“La tregua in Libano deve garantire la sicurezza di Israele”. Lo ha detto il premier Netanyahu agli inviati Usa McGurk e Hochstein in merito alla proposta americana di cessate il fuoco di un mese. Intanto Hamas respinge la proposta di una tregua temporanea per la Striscia di Gaza: ''Non servirà ad altro che a riprendere l'aggressione in un secondo momento''. L’Idf ha emesso un nuovo ordine di evacuazione per la città libanese di Baalbek, mentre per il lancio di razzi di Hezbollah sulla città di Metula, nel nord di Israele, 5 sono le vittime
Nyt: “Khamenei ha ordinato di prepararsi ad attaccare Israele”
La Guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, ha ordinato al Supremo consiglio per la sicurezza nazionale del Paese di prepararsi ad attaccare Israele. Lo ha riferito il New York Times, citando tre funzionari iraniani. Khamenei, scrive il giornale americano, ha preso la decisione dopo aver esaminato un rapporto dettagliato di comandanti militari sull'entità dei danni provocati dal raid israeliano della scorsa settimana alla capacità di produzione missilistica del Paese, ai sistemi di difesa aerea intorno a Teheran, alle infrastrutture energetiche critiche e a un porto situato nel sud. La portata dell'attacco di Israele e i quattro soldati iraniani uccisi negli attacchi aerei sono "troppo grandi per essere ignorati" e secondo i funzionari citati, "non rispondere significherebbe ammettere la sconfitta"
Idf: “Avviso di evacuazione per città libanese di Nabatiye”
L'esercito israeliano ha emesso un avviso di evacuazione ai residenti della città di Nabatiye, nel sud del Libano. "Se vi trovate all'interno o nelle vicinanze di un edificio utilizzato da Hezbollah per immagazzinare armi, evacuatelo immediatamente e allontanatevi di almeno 500 metri", ha detto il portavoce dell'esercito israeliano Avichay Adraee, secondo quanto riferisce il quotidiano libanese L'Orient le Jour online
Blinken: “Buoni progressi verso una tregua in Libano”
I negoziatori hanno fatto "buoni progressi" verso un accordo che porterebbe a un cessate il fuoco nell'offensiva di Israele in Libano: lo ha detto il segretario di stato Usa Antony Blinken, secondo cui Washington sta "lavorando molto duramente" per concludere i dettagli di un accordo che includerebbe il ritiro di Hezbollah dalla regione di confine con Israele. "Sulla base del mio recente viaggio nella regione e del lavoro in corso in questo momento, abbiamo fatto buoni progressi su quelle intese", ha riferito. "Abbiamo ancora molto lavoro da fare", ha aggiunto, chiedendo una "risoluzione diplomatica, incluso un cessate il fuoco"
Oggi 45 morti in Libano per gli attacchi di Israele
Gli attacchi israeliani hanno ucciso 45 persone in Libano nelle ultime 24 ore, portando il bilancio totale delle vittime a 2.865 dall'ottobre 2023. Lo rende noto il ministero della Salute libanese, senza fare distinzioni tra civili e combattenti
L'inviato Usa Amos Hochstein non si recherà a Beirut
L'inviato Usa, Amos Hochstein, non si recherà a Beirut, ma tornerà direttamente negli Stati Uniti. Lo ha indicato ad Axios una fonte a conoscenza dei piani dell'inviato, che oggi in Israele ha incontrato il primo ministro Benjamin Netanyahu, con l'obiettivo di discutere i termini di un accordo che possa portare al cessate il fuoco in Libano.
L’Ordine di Malta consegna quattro tonnellate di aiuti umanitari
Il Sovrano Ordine di Malta ha concluso la consegna di quattro tonnellate di aiuti umanitari verso il Libano per sostenere la popolazione colpita dalle conseguenze del conflitto in corso nella regione. Si tratta della prima spedizione di aiuti umanitari dall'Italia verso il Libano e un segnale concreto dell'impegno umanitario dell'Ordine in Libano e in Medio Oriente. L'iniziativa organizzata dall'Ordine di Malta ha visto la consegna di coperte, vestiti e beni di prima necessità per affrontare l'emergenza, attraverso due spedizioni da 2 tonnellate ciascuna, con due consegne di cui la prima effettuata il 24 ottobre e la seconda il 30 ottobre grazie ai voli dell'Aeronautica Militare Italiana. "Questa iniziativa è un segno tangibile dell'impegno dell'Ordine di Malta, da sempre presente nei teatri di guerra in tutto il mondo, oggi in Libano come già a Gaza. Non siamo sordi al grido di dolore che ci giunge da un Paese in cui l'Ordine di Malta è fortemente attivo con la sua Associazione nazionale libanese, impegnata da 70 anni a favore delle persone più bisognose e vulnerabili con una rete di servizi e un'azione costante, anche a favore del dialogo interreligioso", ha dichiarato il Grande Ospedaliere Frà Alessandro de Franciscis
Siria: cinque i morti nel raid israeliano su una città vicino al confine con il Libano
Sale a cinque morti il bilancio dei raid aerei attribuiti a Israele che hanno colpito la zona di Qusayr, località siriana vicino al confine con il Libano. Lo riferisce sul suo sito web l'Osservatorio siriano per i diritti umani, ong con sede nel Regno Unito e fonti nel Paese arabo. Secondo l'Osservatorio, sono tutti civili le vittime di tre raid che hanno colpito "un magazzino di armi e un deposito di carburante di Hezbollah", un "sito nell'area del valico di Hush Al-Sayed Ali" e un "sito nella zona di Jisr al-Duff".
