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Medio Oriente, le notizie del 10 dicembre. Al Jolani: “Occidente non ha nulla da temere dalla Siria”

Medio Oriente, le notizie del 10 dicembre. Al Jolani: “Occidente non ha nulla da temere dalla Siria”
Erdogan a Meloni: “In Siria aggressione israeliana”. Attivista siriano morto nella prigione di Sednaya. Venerdì riunione virtuale del G7 sulla Siria. Bashir sarà premier fino a marzo: “Via leggi anti-terrorismo”. Ue: “Sull’asilo ai siriani la competenza è degli stati membri”
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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha definito l'avanzata militare di Israele in Siria "un'aggressione" durante una telefonata con la premier Giorgia Meloni, aggiungendo che "questo atteggiamento non contribuisce alla stabilità della Siria e che è imperativo che la Siria venga liberata dagli elementi terroristici".

Il capo dei ribelli Hts, Ahmed al-Sharaa, ha avviato discussioni con il governo deposto per trasferire il potere e ha promesso di perseguire i “criminali di guerra” anche se sono fuggiti dal Paese. Mazen al-Hamada, noto attivista siriano, torturato sotto il governo di Assad, è stato trovato morto nella prigione di Sednaya.

Punti chiave

Siria: Rsf, decine di giornalisti uccisi; processare Assad

Il deposto presidente siriano Bashar al-Assad dovrà essere processato per gli omicidi e i maltrattamenti di decine di giornalisti. Lo dice Reporter senza frontiere, secondo cui la situazione in Siria rimane pericolosa per i giornalisti anche dopo la presa del potere da parte di Hayat Tahrir al-Sham (HTS). Il un gruppo ribelle islamico è accusato di aver ucciso sei giornalisti e rapito almeno altri otto tra il 2012 e il 2019. "Con oltre 180 giornalisti uccisi e giustiziati dal regime e dai suoi alleati dal 2011, e con l'incarcerazione e la tortura dei reporter nelle sue prigioni, Bashar al-Assad ha reso la Siria uno dei peggiori paesi al mondo per i professionisti dei media - si legge nella nota di RSF - chiediamo che Assad venga processato per i suoi crimini. La giustizia, attesa da tempo, deve essere finalmente fatta per tutte le vittime dei suoi abusi".

Casa Bianca: “Truppe Usa restano in Siria”

Resteranno in Siria le truppe americane presenti nel Paese perché impegnate nella lotta al terrorismo e in particolare allo Stato Islamico. Lo ha affermato il vice consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Jon Finer. "Quelle truppe sono lì per una ragione molto specifica e importante, non come una sorta di merce di scambio", ha affermato Finer. Le truppe statunitensi "sono lì ormai da quasi un decennio o più per combattere l'Isis" e "siamo ancora impegnati in quella missione".

Al Jolani, Occidente non ha nulla da temere dalla Siria

L'Occidente non ha nulla da temere dalla Siria. Lo dice il leader ribelle siriano Abu Mohammed al Jolani intervistato da SkyNews. I timori del passato erano giustificati perchè il Paese era governato dal regime di Assad e dai suoi sostenitori russi e iraniani "colonizzatori", ha detto Jolani. Ma oggi l'Occidente non ha nulla da temere dalla Siria, ha aggiunto.

Siria: Hezbollah, Israele sta occupando; Damasco lo impedisca

La comunità internazionale "non ha più nulla da temere dalla Siria dopo il rovesciamento del regime di Bashar al Assad". Lo ha dichiarato a Sky News il leader di Hayat Tahrir al Sham, Abu Mohammed al Jolani, aggiungendo che "i loro timori sono inutili, se Dio viole". "La paura derivava dalla presenza del regime. Il Paese si sta muovendo verso lo sviluppo e la ricostruzione. Sta andando verso la stabilità. La gente è esausta per la guerra. Quindi il Paese non è pronto per un'altra guerra e non ci entrerà".

