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Guerra in Medio Oriente, le news del 29 luglio

Guerra in Medio Oriente, le news del 29 luglio
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LA DIRETTA DI OGGI

Gb invita connazionali a lasciare il Libano

Il Regno Unito ha invitato i cittadini britannici a non recarsi in Libano e a lasciare il Paese dei Cedri alla luce della fortissima tensione tra Israele ed Hezbollah dopo che sabato scorso un razzo ha centrato un campo da calcio in un villaggio druso nelle Alture del Golan, uccidendo 12 tra bambini e adolescenti. Lo Stato ebraico ha promesso una risposta severa e le diplomazie sono al lavoro per scongiurare una guerra su vasta scala.

Katz chiede alla Nato espulsione della Turchia

Il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz, ha chiesto l'espulsione della Turchia dalla Nato. "Alla luce delle minacce del presidente turco Erdogan di invadere Israele e della sua pericolosa retorica, il ministro degli Esteri Israel Katz ha incaricato i diplomatici di impegnarsi urgentemente con tutti i membri della Nato, chiedendo la condanna della Turchia e la sua espulsione dall'alleanza regionale", ha affermato il ministero degli Esteri.

Israele: Smotrich, protesta giustificata ma no irruzione in basi

Il ministro delle Finanze e leader dell'estrema destra israeliana Bezalel Smotrich ha espresso il suo sostegno "con tutto il cuore" nei confronti della "protesta civile contro la terribile ingiustizia verso i riservisti di Sdei Teiman", definendola "giustificata". Al tempo stesso, ha esortato i manifestanti ultranazionalisti a "mantenere la legge e l'integrità dell'esercito e del popolo, a non fare irruzione nelle basi e a non confrontarsi con i nostri fratelli soldati e poliziotti".
Dopo l'arresto di nove soldati con l'accusa di gravi abusi nei confronti di un detenuto palestinese, gli attivisti, insieme a deputati di estrema destra, hanno fatto irruzione nella base di Sde Teiman dove sono avvenute le presunte violenze e in quella di Beit Lid dove i riservisti fermati sono stati trasferiti.

La Giordania chiede ai connazionali di evitare di recarsi in Libano

Il ministero degli Esteri giordano ha chiesto ai suoi connazionali di evitare di recarsi in Libano "alla luce degli sviluppi che si stanno verificano in questo momento nella regione". La nota segue l'attacco di sabato proveniente dal Libano nel quale sono rimasti uccisi 12 bambini in un villaggio druso nel Golan al quale i leader israeliani hanno detto di voler rispondere con forza.

Ufficio di Netanyahu: “È Hamas ad impedire accordo su Gaza”

Ad impedire l'accordo per Gaza è "la leadership di Hamas. Israele non ha modificato né aggiunto alcuna condizione nello schema". Lo ha detto l'ufficio del premier in risposta alla denuncia di Hamas che ha accusato Benyamin Netanyahu di ritardare l'intesa. "Al contrario, fino a questo momento Hamas è stata quella che ha chiesto 29 modifiche e non ha risposto allo schema originale".
"Israele mantiene i suoi principi secondo lo schema originale: massimizzare il numero di rapiti vivi, controllare l'asse Filadelfia e impedire il passaggio di terroristi e dell'Idf nel nord di Gaza".

Autorità Gaza dichiarano epidemia poliomielite nella Striscia

Il ministero della Salute di Gaza, gestito da Hamas, ha dichiarato un'epidemia di poliomielite nell'enclave assediata e bombardata. In una dichiarazione su Telegram, ha sottolineato che la situazione "rappresenta una minaccia per la salute dei residenti di Gaza e dei Paesi limitrofi" e l'ha definita una "battuta d'arresto" per il programma globale di eradicazione della polio, incolpando l'offensiva militare israeliana della situazione. Lo riporta Al Jazeera. Il ministero ha chiesto un "intervento immediato per porre fine all'aggressione e trovare soluzioni radicali" ai problemi di mancanza di acqua potabile e di igiene personale, di reti fognarie danneggiate e di rimozione di tonnellate di spazzatura e rifiuti solidi.

Hamas, 'Netanyahu torna a strategia del ritardo su intesa'

"Netanyahu è ritornato alla strategia della procrastinazione, del ritardo e della fuga dal raggiungimento di un accordo". Lo ha detto Hamas riferendosi, su Telegram, alle trattative di Roma nelle quali - a suo giudizio - il premier israeliano, "in base a quanto riferito dai mediatori ha stabilito nuove condizioni e richieste, in cui ha ritrattato ciò che i mediatori hanno trasmesso come un documento 'israeliano', parte del progetto Biden e a seguito di una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu".

Netanyahu contestato a Majdal Shams

Non sono mancante proteste contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu durante la sua visita a Majdal Shams. Secondo Haaretz, circa 200 abitanti di questa località hanno contestato Netanyahu nel corso della visita dopo la tragedia di sabato scorso. "Vattene" e "assassino" hanno gridato contro il premier israeliano, considerato "il nemico di tutti noi". "Ora si ricorda del Golan", hanno urlato secondo il giornale.

