L'Egitto esprime scetticismo sul raggiungimento di un accordo per il cessate il fuoco a Gaza, alla vigilia della prevista ripresa dei negoziati al Cairo. Lo scrive l'Associated Press sul proprio sito web citando i mediatori del Cairo nelle trattative, sottolineando che le sfide attorno alla cosiddetta 'proposta ponte' sembrano minare l'ottimismo per un accordo imminente.
[[(FckEditorEmbeddedHtmlLayoutElement) include]]
Media: “L’Egitto chiede agli Usa garanzia che Israele non resti nel corridoio di Philadelphi”
L'Egitto ha chiesto agli Stati Uniti garanzie specifiche riguardo al corridoio di Philadelphi, ovvero che se i soldati israeliani dovessero lasciare la 'Route' nella prima fase dell'accordo, non vi ritorneranno nelle successive. Lo riferiscono funzionari egiziani al Wall Street Journal, spiegando che i negoziatori israeliani hanno recentemente proposto di costruire otto torri di osservazione lungo l'asse. Gli Stati Uniti hanno cercato di offrire concessioni in base alle quali sarebbero state collocate solo due torri, ma l'Egitto ha rifiutato entrambe le proposte sulla base del fatto che ciascuna torre di controllo consente all'Idf la presenza permanente e l'accesso.
Media: “Hamas aperta a una forza internazionale sul corridoio di Philadelphi”
Hamas sarebbe pronto a prendere in considerazione un compromesso che preveda la presenza di forze internazionali lungo i corridoi Filadelfia e Netzarim, che Israele vuole tenere fuori daIle trattative e dove vuole mantenere proprie truppe , secondo quanto affermano fonti egiziane citate dall'emittente israeliana Channel 12
Media: “Hamas vuole vendicare Haniyeh uccidendo israeliani all’estero”
Hamas sta valutando l'ipotesi di vendicare l'uccisione del suo leader politico Ismail Haniyeh uccidendo cittadini israeliani all'estero. E' quanto sostiene l'emittente televisiva israeliana Channel 12 News citando fonti palestinesi. La prospettiva segnerebbe un allontanamento dalla solita strategia di Hamas di attaccare Israele direttamente ed entro i suoi confini. Ma la capacità del gruppo islamico palestinese di lanciare attacchi dalla Striscia di Gaza è stata notevolmente ridotta da quando è scoppiata la guerra il 7 ottobre con il massacro compiuto da Hamas nel sud di Israele. Sia Hamas, sia l'Iran hanno promesso di vendicarsi contro Israele per l'assassinio di Haniyeh avvenuto a Teheran a luglio. Israele non ha né rivendicato né negato la responsabilità dell'azione. Funzionari della sicurezza israeliani hanno già avvertito che Hamas, Hezbollah o l'Iran possano colpire obiettivi israeliani o ebrei all'estero come rappresaglia
Media: “Negoziatori israeliani partiti per il Cairo”
La squadra negoziale israeliana è partita per il Cairo per i colloqui sull'accordo per il rilascio degli ostaggi. Lo ha riferito una fonte al Times of Israel. Il team è guidato dal capo del Mossad David Barnea, con lui il generale Eliezer Toledano, capo della strategia dello stato maggiore delle Idf
Media: “Sette ostaggi rimasti nelle mani della jihad islamica”
Sarebbero sette gli ostaggi rimasti nelle mani della Jihad Islamica, fazione palestinese alleata di Hamas che opera nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito il quotidiano saudita con sede a Londra Asharq al-Awsat, ricordando che lo scorso 8 ottobre, all'indomani del massacro compiuto da Hamas nel sud di Israele, il leader del gruppo, Ziyad Nakhaleh, dichiarò che la Jihad Islamica aveva in pugno oltre 30 dei 251 ostaggi portati a Gaza. Alcuni di loro sono stati rilasciati nell'ambito dell'accordo che a novembre portò a una tregua di una settimana, nota il quotidiano, secondo cui non è chiaro se qualcuno degli ostaggi nelle mani della Jihad Islamica sia morto Asharq al-Awsat ha riferito inoltre che la cooperazione tra Hamas e la Jihad Islamica si è rafforzata dopo l'assassinio il mese scorso a Teheran del leader di Hamas, Ismail Haniyeh, non solo nella Striscia di Gaza ma anche in Cisgiordania, come testimoniato dal fallito attentato suicida compiuto da un residente di Nablus a Tel Aviv domenica scorsa, rivendicato da entrambi i gruppi.
