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Guerra in Medio Oriente, le news del 26 novembre. Biden: “Sì alla tregua da Israele e Libano”

Il presidente americano annuncia il cessate il fuoco, che entrerà in vigore alle 3 del mattino ora italiana. Nella giornata di oggi il raid più intenso su Beirut dall’inizio della guerra, in serata nuovi missili di Hezbollah su Israele
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Un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Libano è stato raggiunto dopo una lunga trattativa. Secondo i media, la tregua entrerà in vigore dalle 3 del mattino ora italiana. Hezbollah ha fatto sapere che resterà in Libano e aiuterà gli sfollati e nella ricostruzione. Durante la giornata, raid intensi dell’Idf sulla capitale libanese: dieci morti negli attacchi simultanei sulla città.

Guterres, accordo Israele-Libano ponga fine a violenza

Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres plaude all'annuncio di un cessate il fuoco tra Israele e Libano e "spera che questo accordo possa porre fine alla violenza, alla distruzione e alla sofferenza che le popolazioni di entrambi i Paesi stanno vivendo". In una nota del portavoce, Guterres "esorta le parti a rispettare pienamente e ad attuare rapidamente tutti gli impegni assunti", oltre ad intraprendere misure immediate per la piena attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza.

Il premier libanese: “Cessate il fuoco passo fondamentale”

“Il cessate il fuoco è un passo fondamentale verso la stabilità regionale”. Lo ha detto il premier libanese, Najib Mikati, poco dopo l'annuncio della tregua tra Israele ed Hezbollah.

Tregua in Libano, il discorso di Biden

Questi i punti principali del discorso di Joe Biden: “Israele e Libano hanno accettato la tregua proposta dagli Stati Uniti. Nei prossimi 60 giorni il governo libanese riprenderà il controllo del proprio territorio. A Hezbollah, o quel che ne resta, non sarà consentito di minacciare più la sicurezza di Israele. Quest’ultimo ha ora vantaggi tattici sufficienti che ne possono assicurare la sicurezza a lungo termine”. Il sì di Beirut è stato confermato allo stesso Biden dal premier libanese Mikati in un colloquio telefonico.

In una dichiarazione congiunta con il presidente francese Macron, Biden ha chiarito che Stati Uniti e Francia lavoreranno insieme per assicurare che il cessate il fuoco sia applicato in pieno. Ma il presidente ha chiarito subito dopo che “non ci saranno truppe americane nel sud del Libano".

Allargando lo sguardo al resto del Medio Oriente, Biden ha poi detto che “anche a Gaza serve una tregua urgente, la popolazione civile sta vivendo un inferno, ma Hamas rifiuta l’accordo. L’unica via verso il cessate il fuoco è la liberazione degli ostaggi nelle mani di Hamas. Nei prossimi giorni, gli Usa lanceranno un'altra iniziativa insieme a Turchia, Egitto, Qatar, Israele e altri Paesi per raggiungere un cessate il fuoco, il rilascio degli ostaggi e la fine della guerra”. Inoltre, “gli Stati Uniti restano pronti a raggiungere un accordo storico con l’Arabia Saudita”.

Biden: “Israele e Libano hanno accettato il cessate il fuoco”

Con un’ora di ritardo rispetto al previsto, il presidente americano Joe Biden ha annunciato che Israele e Libano hanno approvato il cessate il fuoco. Biden ha annunciato che i combattimenti cesseranno alle 4 del mattino (le 3 in Italia).

Cessate il fuoco dalle 3 del mattino (ora italiana)

L’annuncio a pochi minuti dal discorso di Joe Biden

Sirene nel centro e nel nord Israele per lancio razzi da Libano

Le sirene d'allarme sono attive nel centro e nel nord di Israele in seguito a un lancio di razzi a lungo raggio provenienti dal Libano. Gli avvisi risuonano a Pardes Hanna, Hadera, Harish e in diverse città vicine, nonché nelle comunità vicine al confine con il Libano. Lo riporta Times of Israel.