Usa, abbiamo chiesto a Hts ad aiutarci a trovare Tice

"Abbiamo avvertito Tahrir al-Sham (Hts) che Austin Tice è la nostra priorità e abbiamo chiesto il loro aiuto per trovarlo". Lo ha detto il portavoce del dipartimento di Stato americano Matthew Miller in un briefing con la stampa a proposito del reporter scomparso in Siria nel 2012 che secondo gli Stati Uniti è ancora vivo.

Hezbollah: nuovi leader respingano Israele, Paese si stabilizzi

Hezbollah ha detto di sperare che i nuovi leader in Siria respingano "l'occupazione israeliana" dal loro territorio. "Ci auguriamo che la Siria si stabilizzi e assuma una posizione ferma contro l'occupazione israeliana, impedendo al contempo l'interferenza straniera nei suoi affari", ha affermato Hezbollah in una nota.

Siria: esercito libanese respinge uomini armati che attraversano confine

L'esercito libanese afferma di aver sparato colpi di avvertimento dopo che uomini armati hanno attraversato il confine dalla Siria, si sono avvicinati a un posto di frontiera dell'esercito e hanno sparato in aria. Lo riferisce Al Jazeera. Gli spari di avvertimento hanno costretto gli uomini armati a tornare in Siria. Poco dopo la caduta di Bashar al-Assad, il Libano ha chiuso tutti i valichi di frontiera con la Siria, tranne uno, Masnaa, che collega Beirut alla capitale siriana, Damasco.

Siria: Israele, 480 attacchi aerei nelle ultime 48 ore

Israele ha dichiarato di aver condotto circa 480 attacchi nelle ultime 48 ore contro obiettivi militari strategici in Siria, pochi giorni dopo il rovesciamento del presidente Bashar al-Assad. "Nelle ultime 48 ore, l'esercito israeliano ha colpito la maggior parte delle riserve di armi strategiche in Siria, impedendo che cadessero nelle mani di elementi terroristici", ha affermato l'esercito in una nota, citata da Al Jazeera.

Comandante Usa incontra leader Forze democratiche siriane

Il comandante in capo dell'esercito Usa in Medio Oriente ha incontrato in Siria le Forze democratiche siriane guidate dai curdi, alleato chiave degli Stati Uniti nella missione in corso per sconfiggere l'ISIS. Lo rende noto Centcom. "Oggi, 10 dicembre, il generale Erik Kurilla ha visitato i comandanti militari e i militari statunitensi, così come i nostri partner di Defeat-ISIS, le Syrian Democratic Forces, in diverse basi in Siria", ha affermato il Comando Centrale Usa in un comunicato pubblicato su X. "Ha ricevuto una valutazione di prima mano delle misure di protezione della forza, della situazione in rapida evoluzione e degli sforzi in corso per impedire all'ISIS di sfruttare la situazione attuale".

Profanata la tomba-mausoleo dell'ex presidente Hafez Assad

E' stata profanata la tomba-mausoleo dell'ex presidente siriano Hafez al Assad, fondatore del regime dissoltosi domenica scorsa dopo 54 anni e padre del raìs ora in esilio a Mosca Bashar al Assad, rimasto al potere per un quarto di secolo. Miliziani anti-governativi sono giunti nella cittadina natale degli Assad, Qurdaha, sulle montagne a est di Latakia. E hanno profanato la tomba, senza trovare i resti di Assad padre. Altri miliziani erano arrivati in precedenza al mausoleo, affermando di non voler profanare la tomba perché "la nostra religione ce lo vieta".

Mosca conferma: “Assad è in Russia”

Il presidente siriano Bashar al-Assad è in Russia. Lo ha confermato il vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov intervistato dalla Nbc News. "La Russia ha accolto e ha provveduto al suo trasporto nel modo più sicuro possibile" dopo il crollo del suo regime, ha aggiunto Ryabkov. Assad "è al sicuro e questo dimostra che la Russia agisce come necessario in queste situazioni straordinarie", ha aggiunto.