L’Ue condanna la messa al bando dell’Unrwa: “Ha gravi conseguenze”
"L'Ue condanna ogni tentativo di abrogare l'accordo del 1967 tra Israele e l'Unrwa o di ostacolare la capacità dell'agenzia di adempiere al proprio mandato. Se attuate, queste leggi avranno conseguenze di vasta portata, fermando tutte le operazioni dell'Unrwa in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, impedendo di fatto le operazioni vitali a Gaza". Lo scrive in una nota l'Alto rappresentante dell'Ue, Josep Borrell, a nome dei Ventisette. "È essenziale che l'Unrwa possa continuare a svolgere il suo lavoro cruciale in linea con il mandato adottato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1949 e rinnovato successivamente", evidenzia l'Ue, ricordando che l'Unrwa "fornisce servizi essenziali a milioni di persone a Gaza, in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, e in tutta la regione, compresi Libano, Siria e Giordania". L'Ue, si legge ancora nella nota, "ribadisce il ruolo fondamentale" dell'agenzia dell'Onu "nella risposta umanitaria per i rifugiati palestinesi nella regione, offrendo un supporto salvavita a una popolazione che affronta esigenze critiche e immani" e ne conferma il suo sostegno. "Fino a quando non ci sarà una soluzione sostenibile al conflitto, il mandato dell'Unrwa rimarrà essenziale", viene sottolineato.
Il capo dell’Idf: “Non abbiamo dimenticato gli ostaggi”
"Non ci siamo dimenticati degli ostaggi tenuti prigionieri da Hamas" nella Striscia di Gaza da oltre un anno. Lo ha detto il capo di Stato Maggiore delle forze israeliane (Idf), Herzl Halevi, in dichiarazioni riportate da Haaretz. "Lavoriamo per riportarli a casa - ha aggiunto Halevi durante una cerimonia di giuramento di ufficiali israeliani - Siamo responsabili per loro e dobbiamo continuare a operare con urgenza. Dobbiamo fare in fretta e riportarli a casa, è nostro dovere morale".
Anpp: 4 palestinesi uccisi nei raid di Israele a Tulkarem
Quattro palestinesi sono stati uccisi durante operazioni militari israeliane a Tulkarem, in Cisgiordania. Lo ha riferito il ministero della Salute palestinese, precisando che tra le vittime ci sono un 16enne e un 20enne colpiti nel campo di Nur Shams. L'esercito israeliano ha confermato un'operazione in cui ha "eliminato il terrorista Hussam Mallah", identificandolo come un importante membro di Hamas nella zona "che era coinvolto nella pianificazione di attacchi terroristici a breve".
Netanyahu: “Possiamo raggiungere qualsiasi luogo in Iran”
"Oggi Israele ha più libertà di azione in Iran di quanta ne abbia mai avuta" e "può raggiungere qualsiasi luogo in Iran se necessario". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, tornando sulla recente rappresaglia dello Stato ebraico contro la Repubblica islamica durante un discorso pronunciato alla cerimonia di chiusura del corso per ufficiali delle Idf. "L'obiettivo principale che ho fissato è impedire (che l'Iran si doti di, ndr) armi nucleari", ha osservato Netanyahu, citato dal sito di Haaretz. Il primo ministro ha anche parlato del rapporto tra il suo governo e la Casa Bianca, sostenendo di "apprezzare la politica degli Stati Uniti, ma quando è necessario, dico di no".
Mattarella: “Il mio pensiero va all’Unifil, il suo lavoro è fondamentale”
"Le Forze Armate sono parte protagonista in questa azione di contenimento e dissuasione" per la stabilità e la pace. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia al Quirinale per la consegna delle onorificenze dell'Ordine militare d'Italia, in occasione della Festa del 4 novembre. "L'impegno delle Istituzioni si avvale del fattore di deterrenza da esse rappresentato, necessario per prevenire il riscorso alle armi. In questo momento, il pensiero va al contingente italiano schierato nell'ambito della missione Unifil in Libano e a tutti i caschi blu che operano in quel delicatissimo scenario". "È fondamentale - ha aggiunto - il presidio di affermazione del diritto umanitario internazionale che quella missione rappresenta. A loro va il mio augurio affinché, portata a termine la loro importante missione, possano rientrare presto alle loro famiglie".