Israele, sì alla tregua del Gabinetto di Sicurezza

Il Gabinetto di sicurezza israeliano, riunito questa sera dal premier Netanyahu, ha dato il via libera all’accordo sul cessate il fuoco in Libano

Israele, la protesta di Ben Gvir: “La tregua in Libano è un errore storico”

Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, ha dichiarato che si opporrà all'accordo di cessate il fuoco con Hezbollah, definendolo "un errore storico", ma senza sostenere che il suo partito Otzma Yehudit (di estrema destra) si dimetterà per protesta. "Questo non è un cessate il fuoco. E' un ritorno al concetto di quiete per quiete, e abbiamo già visto dove questo porta", ha scritto Ben Gvir in un post su X in cui descrive dettagliatamente la sua opposizione all'accordo, prevedendo che "alla fine dovremo di nuovo tornare in Libano".

Il premier libanese Mikati: “Attuare subito il cessate il fuoco”

il primo ministro libanese Najib Mikati ha invitato la comunità internazionale ad "agire rapidamente" per "un'immediata attuazione di un cessate il fuoco" poco dopo l'annuncio di questa sera da parte di Israele dell'adozione di una tregua. "La comunità internazionale è invitata ad agire rapidamente per porre fine a questa aggressione e ad attuare immediatamente un cessate il fuoco", ha affermato in una nota.

Netanyahu: “Impedirò all’Iran di avere armi nucleari”

“Sono determinato a fare tutto il necessario per impedire all'Iran di ottenere armi nucleari. Rimuovere questa minaccia è la missione più importante per garantire l'esistenza e il futuro dello Stato di Israele". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu nel discorso alla nazione di stasera, ricordando che, nell'attacco contro l'Iran del 26 ottobre, Israele ha "distrutto parti significative della sua difesa aerea e della sua capacità di produrre missili, e distrutto un elemento cruciale del suo programma nucleare".

Israele, stasera il sì alla tregua in Libano dal Gabinetto di Sicurezza

Il Gabinetto di Sicurezza israeliano darà "questa sera" il suo via libera all'accordo per il cessate il fuoco in Libano. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Biden parlerà della tregua in Libano tra un’ora

Il presidente americano Joe Biden terrà un discorso sulla tregua in Libano tra circa un'ora, alle 14.30 ora locale (le 20.30 in Italia). Lo riferisce la Casa Bianca.

Netanyahu: “Sì alla tregua in Libano, se Hezbollah la viola li colpiremo”

Mentre annunciava il sì di Israele alla tregua in Libano (che dovrebbe cominciare domattina), il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha messo in guardia le milizie sciite: “Se Hezbollah viola l’accordo, colpiremo”. Poi ha rivolto l’attenzione verso gli alleati del Partito di Dio: prima accusando la Siria di Assa, “che sta giocando col fuoco”, e poi spiegando che l’accordo sul cessate il fuoco “significa che ora ci concentreremo sulla minaccia iraniana”.

L’annuncio di Netanyahu è stato dato solamente in ebraico, prova del fatto che il premier ha cercato di rivolgersi principalmente ai suoi concittadini per tranquillizzarli. Nel corso del breve discorso, ha anche promesso che gli abitanti del nord del Paese che da mesi sono stati costretti a sfollare altrove a causa degli attacchi missilistici di Hezbollah, “potranno rientrare nelle loro case”.

"La durata del cessate il fuoco – ha concluso – dipenderà da ciò che accadrà in Libano e manterremo la totale libertà di movimento". Tre le ragioni per il sì all’accordo addotte dal premier: concentrarsi sulla minaccia iraniana, permettere alle forze armate di riprendere fiato e assicurare il ritorno in patria degli ostaggi di Hamas a Gaza.