Video, bandiere dell'Isis nel porto siriano di Latakia

Miliziani sui carri armati sfilano a Latakia, porto siriano non lontano dalla principale base aerea russa, sventolando bandiere nere jihadiste con su scritto in bianco la professione di fede islamica. Lo stesso tipo di vessillo è stato adottato dall'Organizzazione dello Stato islamico (Isis). Il video è stato verificato da fonti sul terreno a Latakia a conferma del passaggio oggi di miliziani anti-governativi con bandiere dell'Isis.

Usa dettano condizioni per riconoscere nuovo governo Siria

Gli Usa "riconosceranno e sosterranno pienamente" un futuro governo siriano che risulti da un processo di transizione "inclusivo e trasparente" e che confermi "impegni chiari per rispettare pienamente i diritti delle minoranze, facilitare il flusso di assistenza umanitaria a tutti coloro che ne hanno bisogno, impedisca che la Siria venga utilizzata come base per il terrorismo o rappresenti una minaccia per i suoi vicini e garantisca che tutte le scorte di armi chimiche o biologiche siano protette e distrutte in sicurezza". Sono le condizioni poste dal segretario di Stato Antony Blinken per sostenere il nuovo governo di Damasco.

Onu a Israele, no a violazione integrità territoriale

Le Nazioni Unite sono contrarie a qualsiasi violazione dell'integrità territoriale della Siria. Lo ha detto ai giornalisti il portavoce del segretario generale dell'ONU, Stephane Dujarric. Alla domanda sugli attacchi di Israele alle capacità militari dell'esercito del regime di Assad, il portavoce di Antonio Guterres ha detto che l'Onu è "contraria a questo tipo di attacchi. Penso che questo sia un punto di svolta per la Siria. Non dovrebbe essere usato dai suoi vicini per invadere il territorio siriano".

Consiglio d'Europa, no ai rimpatri affrettati per siriani

"Mentre la situazione cambia in Siria, gli Stati membri del Consiglio d'Europa devono evitare rimpatri affrettati dei rifugiati". Lo afferma Michael O'Flaherty, commissario per i diritti umani dell'organizzazione paneuropea, specificando che "la sospensione del trattamento delle richieste di asilo e l'annuncio di piani per il rimpatrio forzato da parte di diversi Stati sollevano urgenti interrogativi se i Paesi stanno agendo in conformità con gli obblighi internazionali in materia di rifugiati e diritti umani, in particolare con il principio di non respingimento".

Celebre attivista siriano trovato morto nel carcere di Sednaya

I social media sono stati inondati di tributi ed espressioni di dolore da parte di attivisti per i diritti umani e della diaspora siriana dopo che un famoso attivista siriano, Mazen al-Hamada, torturato sotto il governo di Bashar al-Assad, è stato oggi trovato morto nella famigerata prigione di Sednaya, tristemente nota come 'mattatoio umano'. Lo riferisce il portale di notizie Middle East Eye, sottolineando che il corpo di al Hamada è stato trovato con segni visibili di tortura e ripercorrendo la sua odissea iniziata durante i primi anni della rivolta siriana, nel 2011 e nel 2012, quando venne arrestato più volte.

Prima riunione con ambasciatori in Siria, anche italiano

Il nuovo governo siriano ha "tenuto un incontro con gli ambasciatori di Iraq, Bahrein, Oman, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Arabia Saudita e Italia", unico Paese occidentale. Lo riferisce un comunicato del Dipartimento degli affari politici del governo interinale siriano, sottolineando che "l'incontro è stato positivo e gli ambasciatori hanno promesso un coordinamento di alto livello con il nuovo governo". Contattate dall'ANSA, fonti della Farnesina hanno confermato l'incontro con l'incaricato d'affari Stefano Ravagnan.

