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Guerra Israele-Hamas, le news del 17 giugno. Netanyahu scioglie il gabinetto di guerra dopo l’uscita di Gantz. Idf: “Dal 7 ottobre Hezbollah ha lanciato 5mila razzi”

Polemica tra l’Idf e il premier, contro i militari si schiera anche il di Netanyahu: “Cosa nascondo?”
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L'annuncio dell'esercito israeliano di istituire una "pausa tattica" di 11 ore al giorno nel sud della Striscia di Gaza per facilitare la consegna di aiuti umanitari ha scatenato uno scontro durissimo con il governo di Netanyahu: dopo aver "sentito della notizia", il suo ufficio ha bollato come "inaccettabile" la mossa dell'Idf. E in seguito a un chiarimento con i militari, ha confermato che "i combattimenti a Rafah continueranno come previsto". Prosegue lo stallo sui negoziati per liberare gli ostaggi e cresce il malcontento nelle piazze, da dove intanto è partita una "settimana di resistenza" con manifestazioni in tutto Israele per chiedere che si vada al voto.

Segui la diretta della guerra tra Israele e Hamas del 18 giugno

Negoziatore Israele: “Decine di ostaggi sicuramente vivi”

Un alto funzionario israeliano coinvolto nei negoziati per il rilascio degli ostaggi ha dichiarato che Israele sa con certezza che diverse decine di ostaggi detenuti a Gaza sono vivi. "Decine (di ostaggi) sono sicuramente vivi", ha dichiarato il funzionario a condizione di anonimato, non essendo autorizzato a parlare pubblicamente della questione. "Non possiamo lasciarli lì a lungo, moriranno", ha aggiunto

Idf alla Cnn: “Gallant ha approvato la pausa tattica a Gaza”

Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha approvato la "pausa tattica" dell'attività militare nel sud di Gaza per consentire la distribuzione degli aiuti. Lo ha affermato un portavoce delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) rispondendo a una richiesta della Cnn su chi avesse deciso di istituire la pausa. Secondo il portavoce, "questo tipo di decisione non deve necessariamente essere approvata dal governo" ma in questo caso "è stata approvata dal ministro della Difesa"

Gli Usa annunciano nuove sanzioni contro gli Houti

Gli Usa annunciano nuove sanzioni contro gli Houthi per i loro attacchi contro le navi nel mar Rosso e nel Golfo di Aden. Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana, John Kirby, nel briefing con la stampa

Israele: “Ucciso un operativo dell'unità razzi di Hezbollah”

L'esercito israeliano ha annunciato di aver "colpito e ucciso" in un raid aereo "il terrorista Muhammad Mustafa Ayoub, un'operativo chiave dell'Unità razzi e missili Nasser degli Hezbollah" nell'area di Selaa nel Libano del sud. Lo ha detto il portavoce militare secondo cui "negli ultimi mesi Ayud era stato coinvolto nella promozione di attacchi contro civili e comunità israeliane e di aver programmato attacchi terroristici dal sud del Libano"

Israele: “A Rafah smantellati 2 battaglioni di Hamas su 4”

L'esercito israeliano ha fatto sapere di aver smantellato circa la metà della forza di Hamas a Rafah, uccidendo circa 550 uomini armati nell'area, oltre a quelli colpiti dai raid nei tunnel e negli edifici. Nella zona - ha detto l'Idf, citato dai media - truppe della 162/esima divisione stanno combattendo da più di 40 giorni ed hanno preso dapprima il controllo dei sobborghi della parte orientale della città. Subito dopo - ha continuato, è stato catturato il quartiere Brazil e nella terza fase l'esercito ha preso il controllo dell'intero confine tra Gaza e l'Egitto, noto come 'Corridoio Filadelfia' e quindi ora sta spingendo nel sobborgo nord occidentale di Tel Sultan. Dei 4 Battaglioni della Brigata Rafah di Hamas, due - Yabna e Rafah est - sono considerati smantellati, mentre le capacità degli altri due - Shaboura e Tel Sultan - sono state dimezzate dalle operazioni in corso dell'esercito.