Netanyahu: “Abbiamo ricacciato Hezbollah indietro di decenni”

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in apertura della conferenza stampa sul cessate il fuoco, ha rivendicato i successi militari ottenuti: “Abbiamo ricacciato Hezbollah indietro di decenni”

Fonti Usa: cessate il fuoco in Libano da mercoledì mattina

Il governo israeliano starebbe per annunciare a breve che l’accordo di cessate il fuoco in Libano con Hezbollah entrerà in vigore mercoledì mattina. Lo riferisce dall’America “The Hill”, citando una fonte informata. Ad annunciare l'accordo sarà il premier israeliano Benjamin Netanyahu, a cui farà seguito un video messaggio del presidente Usa Joe Biden.

Blinken, la tregua aiuterà la fine della guerra a Gaza

I colloqui per garantire un cessate il fuoco in Libano "sono nelle fasi finali". Lo ha sottolineato il segretario di Stato Usa Antony Blinken in conferenza stampa a conclusione del G7 Esteri a Fiuggi, aggiungendo che un accordo per una tregua lì aiuterà a raggiungere la fine della guerra anche a Gaza.

Attacchi Israele in Siria nella regione di Homs

L'agenzia di stampa statale siriana Sana riporta attacchi aerei israeliani contro due villaggi nella parte settentrionale e occidentale del governatorato di Homs.

Tajani, in Libano vicini ad accordo ma voglio sentire annuncio

"Sul cessate il fuoco in Libano siamo vicini all'accordo, ma prima voglio sentire l'annuncio. Speriamo che si possa avverare per avviare una de-escalation in tutto il Medioriente". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso della conferenza stampa conclusiva del G7 Esteri di Fiuggi-Anagni. "Ci auguriamo che si possa arrivare a un cessate il fuoco anche a Gaza", ha aggiunto.

Israele bombarda il centro di Beirut

Una serie di attacchi aerei israeliani hanno colpito il centro di Beirut per la prima volta da due mesi. I media libanesi riportano che gli aerei israeliani hanno preso di mira il distretto di Nweiri in tre raid. Il primo è costato la vita a sette persone e ne ha ferite 37. Secondo il ministero della Salute è stata colpita anche l'area di Mazraa. Nel pomeriggio Israele ha lanciato un'ondata di attacchi aerei simultanei su 20 obiettivi a Dahiyeh, roccaforte di Hezbollah a sud di Beirut. Dopo aver emesso un insolito avviso di evacuazione per 20 edifici nella periferia meridionale della capitale libanese, una roccaforte di Hezbollah, l'Idf ha affermato di aver colpito in due minuti tutti i 20 siti. Sette sette edifici presi di mira negli attacchi sono stati utilizzati da Hezbollah per la gestione e l'immagazzinamento di fondi, tra cui la sede centrale, i caveau e le filiali dell'associazione Al-Qard al-Hasan, utilizzata dal gruppo terroristico come una sorta di banca.

Netanyahu parlerà alle 20, ora locale

Il primo ministro israeliano , Benjamin Netanyahu, terrà un discorso questa sera alle 20, ora locale.

Mandato arresto Netanyahu, Francia applicherà obblighi

Il primo ministro francese Michel Barnier ha ribadito che la Francia "applicherà rigorosamente gli obblighi che le incombono" riguardo al mandato d'arresto emesso dalla Corte penale (Cpi) contro il primo ministro Benjamin Netanyahu. "La Francia applicherà rigorosamente, come ha sempre fatto, gli obblighi che le derivano dal diritto internazionale", ha dichiarato il capo del governo davanti all'Assemblea nazionale, senza però precisare esplicitamente se Parigi procederà all'arresto del leader israeliano qualora si recasse al territorio francese. Parigi aveva "preso atto" giovedì di questi mandati di arresto, ricordando "il suo attaccamento al lavoro indipendente della Corte" ma senza dire esplicitamente se la Francia avrebbe arrestato il premier e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant se queste persone se fossero arrivate in Francia.