Proiettili nel corpo di alcuni ostaggi trovati morti una settimana fa a Gaza
Nel corpo di alcuni ostaggi trovati, morti e recuperati dall'Idf la scorsa settimana nella Striscia di Gaza, sono stati rinvenuti dei proiettili. Lo riporta il Times of Israel spiegando che questo fa ritenere all'esercito che siano stati probabilmente assassinati da Hamas durante la prigionia. I resoconti non specificano chi tra gli ostaggi potrebbe essere stato assassinato. Gli ostaggi deceduti riportati da Khan Younis erano Yagev Buchshtav, 35 anni, Alex Dancyg, 75 anni, Chaim Peri, 79 anni, Yoram Metzger, 80 anni, Nadav Popplewell, 51 anni, e Avraham Munder, 78 anni.
Hamas, il bilancio delle vittime a Gaza sale a 40.265
Il ministero della Sanità del governo di Hamas nella Striscia di Gaza ha annunciato un nuovo bilancio di 40.265 vittime nel territorio palestinese dall'inizio della guerra con Israele. Almeno 42 persone sono state uccise nelle ultime 24 ore, ha affermato il ministero in una nota, aggiungendo che 93.144 persone sono rimaste ferite nella Striscia dal 7 ottobre.
Martedì la visita di Abu Mazen a Riad, poi al Cairo per incontrare Abdel-Fattah al-Sisi
Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen, si recherà in Arabia Saudita per una visita ufficiale la prossima settimana, a cui seguirà una missione in Egitto. Lo riporta Al-Araby Al-Jadeed, di proprietà del Qatar. Le due visite sono state confermate al Times of Israel da una fonte del partito Fatah di Abu Mazen.
A Riad, Abbas incontrerà martedì il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. Il giornale nota che la visita è già stata posticipata due volte e il suo scopo ufficiale è discutere di come fermare la guerra a Gaza. L'incontro non comporta una richiesta di aiuti finanziari dall'Anp. I funzionari sauditi hanno indicato prima del 7 ottobre che il sostegno finanziario diretto a Ramallah, che è stato interrotto nel 2021, sarebbe ripreso se l'Anp avesse dato il via libera alla normalizzazione del Regno con Israele e aumentato gli sforzi per frenare la corruzione.
Nelle prossime due settimane, Abu Mazen dovrebbe anche visitare l'Egitto e incontrare il presidente Abdel-Fattah al-Sisi.
Al-Araby Al-Jadeed afferma che nei colloqui al Cairo si discuterà della visita nella Striscia di Gaza per la quale il presidente della Anp probabilmente chiederà di passare attraverso l'Egitto, prima dell'approvazione degli Stati Uniti e di Israele.
E’ stato un 19enne a dare l'informazione su Deif. Il ragazzo ora non è più a Gaza
Secondo il Jewish Chronicle è stato un ragazzo di 19 anni di Gaza a fornire le informazioni che hanno consentito all'Idf di colpire e uccidere il capo militare di Hamas Muhammad Deif, il 13 luglio. Il giovane è uno dei tanti 'corrieri' utilizzati dai miliziani per trasferire informazioni nei tunnel della Striscia.
Secondo le fonti, Israele si avvale di migliaia di informatori a Gaza per ottenere le indicazioni necessarie a localizzare ed eliminare alti funzionari di Hamas e le infrastrutture terroristiche. Il Jewish Chronicle riferisce che i responsabili incontrano i loro informatori nei kibbutz vicino al confine con Gaza e comunicano telefonicamente solo in circostanze eccezionali. Tali circostanze includono la necessità di fornire informazioni sulla posizione di un alto funzionario di Hamas quando visita un luogo per almeno un'ora o due, o sulla posizione degli ostaggi quando si capisce che verranno trasferiti lo stesso giorno. In queste telefonate viene chiamato il numero di un arabo israeliano e l'interlocutore finge di essere un parente del cittadino di Gaza interessato a ciò che accade nell'enclave. L'uomo che ha fornito informazioni su Deif lo ha fatto in cambio di asilo negli Stati Uniti. Secondo il rapporto, non si trova più a Gaza.
Washington Post: “Da Netanyahu concessioni a Biden. Ma il premier israeliano nega
Benjamin Netanyahu non ha cambiato la sua posizione sul controllo militare israeliano della 'Philadelphi Route', il 'corridoio' tra l'Egitto e la Striscia di Gaza. Lo puntualizza una fonte diplomatica dell'ufficio del premier israeliano citata dal Times of Israel. Parole che arrivano dopo che sul Washington Post, l'editorialista David Ignatius ha scritto che, secondo funzionari Usa, Netanyahu avrebbe fatto alcune concessioni nella telefonata delle scorse ore con il presidente americano Joe Biden, compresa una mappa che mostra dove Israele propone di dispiegare le sue forze lungo la 'Philadelphi Route'.
Israele si spinge più a fondo a Gaza, 22 morti in 24 ore
I carri armati delle forze israeliane continuano a spingersi più a fondo nelle aree della Striscia di Gaza centrale e meridionale nelle loro operazioni contro Hamas. Allo stesso tempo, le autorità sanitarie palestinesi hanno denunciato che gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 22 persone in tutta l'enclave nelle ultime 24 ore.