Mosca: la messa a bando di Israele dell’Unrwa è una condanna per tutti i palestinesi
La messa al bando da parte di Israele delle attività dell'Agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) sarà una "punizione collettiva per milioni di palestinesi". Lo ha affermato il ministero degli Esteri russo. In un comunicato citato dalla Tass, la diplomazia di Mosca ricorda che il disegno di legge approvato il 28 ottobre dal Parlamento israeliano dovrebbe entrare in vigore nei territori palestinesi entro 90 giorni. "In termini pratici - si afferma nella nota - questa sarà un'altra forma di punizione collettiva per milioni di palestinesi per i quali l'Unrwa era e rimane l'unica fonte di sostegno nelle aree per assistenza umanitaria, istruzione, sanità e servizi sociali".
Una donna leggermente ferita dal lancio di razzi di Hezbollah vicino a Haifa
Il servizio di soccorso Magen David Adom ha dichiarato che una donna di 21 anni è rimasta leggermente ferita nei pressi della città di Shfar'am, nel nord di Israele, durante l'ultimo lancio di razzi nei pressi di Haifa. Lo riporta Haaretz. Secondo il servizio di soccorso, la donna è rimasta ferita quando le schegge le hanno colpito la parte superiore del corpo ed è stata trasferita al Rambam Hospital per cure mediche.
Erdogan: “La situazione in Medio Oriente peggiorerà”
"La regione è sull'orlo di una spirale di fuoco. Sfortunatamente, la traiettoria della regione peggiorerà ulteriormente". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, parlando degli attacchi di Israele in Libano e Palestina. "Gli imperialisti hanno sperimentato in Africa che un futuro pacifico non può essere stabilito attraverso spargimenti di sangue e massacri. La stessa realtà si manifesterà anche a Gaza e in Libano", ha detto il leader turco durante una conferenza stampa congiunta ad Ankara con l'omologo senegalese Bassirou Diomaye Diakhar Faye. "Osserviamo con gratitudine l'incrollabile opposizione dei nostri fratelli africani alla politica genocida di Israele, poiché sanno bene cosa significano oppressione e massacro", ha aggiunto Erdogan, come riferisce la presidenza della Repubblica di Ankara, invitando "tutti i Paesi con una coscienza a esercitare più pressione sul governo israeliano".
Hezbollah: nessun segnale su un imminente cessate il fuoco
"Non ci sono novità reali che possano far pensare al raggiungimento di un accordo in tempi brevi": lo ha detto poco fa a Beirut il ministro della cultura libanese, Muhammad Murtada, che è in quota politica di Hezbollah. Citato dall'agenzia nazionale di notizie Nna, Murtada ha affermato che Hezbollah sostiene la posizione del governo di Beirut: "o un cessate il fuoco con l'applicazione della risoluzione 1701 - ha detto - o il proseguimento della guerra di Israele contro il Libano". Nella serata di ieri e alla vigilia dell'arrivo in Israele il premier uscente Najib Miqati aveva espresso ottimismo rispetto all'imminenza del raggiungimento di un accordo per il cessate il fuoco. Parlando in tv Miqati aveva detto che l'intesa sarebbe potuta essere raggiunta "nelle prossime ore".
Analisti regionali affermano che sebbene tutte le parti coinvolte nel conflitto affermino di volere l'applicazione della risoluzione Onu 1701 del 2006, questa viene letta e presentata invece da ciascuna parte in maniera parziale, a seconda di quale aspetto si voglia enfatizzare e di quali altri aspetti si preferisca mettere in ombra.
Governo libanese: almeno 12 uccisi nei raid di Israele nel Paese
È di almeno 12 persone uccise, tra cui alcune donne, il bilancio dei recenti attacchi di Israele in varie regioni del Libano. Lo riferisce il ministero della Sanità libanese, secondo cui queste vittime si aggiungono alle 15 registrate stamani. Secondo il ministero, una donna è stata uccisa e suo marito ferito nella valle della Bekaa da un raid aereo israeliano. Un altro attacco sferrato dall'aviazione dello Stato ebraico ha ucciso cinque persone a Hermel, nella cittadina di Mekne, dove un edificio è stato colpito e distrutto. L'agenzia governativa di notizie Nna afferma che a Mekne si scava sotto le macerie alla ricerca di altre vittime. Nelle prime ore del pomeriggio un altro sanguinoso attacco compiuto da Israele ha ucciso, a Sidone, nella cittadina di Arzi, cinque persone che si trovavano in un edificio colpito dai jet con la Stella di Davide.