Wafa, almeno 11 civili uccisi in raid israeliano a Gaza

Almeno 11 civili sono stati uccisi e decine sono rimasti feriti oggi in un attacco aereo israeliano che ha preso di mira una scuola che ospitava sfollati nel quartiere di Zeitoun, a sud della città di Gaza. Lo riporta Wafa. Fonti locali hanno riferito che gli aerei da guerra hanno bombardato la scuola al-Hurriya, che ospita gli sfollati nel quartiere di Zeitoun.

Israele, riunione gabinetto sulla tregua già in corso

La riunione di gabinetto israeliana per decidere sul cessate il fuoco con Hezbollah è iniziata prima del previsto, e la discussione è in corso da circa un'ora. Lo riferiscono i media locali.

Hezbollah: “Rimarremo anche dopo al fine della guerra”

Hezbollah rimarrà attivo dopo la fine della guerra con Israele, aiutando i libanesi sfollati a tornare nei loro villaggi e a ricostruire le aree distrutte dagli attacchi israeliani, ha detto l'alto funzionario di Hezbollah e membro del Parlamento Hassan Fadlallah. Fadlallah ha dichiarato a Reuters che il Libano si trova ad affrontare “ore pericolose e delicate” prima dell'atteso annuncio di un cessate il fuoco, dato che le forze aeree israeliane hanno intensificato gli attacchi martedì pomeriggio su Beirut e sui suoi sobborghi meridionali.

Media, il cessate il fuoco sarà in vigore da domani mattina

Una fonte governativa libanese ha riferito all'emittente Nbn che se le cose andranno "come concordate" con Israele "il cessate il fuoco in Libano entrerà in vigore domani mattina alle dieci", le 9 in Italia.

Media, il cessate il fuoco sarà annunciato alle 22

Il cessate il fuoco sarà annunciato poco dopo le 22, ora locale in Libano, congiuntamente da Stati Uniti e Francia. Lo riferisce la tv libanese al-Jadid. Secondo al-Jadid anche il primo ministro libanese Najib Mikati annuncerà l'accordo di cessate il fuoco, esprimerà le sue osservazioni e approverà pubblicamente l'intesa.

Al Jazeera: “11 morti in raid su Gaza”

Almeno 11 palestinesi sono stati uccisi e 30 feriti in un attacco delle forze israeliane contro una scuola che ospita migliaia di sfollati palestinesi, fra cui donne e bambini, nel quartiere Zeitoun di Gaza City. Lo riporta al Jazeera. Tutti i veicoli dei vigili del fuoco e le ambulanze hanno smesso di funzionare nella città di Gaza - aggiungono le squadre di protezione civile - perché le forze israeliane non consentono loro l'accesso e negano il carburante.

Media, 10 raid simultanei su Beirut

Dieci attacchi israeliani in simultanea hanno colpito Beirut, dopo l'ordine di evacuazione dell'Idf, le forze armate israeliane, ai civili in una ventina di zone della periferia sud della capitale. Lo riportano i media internazionali. L'agenzia di stampa nazionale libanese ha riferito che un precedente attacco israeliano a Beirut "ha distrutto un edificio di quattro piani che ospitava sfollati".

Media: attacco aereo Idf su Beirut

I giornali libanesi riportano la notizia di un attacco aereo israeliano nel centro di Beirut, dunque fuori dalla roccaforte di Hezbollah nella periferia meridionale della capitale. Non è stato dato alcun avviso di evacuazione, il che - sostengono i media - indica che l'attacco è stato un tentativo di assassinio e non un attacco alle infrastrutture di Hezbollah. Nel frattempo, le Idf hanno diramato avvisi di evacuazione per circa 20 edifici a Dahiyeh, sobborgo meridionale di Beirut, in vista degli attacchi aerei contro le strutture di Hezbollah.