Idf, colpiti 320 obiettivi; distrutto 70% arsenale Assad

L'esercito israeliano ha condotto attacchi contro 320 "obiettivi strategici" in Siria dalla caduta del regime di Assad nel fine settimana, distruggendo armamenti avanzati che Israele teme possano cadere nelle mani di elementi ostili, tra cui Hezbollah. Lo fanno sapere le stesse Idf. L'operazione, che ha l'obiettivo di distruggere le armi dell'ex esercito del regime di Assad, è stato ribattezzata dall'esercito "Freccia di Bashan", dal nome biblico della regione delle alture del Golan e della Siria meridionale. L'esercito stima di aver distrutto oltre il 70% delle capacità militari strategiche dell'ex regime di Assad, riportano i media israeliani.

Netanyahu, ho autorizzato a bombardare armi siriane

"Se il nuovo regime in Siria permetterà all'Iran di tornare a stabilirsi o permetterà il trasferimento di armi a Hezbollah, risponderemo con forza e gli faremo pagare un prezzo pesante. Siamo intenzionati a fare tutto il necessario per garantire la nostra sicurezza. In questo contesto, ho autorizzato l'aviazione a bombardare capacità militari strategiche lasciate dall'esercito siriano, affinché non finiscano nelle mani dei jihadisti", lo dichiara il premier israeliano Benyamin Netanyahu in una nota diffusa dal suo ufficio.

Ong: “54 militari governativi siriani uccisi dallo Stato Islamico”

L'Osservatorio siriano per i dritti umani denuncia che 54 militari governativi siriani sono stati uccisi, in vere e proprie esecuzioni, dallo Stato Islamico nella provincia di Homs. Secondo quanto rende noto l'Osservatorio, i jihadisti dell'Isis hanno catturato "militari nel deserto" mentre "fuggivano durante la caduta del regime di Bashar al Assad" e poi ne hanno uccisi 54 "in esecuzioni" nell'area di Sukhna.

Siria, unità navali russe lasciano base Tartus: tre ancora al largo

Le unità navali russe hanno lasciato la base di Tartus in Siria. Almeno tre sono ancorate al largo dell'infrastruttura, a una distanza di circa 13 chilometri a nord ovest della costa, dimostrano le immagini satellitari di ieri di Planet Labs di cui parla il sito di notizie israeliano YNet. Fra le navi individuate al largo della costa siriana ci sono due fregate armate di missili da crociera e una nave cisterna. Prima della caduta di Bashar Assad, la Russia manteneva a Tartus cinque navi da guerra e un sottomarino, secondo una analisi delle immagini di BlackSky e Planet Labs. Una immagine del 5 dicembre conferma che tutte e sei le navi sono nella base di Tartus.

Blinken: “Il processo di transizione porti a un governo inclusivo e non settario”

Gli Stati Uniti sostengono pienamente il processo di transizione politica della Siria e vogliono che porti ad una governance credibile, inclusiva e non settaria che soddisfi gli standard internazionali di trasparenza e responsabilità, ha dichiarato martedì il segretario di Stato americano Antony Blinken. "Il processo di transizione e il nuovo governo devono anche mantenere impegni chiari per rispettare pienamente i diritti delle minoranze, facilitare il flusso di assistenza umanitaria a tutti i bisognosi, impedire che la Siria venga utilizzata come base per il terrorismo o costituire una minaccia per i suoi vicini, e garantire che tutte le scorte di armi chimiche orbiologiche vengono messe al sicuro e distrutte in modo sicuro", ha detto Blinken in una nota. "Gli Stati Uniti riconosceranno e sosterranno pienamente il futuro governo siriano che deriverà da questo processo", ha aggiunto.