Germania: le nostre relazioni con l’Iran sono ai livelli più bassi di sempre
Le relazioni tra Iran e Germania sono "al livello più basso di sempre". Così il ministro degli Esteri tedesco, Annalena Baerbock, dopo che Berlino ha annunciato la chiusura dei tre consolati iraniani in Germania a seguito dell'esecuzione nella Repubblica Islamica di Jamshid Sharmahd, cittadino tedesco-iraniano. Per Baerbock, il caso Sharmahd dimostra che il "regime di ingiustizia" continua a operare brutalmente. Da New York, Baerbock ha accusato il "regime" di conoscere solo il linguaggio del ricatto, delle minacce e della violenza. "Abbiamo ripetutamente chiarito all'Iran, in modo inequivocabile, che l'esecuzione di un cittadino tedesco avrebbe avuto conseguenze gravi", ha aggiunto, ribadendo che la Germania non intende chiudere l'ambasciata iraniana a Berlino. "Sappiamo che esiste un altro Iran", ha affermato dopo la notizia della decisione di chiudere i consolati iraniani a Francoforte, Monaco e Amburgo.
Razzo di Hezbollah su truppe irlandesi Unifil: nessun ferito
La base delle truppe irlandesi impiegate nella missione di Unifil in Libano è stata colpita da un razzo, presumibilmente sparato da Hezbollah, ma non ci sono stati feriti. Lo ha confermato il premier irlandese Simon Harris su X, che e' stato "informato dell'attacco missilistico a Camp Shamrock". "Le nostre truppe sono al sicuro e stanno bene", ha assicurato. Secondo il capo di Stato maggiore irlandese Sean Clancy, è stata colpita una parte non occupata di Camp Shamrock, a 7 km dal confine israeliano. Il razzo, di fabbricazione russa, "stava viaggiando da nord verso sud in Israele", riporta il Guardian. Ieri, il portavoce della missione Onu, Andrea Tenenti, ha riferito che ci sono stati circa 30 attacchi alle basi Unifil nella zona cuscinetto tra Libano e Israele, di cui 20 sono stati attribuiti alle truppe israeliane. Lunedì un razzo, probabilmente sparato da Hezbollah, ha colpito il quartier generale dei caschi blu a Naqoura, ferendo lievemente otto soldati austriaci.
Netanyahu agli Usa: “La tregua in Libano deve garantire la nostra sicurezza”
Qualsiasi tregua che venga raggiunta con Hezbollah sul Libano deve garantire la sicurezza di Israele. Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu ai due inviati americani del presidente Joe Biden, Brett McGurk e Amos Hochstein.
Esecuzione di Sharmahd, la Germania chiude i consolati iraniani
La Germania chiuderà i tre consolati iraniani nel Paese in risposta all'esecuzione nella Repubblica Islamica del cittadino tedesco-iraniano Jamshid Sharmahd. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri, come riporta l'agenzia Dpa, precisando che la decisione riguarda le rappresentanze ad Amburgo, Francoforte e Monaco, ma non l'ambasciata a Berlino. I 32 dipendenti dei consolati dovranno lasciare la Germania, se non hanno la cittadinanza tedesca.
Altri razzi dal Libano sul nord di Israele: due persone gravemente ferite
Altri razzi dal Libano sono caduti sul nord di Israele, nella zona di Kiryat Ata, e due persone sono rimaste gravemente ferite. Lo hanno riferito i soccorritori, citati da Haaretz. Stamane in cinque sono morti per un missile caduto vicino a Metula.
Gaza: sale a 43.204 il numero di morti in guerra
È di 43.204 il numero dei palestinesi che sono stati uccisi nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre. Lo rende noto il ministero della Salute di Gaza aggiungendo che 101.641 palestinesi sono rimasti feriti in oltre un anno di guerra.
Netanyahu: “Nonostante la guerra, la nostra economia è resiliente”
Israele sta pagando un "prezzo molto alto per la guerra, ma per un Paese che è attaccato su sette fronti, l'economia sta mostrando una sorprendente e insolita resilienza". Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, aprendo la riunione di gabinetto destinata ad approvare il bilancio del 2025, tema al centro di tensioni nel governo di estrema destra, con gli ultraortodossi che fanno pressioni per avere concessioni sull'esenzione sulla leva e il ripristino dei fondi per l'assistenza all'infanzia. Lo sforzo bellico dipende dall'economia, ha sottolineato il premier: "Non possiamo avere un esercito forte se non abbiamo modo di finanziarlo. Pertanto, la sicurezza dipende dall'economia, ma l'economia dipende anche dalla sicurezza. Se c’è la possibilità di danneggiare le nostre città, la nostra industria, allora ovviamente la nostra capacità economica ne risentirebbe". Consapevole delle tensioni nell'esecutivo, Netanyahu ha ricordato che la coperta è corta e che l'incremento necessario di fondi per la sicurezza richiede tagli altrove. "Se dai a un posto, sfortunatamente devi prendere da un altro posto", ha affermato, sostenendo che "ci sono modi per farlo".
