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Guerra in Medio Oriente, le news del 19 settembre. Nasrallah: “Da Israele una dichiarazione di guerra”. Raid nel sud del Libano durante il discorso. L’Idf: “Pronto il piano di attacco a Nord”

Guerra in Medio Oriente, le news del 19 settembre. Nasrallah: “Da Israele una dichiarazione di guerra”. Raid nel sud del Libano durante il discorso. L’Idf: “Pronto il piano di attacco a Nord”
(reuters)
Il ministro della Difesa israeliano: “Stiamo deviando le forze da Gaza, risorse ed energia verso il Settentrione"
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Intensi attacchi israeliani sul Libano mentre sta parlando il leader di Hezbollah Nasrallah. Il New York Times racconta i dettagli dell’operazione del Mossad per far esplodere i cercapersone dei membri del movimento sciita. L'attenzione di Israele si è spostata sul fronte settentrionale, poiché sta iniziando una "nuova fase" della guerra. Lo dice il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant. "Il centro di gravità si sta spostando da Gaza verso Nord. Stiamo deviando forze, risorse ed energia", ha detto Gallant .

Punti chiave

Tajani: “In Medio Oriente c’è ancora spazio per diplomazia”

"È stata una riunione proficua: c'è grande preoccupazione, ma anche la convinzione che ci siano spazi per il lavoro diplomatico, a partire dai piccoli passi verso il cessate il fuco a Gaza". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani ai giornalisti al termine della riunione del Quint (con Usa, Gran Bretagna, Francia e Germania) a Parigi, dedicata al Medio Oriente, compreso il rischio di escalation tra Israele e Hezbollah.

Decine di raid israeliani in Librano, secondo Beirut i più intensi dal 7 ottobre

Le Forze di difesa israeliane stanno effettuando decine di attacchi nel Libano meridionale, nella zona di Mahmoudiyeh. Lo riferiscono fonti della sicurezza libanese secondo le quali si tratta dei bombardamenti più intensi dall'inizio della guerra, il 7 ottobre scorso, che hanno colpito oltre 50 obiettivi.
Le Forze di Difesa Israeliane hanno dichiarato di aver colpito circa 30 lanciarazzi Hezbollah insieme ad altre "infrastrutture" in attacchi aerei effettuati in Libano giovedì. Al momento non si registrano feriti.

Israele: “Ci prepariamo a uno scontro senza precedenti”

Alti funzionari israeliani hanno commentato la situazione della sicurezza nel nord, a seguito delle esplosioni dei cercapersone e degli apparecchi radio, affermando di prevedere una risposta da parte di Hezbollah. "Ci stiamo preparando a uno scontro di una portata che non abbiamo mai visto dall'inizio della guerra", hanno dichiarato.

Il ministro degli Esteri Lammy: “I britannici lascino il Libano”

Il ministro degli Esteri britannico David Lammy, in una conversazione telefonica con il suo omologo libanese Najib Mikati, ha espresso profonda preoccupazione per le crescenti tensioni e le vittime civili in Libano.
Lammy e Mikati hanno discusso della necessità di negoziare per ripristinare stabilità e sicurezza nella regione di confine tra Israele e Libano. Lammy ha anche esortato i cittadini britannici a evacuare il Libano, a causa le crescenti tensioni nella regione.
"Il mio messaggio ai cittadini britannici in Libano è di andarsene finché restano le opzioni commerciali. Le tensioni sono alte e la situazione potrebbe deteriorarsi rapidamente", ha scritto su X.

Usa a Hezbollah: “Basta attacchi contro Israele”

Gli Stati Uniti esortano Hezbollah a cessare gli "attacchi terroristici" contro Israele. Lo afferma il portavoce del Dipartimento di Stato Matthew Miller.

Londra condanna l'escalation e le vittime civili in Libano

Il governo britannico è "profondamente preoccupato per l'escalation delle tensioni e per le vittime civili in Libano". Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri, David Lammy, sul suo profilo X dando notizia di aver sentito il collega libanese Najib Mikati dopo i recenti attacchi attribuiti a Israele e di aver discusso con lui della "necessità di una soluzione negoziata per ripristinare la stabilità e la sicurezza lungo la Linea Blu", al confine israelo-libanese. Lammy ha poi sollecitato i cittadini britannici a lasciare il Libano finché vi sono voli disponibili paventando "un rapido peggioramento della situazione".