Netanyahu nel Golan assicura, "nostra risposta severa"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in visita a Majdal Shams nel Golan dove un attacco attribuito a Hezbollah (che ha smentito) ha ucciso sabato 12 giovani su un campo di calcio, ha garantito che la risposta di Israele sarà "severa". "Questi bambini sono i nostri figli - ha detto - lo Stato di Israele non lascerà passare questo. La nostra risposta arriverà e sarà severa", ha detto il premier.

Idf: Nove soldati israeliani arrestati per abusi su un detenuto palestinese

Nove soldati sospettati di abusi su un detenuto palestinese sono stati arrestati dagli ufficiali della polizia militare presso il centro di detenzione di Sde Teiman, una base militare israeliana situata nel deserto del Negev. Lo rende noto l'Idf, aggiungendo che i militari sono stati portati via per essere interrogati. Secondo una fonte della sicurezza, il detenuto è stato portato in ospedale con gravi ferite ad una parte intima del corpo, ferite che lo hanno lasciato senza la capacità di camminare. Il giornale Haaretz scrive che ci sarebbe stato uno scontro tra il personale della polizia militare e alcuni dei soldati, che si erano rifiutati di seguire gli agenti e si erano barricati nella struttura. Secondo quanto riferito, alcuni soldati hanno spruzzato spray al peperoncino sul personale militare giunto nel centro di detenzione per arrestare i sospetti.

Un altro soldato ha detto: "La polizia militare è venuta ad arrestarci perché siamo responsabili dei terroristi della Nukhba (la forza militare d'elite di Hamas). Ogni israeliano dovrebbe scendere in strada per noi, non sono pronto per questa vergogna, per il fatto che mi stanno arrestando. Ho dato la mia vita per il mio paese". Secondo le testimonianze ottenute da Haaretz, membri dell'unità a cui appartengono i soldati arrestati sono stati coinvolti in diversi incidenti violenti negli ultimi mesi. Un soldato che ha prestato servizio a Sde Teiman ha detto che l'unità ha usato violenza nei confronti dei detenuti, dicendo che "in un'occasione hanno detto a tutti di sdraiarsi sul pavimento e hanno immediatamente lanciato una granata stordente al centro della cella, poi li hanno presi violentemente a calci". Altri testimoni hanno riferito al quotidiano israeliano che i soldati occasionalmente prendevano da parte i detenuti e "li maltrattavano, picchiandoli con mazze" e rompendo denti e costole

Abusi sui detenuti palestinesi, Ben Gvir: “Vergognoso l'arresto dei soldati a Sde Teiman”

"Lo spettacolo degli ufficiali della polizia militare che vanno ad arrestare i nostri migliori eroi a Sde Teiman è niente meno che vergognoso". Lo ha detto il ministro della Sicurezza nazionale israeliano - e leader di destra radicale - Itamar Ben Gvir annunciando che, insieme ad altri membri del suo partito, si si sta dirigendo verso il Centro di detenzione militare di Sde Taiman dove la polizia militare ha arrestato tre soldati sospettati di "gravi abusi su un detenuto". Nel centro sono detenuti i miliziani di Hamas arrestati il 7 ottobre o quelli catturati a Gaza durante la guerra.

(afp)

Netanyahu in visita nel Golan

Il primo ministro israeliano Benjamyn Netanyahu è andato stamane nel Golan, dove un missile proveniente dal Libano schiantatosi su un campetto da calcio ha provocato la morte di 12 bambini e adolescenti.

Tajani: “Ho chiesto a Israele e Libano di proteggere l’Unifil”

"Ho parlato con i Ministri di Israele Israel Katz e del Libano Bou Habib per evitare una nuova guerra. Interrompere la spirale di violenza è possibile. Il governo è impegnato per la pace e la stabilità, anche attraverso il contingente italiano Unifil per il quale ho chiesto protezione. Il rispetto della risoluzione Onu 1701 è cruciale". Lo riferisce su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

(ansa)

Il ministro degli Esteri britannico Lammy: “L’allargamento del conflitto non è nell’interesse di nessuno”

"Ho parlato oggi con il primo ministro libanese Najib Mikati per esprimere la mia preoccupazione per l'escalation della tensione e ho accolto con favore la dichiarazione del governo libanese che sollecita la cessazione di ogni violenza.
Entrambi siamo d'accordo sul fatto che l'allargamento del conflitto nella regione non è nell'interesse di nessuno". A scriverlo su X, riferendo del colloquio con il premier libanese, è stato il ministro degli Esteri britannico David Lammy.

