La Corte penale internazionale potrebbe revocare i mandati d'arresto spiccati nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu e dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant, se la Corte si convincesse del fatto che in Israele fosse aperta un'indagine approfondita. Lo ha detto, in un'intervista radiofonica all’emittente Kan, il portavoce della Cpi, Fadi El Abdallah.
Netanyahu, pronto ad accordo per Gaza ma no fine guerra
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha detto che accetterebbe una pausa nella guerra a Gaza, parlando nella sua prima intervista dopo il cessate il fuoco in Libano. "Sono pronto per un cessate il fuoco nel sud quando pensiamo di poter ottenere il rilascio degli ostaggi", ha detto al canale di destra Channel 14. "Sono pronto per un cessate il fuoco in qualsiasi momento".
Allo stesso tempo, Netanyahu sottolinea che non accetterà la fine della guerra, una richiesta fondamentale di Hamas. Senza entrare nei dettagli, Netanyahu dice che Israele sta facendo "molte, molte cose" per cercare di raggiungere un accordo.
Ora che in Libano è in vigore un cessate il fuoco e il leader di Hamas Yahya Sinwar è morto, le condizioni per un accordo sulla liberazione degli ostaggi con Hamas sono notevolmente migliorate, sostiene.
Netanyahu, farò di tutto per impedire atomica a Iran
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di essere pronto a fare di tutto per impedire alla Repubblica islamica dell'Iran di acquisire armi atomiche. Lo ha affermato in un'intervista trasmessa questa sera dal canale 14 della televisione israeliana. "Farò di tutto per evitare che diventi una potenza nucleare", ha detto Netanyahu in risposta a una domanda su Teheran. "Sfrutterò tutte le risorse che possono essere utilizzate" per raggiungere questo obiettivo, ha aggiunto.
Il primo ministro israeliano
Benjamin Netanyahu ha dichiarato di essere pronto a fare di tutto per impedire alla Repubblica islamica dell'Iran di acquisire armi atomiche. Lo ha affermato in un'intervista trasmessa questa sera dal canale 14 della televisione israeliana. "Farò di tutto per evitare che diventi una potenza nucleare", ha detto Netanyahu in risposta a una domanda su Teheran. "Sfrutterò tutte le risorse che possono essere utilizzate" per raggiungere questo obiettivo, ha aggiunto.
Netanyahu: “Guerra forte in Libano se la tregua viene violata”
“"Ho dato istruzioni all'Idf: se ci sarà una violazione massiccia dell'accordo, non opereremo chirurgicamente come stiamo facendo ora, ma ho ordinato una guerra intensiva": lo ha detto in un’intervista a Channel 14 il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Ben-Gvir, continuare a combattere in Libano e a Gaza
Intervenendo alla cerimonia di posa della prima pietra per una nuova stazione di polizia nella città meridionale di Sderot, il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha invitato il primo ministro Benjamin Netanyahu a continuare a combattere in Libano nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore mercoledì. Ben Gvir - scrivono i media israeliani - ha affermato che Hezbollah ha violato il cessate il fuoco "più e più volte". Quanto a Gaza "abbiamo un'opportunità storica di far crollare Hamas, di rioccupare la Striscia e incoraggiare l'emigrazione volontaria dei nemici di Israele. Questo è ciò che porterà la pace al sud".
Medioriente: colloquio tra ministri Esteri Iran e Libano dopo tregua
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo libanese, Abdallah Bou Habib, per discutere della situazione in Libano dopo il cessate il fuoco con Israele. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, secondo cui Araghchi ha affermato che i recenti sviluppi in Siria "fanno parte di un piano israelo-americano volto a destabilizzare la sicurezza regionale".
Siria: Ong, oltre 200 morti in scontri jihadisti-esercito
È di oltre 200 morti il bilancio degli scontri tra jihadisti ed esercito siriano dopo l'imponente offensiva lanciata dai miliziani nella regione di Aleppo, controllata dalle forze governative di Bashar al-Assad. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani, precisando che tra le vittime si contano soprattutto jihadisti. Il bilancio "è salito a 182 combattenti, tra cui 102 combattenti del (gruppo jihadista) Hayat Tahrir al-Sham (Hts) e 19 di fazioni alleate, e 61 militari del regime e gruppi alleati".
