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Israele in guerra, le notizie dell’8 novembre: Cnn: “Piano di pace di Trump in Medio Oriente con annessione degli insediamenti in Cisgiordania”. Polizia israeliana arresta e poi rilascia due gendarmi francesi

Israele in guerra, le notizie dell’8 novembre: Cnn: “Piano di pace di Trump in Medio Oriente con annessione degli insediamenti in Cisgiordania”. Polizia israeliana arresta e poi rilascia due gendarmi francesi
(afp)
Parigi: “Inaccettabile, convocheremo l’ambasciatore”. Una pattuglia dell’Onu colpita vicino a Sidone, in Libano, feriti 4 caschi blu malesi. Netanyahu sente Trump. Continuano i bombardamenti anche vicino all’aeroporto di Beirut. Nuova operazione nel nord di Gaza
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Pesanti attacchi israeliani in Libano hanno preso di mira da una parte la città meridionale di Baalbeck e i suoi dintorni e dall'altra la periferia sud di Beirut. Il governatore della regione di Baalbeck, Bachir Khodr, ha affermato che almeno 40 persone sono state uccise e 54 ferite nell'attacco messo a segno da Israele con una ventina di raid. Gli attacchi sono avvenuti poco dopo la trasmissione di un discorso pre registrato del nuovo leader di Hezbollah, Naim Qassem. Il premier israeliano Netanyahu è certo di trovare un sicuro alleato nel presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, con cui già oggi ha avuto un colloquio telefonico definito “caldo e cordiale”. Elizabeth Pipko, una delle portavoci della campagna di Donald Trump, ha affermato alla tv israeliana Channel 12 che il tycoon vuole "che le guerre finiscano il prima possibile, ma con una vittoria decisiva" per Israele. Nessun commento infine sulla possibilità che Trump possa dare il via libera a Israele per attaccare gli impianti nucleari iraniani.

Trump potrebbe riproporre piano pace del 2020 su Medio Oriente

Il piano di pace israelo-palestinese avanzato dal presidente eletto Donald Trump durante il suo primo mandato sarà probabilmente di nuovo sul tavolo quando tornerà in carica. Lo ha detto Brian Hook, ex inviato speciale di Trump per l'Iran, che secondo la Cnn sarà l'uomo che guiderà il team di transizione di Trump presso il Dipartimento di Stato.
Il piano di pace di Trump prevedeva che Israele potesse annettere tutti i suoi insediamenti in Cisgiordania, concedendo al contempo ai palestinesi un percorso verso uno stato semi-contiguo sul territorio rimanente. Il piano era stato immediatamente respinto dall'Autorità Nazionale Palestinese, mentre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu lo aveva accolto con riserve. I partiti di estrema destra espressione dei coloni, che ora fanno parte della coalizione di Netanyahu, avevano respinto la proposta a causa dell'inclusione di un potenziale stato palestinese.
In un'intervista con la CNN, Hook, rispondendo a una domanda sulle parole del ministro degli Esteri saudita secondo cui la normalizzazione dei rapporti con Israele è fuori discussione senza la creazione di uno Stato palestinese, ha risposto che "gran parte del piano di pace del 2020 di Trump è ancora rilevante oggi", aggiungendo che la proposta contiene tutte le condizioni che Riyadh sta cercando per normalizzare i rapporti con Israele. Hook aggiunge il Times of Israel, riconosce tuttavia che nessuno è "dell'umore giusto" per discutere una soluzione a due stati dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre.
"Ci sono molti israeliani in questo momento che sono concentrati su altre cose, in particolare su come proteggersi da questo tipo di terrorismo malvagio che hanno dovuto sopportare il 7 ottobre", ha aggiunto.

Alta Corte boccia petizione contro destituzione di Gallant

L'Alta Corte di giustizia israeliana si è pronunciata all'unanimità contro diverse petizioni che chiedevano di annullare la decisione del primo ministro Benyamin Netanyahu di destituire il ministro della Difesa Yoav Gallant, affermando che non vi è alcuna giustificazione per l'intervento della Corte.

Herzog sente Trump, necessario ritorno urgente ostaggi

Il presidente israeliano, Isaac Herzog, ha parlato con il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump per congratularsi con lui per la vittoria alle elezioni di questa settimana. Lo riporta il Times of Israel citando l'ufficio di presidenza israeliano. Durante la chiamata, Herzog ha sottolineato "l'urgente necessità di accelerare il ritorno degli ostaggi israeliani, tenuti prigionieri da Hamas per 400 giorni tra terribili sofferenze".