Erdogan a Meloni: “In Siria in corso un’aggressione israeliana”

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha definito l'avanzata militare di Israele in Siria "un'aggressione" durante una telefonata con la premier Giorgia Meloni, aggiungendo che "questo atteggiamento non contribuisce alla stabilità della Siria e che è imperativo che la Siria venga liberata dagli elementi terroristici". Secondo quanto riferisce la presidenza della Repubblica di Ankara, Erdogan ha detto che "gli sviluppi recenti hanno mostrato quanto fosse accurata la politica umanitaria e coscienziosa perseguita dalla Turchia", sottolineando "l'importanza di preservare l'integrità territoriale della Siria"

Amnesty: “Siria instabile, ripristinare le domande di asilo”

"In conformità con il diritto internazionale e gli standard sulla protezione delle persone rifugiate, le richieste di asilo devono essere trattate in modo rapido ed efficace. I Paesi europei devono continuare a considerare le circostanze individuali di ciascun richiedente asilo caso per caso. Devono immediatamente revocare le decisioni di sospendere le domande di asilo dei siriani e respingere ogni proposta di rimpatrio o di restrizione al ricongiungimento familiare". Lo afferma Eve Geddie, direttrice dell'ufficio di Amnesty International presso le istituzioni europee, secondo cui "la situazione in Siria è estremamente instabile"

Casa Bianca: “Venerdì riunione virtuale del G7 sulla Siria”

I leader del G7 si riuniranno venerdì per una riunione virtuale sulla Siria. Lo annuncia la Casa Bianca

Katz: “Stabiliremo una zona demilitarizzata nel sud della Siria”

Il ministro della Difesa Israel Katz, in visita alla base della Marina militare di Haifa, ha ribadito che l'Idf sta creando una zona demilitarizzata, senza una presenza israeliana permanente, oltre la zona cuscinetto, la cosiddetta Linea Alpha, in territorio siriano. Due giorni fa era stato riferito che l'esercito ha preso il controllo della base militare sul versante siriano del Monte Hermon dopo la ritirata delle forze di Assad, per evitare che i ribelli si avvicinino al confine con Israele. Channel 12 ha affermato che l'Idf si è spinto fino a 14 chilometri di profondità dentro il territorio siriano

Fonti egiziane a Ynet: “L’accordo sugli ostaggi è molto vicino”

Un alto funzionario egiziano ha riferito a Ynet che l'annuncio di un accordo che porterà ad un cessate il fuoco a Gaza e al rilascio degli ostaggi è "molto vicino". Il funzionario ha aggiunto che questa settimana è prevista la partenza di una delegazione israeliana per il Cairo, per un incontro presso la sede dell'intelligence, durante il quale verranno consegnate le liste dei rapiti da scambiare con i detenuti palestinesi. Hamas ha fatto capire all'Egitto che "ci sono maggiori possibilità di prima di concludere un accordo" in cambio del rilascio dei detenuti e del ritiro di Israele dall'asse di Filadelfia e da altre zone di Gaza

Difesa israeliana: “Distrutta la flotta siriana”

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha confermato martedì che cacciatorpediniere della marina israeliana hanno condotto una “operazione su larga scala” contro la flotta siriana. “L'esercito israeliano ha condotto operazioni in Siria negli ultimi giorni per colpire e distruggere le capacità strategiche che minacciano lo Stato di Israele. La marina ha operato ieri sera per distruggere la flotta siriana con grande successo”, ha dichiarato Katz durante una visita a una base navale nella città settentrionale di Haifa. Il ministro ha anche avvertito i nuovi leader siriani di non seguire “la strada di Assad”, in riferimento al deposto presidente Bashar al-Assad

L’appello di Francia, Germania e Regno Unito: “L’Iran fermi l’escalation nucleare”

La Francia, la Germania e la Gran Bretagna hanno esortato oggi l'Iran "a mettere immediatamente fine alla sua escalation nucleare", secondo i portavoce dei tre ministeri degli Esteri, che condannano le misure adottate da Teheran per aumentare in modo netto il ritmo di produzione di uranio fortemente arricchito

Bashir: “Il prossimo governo scioglierà i servizi di sicurezza”

"Scioglieremo i servizi di sicurezza e aboliremo la legge anti-terrorismo", ha detto il premier incaricato siriano Muhammad Bashir in riferimento alle agenzie di controllo del regime incarnato per 54 anni dalla famiglia Assad, indicate come responsabili della sistematica violazione dei diritti umani. La "legge anti-terrorismo" aveva nel 2012 sostituito le leggi marziali imposte sin dagli anni '60, e serviva per giustificare l'esistenza di tribunali speciali per l'arresto di oppositori e dissidenti. Si stima che dal 2012 a oggi più di 150mila persone siano finite in carcere in Siria per reati di opinione