Israele, consultazioni premier-ministri su tregua senza Ben Gvir

Una serie di febbrili consultazioni tra il primo ministro Benyamin Netanyahu e un gruppo limitato di ministri e alti funzionari dell'establishment della difesa è in corso in Israele in vista della firma tra il pomeriggio e la sera all'accordo di cessate il fuoco con Hezbollah. Alle consultazioni - riferisce Channel 12 - non partecipa il ministro della Sicurezza Itamar Ben Gvir il quale, pur avendo minacciato nei giorni scorsi di far cadere il governo se viene decisa la tregua, ieri si è limitato a dire che è 'contrario' ma non ha ripetuto che si ritirerà dalla coalizione in caso di voto favorevole. L'accordo sarà sottoposto solo all'approvazione del gabinetto e non al governo e alla Knesset, con la motivazione che questo è un accordo di cessate il fuoco e non un accordo politico.

Israele, gabinetto sicurezza si riunisce nel pomeriggio

Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunirà "questo pomeriggio" per discutere l'accordo di cessate il fuoco in Libano, dove Israele è in guerra con Hezbollah, ha dichiarato il vice ministro degli Esteri israeliano Sharren Haskel. "Il gabinetto (di sicurezza) si riunirà questo pomeriggio per discutere l'accordo", ha dichiarato la signora Haskel in una conferenza stampa a Gerusalemme, rifiutandosi di entrare nei dettagli del testo "data la natura sensibile della questione".

L'esercito di Israele è arrivato al fiume Litani

La 91a divisione delle IDF ha raggiunto il fiume Litani, nel settore orientale del Libano meridionale, nonchè l'area di Wadi Saluki; l'esercito afferma che le truppe hanno individuato decine di armi e siti di Hezbollah in entrambe le aree, lo scrive il Times of Israel. E' la prima volta dal 2000, anno in cui Israele si ritirò dal Libano meridionale, che le truppe dell'IDF raggiungono il fiume Litani.

Iran, risposta a Israele sarà "oltre sua immaginazione"

Il capo di stato maggiore delle Forze armate iraniane, Mohammad Baqeri, ha annunciato che la risposta della Repubblica islamica alla recente aggressione israeliana andrà "oltre l'immaginazione del regime" (israeliano). L'Iran non tollererà mai alcuna violazione del suo territorio, ha affermato il Baqeri durante un incontro con i comandanti delle Forze armate a Teheran, come riporta l'agenzia Irna. Il generale ha dichiarato che il "regime sionista" è in preda alla disperazione in questi giorni sia a Gaza, che nel Libano meridionale. Nonostante i suoi crimini contro i civili in Libano e nella Striscia di Gaza, Israele non è stato in grado di raggiungere i suoi obiettivi, ha sottolineato Baqeri ribadendo la condanna iraniana al sostegno "fornito dai criminali Stati Uniti e dai loro alleati al regime sionista e che mira a distruggere la sicurezza regionale, nel silenzio mortale delle cosiddette società civili".

Idf, in raid su Tiro ucciso alto comandante Hezbollah

Un comandante di alto rango di Hezbollah, Ahmed Subhi Hazima, è stato ucciso in un recente attacco aereo israeliano sulla città costiera libanese di Tiro, secondo quanto annunciato dall'esercito dello Stato ebraico (Idf). Lo riportano il Times of Israel. Hazima era a capo delle operazioni di Hezbollah nella regione costiera in Libano meridionale. L'Idf ha fatto sapere che Hazima aveva condotto numerosi attacchi contro Israele dal settore occidentale del Libano meridionale, tra cui infiltrazioni e attacchi missilistici.