Portavoce militare israeliano: “A Gaza entra cibo a sufficienza”

"Penso ci sia cibo a sufficienza qui e anche a Gaza". A dirlo alla Cnn è il portavoce militare israeliano, Daniel Hagari, che parla di "un problema di distribuzione" nell'enclave palestinese nel mirino delle operazioni militari israeliane contro Hamas dall'attacco del 7 ottobre dello scorso anno in Israele. Ai microfoni della Cnn, al valico di Kerem Shalom, Hagari torna sulla "pausa tattica" annunciata ieri dalle forze israeliane per un'area nel sud della Striscia di Gaza. L'obiettivo, insiste, era garantire che il tragitto sia "sicuro per i camion in transito" e far entrare più aiuti.
Secondo Hagari, ci sono 1.200 camion di aiuti in attesa al valico e il portavoce accusa le organizzazioni umanitarie per la mancata distribuzione. Sui timori per la sicurezza manifestati dalle agenzie umanitarie, Hagari assicura senza entrare nei dettagli che Israele le "aiuterà" e che "il tragitto sarà sicuro". "Dobbiamo assicurarci che non ci sia una carestia - aggiunge - Penso ci sia cibo a sufficienza per risolvere questo problema".

Israele, Onu e Unrwa completamente inefficienti negli aiuti

Il portavoce israeliano David Mencer, in un briefing, ripreso dal Guardian, ha affermato che l'Onu e l'Unrwa sono state "irrimediabilmente inefficienti" nella distribuzione degli aiuti a Gaza e che ci sono scorte di aiuti sul lato di Gaza al confine. Mencer sostiene che oggi entra a Gaza più cibo di quanto ne entrasse quotidianamente prima del 7 ottobre, riporta il quotidiano britannico, per il quale la narrazione secondo cui a Gaza c'è la carestia non è vera.

Israele, da ottobre Hezbollah ha lanciato 5 mila razzi

Dal 7 ottobre Hezbollah ha lanciato oltre 5.000 razzi, missili anticarro e droni esplosivi dal Libano verso Israele. Lo ha affermato il portavoce israeliano David Mencer. "Non esiste alcuna disputa territoriale con il Libano" e il confine settentrionale di Israele è "esattamente dove l'Onu ha stabilito che dovrebbe essere", ha aggiunto, sottolineando che Hezbollah ha "la piena responsabilità" per il deterioramento della sicurezza nel nord del Paese.
"Diplomaticamente o militarmente, in un modo o nell'altro, riporteremo gli israeliani nelle loro case nel nord di Israele".

Israele, da ottobre Hezbollah ha lanciato 5 mila razzi

Dal 7 ottobre Hezbollah ha lanciato oltre 5.000 razzi, missili anticarro e droni esplosivi dal Libano verso Israele. Lo ha affermato il portavoce israeliano David Mencer. "Non esiste alcuna disputa territoriale con il Libano" e il confine settentrionale di Israele è "esattamente dove l'Onu ha stabilito che dovrebbe essere", ha aggiunto, sottolineando che Hezbollah ha "la piena responsabilità" per il deterioramento della sicurezza nel nord del Paese. "Diplomaticamente o militarmente, in un modo o nell'altro, riporteremo gli israeliani nelle loro case nel nord di Israele".

Sondaggio, 60% israeliani per road map rilanciata da Biden

Il 60% degli israeliani vuole che si "accetti" l'accordo per gli ostaggi e il cessate il fuoco secondo la road map rilanciata dal presidente Biden che Hamas finora ha respinto sena la fine della guerra. Lo ha rivelato un sondaggio condotto dal 'Jewish People Policy Institute' secondo cui la maggior parte del campione respinge una rioccupazione della Striscia e preferisce un controllo civile palestinese nel dopo guerra con Israele che mantenga la responsabilità della sicurezza. Tuttavia, solo il 10% desidera che sia l'Autorità Nazionale Palestinese (Anp) ad governare la Striscia, mentre oltre il 60% vorrebbe vederla gestita da entità palestinesi locali e stati arabi.
Per quanto riguarda la situazione al nord con il Libano un 36% del campione chiede unn attacco totale agli Hezbollah il prima possibile, il 26% auspica una guerra in Libano una volta terminata la lotta a Gaza e il 30% opta per una soluzione politica.