Asma Al Assad è diventata persona non gradita nel Regno Unito

Asma Al Assad, la 49enne moglie del deposto presidente siriano Bashar Al Assad, è diventata persona non gradita nel Regno Unito, per decisione delle autorità britanniche. L'ex first lady della Siria è nata a Londra nel 1975 e ha trascorso metà della sua vita nel Regno, con i suoi genitori che vivono ancora nella parte occidentale della capitale. Lei e il marito, fuggiti coi figli a Mosca dopo la caduta del regime e la presa di Damasco da parte dei ribelli islamisti, erano già da tempo finiti sotto le sanzioni di Londra. È solo l'ultimo colpo alla reputazione distrutta di una donna il cui glamour e fascino erano stati visti in passato come una risorsa chiave per il governo siriano e il Medio Oriente.
Benchè in possesso del passaporto britannico, come ha dichiarato il ministro degli Esteri David Lammy, la moglie di Assad non è più la benvenuta nel Paese

Hts nomina formalmente Muhammad al Bashir premier fino a marzo

Muhammad al Bashir ha annunciato di esser stato formalmente incaricato dalla Direzione delle operazioni militari, organo del gruppo jihadista Hts, di formare il governo di transizione con un mandato "per sbrigare gli affari correnti" che durerà fino al 1 marzo prossimo. "Sono in corso consultazioni per la scelta dei ministri", ha detto Bashir in un comunicato

Siria, riaprono la Banca Centrale e altri istituti

Per la prima volta dalla fine dell'era Assad sono tornati al lavoro i dipendenti della Banca centrale siriana. Sono stati visti entrare nella sede dell'istituto per la prima volta da domenica, riporta l'agenzia Dpa. Mohamed al-Imam, a capo di un dipartimento della banca, ha riferito all'agenzia di "alcuni furti" registrati domenica. "Il denaro è stato in parte restituito perché i volti dei responsabili erano sulle telecamere di sicurezza della banca", ha aggiunto. Aperte anche, ma solo per mezza giornata, le filiali di altre banche. A Damasco i gruppi armati protagonisti dell'offensiva fulminante contro le forze di Assad hanno imposto il coprifuoco dalle 16 alle 5

Il Qatar è il primo Paese in contatto con i ribelli Hts

Il Qatar è il primo Paese in contatto con il gruppo islamico radicale Hayat Tahrir al-Sham (Hts), punta di diamante dell'offensiva ribelle che ha abbattuto Bashar al-Assad in Siria. Lo ha detto all'Afp un manager vicino alle discussioni. "Il Qatar ha stabilito il primo canale di comunicazione con Hts. I contatti tra il gruppo e i diplomatici di Doha dovrebbero continuare nelle prossime 24 ore con Al-Bashir", ha detto il funzionario in condizione di anonimato

Ue: “Sull’asilo ai siriani la competenza è degli stati membri”

"Le decisioni sulle domande di asilo sono di competenza degli Stati membri. Tuttavia è importante che gli Stati membri rispettino le norme dell'Ue in questo settore: le valutazioni individuali sono sempre necessarie". Lo ha detto un portavoce della Commissione Europea

Teheran: “Rimpatriati 4mila iraniani dalla Siria”

L'Iran ha dichiarato che 4mila cittadini iraniani che si trovavano in Siria sono stati rimpatriati in seguito alla caduta dell'ex presidente siriano Bashar Al Assad. "Negli ultimi tre giorni, 4.000 cittadini iraniani sono stati rimpatriati in Iran", ha affermato Fatemeh Mohajerani, la portavoce del governo di Teheran, durante una conferenza stampa

La Turchia accusa Israele: “Mentalità dell’occupazione”

