisi a Gaza durante un’operazione israeliana per liberarli.
Mar Rosso, Houti rivendicano attacchi a tre navi. Londra smentisce che sia stata colpita l’Hms Diamond
Il portavoce militare dei ribelli Houti nello Yemen, Yahya Sariya, ha affermato che le forze della milizia hanno attaccato un cacciatorpediniere britannico, l'Hms Diamond, nel Mar Rosso con missili balistici. Secondo lui "il colpo è stato preciso". Il Regno Unito ha smentito l’attacco. Sarie ha aggiunto che nel Mar Arabico sono state effettuate due operazioni militari contro le navi identificate come Norderney e Tavvishi che avevano violato il divieto di navigazione verso i porti israeliani. La Norderney e la Tavvishi sono state entrambe colpite e sulla Norderney è scoppiato un incendio. Lo riporta Al Jazeera
Gli Usa confermano: “Civili uccisi nel blitz per gli ostaggi”
Gli Stati Uniti confermano che "civili sono stati uccisi" nell'operazione israeliana per la liberazione degli ostaggi a Gaza. Lo ha detto il consigliere per la Sicurezza americana, Jake Sullivan, sottolineando tuttavia di non poter precisare il numero né confermare quelli forniti da Hamas o Israele
Usa: “Non abbiamo partecipato militarmente al rilascio degli ostaggi”
Gli Stati Uniti "non hanno partecipato da un punto di vista militare all'operazione israeliana per il rilascio degli ostaggi". Lo ha chiarito il consigliere per la sicurezza nazionale americana, Jake Sullivan, in un'intervista alla Cnn precisando che Washington "ha fornito informazioni di intelligence" a Israele
Israele vieta le trasmissioni di Al Jazeera per altri 45 giorni
Il ministro delle Comunicazioni israeliano Shlomo Karhi ha esteso per un nuovo periodo di 45 giorni gli ordini che vietano la trasmissione della rete di notizie Al Jazeera in Israele e che bloccano l'accesso al suo sito web. Secondo una nota dell'ufficio di Karhi, ripresa dal Times of Israel, la decisione è stata adottata all'unanimità dal governo dopo che le agenzie di sicurezza hanno presentato documenti aggiornati "che hanno stabilito inequivocabilmente che le trasmissioni del canale costituiscono un danno reale alla sicurezza dello stato". Karhi ha sottolineato che il giudice che la scorsa settimana ha esaminato il divieto originale emesso il 5 maggio ha scritto nella sua sentenza che non c'era "nessun margine di dubbio" sul fatto che i contenuti di Al Jazeera servissero agli obiettivi di Hamas "e arrecassero un danno significativo alla sicurezza dello Stato"
Mar Rosso, una nave cargo colpita da un missile nel Golfo di Aden
Un missile ha colpito oggi una nave cargo battente bandiera di Antigua e Barbuda nel Golfo di Aden, in un sospetto attacco dei ribelli Houti dello Yemen. Il missile ha colpito la stazione di prua della nave, innescando un incendio che i passeggeri a bordo hanno poi spento. Lo riferisce la società di sicurezza privata Ambrey. Un secondo missile è stato sparato, mancando l'imbarcazione, mentre "persone a bordo di piccole barche nelle vicinanze hanno aperto il fuoco contro la nave", ha aggiunto Ambrey, sottolineando che nessuna delle persone a bordo è rimasta ferita
Gantz verso le dimissioni, stasera conferenza stampa
Il presidente del partito Unità Nazionale Benny Gantz terrà una conferenza stampa a Kfar Maccabiah, a Tel Aviv, questa sera alle 20 (le 19 in Italia), dopo aver annullato una conferenza stampa prevista per ieri sera in cui avrebbe dovuto annunciare l'uscita del suo partito dal governo. Lo riporta il Times of Israel. L'uscita di Unità Nazionale non rovescerebbe il governo, che detiene, senza il partito centrista, 64 dei 120 seggi della Knesset, il parlamento israeliano
Netanyahu: “Il blitz per gli ostaggi si chiamerà Operazione Arnon”
"Così come il governo Rabin appoggiò la proposta di intitolare l'azione per la liberazione degli ostaggi a Entebbe 'Operazione Jonathan', dal nome del comandante delle forze d'assalto caduto in battaglia, sono sicuro che anche il nostro governo sosterrà all'unanimità la proposta di intitolare l'operazione per liberare gli ostaggi a Gaza 'Operazione Arnon'". Lo ha detto, in apertura della seduta di governo a Gerusalemme, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, aggiungendo che il governo ha approvato la proposta. Netanyahu ha così voluto ricordare il comandante delle forze che hanno liberato ieri gli ostaggi a Gaza, caduto in battaglia, "l'eroe di Israele Arnon Zmora"