Unrwa, abbiamo fondi per arrivare solo a fine luglio

L'Unrwa ha fondi solo fino a luglio. A lanciare l'allarme è stato il commissario generale dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, Philippe Lazzarini, che ha denunciato lunedì a Oslo la difficile situazione che sta attraversando l'organizzazione. "L'Unrwa avrà i fondi fino a luglio, dopodichè non sappiamo cosa succederà. I fondi arriveranno di mese in mese", ha detto dopo un incontro con il ministro degli Esteri norvegese Espen Barth Eide, ha riferito l'agenzia norvegese NTB. L'Unrwa è in difficoltà dallo scorso gennaio, quando gli Stati Uniti e diversi Paesi hanno sospeso i pagamenti in seguito alle accuse mosse dagli israeliani ad alcuni dipendenti dell'agenzia di aver partecipato all'attacco di Hamas del 7 ottobre.
La maggior parte dei paesi ha ripreso il sostegno economico, ma non gli Stati Uniti. Dopo l'incontro con le autorità norvegesi, Oslo ha annunciato un nuovo contributo di 8,7 milioni di euro che si aggiungono ai 24 milioni consegnati finora quest'anno.

Unrwa, ostilità a Rafah continuano nonostante pausa Idf

Nonostante le forze israeliane di difesa (Idf) abbiano annunciato ieri una pausa tattica nelle operazioni militari a Rafah per consentire l'accesso di un maggior numero di aiuti umanitari, le ostilità nell'area continuano. Lo ha detto il Commissario generale dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa), Philippe Lazzarini, parlando con i giornalisti a Oslo. Lo riporta il Guardian.

Israele, inviato Usa per il Libano vedrà Herzog, Netanyahu, Lapid e Gantz

In Israele per tentare di evitare un'ulteriore escalation con gli Hezbollah libanesi, l'inviato speciale Usa Amos Hochstein vedrà il presidente israeliano Isaac Herzog. Lo scrive il The Times of Israel che cita una fonte vicina al presidente. Secondo il giornale, Hochstein incontrerà poi il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Tra gli appuntamenti in agenda anche colloqui con Yair Lapid e Benny Gantz.

Gaza, 37.347 il numero dei palestinesi morti

È salito a 37.347 il numero dei palestinesi che hanno perso la vita nella Striscia di Gaza da quando è iniziata la rappresaglia israeliana per l'attacco subito da Hamas il 7 ottobre scorso. Lo riferisce il ministero della Sanità di Gaza aggiungendo che 85.372 sono rimasti feriti.

Nyt, più Hamas prende tempo più la gente a Gaza critica

Più la guerra a Gaza si trascina, "più la gente comune che abita nella Striscia è disposta a parlare contro Hamas". Lo ha scritto il New York Times pubblicando una serie di testimonianze raccolte tra i cittadini della Striscia "che stanno sopportando il peso dell'attacco militare israeliano sul territorio, che dura da 8 mesi". La popolazione civile è stremata, evidenzia il giornale, e "molti incolpano la fazione armata palestinese di aver iniziato la guerra" e di portarla avanti per mantenere il potere e raggiungere i propri obiettivi, incurante del costo umano.
Quando i miliziani palestinesi hanno attaccato Israele, la maggior parte degli abitanti di Gaza ha sostenuto quella "forma di resistenza", ha riferito un avvocato 26enne di Gaza che ha chiesto di restare anonimo. "Ma ciò che non sosteniamo è che continuino con questa guerra quando non hanno raggiunto nessuno degli obiettivi che si erano prefissati. Questa non è resistenza, è follia".