Israele ha violato il cessate il fuoco con Hezbollah diverse volte mercoledì e giovedì, ha dichiarato l'esercito libanese.
Israele ha violato il cessate il fuoco con Hezbollah diverse volte mercoledì e giovedì, ha dichiarato l'esercito libanese.
Raid aereo Idf contro sito Hezbollah in Libano: “Erano dispiegati razzi”
Le forze aeree israeliane hanno bombardato una postazione di Hezbollah nel sud del Libano, "un sito in cui erano stati dispiegati razzi" e medio raggio in cui "è stata registrata attività di stampo terrorista". E' il primo raid aereo di Israele dall'entrata in vigore del cessate il fuoco ieri mattina. "Le forze dell'Idf sono dispiegate nel sud del Libano, e operano per contrastare qualsiasi violazione dell'accordo per la tregua".
Katz, Gb si opponga a tregua a Gaza senza ritorno ostaggi
Il ministro della Difesa Katz in un colloquio con il suo omologo britannico John Healey ha affermato che Israele agirà con la forza per impedire all'Iran di introdurre illegalmente armi in Libano. Lo riferisce una nota dell'ufficio del ministro. Katz inoltre ha detto a Healy che Israele risponderà con la forza a qualsiasi violazione del cessate il fuoco in Libano e che la priorità principale per lo Stato ebraico è la liberazione degli ostaggi a Gaza: "Israele si aspetta che il Regno Unito si opponga alle richieste di un cessate il fuoco che non sia condizionato al ritorno dei prigionieri".
Esercito Libano, non avvicinarsi ad aree con presenza Idf
L'esercito libanese ha esortato "i cittadini che tornano nei villaggi e nelle città vicino al confine meridionale, in particolare nei distretti di Tiro, Bint Jbeil e Marjayoun, a rispettare le direttive delle unità militari ed evitare le aree in cui sono presenti le forze di occupazione israeliane. C'è il rischio di fuoco nemico da parte di queste forze". Lo riportano i media di Beirut.
Houthi: “Avanti attacchi contro Israele, noi facciamo di tutto per i palestinesi”
"Continuano le operazioni da parte del fronte yemenita a sostegno del popolo palestinese con missili e droni contro il nemico israeliano". Parla così il leader degli Houthi dello Yemen, Abdul-Malik al-Houthi, dopo la tregua tra gli Hezbollah libanesi e Israele. "Spero tutti nell'esercito e tra la popolazione siano consapevoli delle nostre responsabilità e che con l'aiuto di Dio faranno di più - ha affermato nelle dichiarazioni ad Al-Masirah - contro il nemico israeliano". "Noi sul fronte yemenita stiamo facendo del nostro meglio per sostenere i palestinesi", ha incalzato il leader degli Houthi, che danni l'Iran è accusato di sostenere, e che dall'inizio delle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza, in risposta all'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 in Israele, hanno lanciato missili e droni in direzione di Israele, oltre ad avere rivendicato attacchi contro mercantili nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden.
Un generale dei pasdaran ucciso in Siria
Il generale iraniano dei Guardiani della Rivoluzione, Kiumars Pour-Hashemi, è stato ucciso ad Aleppo, nel nord della Siria. Lo ha riferito l'agenzia di stampa iraniana Mehr, secondo la quale il generale, definito "il capo dei consiglieri iraniani ad Aleppo", è stato ucciso in un attacco di "mercenari”. La Mehr spiega che i "consiglieri iraniani" sono presenti in Siria su richiesta ufficiale del governo di Damasco e hanno svolto un "ruolo importante nell'aiutare i siriani a combattere il terrorismo e a stabilire la pace e la stabilità".