Austin rinvia la visita in Israele

Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd Austin, ha rinviato a data da destinarsi una visita programmata in Israele per la prossima settimana. Lo ha riferito Axios.

Blinken esorta tutte le parti ad evitare escalation

Il Segretario di Stato americano Antony Blinken esorta a evitare "azioni di escalation da parte di qualsiasi parte" in Medioriente, a seguito dell'esplosione di ordigni del gruppo terroristico libanese Hezbollah, imputati a Israele. "La Francia e gli Stati Uniti sono insieme nel chiedere moderazione e nell'esortare alla de-escalation quando si tratta del Medioriente in generale e del Libano in particolare", ha dichiarato Blinken dopo i colloqui a Parigi con l'omologo francese Stephane Sejourne. "Non vogliamo assistere a nessuna escalation da parte di nessuno" che possa mettere in pericolo l'obiettivo di un cessate il fuoco nel conflitto di Gaza, ha aggiunto Blinken.

(reuters)

Tajani: “Riunione Parigi per impedire l'escalation"

"C'è un peggioramento della situazione in Medio Oriente Dobbiamo lavorare insieme agli Stati Uniti e ai principali partner europei per impedire un'escalation, per arrivare al cessate il fuoco a Gaza". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in missione a Parigi dove parteciperà alla riunione in formato Quint dei ministri degli Esteri di Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Germania. "E' una riunione necessaria per vedere cosa poter fare insieme. Prepareremmo anche la settimana di New York e il G7, dedicato all'Ucraina, al Medio Oriente e al resto della situazione internazionale", ha aggiunto il capo della diplomazia italiana.

(ansa)

Iran a Nasrallah, risposta schiacciante a Israele

Israele dovrà affrontare "una risposta schiacciante dall'asse della resistenza". Lo ha detto il comandante delle Guardie rivoluzionarie iraniane Hossein Salami al capo di Hezbollah, Hassan Nasrallah, secondo quanto riportato dai media statali, dopo gli attacchi ai dispositivi di comunicazione di Hezbollah libanesi attribuiti a Israele, come riferisce il Times of Israel, aggiungendo che, tra le persone rimaste ferite nell'esplosione dei cercapersone di Hezbollah avvenuta martedì, c'è anche l'ambasciatore iraniano in Libano.

Nasrallah, “Puniremo Israele ma non diciamo quando e dove”

"Ciò che è accaduto martedì e mercoledì incontrerà la giusta punizione e una resa dei conti difficile, e non parlerò di tempo o luogo": lo ha detto il leader degli Hezbollah libanesi, Hasan Nasrallah, ribadendo di fatto che il Partito di Dio non intende per il momento annunciare un'escalation militare con Israele.


Gli alti ufficiali non sono stati colpiti dagli attacchi

Il capo di Hezbollah, Hassan Nasrallah, afferma che gli attacchi di questa settimana in Libano avevano lo scopo di indebolire le infrastrutture del gruppo e di sfidare la leadership. Secondo Nasrallah il "nemico israeliano" aveva pianificato gli attacchi per creare una spaccatura tra il gruppo e causare divisione. Ma sostiene che i massimi funzionari di Hezbollah non avevano con sé il modello dei cercapersone esplosi. "La nostra infrastruttura non è stata scossa", afferma, aggiungendo che al contrario è "robusta, potente, coerente e non può essere scossa da un simile attacco".

(afp)

Nasrallah, non ci fermiamo finché c’è guerra a Gaza

Il capo di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha dichiarato che il gruppo non "abbandonerà" i suoi "compagni di resistenza" a Gaza e la popolazione di Gaza e Cisgiordania. Nasrallah ha affermato che gli attacchi di questa settimana in Libano avevano lo scopo di "mettere in ginocchio" gli Hezbollah e di farli arrendere. Rivolgendosi al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha affermato che le operazioni di Hezbollah nel sud del Libano non si fermeranno fino a quando la guerra a Gaza non sarà terminata. "Lo dico chiaramente: a prescindere dalle conseguenze, dai sacrifici e dagli scenari che si apriranno, la resistenza libanese non smetterà di sostenere la resistenza a Gaza e in Cisgiordania e tutti gli aggrediti nei territori occupati".

Israele approva il piano di battaglia per il fronte nord

Il capo di stato maggiore israeliano Herzi Halevi ha tenuto una valutazione e approvato i piani di battaglia per il fronte settentrionale. L'annuncio dell'esercito arriva in un momento di crescente tensione con il gruppo terroristico Hezbollah in Libano.