Il premier libanese: gli ordini di evacuazione di Israele sono crimini di guerra
Il primo ministro libanese Najib Mikati ha condannato Israele per gli avvisi di evacuazione emessi per intere aree del Paese dei Cedri e ha chiesto pressioni diplomatiche per fermare gli attacchi dell'Idf. "Le minacce emesse dal nemico israeliano contro i civili libanesi di evacuare intere citta' e lasciare le loro aree e case sono un ulteriore crimine di guerra che si aggiunge alla serie di crimini commessi dal nemico", ha affermato il capo del governo, ribadendo la richiesta per "una pressione intensificata su Israele per fermare la sua aggressione"
Media: attacchi di Israele vicino a Tiro nel sud del Paese
I canali libanesi Al-Jadeed e Al Mayadeen hanno segnalato diversi attacchi nel villaggio di Al-Khosh, vicino alla città di Tiro, nel Libano meridionale.
Segnalati otto attacchi. Lo riporta Haaretz.
Sei sanitari di Hezbollah uccisi in raid Israele
Sei soccorritori affiliati a Hezbollah e al suo alleato Amal sono stati uccisi e quattro sono rimasti feriti in attacchi israeliani nel Libano meridionale. Lo ha riferito il ministero della Salute del Paese dei Cedri in una nota, precisando che dall'ottobre 2023 il bilancio è di 178 operatori sanitari uccisi e 279 feriti. Secondo il ministero, Israele "ha preso di mira un punto di raccolta del Comitato sanitario islamico nel villaggio di Derdghaiya", uccidendo quattro paramedici. Altri due, appartenenti al Comitato sanitario islamico e all'associazione Al-Risala affiliata al movimento sciita Amal, sono morti in diversi raid israeliani contro i loro veicoli.
Terzo giorno di combattimenti tra Hezbollah e Israele nella piana di Khiam
Per il terzo giorno consecutivo infuria nel sud del Libano la battaglia di Khiam tra militari israeliani, che hanno invaso il paese dall'inizio di ottobre, e combattenti di Hezbollah che resistono all'aggressione nemica lungo la fascia di territorio più a ridosso della linea di demarcazione. Secondo media di Beirut, i soldati israeliani si sono arroccati su alcune posizioni nella piana di Khiam, a sud-est della cittadina posta su una collina da cui si dominano le direttrici viarie verso nord. Hezbollah dal canto suo ha affermato anche stamani di aver preso di mira con lanci di mortai gruppi di soldati nemici che tentano di raggiungere la cittadina. Khiam è tristemente nota per aver ospitato a lungo, durante la prima occupazione militare israeliana del sud del Libano (1978-2000), la famigerata prigione e luogo di tortura dove Israele rinchiudeva i combattenti libanesi, palestinesi e di altre nazionalità che resistevano allo Stato ebraico.
Nel luglio del 2006, durante l'ultima guerra tra Hezbollah e Israele, a Khiam furono uccisi in un bombardamento di Israele Israele quattro caschi blu dell'Onu: un austriaco, un canadese, un finlandese e un cinese.
Razzi Hezbollah su Metula: morti 4 agricoltori thailandesi e un israeliano
Sono morti cinque delle sei persone che erano rimaste ferite dai razzi lanciati da Hezbollah vicino a Metula, nel nord di Israele. Lo ha reso noto il capo del consiglio municipale di Metula, come riporta il sito di Haaretz. L'emittente Channel 12 precisa che le vittime sono cinque agricoltori thailandesi e un cittadino israeliano. Una sesta persona è rimasta gravemente ferita dal lancio di razzi nella zona rurale di Metula.
Incontro tra Al Sisi e Burns per il cessate il fuoco a Gaza e in Libano
Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha incontrato il direttore della Cia William Burns per discutere degli sforzi congiunti per allentare le tensioni a Gaza e dei negoziati per un cessate il fuoco e uno scambio di prigionieri. Lo ha affermato la presidenza egiziana in una dichiarazione, sottolineando l'urgente necessià di un cessate il fuoco in Libano. Sisi ha anche criticato la recente legge israeliana che limita le operazioni dell'Unrwa, sottolineando il ruolo essenziale dell'agenzia e sollecitando che il suo lavoro non venga interrotto.
Raid israeliano vicino a Beirut: un morto
Una persona è morta in un raid attribuito a Israele che ha colpito un'auto lungo una strada che collega la capitale libanese Beirut alla valle della Biqaa, nell'est del Libano. Lo conferma una fonte della sicurezza libanese, precisando che si tratta della stessa zona lungo la strada tra Araya e Kahale in cui ieri è stato colpito un mezzo di Hezbollah carico di munizioni. L'agenzia libanese Nna ha riferito di un'operazione di un drone contro un'auto.