"Mentalità dell'occupazione". La Turchia parla così di Israele. Ankara "condanna con forza l'avanzata di Israele sul territorio siriano in violazione dell'Accordo sul disimpegno del 1974 - rende noto il ministero degli Esteri turco, come riporta l'agenzia Anadolu - In questo momento delicato in cui è emersa la possibilità di arrivare alla pace e alla stabilità tanto attese dai siriani, Israele mostra ancora una volta la sua mentalità di occupante"

Peskov: "Dimettersi è stata una decisione personale di Assad”

E' stato il presidente siriano Bashar al-Assad a prendere la decisione personale di dimettersi. Così il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in risposta alla domanda dei giornalisti sul ruolo della Russia nelle dimissioni di al-Assad. "E' stata una decisione personale di al-Assad quella di ritirarsi dal servizio come capo di stato", ha detto Peskov

Wafa: “25 civili uccisi nei raid israeliani a nord di Gaza”

Secondo l'agenzia di stampa palestinese Wafa, 25 civili, tra cui donne e bambini, sono stati uccisi e decine sono rimasti feriti durante raid israeliani la scorsa notte a Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza

L’inviato Onu in Siria: “Da Hts messaggi positivi ai siriani”

Secondo l'inviato speciale delle Nazioni Unite per le Siria, il gruppo islamico radicale Hayat Tahrir al-Sham (Hts) ha "inviato un messaggio positivo" alla popolazione. "La realtà finora è che Hts e altri gruppi armati hanno inviato un messaggio positivo al popolo siriano", ha affermato Geir Pedersen in una conferenza stampa, sottolineando che queste parole devono ora essere trasformate in azioni sul campo. Il gruppo islamico radicale Hayat Tahrir al-Sham è dietro all'offensiva che ha portato alla caduta di Bashar al-Assad, domenica scorsa

L’inviato Onu in Siria chiede lo stop ai raid e agli spostamenti israeliani

L'inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, Geir Pedersen, ha chiesto la fine degli attacchi israeliani in Siria. "E' molto preoccupante vedere gli attacchi e i movimenti israeliani sul territorio siriano. E' estremamente importante che cessino ", ha detto Pedersen in conferenza stampa a Ginevra. Israele ha confermato di aver distrutto depositi militari negli ultimi giorni mentre l'Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh) afferma aver denunciato più di 310 raid israeliani sulla Siria dalla caduta del regime di al-Assad domenica

Turchia: “Possono rientrare in Siria fino a 20mila rifugiati ogni giorno”

Il ministro dell'Interno turco, Ali Yerlikaya, ha annunciato che ogni giorno fino a 20mila siriani rifugiati in Turchia possono rientrare in Siria. "La nostra capacità giornaliera ai valichi di frontiera per i rimpatri volontari, sicuri e dignitosi era di circa 3mila persone. Questa era una capacità sufficiente perché transitavano 350-400 persone al giorno. Tuttavia, poiché il numero degli attraversamenti potrebbe crescere, ora abbiamo aumentato questa capacità a 15-20mila", ha detto Yerlikaya, come riferisce Haberturk, mentre già da due giorni moltissimi siriani si sono diretti ai valichi di frontiera

Ong: “Israele vuole una Siria senza capacità militari”

"Il piano di Israele è che la nuova Siria abbia a disposizione solo armi semplici da usare dentro la Siria": lo afferma l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, che sta documentando i raid aerei israeliani in tutta la Siria occidentale e in alcune zone della Siria nord-orientale. "Con più di 320 raid aerei in 48 ore Israele ha distrutto e sta distruggendo ogni capacità militare presente e futura delle forze armate siriane", si legge nel report dell'Osservatorio. "Israele ha distrutto completamente centri di ricerca, aeroporti, installazioni radar, difesa aerea, strumentazioni della marina, depositi di munizioni"

Siria, il centro di ricerca del ministero della Difesa distrutto dopo gli attacchi