Commissione 7 Ottobre, governo responsabile del crollo del sistema

I membri del gabinetto del primo ministro Benjamin Netanyahu sono stati direttamente responsabili del "crollo del sistema di governo del 7 ottobre". Lo sostiene la Commissione civile indipendente d'inchiesta che indaga sulle responsabilità del governo in relazione all'attacco di Hamas. Lo riportano i media israeliani. Dopo decine di udienze e la testimonianza di circa 120 testimoni negli ultimi quattro mesi, la commissione ha concluso che i ministri del governo, "nella maggior parte dei vari ministeri", sono responsabili dell'"incapacità del governo di fornire una risposta alle famiglie delle persone scomparse e prigioniere; della mancanza di risposta alle esigenze dei soldati combattenti di raggiungere i fronti meridionale e settentrionale; della mancanza di risposta e assistenza per le famiglie degli sfollati e dei loro figli, sia nel nord che nel sud". Allo stesso modo, l'IDF e la polizia israeliana "sono le uniche responsabili della mancanza di coordinamento tra loro e dei numerosi fallimenti che hanno impedito il salvataggio di molti partecipanti al festival Nova a Reim", afferma la commissione, invitando i due organismi a rafforzare il loro coordinamento in futuro.

Ministro Libano: “Eliminare Hamas non basta, va risolta la questione palestinese”

L'unico modo per cercare di migliorare la sicurezza nella regione del Medio Oriente è "risolvendo la questione palestinese". Perché "puoi uccidere tutti gli uomini di Hamas, ma cosa ne sarà delle migliaia di orfani" che ha lasciato il conflitto nella Striscia di Gaza? E' la riflessione del ministro degli Esteri libanese Abdallah Bou Habib, intervenuto ai Med Dialogues organizzati dalla Farnesina e dall'Ispi in corso a Roma. "Da quello che vedo io, oggi i palestinesi sono più forti rispetto a come erano prima del 7 ottobre", ha aggiunto Habib, mettendo in guardia dal "rischio che la situazione possa peggiorare". Insomma, ha concluso, "non ci sarà pace nella regione fino a quando i palestinesi non vedranno riconosciuti i loro diritti".

Tajani, amici di Israele ma seguire diritto internazionale

Sulla Cpi "parleremo dopo", "siamo amici di Israele ma penso che dobbiamo rispettare il diritto internazionale". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del G7 Esteri a Fiuggi rispondendo ad una domanda sulla linea comune da adottare in merito ai mandati di arresto della Cpi.

Israele agirà con forza se Libano viola accordo

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che il suo Paese agirà “con forza” in caso di violazione dell'accordo di cessate il fuoco in Libano, annunciato come “vicino” dagli Stati Uniti. “Se non agite voi, lo faremo noi, e con la forza”, ha dichiarato Israel Katz, citato in un comunicato stampa del suo ministero, durante un incontro a Tel Aviv con la coordinatrice speciale delle Nazioni Unite per il Libano, Jeanine Hennis-Plasschaert.

Gaza, 44.249 morti e 104.746 feriti da inizio guerra

È salito a 44.249 morti e 104.746 feriti il bilancio delle vittime palestinesi nella Striscia di Gaza dall'inizio della guerra il 7 ottobre del 2023. Lo riferisce il ministero della Sanità di Gaza, precisando che il bilancio delle ultime 24 ore è di 14 morti e 108 feriti.

Ministro Libano, “molto buoni i nostri rapporti con gli Usa”

"Abbiamo rapporti molto buoni con gli Usa, danno un sostegno molto importante alle forze armate libanesi e hanno promesso che nella ricostruzione del sud lavoreranno sulle infrastrutture". Risponde così il ministro libanese degli Esteri, Abdallah Bou Habib, ai Med Dialogues a Roma rispondendo a domande sul ruolo degli Stati Uniti nei negoziati per la tregua con Israele.

Onu chiede cessate fuoco in Libano e a Gaza

L'Onu ribadisce la richiesta di un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah in Libano e a Gaza. "L'unico modo per porre fine alle sofferenze delle persone da tutte le parti è un cessate il fuoco permanente e immediato su tutti i fronti: in Libano, in Israele e a Gaza", ha detto ai giornalisti a Ginevra Jeremy Laurence, portavoce di Volker Turk, responsabile diritti umani dell'Onu.