Nasrallah: “Attacco senza precedenti”

"Abbiamo subito un colpo molto duro, un attacco senza precedenti, ma questo è lo stato di guerra. Attraverso questa esperienza e i suoi insegnamenti saremo più forti e più potenti". Lo ha dichiarato il Segretario generale di Hezbollah Hassan Nasrallah sottolineando che il gruppo Hezbollah indagherà sulle aziende coinvolte nella produzione e nella vendita dei cercapersone esplosi ieri e martedì, nonché sulle modalità della loro distribuzione. I walkie talkie, ha poi aggiunto, sono esplosi "negli ospedali, nelle farmacie, nei nosocomi, nei mercati, nei negozi, nelle case, nelle auto e nelle strade dove si trovavano molti civili insieme a donne e bambini".

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Nasrallah: “Israele voleva colpire 4mila persone in un minuto”

"Il nemico ha dato per scontato che i walkie-talkie, oltre quattromila, venissero distribuiti tra i fratelli e le sorelle di Hezbollah. E quindi questo significa che aveva l'intenzione di uccidere deliberatamente quattromila persone in un minuto". Così il Segretario generale di Hezbollah Hassan Nasrallah in un discorso dopo l'uccisione di 37 persone in Libano in seguito a due ondate di esplosioni martedì e ieri. "Come possiamo definire questo tipo di azione criminale? E' una grande operazione? E' un genocidio? E' un massacro?", si è chiesto il leader di Hezbollah. "Gli ospedali sono sotto pressione" e "molte persone sono state ferite agli occhi", ha aggiunto Nasrallah ringraziando i donatori di sangue. In ogni caso, ha aggiunto, "gli obiettivi del nemico sono stati ampiamente sventati" grazie all'intervento divino, agli sforzi delle persone e alla loro determinazione.

Raid di Israele sul Libano mentre parla Nasrallah

Un'intensa serie di attacchi aerei israeliani si è registrata nel sud del Libano in corrispondenza dell'inizio dell'atteso discorso televisivo del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah. Lo riferiscono media libanesi.

Macron sente il premier libanese e condanna le esplosioni dei cercapersone e dei walkie-talkie

Il presidente francese Emmanuel Macron ha avuto una conversazione telefonica con il primo ministro libanese Najib Mikati durante la quale ha espresso la sua "condanna" per le esplosioni che hanno ucciso almeno 37 persone e ne hanno ferite diverse migliaia, secondo una dichiarazione citata dall'agenzia di stampa libanese National News Agency (Nna). Macron ha espresso la sua "solidarietà e simpatia per il Libano in questa dolorosa prova" e ha invitato tutte le parti a esercitare moderazione ed evitare un'escalation. Il presidente francese non ha fatto alcun riferimento diretto a Israele, che è il sospetto esecutore delle esplosioni per non avendo rivendicato ufficialmente alcune responsabilità degli attacchi di ieri e martedì.

Proposta di Israele: tutti gli ostaggi liberi per stop a guerra e salvacondotto per Sinwar

Il capo negoziatore israeliano per gli ostaggi, Gal Hirsch, ha presentato agli Usa una proposta di accordo, che gli americani dovrebbero trasmettere a non meglio specificati funzionari arabi, che prevedrebbe il rilascio di tutti gli ostaggi in un'unica volta, in cambio della fine dei combattimenti a Gaza e di un “passaggio sicuro” fuori dalla Striscia per il leader di Hamas Yahya Sinwar. La proposta, di cui ha inizialmente riferito l'emittente israeliana Kan, è stata confermata da un funzionario israeliano anche al Times of Israel. Il piano proposto, secondo Kan, prevede anche il rilascio di prigionieri palestinesi in carcere in Israele, la smilitarizzazione della Striscia e un nuovo sistema di governance per Gaza. Non vengono forniti ulteriori dettagli.

Gli Usa temono che le esplosioni dei cercapersone e dei walkie-talkie siano il preludio di un attacco contro il Libano

Alti funzionari del pentagono temono che le recenti esplosioni di massa di dispositivi di comunicazione in Libano siano il preludio ad un'offensiva di terra da parte di Israele. Lo riporta oggi il Wall Street Journal, spiegando che già prima di queste esplosioni, durante un incontro avvenuto lunedì, il capo del Pentagono Lloyd Austin aveva espresso "il timore che Israele potesse lanciare presto un'offensiva di terra, dopo mesi di attacchi reciproci, dall'aria e con razzi, con Hezbollah". "L'allarme negli Usa su una possibile invasione si è intensificato, c’è preoccupazione per questa escalation incontrollata".