Ministero della Sanità di Gaza: “274 palestinesi sono stati uccisi durante il blitz per la liberazione degli ostaggi”
Il ministero della Sanità di Gaza afferma che almeno 274 palestinesi sono stati uccisi nel raid aereo e terrestre israeliano che ha salvato quattro ostaggi detenuti da Hamas. Il ministero ha dichiarato domenica che circa 700 persone sono state ferite nell'operazione di sabato. L'assalto aereo e di terra nel centro di Gaza è stata la più grande operazione di salvataggio dal 7 ottobre, quando Hamas e altri militanti hanno fatto irruzione attraverso il confine, uccidendo circa 1.200 persone e prendendone circa 250 in ostaggio. In risposta Israele ha lanciato una massiccia offensiva che ha ucciso oltre 36.700 palestinesi, secondo i funzionari sanitari locali. Gli israeliani hanno festeggiato il ritorno di Noa Argamani, 26 anni; Almog Meir Jan, 22 anni; Andrey Kozlov, 27 anni; e Shlomi Ziv, 41 anni, dopo che le forze israeliane hanno fatto irruzione in due luoghi contemporaneamente sotto il fuoco
Papa Francesco: “Gaza è stremata dalla guerra, bisogna soccorrere la popolazione con ogni mezzo”
"Bisogna soccorrere la popolazione di Gaza con ogni mezzo", lo ha chiesto con forza papa Francesco durante l'Angelus domenicale. "Gaza è stremata dalla guerra", ha rammentato il Papa chiedendo l'azione "urgente" della comunità internazionale
Fiamma Nirenstein nominata consulente del ministero degli Esteri di Israele per la lotta all’antisemitismo
Il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz, ha nominato Fiamma Nirenstein "consigliera speciale per la lotta contro l'antisemitismo per conto del ministero". Lo ha annunciato lo stesso ministero in una nota, aggiungendo che "Nirenstein è una giornalista veterana, autrice rispettata e senior speaker specializzata in antisemitismo, nel conflitto in Medio Oriente, nella storia dell'Islam, nel terrorismo e nei diritti umani"
Il padre di uno degli ostaggi liberati è morto poche ore prima di riabbracciare il figlio
Il padre di Almog Meir Jan, uno dei quattro ostaggi liberati ieri dalla prigionia di Hamas, è morto poche ore prima di poter rivedere suo figlio. Lo scrive Ynet News, aggiungendo che a "mezzogiorno erano andati a dare a Yossi Jan la bella notizia della liberazione del figlio rapito ma lo avevano trovato privo di sensi". "I soccorritori di Magen David Adom - aggiunge il giornale israeliano - intervenuti sul posto hanno accertato il decesso dell'uomo. Sul posto sono intervenute anche le squadre della scientifica per accertare le cause della morte"
La Turchia condanna l'operazione di Israele al campo di Nuseirat
La Turchia ha condannato l'operazione di Israele contro il campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza, con la quale lo Stato ebraico ha liberato 4 ostaggi israeliani, a fronte di 210 i palestinesi uccisi nel raid, secondo quanto dichiarato da Hamas. "Con quest'ultimo barbaro attacco, Israele ha aggiunto un altro crimine alla lista di quelli che ha commesso a Gaza", si legge in un comunicato del ministero degli Esteri di Ankara, che chiede "alle istituzioni responsabili per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, particolarmente il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, di esercitare la loro responsabilità per porre fine a questi crimini da parte di Israele, che è sotto processo davanti alla Corte internazionale di giustizia (Cig) per aver violato i suoi obblighi ai sensi della Convenzione sul genocidio del 1948"
Marina britannica: “Houti attaccano un mercatile al largo delle coste”
La marina britannica ha segnalato un attacco contro una nave mercantile al largo delle coste dello Yemen dove sono attivi i ribelli Houti. La nave è stata colpita da un "proiettile non identificato", ha riferito in un comunicato la divisione marittima commerciale della marina britannica citando il capitano dell'imbarcazione.