Media: Hamas rifiuta la proposta di una tregua temporanea per Gaza
Hamas respinge la proposta di una tregua temporanea per la Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato un alto responsabile di Hamas, Taher al-Nounou, all'Afp. ''Abbiamo già espresso la nostra posizione sull'idea di una tregua temporanea della guerra, se non servirà ad altro che a riprendere l'aggressione in un secondo momento'', ha detto al-Nounou. ''Hamas sostiene la necessità di una fine permanente, e non temporanea, della guerra'', ha aggiunto. Anche nei precedenti negoziati il gruppo aveva sempre insistito sulla necessità di un cessate il fuoco permanente e del ritiro dei soldati israeliani dall'enclave palestinese. Oggi gli inviati degli Stati Uniti per il Medioriente Amos Hochstein e Brett McGurk arriveranno domani in Israele per guidare i colloqui finalizzati al raggiungimento di un accordo per mettere fine alla guerra in Libano e nella Striscia di Gaza
Il ministro degli Esteri francese: “Shock per appelli ministri a ricolonizzare Gaza”
Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, intervistato questa mattina da Bfmtv/Rmc, si è detto ''scioccato'' per l'appello di alcuni ministri israeliani a ricolonizzare la Striscia di Gaza. ''Dichiarazioni estremamente gravi'', deplora il capo del Quai d'Orsay, aggiungendo che ''la colonizzazione aggressiva all'opera da due anni dietro l'incitazione e gli incoraggiamenti di alcuni ministri del governo Netanyahu è una chiara violazione del diritto internazionale".
''Sentire oggi che bisognerebbe colonizzare il nord di Gaza, è ovviamente qualcosa che mi sciocca, sono dichiarazioni estremamente gravi che ledono l'unica soluzione in grado di garantire durevolmente pace e sicurezza a Israele, vale a dire la soluzione a due Stati", avverte Barrot, ricordando che Parigi ha già adottato sanzioni contro 28 coloni estremisti israeliani. Il riferimento va, in particolare, ai ministri Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich,che sostengono la colonizzazione in Cisgiordania occupata nonché la ricolonizzazione di una parte della Striscia di Gaza lacerata da oltre un anno dalla guerra tra Hamas e Israele.
Razzi di Hezbollah sulla città di Metula: feriti 5 soldati israeliani
Razzi di Hezbollah hanno colpito la città di Metula, nel nord di Israele, ferendo cinque militari di cui uno in modo grave. Lo riporta l'esercito israeliano, secondo quanto riporta l'emittente N12. I feriti sono stati trasferiti nell'ospedale di Rambam a Haifa.
Idf: nuovo avviso di evacuazione nella città libanese di Baalbek
L'esercito israeliano ha emesso un ordine di evacuazione per i residenti della città libanese di Baalbek e delle aree circostanti, per il secondo giorno consecutivo. Ieri la città è stata poi colpita. Lo riporta il Guardian.
Unicef: in Libano ucciso un bambino al giorno
In Libano "dal 4 ottobre di quest'anno, ogni giorno almeno 1 bambino è stato ucciso e 10 sono stati feriti. Migliaia di altri bambini che sono sopravvissuti ai molti mesi di bombardamenti costanti, anche se fisicamente indenni, sono profondamente angosciati dalla violenza e dal caos che li circondano". È quanto ha affermato in una nota la direttrice esecutiva dell'Unicef Catherine Russell, che ha chiesto "un cessate il fuoco permanente e immediato". "I bambini in tutto il Libano - ha aggiunto Russel - mostrano segni allarmanti di disagio emotivo, comportamentale e fisico. I team dell'Unicef hanno incontrato bambini che sono attanagliati da una paura schiacciante e da un aumento dell'ansia; ansia da separazione, paura della perdita, ritiro sociale, aggressività e difficoltà di concentrazione. Molti hanno il sonno interrotto, perseguitati da incubi, mal di testa e perdita di appetito", ha proseguito la direttrice esecutiva dell'Unicef che ha ricordato che "quando i bambini sono costretti a sopportare periodi prolungati di stress traumatico, affrontano gravi rischi per la salute fisica e mentale e le conseguenze possono durare per tutta la vita".
Medici senza frontiere: un nostro chirurgo arrestato dai soldati israeliani a Gaza
L'organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere (Msf) fa sapere di aver ricevuto conferma che un chirurgo ortopedico del suo staff, Mohammed Obeid, è in stato di fermo insieme ad altro personale medico dell'ospedale Kamal Adwan, nel nord della Striscia di Gaza. L'area è soggetta ormai da un mese da un assedio dell'esercito, che non ha risparmiato attacchi a ospedali, centri abitati e campi profughi, con centinaia di vittime. Nella nota Msf si dice estremamente allarmata e continua a chiedere sicurezza e protezione per il collega e tutto il personale medico di Gaza che lavora in condizioni impossibili e affronta violenze terribili nel tentativo di fornire assistenza. Obeid, continua l'organizzazione, è in stato di fermo dal 26 ottobre, dopo che le forze israeliane hanno eseguito un'operazione militare nell'ospedale Kamal Adwan - il più grande nel nord di Gaza - dove si era rifugiato e aveva offerto il suo sostegno come chirurgo. Msf conferma che il dott. Obeid ha lavorato instancabilmente dall'inizio della guerra, offrendo il suo supporto come medico in diversi ospedali di Gaza, salvando innumerevoli vite. L'ultimo contatto di Msf con lui risale al pomeriggio del 25 ottobre. L'ong ha chiesto ufficialmente alle autorità israeliane informazioni sul suo stato di fermo, sulla sua attuale posizione e su qualsiasi informazione relativa al suo benessere fisico e mentale. Proprio in queste ore il ministero della Salute di Gaza ha riferito sul suo canale Telegram che le forze israeliane avrebbero colpito il terzo piano dell'ospedale Adwan, causando "gravi danni". Quindi ha aggiunto: "Il ministero fa appello a tutti gli organismi e le organizzazioni internazionali e delle Nazioni Unite affinché proteggano gli ospedali e il personale medico dalla brutalità dell'occupazione e dai suoi crimini contro le istituzioni sanitarie e il personale nella Striscia di Gaza".