Hezbollah: gli attacchi di Israele non fermano la resistenza

Hezbollah afferma che continuerà la resistenza armata contro Israele nonostante il duro colpo inflitto al partito dalle serie di esplosioni che hanno scosso il Libano nelle ultime 48 ore.
"Sapevamo che questa è una strada costellata di sacrifici. Diciamo al nemico che non sarà in grado di scuotere la resistenza e il suo sostegno a Gaza", ha detto stamani il deputato di Hezbollah Hussein Hajj Hassan durante una cerimonia funebre a Baalbeck, nell'est del Paese.

Madrid sul Libano: no ad attacchi indiscriminati

M"Il governo spagnolo segue con grande preoccupazione gli attacchi con mezzi elettronici in Libano del 17 e 18 settembre, che hanno causato decine di morti e migliaia di feriti, con numerose vittime tra la popolazione civile. Gli attacchi indiscriminati sono contrari al diritto umanitario internazionale e minacciano la sicurezza e la stabilità del Libano, di Israele e dell'intera regione". E' quanto si legge in una nota diramata dal ministero degli Esteri spagnolo. Madrid ha quindi chiesto "moderazione da parte di tutti gli attori". "Occorre evitare un'ulteriore escalation di violenza e il rischio di una guerra aperta dalle conseguenze imprevedibili", ha sottolineato il governo spagnolo nella nota.

La Turchia: Israele passo dopo passo aumenta gli attacchi contro il Libano

"Vediamo che, passo dopo passo, Israele ha iniziato ad aumentare i suoi attacchi contro il Libano". Lo ha affermato il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, commentando le esplosioni di walkie talkie e radio che hanno provocato ieri 20 morti e centinaia di feriti in Libano, il giorno dopo lo scoppio dei cercapersone. "Il progetto di (Benyamin) Netanyahu di rubare tutte le terre dei Palestinesi nella regione continua con il sostegno dell'Occidente", ha aggiunto Fidan, durante un'intervista con Anadolu

Hezbollah annuncia la morte di 20 suoi membri a causa delle esplosioni di walkie-talkie

Gli Hezbollah libanesi hanno annunciato la morte di 20 suoi membri uccisi nelle esplosioni di walkie-talkie attribuite a Israele il giorno dopo una prima ondata di esplosioni di cercapersone che aveva provocato dodici morti e quasi 2.800 feriti. Hezbollah ha accusato Israele – che non ha commentato – di queste esplosioni e ha promesso una risposta. Il suo leader, Hassan Nasrallah, parlerà oggi alle 17.

L’Idf: abbiamo colpito intensamente il Sud del Libano

Questa notte aerei dell'aeronautica militare israeliana hanno colpito strutture militari di Hezbollah nel Sud del Libano. Lo ha dichiarato il portavoce dell'Idf. Inoltre, l'esercito israeliano ha effettuato intensi attacchi di artiglieria in diverse aree del Sud del Libano.

L’azienda giapponese Icom: abbiamo smesso 10 anni fa di produrre il modello di walkie-talkie delle esplosioni

L'azienda giapponese Icom afferma di aver smesso di produrre il modello di walkie-talkie, presumibilmente utilizzato nelle recenti esplosioni in Libano, circa 10 anni fa. "L'IC-V82 è una radio portatile che è stata prodotta ed esportata, anche in Medio Oriente, dal 2004 a ottobre 2014. È stata messa fuori produzione circa 10 anni fa e da allora non è stata più spedita dalla nostra azienda", afferma Icom in una dichiarazione. Una nuova ondata di esplosioni ha devastato il Libano ieri pomeriggio e hanno riguardato soprattutto walkie-talkie utilizzati dai membri di Hezbollah, il giorno dopo che migliaia di persone erano rimaste ferite, quando i loro cercapersone sono esplosi in un attacco coordinato, la cui responsabilità è stata ampiamente attribuita a Israele dopo mesi di scontri transfrontalieri.