Ministro Esteri Francia si rifiuta di entrare nel Santuario Eleona per presenza polizia israeliana

Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, si è rifiutato di entrare nel Santuario di Eleona, a Gerusalemme, «occupato» da soldati israeliani. La protesta del politico francese dopo l'arrestato dei due gendarmi francesi nel Santuario da parte della polizia israeliana, azione che Barrot ha denunciato come «inaccettabile» perché «senza autorizzazione».

Gallanti ai parenti degli ostaggi: “Solo Netanyahu decide, gli obiettivi di Gaza sono stati raggiunti”

Il primo ministro israeliano Benjamin "Netanyahu è il solo che decide sull'accordo per il ritorno degli ostaggi" ancora trattenuti nella Striscia di Gaza e le sue considerazioni in merito "non sono né militari, né politiche". Lo ha dichiarato Yoav Gallant, sollevato da Netanyahu dall'incarico di ministro della Difesa, in un incontro con i familiari degli ostaggi, "L'esercito israeliano ha raggiunto tutti gli obiettivi che si era posto nella Striscia di Gaza", ha aggiunto secondo una fonte a conoscenza dei colloqui, citata da Haaretz.

Secondo la stessa fonte, Gallant ha affermato che Netanyahu è l'unica persona che può decidere se raggiungere o meno un accordo. Per Gallant e per i responsabili delle forze di sicurezza, le condizioni per un accordo erano mature già a luglio.

Polizia Israele irrompe in chiesa: fermati 2 gendarmi francesi

La polizia israeliana è entrata giovedì nel complesso della chiesa francese di Eleona a Gerusalemme, trattenendo brevemente due gendarmi e spingendo il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ad abbandonare una visita programmata. Lo ha riferito un giornalista dell'AFP. "Non entrerò oggi nel dominio di Eleona, perchè le forze di sicurezza israeliane sono entrate con le armi, senza previa autorizzazione francese, senza accettare di andarsene oggi", ha detto Barrot sulla scena, definendo lo stallo "inaccettabile".
La Francia rivendica il santuario sul Monte degli Ulivi come suo territorio in base ai trattati internazionali. Il luogo è stato al centro di incidenti diplomatici in passato.

Erdogan: l'Europa riconosca lo Stato palestinese

"Invito tutti i Paesi che non hanno ancora riconosciuto la Palestina a farlo, per contribuire alla giustizia e alla pace globale". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan dopo avere partecipato al vertice della Comunità politica europea a Budapest. "Apprezzo i passi compiuti da Irlanda, Norvegia, Spagna e Slovenia in questa direzione e mi congratulo con loro a nome del mio Paese e della mia nazione", ha aggiunto Erdogan, ribadendo che "è essenziale garantire immediatamente un cessate il fuoco ed esercitare pressioni su Israele a tutti i livelli per garantire che aiuti umanitari ininterrotti e sufficienti raggiungano la regione".

I vescovi maroniti: “Le aggressioni israeliane violano la sovranità nazionale”

Appello alla comunità internazionale affinché "stabilisca un cessate il fuoco immediato e applichi la risoluzione Onu 1701, per consentire il ritorno degli sfollati alle loro case e porre fine alle aggressioni israeliane che violano la sovranità nazionale del Libano". Lo hanno lanciato i vescovi maroniti riuniti a Bkerké per il loro incontro mensile presieduto dal patriarca, card. Béchara Boutros Raï.

Danimarca, due adolescenti accusati di terrorismo per le esplosioni all’ambasciata di Israele

Due adolescenti svedesi, arrestati in relazione alle esplosioni del mese scorso nei pressi dell'ambasciata israeliana a Copenaghen, hanno affrontato oggi le accuse preliminari di terrorismo. Le accuse precedono quelle formali e consentono alle autorità di trattenere i sospetti durante le indagini. Gli adolescenti, di 17 e 19 anni, sono stati arrestati all'inizio di ottobre dopo il lancio di due bombe a mano contro l'ambasciata. Nessuno è rimasto ferito e le esplosioni, avvenute circa 100 metri dalla missione diplomatica, hanno danneggiato la terrazza di un altro edificio. L'emittente danese DR ha riferito che le accuse preliminari sostengono che i due avessero intenzione di uccidere persone all'interno o nei dintorni dell'ambasciata israeliana. Entrambi hanno negato di aver commesso un reato. I due sono stati fermati su un treno alla stazione centrale di Copenaghen.