"L'equipaggio è al sicuro", precisa la nota. In particolare, "il capitano ha riferito che la nave è stata colpita da un proiettile sconosciuto nella sezione di poppa, provocando un incendio". La nota non fornisce dettagli sulla nave attaccata, mentre sottolinea che "si stanno effettuando lavori di controllo dei danni" e che il capitano della nave "ha riferito che non ci sono feriti"
Il capo di Hamas Haniyeh: “La resistenza continuerà” dopo l'attacco israeliano a Nuseirat
Israele non può imporre le sue scelte ad Hamas e il gruppo non accetterà alcun accordo che non raggiunga la sicurezza per i palestinesi, ha dichiarato sabato il leader politico di Hamas Ismail Haniyeh, in risposta all'offensiva militare israeliana nell'area di Nuseirat a Gaza. Le forze israeliane hanno salvato quattro ostaggi vivi da due luoghi diversi nell'area centrale di Nuseirat, sabato, ha dichiarato l'esercito. “Il nostro popolo non si arrenderà e la resistenza continuerà a difendere i nostri diritti di fronte a questo nemico criminale”, ha affermato Haniyeh nella sua dichiarazione. “Se l'occupazione (israeliana) crede di poterci imporre le sue scelte con la forza, allora è un'illusione”, ha aggiunto
Wafa, tre morti in attacchi notturni su Gaza
Almeno tre persone sono state uccise in un attacco israeliano notturno contro un appartamento residenziale nel quartiere Daraj di Gaza City. Ci sono anche diversi feriti. Lo riferisce - come riporta Al Jazeera - l'agenzia di stampa Wafa. Bombardamenti di artiglieria sono stati segnalati anche nei quartieri di Zaitoun e Sabra a Gaza City, nel nord del territorio. Inoltre aerei da guerra israeliani hanno attaccato durante la notte la zona di Shaboura, a nord della città di Rafah, e una persona è rimasta ferita al campo profughi di Bureij, nella parte centrale della Striscia di Gaza. È stata colpita anche una casa nella zona di al-Dawa, a nord del campo di Nuseirat.
Msf, "molti pazienti gravi arrivati negli ospedali di Gaza"
Lo staff medico di Medici senza frontiere sta aiutando a curare "un numero enorme di pazienti gravemente feriti" negli ospedali di Al-Aqsa e Nasser nel centro di Gaza. E' quanto dichiara - come riportato da Al Jazeera - l'organizzazione umanitaria. "In un'ora abbiamo ricevuto circa 50 pazienti gravemente feriti" ha affermato Chris Hook, referente medico di Msf all'ospedale Nasser, aggiungendo: "Ci sono persone con fratture multiple esposte. Abbiamo diversi bambini privi di sensi. L'unità di terapia intensiva è piena e stanno arrivando altri pazienti".
Usa, ripresa la consegna degli aiuti a Gaza dal molo
Gli Stati Uniti hanno ripreso la consegna degli aiuti umanitari a Gaza dal molo temporaneo che era stato danneggiato da una tempesta. Lo riferisce il Comando centrale americano in un post su X.
Nave mercantile colpita da missile nel golfo di Aden
Una nave mercantile battente bandiera di Antigua e Barbuda ha preso fuoco dopo essere stata colpita da un missile al largo delle coste dello Yemen, dove sono in aumento gli attacchi dei ribelli Houthi. Lo ha riferito la società di sicurezza marittima britannica Ambrey: "La nave si stava dirigendo verso sud-ovest lungo il Golfo di Aden ad una velocità di 8,2 nodi quando la stazione di prua è stata colpita da un missile. È scoppiato un incendio ma è stato neutralizzato.
Non sono stati segnalati feriti" si legge in una nota.
Libano: attacco aereo israeliano nel Sud, due morti
Gli attacchi israeliani di sabato, nel sud del Libano, hanno provocato la morte di due persone. Lo hanno riferito i media statali, mentre il gruppo armato Hezbollah sostenuto dall'Iran ha annunciato la morte di un combattente. La National News Agency (NNA) ufficiale del Libano ha reso noto che "un drone israeliano ha effettuato un attacco aereo con due missili guidati, prendendo di mira un bar ad Aitarun e uccidendo il proprietario del bar, Ali Khalil Hamad, 37 anni, e un giovane di nome Mustafa A. Issa." L'agenzia ha anche riferito di un "violento attacco aereo" sul villaggio di confine di Khiam. L'esercito israeliano, invece, ha dichiarato che "uno dei suoi aerei ha colpito un terrorista Hezbollah nella regione di Aitarun e infrastrutture terroristiche nelle regioni di Khiam e Markaba".