L’ambasciatrice palestinese a Roma: bene accordo in Libano, ma per Gaza Israele ha altri piani
"L'accordo per il cessate il fuoco in Libano è sicuramente una buona notizia", ma "c'è ancora molto da fare in Libano e resta la grande preoccupazione per Gaza, perché qui gli obiettivi di Israele sono diversi". Lo ha dichiarato l'ambasciatrice dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) in Italia, Abeer Odeh. "Il vero obiettivo di Israele è quello di annettersi la Striscia di Gaza, costringendo la popolazione palestinese, sopravvissuta ai bombardamenti, alla distruzione e alla fame utilizzata come arma di guerra, a trasferirsi altrove", afferma l'ambasciatrice escludendo quindi effetti positivi su Gaza dal cessate il fuoco raggiunto in Libano.
Il New York Times: Hamas è pronta a rinunciare ad alcune sue richieste chiave
Ora che uno dei suoi maggiori alleati nella regione, Hezbollah, è fuori gioco Hamas sarebbe pronto a rinunciare ad alcune richieste fondamentali e accettare un accordo per cessate il fuoco che Israele potrebbe appoggiare. Lo riferiscono funzionari americani al New York Times. Tra queste, il gruppo terroristico sta discutendo se consentire a Israele di mantenere una presenza temporanea nel corridoio Philapelphi, l'area di confine tra Egitto e Gaza. Secondo il quotidiano, anche prima della tregua tra Hezbollah e Israele sia funzionari palestinesi che Usa avevano affermato di ritenere che Hamas fosse pronta a rinunciare alla strategia del leader Yahya Sinwar e procedere verso un accordo. Poco prima di essere ucciso, Sinwar aveva sostenuto che una lunga guerra contro Israele è vantaggiosa: "Diceva più dura, più ci avviciniamo alla liberazione", ha riferito Osama Hamdan, un alto dirigente di Hamas.
Israele: colpo di avvertimento nel sud del Libano per l’arrivo di sospettati
Le forze di difesa israeliane hanno confermato di aver effettuato questa mattina un attacco nel sud del Libano, definendolo un colpo di avvertimento. E' il primo attacco con drone segnalato da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah nella mattinata di ieri. "Nell'ultima ora è stato identificato l'arrivo di sospettati, alcuni con veicoli, in diverse aree del Libano meridionale, il che costituisce una violazione del cessate il fuoco", ha affermato l'Idf, come riporta Times of Israel. L'esercito ha detto di aver aperto il fuoco contro i sospettati nella zona di Markaba, sparando un colpo di avvertimento vicino a un veicolo. "L'Idf è schierato nel Libano meridionale e fa rispettare qualsiasi violazione dell'accordo di cessate il fuoco", ha aggiunto l'esercito. Secondo i media libanesi, almeno due persone sono rimaste ferite nell'attacco.
Hezbollah: l’Idf sta colpendo i civili che tornano a sud
“Israele sta attaccando la gente che fa ritorno nei propri villaggi nel sud del Libano”: lo ha detto il deputato di Hezbollah, Hassan Fadlallah. I media libanesi hanno riferito colpi di artiglieria israeliani contro i villaggi di Taybah, Markaba e Khiam. Le forze armate dello Stato ebraico hanno esortato i civili a non fare ritorno ancora, confermando di aver sparato colpi di artiglieria da lontano come avvertimento contro coloro che tentavano di rientrare nei villaggi evacuati nel Libano meridionale dove sono di stanza le truppe.
Missile intercettore sulla Galilea
Un missile intercettore è stato lanciato poco fa sulla Galilea occidentale, riferiscono i media israeliani. L'Idf non ha ancora commentato l'incidente, che avviene nel contesto del cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah.
Libano, il 9 gennaio il Parlamento vota per eleggere il presidente
Il Parlamento libanese terrà una sessione a gennaio per eleggere un nuovo presidente, hanno riferito i media ufficiali, il giorno dopo l'inizio del cessate il fuoco tra Israele ed Hezbollah e dopo oltre due anni di vuoto presidenziale. "Il presidente del Parlamento Nabih Berri ha convocato una sessione per eleggere il presidente della repubblica il 9 gennaio", ha riferito l'agenzia di stampa nazionale.