Colpita auto vicino a Beirut: un morto
Un'auto è stata colpita stamattina da un attacco israeliano su una strada molto frequentata vicino a Beirut e il suo conducente è stato ucciso:
lo ha confermato una fonte della sicurezza libanese, il giorno dopo un attacco simile sullo stesso punto vicino a Beirut. "Un drone israeliano ha preso di mira un'auto Mercedes sulla strada per Araya, uccidendo il suo conducente" la cui identitaà non è stata ancora determinata, ha detto la fonte. L'Agenzia nazionale d'informazione libanese (Ani) ha confermato che un "drone nemico" aveva preso di mira l'auto sulla strada internazionale che attraversa la città di Araya e collega Beirut alla pianura della Bekaa, a est della capitale. Del veicolo, dopo l'esplosione e l'incendio che ne è seguito, rimane solo la carcassa, come mostrano le immagini pubblicate sui social network da chi si trova su auto e bus lungo l'autostrada. Ieri nello stesso punto è stato colpito un furgone che trasportava armi e munizioni di Hezbollah a Kahale', un villaggio vicino ad Araya.
Drone israeliano su capo profughi in Cisgiordania
Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno bombardato il campo profughi di Nour Shams con un drone; il campo si trova nella parte orientale della città di Tulkarem, in Cisgiordania. L'attacco è stato deciso in risposta al fuoco nemico che a sua volta reagiva a un'operazione di terra israeliana che ha causato diverse vittime, secondo i media locali. "Le forze di sicurezza stanno lavorando ad un'operazione antiterrorismo a Nour Shams", hanno scritto le Idf in un comunicato, e "durante l'operazione un aereo ha attaccato dall'alto una squadra di terroristi armati che sparavano contro le nostre forze". L'agenzia ufficiale palestinese Wafa ha riferito che un "gran numero" di veicoli delle forze israeliane accompagnati da tre bulldozer sono entrati nella citta' di Tulkarem, nella Cisgiordania occupata, e hanno imposto "uno stretto assedio" al campo profughi di Nour Shams. Wafa ha riferito di esplosioni e "scontri violenti", prima di specificare che almeno un bambino è stato ucciso e un giovane è rimasto "gravemente ferito" dal bombardamento del drone israeliano.
Media, leader Hezbollah apre la porta a diplomazia con Israele
Una fonte in Libano ha dichiarato al quotidiano libanese Al-Diyar che il neo leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha aperto le porte alla diplomazia con Israele. Lo riporta Haaretz. Secondo la fonte, nel suo discorso di mercoledì, Qassem sembrava aver dato il via libera ai negoziati per il cessate il fuoco. Tuttavia, raggiungere un accordo potrebbe richiedere settimane o mesi, ha detto la fonte, chiarendo che "tutta l'attività diplomatica, anche se si intensificherà nei prossimi giorni, non porterà a un rapido cambiamento sul campo".
Sisi a Burns, importante un cessate il fuoco in Libano
Nell'incontro odierno con il capo dell'Agenzia Centrale di Intelligence statunitense (Cia) William Burns al Cairo, il Presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi "ha sottolineato l'importanza di raggiungere con urgenza un cessate il fuoco in Libano per preservarne la sovranità e l'integrità territoriale, nonché per proteggere la stabilità e la sicurezza del suo popolo fraterno" libanese. Lo scrive una nota pubblicata su Facebook dalla presidenza egiziana. "Il Presidente ha inoltre messo in guardia contro il pericolo di una continua escalation a livello regionale, che avrebbe gravi ripercussioni sui popoli della regione", viene aggiunto. "Durante l'incontro è stata confermata la solidità del partenariato strategico tra l'Egitto e gli Stati Uniti e l'impegno dei due Paesi a continuare a rafforzarlo per proteggere e mantenere la sicurezza e la stabilità regionali", riferisce ancora la presidenza del Cairo
Arrestata coppia israeliana per spionaggio a favore dell’Iran
Una coppia di Lod è stata arrestata con l'accusa di spionaggio a favore di Teheran. Lo hanno affermato lo Shin Bet e la polizia israeliana. Si tratta dell'ultimo di una serie di casi di presunto spionaggio a favore di Teheran resi noti nelle ultime settimane. Le autorità israeliane affermano che uno dei due era incaricato di trovare un assassino per conto dei suoi responsabili iraniani. Secondo l'accusa Rafael e Lala Guliyev, entrambi di 32 anni, avrebberp raccolto informazioni su siti di sicurezza e infrastrutture nazionali, oltre ad aver pedinato una studiosa presso un think tank sulla sicurezza con l'intenzione di farle del male.