Netnayahu testimonierà il 10 dicembre per caso corruzione

La corte distrettuale di Gerusalemme ha respinto la richiesta del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di rinviare a data da destinarsi la sua testimonianza prevista per il 2 dicembre nel processo per corruzione in cui è coinvolto. Secondo la decisione della corte, la testimonianza sarà rinviata di una sola settimana e inizierà il 10 dicembre. Lo riporta Ynet.

Katz: “Ok a costruzione di una barriera con la Giordania per proteggerci dall’Iran”

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha annunciato di aver ricevuto l'approvazione per la costruzione di una barriera di confine con la Giordania "per protezione dai complotti iraniani" e per "bloccare il contrabbando, proveniente soprattutto dall'Iran". Come riporta il Jerusalem Post, Katz ha affermato che la recinzione, che avrà una serie di sensori all'avanguardia e costerà decine di milioni di shekel, sarà costruita in "alcuni mesi". Il ministro delle Finanze Betzalel Smotrich negli ultimi anni si era sempre opposto alla costruzione della barriera con la Giordania e non è chiaro come Katz sia riuscito a far approvare il progetto. Anche il precedente ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, aveva promosso la costruzione di una barriera con la Giordania.

Idf emette avvisi di evacuazione di Beirut prima di altri attacchi

L'Idf ha invitato i civili nei pressi di sei edifici nella periferia meridionale di Beirut a evacuare immediatamente l'area. Nonostante le notizie di un possibile cessate il fuoco tra Israele e il partito di Dio in Libano, Israele starebbe per effettuare nuovi attacchi aerei contro le strutture di Hezbollah. Il colonnello Avichay Adraee, portavoce in lingua araba dell'Idf, ha pubblica delle mappe insieme all'annuncio, invitando i civili a tenersi ad almeno 500 metri di distanza dai siti che verranno colpiti a breve.

Gantz: “Non dobbiamo fare cose a metà, l’accordo rafforzerà Hezbollah”

"Il ritiro delle forze e le dinamiche che si creeranno renderanno le cose per noi più difficili e sarà più facile per Hezbollah riorganizzarsi". Lo ha scritto su X il leader del Partito di Unità Nazionale israeliano Benny Gantz, esprimendosi contro l'accordo con Hezbollah in Libano. "Non dobbiamo fare le cose a metà, non dobbiamo perdere l'opportunità di un accordo forte che cambierà radicalmente la situazione nel nord", ha aggiunto.

Borrell, Israele non vuole Francia in controllo tregua Libano

"Il Libano ha accettato che gli Stati Uniti presiedano il comitato" di controllo dell'applicazione dell'accordo di cessate il fuoco "ma ha chiesto la presenza della Francia. Questo è un punto sul quale ancora si discute perchè Israele non vuole che la Francia vi partecipi". Lo ha detto l'Alto Rappresentante per la Politica estera Ue, Josep Borrell, a margine del G7 di Fiuggi-Anagni. "La Francia vuole aiutare" ed è "pronta a partecipare a meno che ci sia un veto israeliano. Se non ci sarà la Francia parteciperà e l'attuazione sarà facile", ha aggiunto Borrell.

Borrell a G7, Usa hanno loro linea ma europei seguano Cpi

Vedremo oggi quale sarà il risultato finale delle discussioni ma voglio essere chiaro sul fatto che non c'è alternativa, spero che alla fine saremo in grado di dire chiaramente che gli europei rispetteranno gli obblighi del diritto internazionale. Gli Usa faranno quello che vogliono". Lo ha detto l'Alto rappresentante Ue, Josep Borrell rispondendo a Fiuggi, alla posizione del G7 sui mandati di arresto. "Gli europei devono seguire e applicare le decisioni della Corte penale internazionale: non è qualcosa che si può scegliere quanto è contro Putin e rimanere in silenzio quando la Corte è contro Netanyahu", ha ribadito.