Media Riad, ucciso un comandante Hezbollah in raid Israele

Un comandante sul campo di Hezbollah è stato ucciso in un raid israeliano contro un auto nella zona di Tiro, nel sud del Libano. Lo ha riferito il canale televisivo saudita Al-Hadth. Per l'emittente Al-Arabiya, si tratta di Muhammad Ahmed Ayoub.

Unrwa, combattimenti Rafah continuano nonostante pausa Idf

A Rafah continuano i combattimenti nonostante l'annuncio dell'Idf di una "pausa tattica" lungo una serie di direttrici nella Striscia per permettere il passaggio di aiuti umanitari. E' quanto denunciato dal capo dell'Unrwa Philippe Lazzarini.
Le forze armate israeliane hanno confermato che stanno operando nell'area di Rafah a Gaza, dove "hanno localizzato numerose armi e colpito una serie di strutture attrezzate con esplosivi che rappresentavano una minaccia" per le truppe. "Diversi terroristi che rappresentavano una minaccia per le forze armate sono stati eliminati in combattimenti ravvicinati e con droni" nella zona Tal as Sultan di Rafah, ha aggiunto l'Idf.

Media Libano, raid Israele contro auto nel sud

Media libanesi hanno riferito di un attacco israeliano contro un veicolo vicino alla città meridionale di Salaa, nel distretto di Tiro, sud del Libano. Nell'attacco ci sono vittime, hanno aggiunto.

(afp)

Hezbollah: “"Israele non otterrà con la politica ciò che non è riuscito a ottenere in guerra”

"Israele non otterrà attraverso la politica ciò che non è riuscito a ottenere in guerra". Lo ha dichiarato Hassan Fadlallah, alto funzionario di Hezbollah e membro del parlamento libanese, al quotidiano Al-Mayadeen vicino al movimento sciita. "Non offriremo a Israele guadagni gratuiti, né in Libano né a Gaza", ha aggiunto.

(afp)

Netanyahu scioglie il gabinetto di guerra dopo l’uscita di Gantz

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha informato i ministri di aver sciolto il gabinetto di guerra. Lo riporta il Jerusalem Post. Netanyahu ha aggiunto che non verrà formato un nuovo gabinetto di guerra dopo l'uscita di Benny Gantz dall'attuale.

"Il gabinetto di guerra faceva parte di un accordo di coalizione con Gantz, su sua richiesta. Dato che Gantz se ne è andato, non c'è più bisogno di un gabinetto", ha aggiunto il premier. Il gabinetto di guerra era stato formato all'indomani del massacro compiuto da Hamas il 7 ottobre scorso.

Iniziata in Israele "la settimana del disordine": proteste diffuse per chiedere accordo sugli ostaggi

Iniziata in Israele "la settimana del disordine", come l'hanno ribattezzata i manifestanti antigovernativi. Con l'obiettivo dichiarato di "portare in piazza un milione di persone", i manifestanti stanno bloccando, per il secondo giorno consecutivo, alcune strade e autostrade del Paese. Lo scrive il Times of Israel spiegando che i manifestanti chiedono un accordo sugli ostaggi ancora trattenuti nella Striscia di Gaza ed elezioni anticipate prima del primo anniversario del massacro del 7 ottobre. A loro si sono uniti anche diversi studenti delle scuole superiori, che hanno iniziato azioni di sciopero.

Manifestanti bloccano strade israele e chiedono elezioni

Manifestanti antigovernativi Israeliani hanno bloccato oggi, per il secondo giorno consecutivo, una serie di autostrade e arterie stradali dello stato ebraico, chiedendo la convocazione di nuove elezioni e un accordo sugli ostaggi detenuti da Hamas. Inoltre, gli studenti di un certo numero di scuole superiori nel centro del paese hanno dato il via a un`ondata di scioperi. Una grande protesta avrà luogo davanti alla knesset a gerusalemme alle 19, questa sera, prima che i manifestanti si dirigano verso la residenza del primo ministro Benjamin Netanyahu.