La Cpi potrebbe revocare i mandati di arresto contro Nentanyahu e Gallant se Israele fa una indagine seria
La Corte penale internazionale potrebbe revocare i mandati d'arresto spiccati nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu e dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant, se la Corte si convincesse del fatto che in Israele fosse aperta un'indagine approfondita. Lo ha detto, in un'intervista radiofonica a Kan, il portavoce della Cpi, Fadi El Abdallah,
Raid a Gaza: almeno 15 morti
Poche ore dopo l'annuncio del cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah in Libano, le forze armate israeliane hanno intensificato i raid sulla Striscia di Gaza, che hanno causato almeno 15 morti e altre distruzioni. Nel mirino ci sono obiettivi civili, quali campi sfollati e abitazioni. Secondo l'agenzia Wafa, un bambino è stato ucciso nel bombardamento nella sua casa di famiglia nel quartiere Zeitoun di Gaza City. Un altro palestinese è stato ucciso nel bombardamento israeliano nel campo profughi di Jabalia. A queste due vittime si aggiungono altri quattro morti nei raid a due case a Beit Lahiya, sempre nel nord della Striscia di Gaza. Al centro della Striscia, almeno 9 persone sono morte nel bombardamento di un edificio residenziale nel campo di Nuseirat, dove un corrispondente di Al Jazeera, Talal al-Arouqi, è rimasto ferito.
Secondo quanto riferito da Ap, centinaia di civili sono scappati da Beit Lahiya assediata a nord di Gaza, mentre le forze israeliane hanno separato le donne e i bambini palestinesi dagli uomini, che sono stati arrestati e inviati in Israele per essere interrogati.
Una delegazione egiziana in Israele per il negoziato
Una delegazione egiziana arriverà a Tel Aviv oggi per presentare un'ipotesi di accordo per fine della guerra a Gaza. Lo ha riferito il quotidiano libanese Al-Akhbar, affiliato a Hezbollah. Fonti egiziane hanno detto al giornale che "l'annuncio della visita da parte del Cairo è prova di ottimismo circa il raggiungimento di un accordo". Secondo il giornale, la bozza di accordo include "un cessate il fuoco temporaneo di circa uno o due mesi durante i quali verrebbero messi a punto i dettagli del ‘giorno dopo’, insieme con il rilascio graduale degli ostaggi, con priorità data agli anziani e a coloro che soffrono di malattie croniche".
Media: i leader di Hamas pronti al cessate il fuoco solo dopo l’insediamento di Trump
Hamas non sarà pronto per un cessate il fuoco prima della fine del mandato del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il 20 gennaio. Lo scrive il Wall Street Journal, citando funzionari americani ed egiziani in contatto con il team del presidente eletto Donald Trump, per verificare se anche ci sia disponibilità da entrambe le parti a compromessi su alcune richieste, come la creazione di una zona di sicurezza tra Israele e Gaza.
Attacco con droni a Gaza, 4 morti
Un attacco israeliano con droni ha ucciso quattro persone nei pressi di Khan Younis, nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito l'agenzia di stampa palestinese Wafa, secondo cui i velivoli senza pilota dell'Idf hanno colpito stamattina presto un gruppo di civili palestinesi vicino a un campo per sfollati nella città di Abasan, situata a est di Khan Younis. Secondo quanto riportato da Wafa, anche altre persone sono rimaste ferite nell'attacco.
Decine di migliaia di libanesi a casa, confine off-limits
Dopo il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, decine di migliaia di libanesi stanno rientrando a casa, in città e villaggi spesso devastati, a eccezione della zona di confine ancora off-limits.
Beirut, dall'alba caroselli in strada per il cessate il fuoco: feste e ingorghi tra le macerie
Documento Usa-Israele, impegno per evitare che Iran destabilizzi area
Il documento degli Stati Uniti che ha aperto la strada all'accordo in Libano comprende una serie di clausole. Una si riferisce alla cooperazione tra Israele e Washington nei rapporti con l'Iran. Lo riferisce l'emittente Channel 12. La lettera di garanzie americana a Israele non è stata ancora completamente divulgata, anche se negli ultimi giorni ne sono state rese pubbliche alcune parti. Nel documento si afferma che "gli Stati Uniti si impegnano a collaborare con Israele per evitare che l'Iran destabilizzi la regione e per impedirgli di stabilirsi in Libano, e di indebolire direttamente o attraverso i suoi affiliati i principi dell'accordo".