Borrell, non ci sono scuse per non attuare tregua Libano

"Non ci sono scuse per non attuare il cessate il fuoco in Libano. Ci sono 4mila vittime civili e il Sud è stato completamente distrutto". Lo ha detto Josep Borrell, l'Alto rappresentante per la Politica estera dell'Ue, in un punto stampa a margine del G7 di Fiuggi-Anagni. "Basta combattimenti, basta altre richieste - ha aggiunto - spero che il governo Netanyahu accetti la proposta".

Borrell: “Paesi Ue sostengono Cpi o non c'è giustizia”

"Chiedo agli Stati membri dell'Ue di rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale, se non sostengono la Cpi, allora non ci sarà nessuna speranza per la giustizia". Lo ha detto l'Alto Rappresentante per la Politica estera Ue, Josep Borrell, a margine del G7 di Fiuggi-Anagni.

Borrell: “Netanyahu approvi l'accordo oggi, basta scuse”

"Dobbiamo raggiungere l'accordo per il cessate il fuoco oggi: non ci sono più scuse per rinviare. Altrimenti il Libano crollerà. Spero che oggi il governo Netanyahu approverà l'accordo di Stati Uniti e Francia. Basta con ulteriori richieste". Lo ha detto l'Alto rappresentante Ue, Josep Borrell parlando con i media a margine del G7 Esteri di Fiuggi.

Media, il cessate il fuoco in Libano può essere una svolta per gli ostaggi israeliani a Gaza

Un accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah in Libano può portare a una svolta nei negoziati con Hamas per la liberazione degli ostaggi ancora nella Striscia di Gaza. Lo hanno dichiarato fonti dell'establishment della sicurezza israeliana a Walla, secondo cui la pressione militare esercitata su Hamas e sui suoi alleati ha reso più vicina che mai la possibilità di raggiungere un accordo per la restituzione degli ostaggi. L'agenzia di stampa israeliana ha riferito inoltre che i funzionari della sicurezza ritengono che la capacità di Hamas di coordinare le proprie attività con Hezbollah sia stata interrotta, sottoponendo l'organizzazione che controlla Gaza a un'enorme pressione.

Ben Gvir: “Accordo per cessare il fuoco in Libano è un errore storico”

Il ministro per la sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, ribadisce che l'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah in Libano, che potrebbe essere approvato oggi, è "un errore storico". Riferendo in un'intervista a radio Kan di aver chiesto spiegazioni al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Ben-Gvir ha aggiunto che "è possibile che qualcuno non voglia ascoltare le mie obiezioni". "Abbiamo un'opportunità storica di agire in modo deciso a sud e a nord. Sarà un'opportunità storica mancata se fermiamo tutto e torniamo indietro", ha sostenuto.

New York Times: “Iran informato di un cessate il fuoco imminente”

Un cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele è "imminente" e "l'Iran è stato informato" di questo. Lo riferiscono due membri dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, i Pasdaran, al New York Times. Hezbollah ha ricevuto il via libera per un accordo sul cessate il fuoco dal Grande Ayatollah iraniano Ali Khamenei.

Israele: abbattuto drone partito da Est

Le forze armate israeliane hanno riferito su Telegram di aver abbattuto un drone entrato nel territorio dello Stato ebraico "da Est", locuzione utilizzata di solito quando un attacco arriva dall'Iraq. Poco prima dell'annuncio le sirene di allarme avevano suonato sulle Alture del Golan.

Funzionario Hamas, sosterremo tregua tra Hezbollah e Israele

"Ogni annuncio di cessate il fuoco è benvenuto. Hezbollah è stato al fianco del nostro popolo e ha fatto sacrifici significativi". Lo ha detto - come riporta Al Jazeera - Osama Hamdan, importante leader di Hamas in Libano, all'emittente libanese Al Mayadeen, annunciando il sostegno ad un'eventuale tregua tra l'alleato Hezbollah e il "nemico" Israele. Hamdan è un membro dell'ala politica di Hamas.

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