Diplomazia al lavoro per contenere la risposta israeliana

Un'intensa attività diplomatica è in corso per contenere la risposta israeliana dopo l'attacco di Hezbollah contro un campo di calcio sul Golan, che ha provocato 12 giovani vittime. Lo ha detto il ministro degli Esteri libanese Abdallah Bou Habib. Ieri il ministro della Difesa Yoav Gallant aveva giurato che Israele avrebbe "colpito duramente il nemico" dopo il lancio di razzi dal Libano che ha innescato i timori di un'ulteriore escalation della guerra in Medio Oriente. Israele ha accusato il movimento Hezbollah del Libano di essere responsabile dell'attacco, avvenuto con un razzo iraniano Falaq-1, ma il gruppo alleato di Hamas e sostenuto dall'Iran ha invece affermato di non avere "alcuna connessione" con l'incidente. Il ministro degli Esteri libanese Abdallah Bou Habib ha affermato in un'intervista con la tv locale Al-Jadeed che gli Stati Uniti, la Francia e altri stavano cercando di contenere l'escalation. "Israele lo farà in modo limitato e Hezbollah risponderà in modo altrettanto limitato. Queste sono le rassicurazioni che abbiamo ricevuto", ha affermato Bou Habib. Il primo ministro libanese Najib Mikati ha anche affermato che "sono in corso colloqui con parti internazionali, europee e arabe per proteggere il Libano e scongiurare i pericoli".

Due morti, tra cui un bambino, e tre feriti in un bombardamento israeliano nel sud del Libano

Due morti e tre feriti in un bombardamento con drone condotto da israele nella città di shaqra, nel sud del libano: a riferirlo i servizi di soccorso del paese mediorientale. Tra i feriti c'è anche un bambino. Stamane l'agenzia di stampa libanese Nna ha riferito che nel raid sono state colpite un'automobile e una motocicletta lungo la strada che collega Mays al-Jabal a Shaqra.

Hezbollah, se Israele aumenta attacchi sarà a suo discapito

Il portavoce di Hezbollah Jaafar Husseini ha minacciato Israele, affermando che se oserà modificare la situazione "le nuove regole" di ingaggio andranno a suo discapito. "Se l'entità sionista oserà aumentare l'intensità delle operazioni su entrambi i fronti, le nuove regole di ingaggio non saranno a suo favore", le sue parole, riportate da Jerusalem Post che cita emittenti arabe. "Qualsiasi operazione israeliana non sarà nell'interesse del suo malvagio sponsor: l'America", ha aggiunto

Idf, 'abbattuto un drone proveniente dal Libano'

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno abbattuto nella notte un drone proveniente dal Libano che si dirigeva verso la Galilea occidentale: lo rende noto su Telegram l'Idf, confermando che in precedenza era scattato l'allarme nelle città di Yaara e Adamit, entrambe nella Galilea occidentale.
"A seguito delle sirene risuonate nelle aree di Admit e Yaara, il sistema di difesa aerea dell'Idf ha intercettato con successo un Uav (drone, ndr) che dal Libano si dirigeva verso l'area della Galilea occidentale - si legge nel messaggio -. Le sirene anti razzi e anti missili sono scattate in seguito alla possibilità di caduta di schegge a causa dell'intercettazione".

Katz, “Erdogan segue orme di Saddam”

Israele risponde al leader turco Recep Erdogan che ha minacciato di invadere il Paese per fermare la guerra a Gaza, accostandolo a Saddam. "Erdogan sta seguendo le orme di Saddam minacciando di attaccare Israele. Dovrebbe ricordare cosa è successo in Iraq e come è finita", ha scritto il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz in un post su X, in cui ha riportato le foto dei due uomini.

Libano, Hezbollah evacua alcune zone nel Sud per timore dei raid israeliani

Hezbollah ha evacuato alcune posizioni in Libano dopo che Israele ha minacciato di colpire "con la forza" come rappresaglia per l’attacco missilistico che ha causato la morte di 11 ragazzini nel villaggio druso di Majdal Shams, sulle alture del Golan annesse da Israele. Lo ha annunciato una fonte vicina al gruppo guerrigliero sciita: Hezbollah, che ha negato di essere dietro l'attacco, "ha evacuato alcune posizioni nel Sud e nella pianura della Bekaa che ritiene possano essere un obiettivo per Israele"

Erdogan minaccia: “Potremmo invadere Israele”

Dura minaccia del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha parlato esplicitamente della possibilità di invadere Israele, in risposta all'operazione dell'Idf a Gaza. "Dobbiamo essere forti affinché Israele non possa fare questo ai Palestinesi. Come abbiamo fatto in Karabakh, in Libia, possiamo fare lo stesso con loro", ha affermato in un intervento trasmesso in televisione.

Katz chiede alla Nato l'espulsione della Turchia

Il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz ha chiesto alla Nato di espellere la Turchia dall'organizzazione. "Alla luce delle minacce del presidente turco Erdogan di invadere Israele e della sua pericolosa retorica, il ministro degli Esteri Israel Katz ha incaricato i diplomatici ... di impegnarsi urgentemente con tutti i membri della Nato, chiedendo la condanna della Turchia e la sua espulsione dall'alleanza regionale", ha affermato il ministero degli Esteri.

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