Il leader degli Houthi: Trump fallirà sul conflitto israelo-palestinese

Donald Trump non riuscirà a risolvere il conflitto israelo-palestinese, "fallirà" ancora. Ne è convinto il leader dei miliziani yemeniti Houthi, Abdulmalik Al-Houthi, che in un discorso televisivo ha affermato che "Trump ha fallito nel progetto dell'accordo del secolo nonostante tutta la sua arroganza, sconsideratezza e tirannia. E fallirà anche questa volta". L'Accordo del secolo, come lo aveva ribattezzato Trump, prevedeva ampie concessioni a Israele e la creazione di uno Stato smilitarizzato chiamato 'Nuova Palestina'. Presentato alla Casa Bianca con l'allora e attuale premier israeliano Benjamin Netanyahu, ma senza nessun rappresentante palestinese che avevano boicottato l'evento, il piano confermava Gerusalemme come capitale indivisibile di Israele e prometteva ai palestinesi che il futuro Stato avrebbe avuto la capitale nei quartieri arabi della città. Inoltre prevedeva il congelamento delle colonie israeliane per quattro anni.

Israele, ok a ingresso 300 camion di aiuti a Gaza

L'esercito israeliano ha annunciato che permetterà l'ingresso nella Striscia di Gaza di 300 camion di aiuti umanitari forniti dagli Emirati Arabi Uniti. Il Cogat, l'organismo militare israeliano responsabile degli affari civili a Gaza, ha affermato che gli aiuti sono stati portati via mare e scaricati nel porto israeliano di Ashdod, appena a nord di Gaza. Il carico, che comprende cibo, acqua, attrezzature mediche, ripari e materiale igienico, sarà ispezionato prima di essere trasportato a Gaza.

Gaza: i palestinesi uccisi sono 43.468

E' salito a 43.469 il numero dei palestinesi che sono stati uccisi nella Striscia di Gaza dall'inizio della rappresaglia israeliana il 7 ottobre dello scorso anno. Lo riferisce il ministero della Sanità di Gaza City spiegando che nelle ultime 48 ore sono 78 le persone uccise. Sono invece 102.561 le persone che sono rimaste ferite in oltre un anno di guerra.

Colpita una scuola che ospitava rifugiati vicino a Gaza City: 12 uccisi

Almeno 12 persone sono state uccise giovedì in un attacco israeliano su una scuola trasformata in rifugio per famiglie sfollate, vicino a Gaza City, nel nord della Strisci. Lo ha annunciato la Protezione civile. Anche l'attacco che ha preso di mira una scuola elementare nel campo profughi di al-Shati, a ovest di Gaza City, ha provocato numerosi feriti, ha affermato in un comunicato la Difesa Civile.

L’esercito libanese: un attacco israeliano ha ucciso 3 civili e ferito 3 soldati e 4 caschi blu malesi dell’Unifil

L'esercito libanese ha reso noto che nell'attacco israeliano che ha preso di mira un veicolo civile nei pressi del posto di blocco di Al-Awali, all'ingresso settentrionale di Sidone, sono rimasti feriti tre soldati di Beirut di stanza al posto di blocco e quattro membri del contingente malese dell'Unifil che stavano attraversando la zona con il loro convoglio al momento dell'attacco. Lo riporta l'agenzia di stampa nazionale libanese. I tre civili che si trovavano all'interno del veicolo sono stati uccisi.

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La Croce rossa internazionale: corpi di civili da giorni sotto le macerie

I corpi di almeno quattro persone, tra cui donne anziane, attendono da giorni di essere estratti dalle macerie nell'estremo sud del Libano, sul luogo di una prolungata battaglia registratasi nei giorni scorsi tra Hezbollah e Israele. Lo riferisce il Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) che è in procinto di inviare sul luogo, nella zona di Khiam, nel distretto di Hasbaya, dei soccorritori per tentare di estrarre i corpi dei civili uccisi. Il convoglio del Cicr sarà scortato da caschi blu della missione Unifil. Almeno 21 persone erano rimaste uccise a Khiam durante i combattimenti della scorsa settimana. I loro resti sono rimasti sotto le macerie fino all'inizio delle operazioni di sgombero avviati dopo il ritiro delle truppe israeliane.

Colpita una pattuglia dei caschi blu vicino a Sidone. Ci sono feriti

Una pattuglia dei caschi blu è stata colpita in Libano vicino a Sidone. Ci sono feriti, secondo le prime informazioni.