(afp)

Figlio Netanyahu contro l'Idf: cosa nascondono?

"Cosa stanno cercando di nascondere? Se non c'è stato tradimento, perché hanno così tanta paura che soggetti esterni e indipendenti controllino cosa è successo?". Con un post su X Yair Netanahu, figlio del premier israeliano, è tornato ad attaccare le forze israeliane di difesa (Idf) dopo che l'alta corte di giustizia ha disposto al controllore di Stato di sospendere qualunque indagine sulle eventuali negligenze dei militari e dello Shin Bet prima dell'attacco del 7 ottobre. Lo riporta The Times of Israel.

Bombe su Gaza, 6 morti tra cui 1 bambino

Un nuovo attacco aereo di Israele sul l campo profughi di al-Bureij, nel centro della Striscia di Gaza, ha provocato la morte di sei palestinesi, tra cui un neonato, e decine di feriti. Lo rende noto l'agenzia palestinese Wafa citando fonti locali.

Rinviato voto su rafforzamento colonie in Cisgiordania

Il gabinetto di sicurezza israeliano ha rinviato il voto sulle misure per rafforzare gli insediamenti in Cisgiordania. Lo scrive il Times of Israel. Se approvata, la misura sarebbe in parte una risposta al riconoscimento di uno Stato palestinese da parte di Spagna, Irlanda e Norvegia e dall'altra una reazione alle mosse ostili dell'Autorità Palestinese contro Israele nelle sedi internazionali, afferma l'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu.

Libano: media, consigliere Usa oggi in Israele per de-escalation

L'alto consigliere presidenziale americano Amos Hochstein arriverà oggi in Israele per incontri volti a evitare un'ulteriore escalation tra lo Stato ebraico e il Libano, da cui continuano gli attacchi di Hezbollah. Lo ha reso noto un funzionario della Casa Bianca, citato dai media israeliani.

Media, Israele bombarda Gaza e Rafah

L'agenzia di stampa palestinese Wafa riferisce che tre persone sono morte e diverse altre sono rimaste ferite in un bombardamento israeliano che ha colpito una casa della città di Gaza. Altre due vittime ieri sera a Rafah, nel sud della Striscia. Il bilancio nell'enclave palestinese dal 7 ottobre scorso è di almeno 37.337 morti e 85.299 feriti, secondo i dati del Ministero della Sanità locale gestito dal movimento islamista Hamas.

Cisgiordania: governo Israele discute rafforzamento insediamenti

Il gabinetto di sicurezza israeliano ha discusso ieri sera misure per rafforzare gli insediamenti in Cisgiordania. lo riportano i media locali. L'Ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu specifica che le misure sono in parte una risposta al recente riconoscimento di uno Stato palestinese da parte di diversi paesi e una reazione alle "mosse ostili" dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) contro Israele "nelle sedi internazionali". Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant e il procuratore generale Gali Baharav-Miara hanno chiesto tempo per discutere ulteriormente alcune delle proposte nei prossimi giorni. Netanyahu ha ordinato che tutte le proposte siano sottoposte al voto nella prossima riunione dell'intero gabinetto.

I ribelli Houthi rivendicano attacchi contro tre navi

Gli Houthi hanno rivendicato gli attacchi contro due navi e un cacciatorpediniere americano nel Mar rosso e Mar arabico, attraverso il loro portavoce, Yahya Saree, citato dall'agenzia Saba, legata ai ribelli yemeniti, ripresa da media della regione. "La forza missilistica e le forze navali hanno effettuato due operazioni militari nel Mar Rosso. Il primo ha preso di mira un cacciatorpediniere americano con una serie di missili balistici, e il secondo ha preso di mira la nave Captain Paris. L'Aeronautica Militare ha effettuato una terza operazione militare prendendo di mira la nave Happy Condor nel Mar Arabico, con una serie di droni", ha affermato, sottolineando che gli attacchi sono "in risposta ai crimini commessi contro i nostri fratelli nella Striscia di Gaza, e in risposta all'aggressione americano-britannica contro il nostro Paese".

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