Nella città di Beit Lahiya, nella Striscia di Gaza settentrionale, un attacco a una casa ha ucciso 11 persone, mentre un altro raid ne ha uccise 6, tra cui un giornalista locale, in una casa nel campo di Al-Maghazi nel centro della Striscia, hanno affermato i medici. Altri cinque sono stati uccisi in attacchi separati nel Sud. L'esercito israeliano ha affermato che le sue truppe hanno intensificato le loro operazioni a Deir Al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale, e Khan Younis, nel Sud, smantellando decine di strutture militari, individuando razzi e uccidendo militanti, nelle ultime 24 ore
Arrestati 4 coloni: sono sospettati di aver preso parte a un attacco in un villaggio palestinese
Quattro coloni israeliani, tra cui un minorenne, sono stati arrestati durante la notte dalla polizia perché sospettati di essere coinvolti in un attacco al villaggio palestinese di Jit, in Cisgiordania, la scorsa settimana. Secondo una dichiarazione congiunta rilasciata dalla polizia e dallo Shin Bet, i quattro sono sospettati di terrorismo. Durante l'attacco del 15 agosto scorso oltre 100 persone hanno lanciato pietre e molotov e hanno dato fuoco a case e auto a Jit .
Netanyahu a Biden: “Accetto compromessi su negoziati'
Il primo ministro Benyamin Netanyahu avrebbe mostrato la volontà di accettare alcuni compromessi nei negoziati con Hamas nella sua chiamata con il presidente Joe Biden mercoledì, secondo l'analista del Washington Post David Ignatius. Fonti nell'amministrazione Biden hanno detto che Netanyahu ha menzionato una mappa e avrebbe indicato i luoghi in cui le forze israeliane rimarranno lungo il corridoio Filadelfia e vicino al confine tra Gaza ed Egitto. I funzionari a Washington sono "irritati" dal fatto che Netanyahu stia tergiversando sui negoziati. Dopo la pubblicazione dell'articolo sul Wp, una fonte diplomatica anonima del governo israeliano ha dichiarato che Netanyahu "non ha cambiato la sua posizione sulla necessità del controllo e della presenza israeliana nel corridoio di Filadelfia".
Media: Netanyahu non cambia idea su corridoio Philadelphia
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non ha cambiato la sua posizione in merito al mantenimento del controllo militare sul corridoio Philadelphia nella Striscia di Gaza. Lo ha affermato al Times of Israel una fonte diplomatica anonima presso l'ufficio del primo ministro. La stessa fonte nega quindi quanto affermato da funzionari statunitensi secondo cui Netanyahu avrebbe offerto alcune concessioni sulla questione durante una chiamata con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden avvenuta ieri. Netanyahu ha insistito sul fatto che Israele non si ritirerà dalla zona, al confine fra Gaza e l'Egitto, per impedire ad Hamas di riarmarsi.
Idf: circa cinquanta terroristi uccisi a Rafah
Circa 50 terroristi sono stati uccisi dalle truppe della 162 divisione dell'IDF nel quartiere di Tel Sultan, a Rafah, nella parte meridionale di Gaza, nel corso delle ultime ore. Lo ha dichiarato l'esercito in un aggiornamento sulle operazioni in corso. Più a nord, a Khan Younis e alla periferia di Deir al-Balah, l'esercito ha affermato che è in corso un'operazione in seguito alle informazioni raccolte sulle infrastrutture e sugli agenti di Hamas nella zona.
Washington Post: L’Iran ritarda l’attacco contro Israele ma incoraggia Hezbollah a farlo
Sebbene l'Iran stia rinviando un attacco diretto a Israele per vendicarsi dell'uccisione del capo politico di Hamas, Ismail Haniyeh a Teheran, allo stesso tempo starebbe incoraggiando Hezbollah a lanciare un attacco verso Israele. Lo scrive il Washington Post citando alcuni funzionari statunitensi. Secondo quanto spiegato il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, intenderebbe portare a termine un attacco mirato, per vendicare l'assassinio del suo comandante in capo Fuad Shukr il mese scorso, invece di lanciare una raffica di razzi su una città come ad esempio Tel Aviv e rischiare una guerra regionale, affermano ancora i funzionari.
Media israeliani: nella notte colpiti 10 obiettivi di Hezbollah nel Libano del sud
L'esercito israeliano (Idf) ha riferito di aver attaccato e distrutto, nella notte, obiettivi di Hezbollah in oltre 10 aree del Libano meridionale. Gli obiettivi includevano depositi di armi, strutture militari e una rampa di lancio. Lo riferiscono i media israeliani.