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Un attacco israeliano causa danni all’aeroporto di Beirut

Attacchi israeliani alla periferia meridionale di Beirut hanno colpito l'area vicina all'aeroporto della capitale libanese, causando qualche danno all'infrastruttura ma senza fermare il traffico. Il ministro dei Trasporti libanese, Alie Hamie, ha affermato che l'unico aeroporto internazionale del Paese sta funzionando normalmente sia in partenza che all'arrivo. A essere pesantemente danneggiata dall'attacco israeliano è una fabbrica di riscaldatori che ha sede accanto al muro perimetrale dell'aeroporto. Il raid vicino all'aeroporto di Beirut è avvenuto dopo che Hezbollah ha annunciato di aver preso di mira una base militare non lontana dall'aeroporto Ben Gurion, il principale hub di trasporto internazionale di Israele. L'attacco notturno a Beirut ha causato "lievi danni" ad alcuni edifici, ma "non all'interno del terminal", secondo quanto riferito da un funzionario dell'aeroporto. In particolare il bombardamento ha colpito un edificio di manutenzione appartenente a una sussidiaria della Middle East Airlines, la compagnia di bandiera del Libano e praticamente l'unica che ancora opera voli in loco. L'esercito israeliano aveva precedentemente emesso un ordine di evacuazione per quattro quartieri nel Sud di Beirut, tra cui un sito vicino all'aeroporto. Dal 23 settembre scorso, più di 2.600 persone sono state uccise negli attacchi israeliani in Libano, secondo il ministro della Salute Firass Abiad.

Il ministro degli Esteri francese oggi in visita in Israele e a Ramallah

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot, arrivato in Israele per la seconda volta in un mese, ha dichiarato che la visita serve "per continuare un dialogo impegnativo su Libano e Gaza". "Sono possibili soluzioni diplomatiche per liberare gli ostaggi, proteggere i civili e garantire la sicurezza di tutti", ha scritto su X il ministro poco prima di incontrare il ministro degli Esteri uscente Israel Katz a Gerusalemme. "È tempo di porre fine alla tragedia iniziata il 7 ottobre", ha aggiunto. Barrot ha incontrato le famiglie degli ostaggi e successivamente vedrà il ministro per gli Affari strategici Ron Dermer. Si recherà poi a Ramallah dove incontrerà i funzionari dell'Autorità nazionale palestinese.

Khamenei: la lotta a Gaza porterà alla vittoria della resistenza

"La lotta che sta continuando oggi con forza in Libano, a Gaza e in Palestina porterà sicuramente alla vittoria del Fronte della Verità e del Fronte della Resistenza". Lo ha affermato la Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, come riporta Isna, facendo riferimento al cosiddetto "asse della Resistenza", composto dalle milizie filo iraniane in Yemen, Iraq, Libano e Siria. Durante un incontro presso l'Assemblea degli Esperti della Repubblica islamica, ovvero l'organo che ha il compito di nominare o eventualmente revocare il potere della Guida Suprema, Khamenei ha anche espresso parole di apprezzamento per il Segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ucciso da Israele in un raid a Beirut il 27 settembre, lodando "il suo coraggio e la sua saggezza che permesso al movimento di diventare molto forte".

Israele acquista uno squadrone di caccia F-15IA per 5,2 miliardi

Il ministero della Difesa israeliano ha firmato un accordo per l'acquisto di uno squadrone di caccia F-15IA, la variante israeliana dell'avanzato F-15EX. L'accordo da 5,2 miliardi di dollari include 25 jet F-15IA, prodotti dalla Boeing, con opzioni per altri 25. I jet sono finanziati dagli aiuti militari degli Stati Uniti a Israele. In base all'accordo, i jet saranno forniti in lotti da quattro a sei all'anno, a partire dal 2031. Il ministero afferma che i nuovi aerei da combattimento saranno "equipaggiati con sistemi d'arma all'avanguardia, tra cui l'integrazione delle più avanzate tecnologie israeliane".

Media: 8 palestinesi uccisi da raid israeliani a Gaza

L'agenzia di stampa palestinese Wafa ha riferito che oggi 8 palestinesi sono stati uccisi dagli attacchi israeliani a Gaza nel campo profughi di Nuseirat e nella zona di Tabat Zare a est di Rafah.

Israele acquisterà 25 aerei Boeing F-15

Il Ministero della Difesa israeliano ha reso noto che acquisterà 25 aerei da combattimento F-15 dalla multinazionale aerospaziale americana Boeing, per 19,4 miliardi di shekel (quasi 5 miliardi di euro). In una dichiarazione, il ministero ha affermato che l'acquisto verrà effettuato utilizzando il budget per gli aiuti alla sicurezza degli Stati Uniti e che gli aerei dovrebbero arrivare nel 2031, con circa quattro o sei aerei in arrivo ogni anno. Il ministero ha speso 150 miliardi di shekel (oltre 37 miliardi di euro) in armamenti dall'inizio della guerra.