Idf, attacco aereo in Cisgiordania contro uomini armati
Le Forze di difesa israeliane hanno riferito che l'esercito è impegnato in un raid antiterrorismo nel campo profughi di Nur Shams, nella Cisgiordania centrale, con un attacco aereo mirato a uomini armati che hanno aperto il fuoco contro le truppe. Due palestinesi sono morti durante l’attacco. Lo riporta il Times of Israel precisando che nell'operazione sono coinvolte forze dell'esercito, dello Shin Bet e della polizia. L'operazione, viene riferito, è iniziata poco dopo che le truppe hanno ucciso Hussam al-Malah nella città di Tulkarem, in Cisgiordania. Malah, viene spiegato dai funzionari, era un importante membro di Hamas che pianificava di effettuare imminenti attacchi terroristici. Lo riporta il Times of Israel.
Israele: “Ucciso comandante Hezbollah”
Le forze israeliane hanno annunciato l'uccisione, in un raid aereo nel sud del Libano, di un comandante di Hezbollah responsabile della divisione anti carro della zona di Ghajar, Muhammad Khalil Aliyan.
Msf: “Allarmati per attacchi israeliani a Baalbek-Hermel”
Medici Senza Frontiere (Msf) è gravemente allarmata per gli attacchi israeliani in corso a Baalbek-Hermel. Migliaia di persone, tra cui membri dello staff di Msf, che da tempo supporta le comunità di questa regione, stanno cercando sicurezza, interrompendo le attività umanitarie essenziali nell'area.
Fischiato da pro-Palestina, frontman Radiohead lascia palco
Durante un concerto da solista a Melbourne, il frontman dei Radiohead Thom Yorke ha abbandonato il palco dopo essere stato fischiato da un manifestante pro-Palestina che era tra il pubblico. E' avvenuto - come riporta il The Guardian - verso la fine del concerto al Sidney Myer Music Bowl, previsto nell'ambito del tour "Everything" di Yorke. Il contestatore ha fatto riferimento al "il genocidio israeliano di Gaza" e "ai numerosi bambini morti". Yorke è stato criticato dai pro-Palestina per la decisione dei Radiohead di suonare in Israele (nel 2017 a Tel Aviv). Dopo qualche minuto il cantante è tornato sul palco dopo per eseguire la sua ultima canzone della serata. "Suonare in un paese - aveva scritto all'epoca sui social - non è la stessa cosa che sostenere il governo. Abbiamo suonato in Israele per oltre 20 anni attraverso una serie di governi, alcuni più liberali di altri. Come abbiamo fatto in America. Non sosteniamo Netanyahu più di quanto non sosteniamo Trump, ma suoniamo comunque in America"
Hezbollah: “Lanciati quattro attacchi contro Israele”
Il gruppo armato libanese Hezbollah ha affermato che i suoi combattenti hanno lanciato quattro attacchi contro posizioni israeliane, tra cui gli insediamenti di Liman e Gesher HaZiv e la città di Kiryat Shmona. Lo riporta Al Jazeera.
Gli attacchi sono avvenuti mentre il nuovo leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha dichiarato che il gruppo continuerà a combattere contro Israele "finché non gli verranno offerte condizioni di cessate il fuoco che riterrà accettabili".
Media, accordo su Libano prevede che Idf risponda a minacce
Una bozza di accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Libano, sostenuta dagli Stati Uniti e presentata a Israele come parte delle negoziazioni per un accordo permanente, include un mandato che consentirebbe a Israele di effettuare attacchi aerei lungo il confine tra i due paesi, in territorio libanese, al fine di contrastare eventuali minacce poste da Hezbollah o da altri gruppi. Lo ha riferito la tv israeliana Kan, citata da Haaretz.
Media, Trump a Netanyahu “Fine guerra a Gaza entro gennaio”
L'ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto al premier israeliano Benjamin Netanyahu che desidera che Israele concluda la guerra a Gaza entro il suo eventuale ritorno alla presidenza, qualora vincesse le elezioni. Lo hanno rivelato al Times of Israel due fonti a conoscenza della questione.
Attacchi aerei Israele in Libano, 19 morti
Gli attacchi israeliani odierni in Libano hanno ucciso 19 persone, tra cui otto donne, in due città nella regione di Baalbek. Lo ha annunciato il ministero della Salute libanese.