Raid dell’ Idf uccide due palestinesi armati in Cisgiordania
Due uomini armati palestinesi sono stati uccisi durante un attacco effettuato con un drone da parte dell'Idf durante un raid nella città di Tulkarem, in Cisgiordania, avvenuto nella notte. Lo riporta il Times of Israel citando fonti militari. I media palestinesi riferiscono di scontri tra uomini armati e truppe in città mentre l'operazione prosegue.
La portaerei americana Uss Lincoln è arrivata in Medio Oriente
La portaerei americana Uss Abraham Lincoln e i cacciatorpediniere al suo seguito sono arrivati in Medio Oriente, comunicano le forze armate statunitensi.
"Equipaggiata con caccia F-35C e F/A-18 Block III", la Lincoln "è entrata nell'area di responsabilità del Comando centrale" militare degli Stati Uniti, afferma lo stesso Centcom sul suo account X.
Il Pentagono ha dichiarato l'11 agosto che il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin aveva ordinato alla portaerei di "accelerare il suo transito" verso il Medio Oriente, dopo l'aumento dei timori di una grave escalation in seguito alle minacce di ritorsioni contro Israele da parte di Hezbollah e dell'Iran per l'uccisione di leader islamisti.
Media, 3 morti in un raid di Israele sul campo di Maghazi
L'agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che almeno tre persone sono morte e altre quattro sono rimaste ferite in un bombardamento israeliano che stanotte ha colpito una casa nel campo profughi di Maghazi, nel centro della Striscia di Gaza.
Vittime vengono segnalate dalla Wafa anche in quello di Jabalia e a Khan Yunis. Sarebbero intanto saliti a 11 i morti nel raid delle ultime ore su Beit Lahia, nel nord dell'enclave palestinese. L'agenzia di stampa turca Anadolou riferisce di 13 feriti in un bombardamento notturno sul campo profughi di Nuseirat.
Il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre scorso è di almeno 40.223 morti e 92.981 feriti, secondo il Ministero della Sanità locale gestito dal movimento islamista Hamas.
Media: “10 morti in un raid di Israele su Beit Lahia”
L'agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che almeno dieci persone sono morte e diverse altre rimaste ferite in un bombardamento che nella notte ha colpito una casa a Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza.
Genitori di ostaggio Hamas a Chicago: “Serve la tregua a Gaza”
Jon Polin e Rachel Goldberg, i genitori di Hersh Goldberg-Polin, rapito da Hamas il 7 ottobre durante il festival Nova, sono intervenuti alla convention democratica a Chicago. "La liberazione degli ostaggi non è politica, è una questione umanitaria", ha detto il padre dell'ostaggio ringaziando Joe Biden e Kamala Harris per il lavoro sulla tregua a Gaza. "Serve un cessate il fuoco per liberare gli ostaggi e mettere fine alle sofferenze dei palestinesi", ha aggiunto. La folla presente allo United Center ha iniziato a urlare "Free them all!", "Liberati tutti", e la madre del 23enne si è accasciata sul leggio.
Centinaia manifestanti pro-Gaza vicino a convention democratica
Alcune centinaia di manifestanti pro-Gaza sono radunate a Union Park, vicino allo United Center dove si tiene la terza serata della convention democratica Usa.
Si dicono arrabbiati per il sostegno dei dem a Israele e molti di loro affermano che non intendono votare per nessuno dei due maggiori candidati alla Casa Bianca
Israele uccide capo militare in Libano e bombarda Gaza
Israele ha ucciso un capo militare di Fatah, un movimento rivale di Hamas, in Libano e ha continuato a bombardare Gaza, dopo un tour regionale del capo della diplomazia statunitense che non ha portato a nessun progresso nella ricerca di una tregua in quel territorio palestinese. L'assassinio di Khalil al-Maqdah, in un bombardamento sulla città libanese di Sidone, è il primo commesso da Israele dall'inizio della guerra di Gaza contro un leader di Fatah, il partito del presidente dell'Autorità palestinese Mahmoud Abbas.
Il partito, che è incaricato di amministrare parzialmente la Cisgiordania (occupata da Israele dal 1967), ha affermato che la morte di Magdali è "la prova che Israele vuole scatenare una guerra su vasta scala nella regione".
L'operazione coincide con le manovre diplomatiche per chiudere una tregua a Gaza che aiuterà anche a contenere un'estensione del conflitto ad altri paesi della regione, viste le tensioni tra Israele e i movimenti filo-iraniani in Libano, Siria, Yemen e Iraq.
Biden a Netanyahu: “Urgente un cessate il fuoco a Gaza”
Joe Biden ha messo in evidenza nel corso del suo colloquio con il premier israeliano Benyamin Netanyahu "l'urgenza" di chiudere l'accordo per un cessate il fuoco a Gaza e per il rilascio degli ostaggi. Lo comunica la Casa Bianca.