Israele, sì alla legge per la deportazione dei familiari di aggressori palestinesi

Il parlamento israeliano ha approvato una legge che consente di deportare i familiari degli aggressori palestinesi, compresi i cittadini del Paese, nella Striscia di Gaza devastata dalla guerra o in altre località. La legge, sostenuta dai membri del partito Likud del primo ministro Benjamin Netanyahu e dai suoi alleati di estrema destra, è passata con 61 voti a 41, ma è probabile che venga contestata in tribunale. Il provvedimento si applicherebbe ai cittadini palestinesi di Israele e ai residenti di Gerusalemme Est annessa che sapevano in anticipo degli attacchi dei loro familiari o che "esprimono sostegno o identificazione con l'atto terroristico". Verrebbero deportati, nella Striscia di Gaza o in un altro luogo, per un periodo da 7 a 20 anni.

Massicci attacchi israeliani a Beirut, anche vicino all’aeroporto

Massicci attacchi aerei dell'esercito israeliano hanno colpito nella notte i sobborghi meridionali di Beirut, tra cui un sito adiacente all'unico aeroporto internazionale del Libano. L'Idf aveva precedentemente emesso un avviso di evacuazione per il sito, affermando che vi erano strutture di Hezbollah, senza fornire ulteriori dettagli. Non ci sono state notizie immediate di vittime. L'aeroporto di Beirut non è stato direttamente preso di mira e la compagnia aerea nazionale Middle East Airlines (Mea) ha continuato a operare voli commerciali.

Idf: “Abbiamo esteso le operazioni a Beit Lahia, nel nord di Gaza”

L'Idf afferma di aver esteso la sua operazione di terra in corso nella Striscia di Gaza settentrionale alla città di Beit Lahia. Lo riporta il Times of Israel, secondo cui ieri la Brigata Kfir ha iniziato le operazioni a Beit Lahia, dopo che l'Idf ha affermato di aver ricevuto informazioni di intelligence e prove sul campo di membri di Hamas che operano nell'area. Si stima che circa 3.000 palestinesi risiedano a Beit Lahia.
L'Idf sostiene di consentire alla popolazione civile di evacuare in sicurezza la città mentre le truppe operano contro Hamas.
Un soldato del Battaglione Nahshon della Brigata Kfir è rimasto gravemente ferito durante i combattimenti di ieri. Nel frattempo, l'esercito ha affermato che circa 50 terroristi sono stati uccisi ieri a Jabalia, nel nord della Striscia.

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Idf: “Si estende offensiva contro Hamas nel Nord di Gaza”

L'offensiva dell'esercito israeliano nel Nord della Striscia di Gaza si sta estendendo a Beit Lahiya dopo che l'intelligence ha rivelato la presenza di operazioni di Hamas in quel luogo. Come hanno fatto sapere le stesse Idf, ai circa 3 mila palestinesi residenti "è consentito di evacuare in sicurezza la città mentre le truppe operano contro Hamas". Ieri, informa l'esercito, nella non lontana Jabalia sono stati uccisi 50 militanti di Hamas.

Idf: “60 agenti di Hezbollah uccisi in raid a Baalbek”

Gli attacchi aerei israeliani su circa 20 obiettivi nella regione di Baalbek, nel Libano nordorientale, e in altre aree a nord del fiume Litani hanno ucciso circa 60 "agenti di Hezbollah". Lo ha dichiarato l'esercito israeliano, aggiungendo di aver colpito "decine di altri obiettivi di Hezbollah", tra cui un "lanciarazzi utilizzato in un attacco al centro di Israele, depositi di armi e infrastrutture".

Razzi Hezbollah, morto soldato israeliano in Alta Galilea

Un soldato israeliano è rimasto ucciso in Alta Galilea, nel nord del Paese, durante un lancio di razzi dal Libano da parte di Hezbollah. Lo rendono noto le Idf. La vittima è il sergente Ariel Sosnov Sasonov, 20 anni, del 605 Battaglione del Genio della 188 Brigata Corazzata. Con lui diversi altri soldati sono rimasti feriti nella comunità di confine di Avivim.

Polizia sequestra documenti in ufficio Netanyahu

I media israeliani riferiscono che gli investigatori della polizia hanno sequestrato documenti dall'ufficio di Netanyahu nell'ambito delle indagini su un nuovo caso di sicurezza.

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