Scambio a fuoco tra Idf e Hezbollah: feriti nel Nord di Israele

Botta e risposta di missili tra le Forze di difesa israeliane (Idf) e Hezbollah. Il portavoce dell'Idf ha informato che gli aerei da combattimento dell'aeronautica militare hanno attaccato stanotte gli edifici militari di Hezbollah nelle aree di Shekhin, A-Taiba, Balida, Mis al-Jabal, Eitaron e Kfar Kila nel sud del Libano. Inoltre, gli aerei hanno attaccato un magazzino di Amalah nell'area di Hayam e questa mattina hanno lanciato nuovi raid. Hezbollah ha attaccato nell'Alta Galilea, nel Nord di Israele, provocando numerosi feriti. Lo riporta Ynet.

Netanyahu: con lo stop alle armi Londra mina il nostro diritto all’autodifesa

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato al quotidiano Daily Mail che il governo del nuovo primo ministro britannico Keir Starmer sta inviando minando il diritto di Israele alla Difesa, dopo che Londra ha annunciato la sospensione delle licenze per l'utilizzo di 30 sistemi d'arma forniti dalla Gran Bretagna. Lo riferisce oggi Haaretz. Dopo il massacro di Hamas del 7 ottobre, Netanyahu ha affermato che il precedente governo britannico aveva espresso chiaramente il suo sostegno, mentre l'attuale governo, pur affermando il diritto di Israele all'autodifesa, sta minando tale diritto. Questo sia attraverso il cambiamento di posizione del Regno Unito sulle accuse avanzate contro Israele dal procuratore della Corte penale internazionale (Cpi), sia attraverso il blocco delle vendite di armi mentre Israele combatte Hamas. Netanyahu ha inoltre sottolineato che la sospensione di 30 licenze di armi, avvenuta pochi giorni dopo l'esecuzione di sei ostaggi israeliani da parte di Hamas, ha mandato un messaggio negativo all'organizzazione terroristica.

Arrestato un israeliano accusato di essere stato assoldato dall’Iran per uccidere Netanyahu

Un civile israeliano è stato arrestato il mese scorso e incriminato oggi con l'accusa di essere stato reclutato dall'Iran per assassinare il primo ministro israeliano, il ministro della Difesa o il capo dello Shin Bet. Lo rendono noto, in una dichiarazione congiunta, lo Shin Bet e la polizia israeliana, aggiungendo che il sospettato si era introdotto due volte clandestinamente in Iran, dove ha ricevuto un pagamento per portare a termine le missioni.

Il New York Times: Israele ha prodotto i cercapersone usati nell’attacco in Libano

La Bac Consulting, l'azienda ungherese produttrice dei cercapersone esplosi in Libano, era una società fittizia israeliana. Lo ha riferito il New York Times, citando tre ufficiali dell'intelligence israeliana informati dell'operazione, che hanno dichiarato al giornale che sono state create almeno altre due società fittizie per nascondere che i produttori dei cercapersone facevano capo ai servizi segreti israeliani. Secondo il rapporto, i cercapersone hanno iniziato a essere spediti in Libano nel 2022, ma la fornitura è aumentata quando il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha dichiarato l'uso dei telefoni cellulari come pericoloso.

Media: “Numerosi feriti in un attacco missilistico nel Nord di Israele”

Secondo quanto riportato dai media israeliani, diverse persone sono rimaste ferite in un attacco missilistico anticarro nel Nord di Israele, in una zona nei pressi di Menara, nell'Alta Galilea. Almeno due sarebbero i missili anticarro lanciati dal Libano meridionale.

Taiwan: “Nessuno scambio di informazioni con 007 Israele”

Il ministro della Difesa taiwanese, Wellington Koo, ha assicurato che il governo dell'isola non scambia informazioni di intelligence con Israele, dopo che centinaia di cercapersone, presumibilmente fabbricati proprio da un'azienda di Taiwan, sono fatti esplodere in Libano. "Il ministero della Difesa non ha questo tipo di rapporto con Israele", ha ribadito il ministro chiarendo che, secondo le sue informazioni, le agenzie di sicurezza nazionale di Taiwan "stanno prestando molta attenzione a questa vicenda, già oggetto di indagine" Da parte sua, il portavoce del ministero, Sun Li-fang, ha garantito che il ministero "non farà alcuna congettura" su chi ha fabbricato gli esplosivi o su come sono stati utilizzati e si attiene alla versione della società taiwanese Gold Apollo, secondo cui i cercapersone utilizzati nelle esplosioni sono stati fabbricati su licenza da una società ungherese.

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