Un centro di ricerca a Damasco, sotto il Ministero della Difesa siriano e preso di mira secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani dagli attacchi israeliani, è stato completamente distrutto. Lo ha reso noto un giornalista di Afp. Questo centro di Barzè, accusato dagli Stati Uniti di essere collegato al programma siriano di armi chimiche, era già stato preso di mira nell'aprile 2018 durante attacchi concertati americani, francesi e britannici

Idf: “Non stiamo avanzando verso Damasco”

L'Idf smentisce le notizie secondo cui le truppe israeliane stanno avanzando verso Damasco, affermando che stanno operando solo all'interno della zona cuscinetto al confine tra Israele e Siria, sulle alture del Golan. "I resoconti che circolano su alcuni organi di stampa, secondo cui le truppe dell'Idf stanno avanzando o avvicinandosi a Damasco, sono completamente errati", ha scritto su X il colonnello Avichay Adraee, portavoce in lingua araba dell'Idf. "Le truppe dell'Idf sono presenti all'interno della zona cuscinetto e in posizioni difensive vicine al confine per proteggere il confine israeliano", ha aggiunto il portavoce

Erdogan a Rutte: “La Siria sia governata dai siriani”

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha affermato che Ankara "ha difeso la conservazione dell'integrità territoriale e la stabilità della Siria fin dal primo giorno della guerra civile" e che "la Siria dovrebbe essere governata dai siriani", durante una conversazione telefonica con il segretario generale della Nato, Mark Rutte.
"La Turchia continuerà a fare del suo meglio per costruire un'intera Siria ripulita dal terrorismo", ha aggiunto il leader turco, come riferisce la presidenza della Repubblica di Ankara

Media: “Raid di Israele distruggono le navi della Marina siriana”

Secondo fonti militari citate dai media, la Marina israeliana ha condotto un'ampia operazione per distruggere la flotta navale del regime di Assad in Siria, nel timore che cada nelle mani sbagliate. Numerose navi della Marina siriana dotate di missili sono state distrutte da motovedette missilistiche della Marina israeliana nella baia di Minet el-Beida e nel porto di Latakia, sulla costa siriana

Israele, Netanyahu arriva in tribunale per la ripresa del processo per corruzione

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è arrivato in tribunale a Tel Aviv per rispondere alle accuse e testimoniare alla ripresa del suo processo per corruzione. Netanyahu è il primo primo ministro israeliano in carica ad essere processato con accuse di corruzione, frode e violazione della fiducia. L'udienza segna la ripresa del processo interrotto dalla guerra nella Striscia di Gaza: Netanyahu aveva presentato diverse richieste di rinvio del procedimento, citando le ostilità scatenate dall'attacco a Israele da parte del movimento islamista palestinese Hamas il 7 ottobre 2023. "Parlerò in tribunale. Non scapperò", ha dichiarato Netanyahu in una conferenza stampa. "Sono otto anni che aspetto questo giorno, otto anni che voglio dire la verità, otto anni di attesa per demolire completamente queste accuse assurde e infondate contro di me", ha detto il premier, denunciando quella che ha definito una "caccia alle streghe implacabile"

Al Jolani: “Chiederemo il rimpatrio per i ricercati responsabili di torture fuggiti”

Il leader dei ribelli siriani Abu Mohammed Al Jolani, che ha detto che sarà pubblicata una lista degli ufficiali siriani ricercati per torture e "crimini di guerra" e che saranno date ricompense a chi fornisca informazioni utili a rintracciarli, ha aggiunto che ne chiederà l'estradizione e il rimpatrio nel caso siano fuggiti all'estero. Lo scrive il Guardian

Siria, Al Jolani: "Questa vittoria è per tutta la nazione islamica"

Tv libanese: “I tank israeliani sono a 20 chilometri da Damasco”

In Siria i tank israeliani hanno continuato ad avanzare dalla zona cuscinetto e si sono posizionati a circa tre chilometri da Qatana, nel Rif meridionale di Damasco, che dista 20 chilometri dalla capitale siriana. Lo afferma la tv libanese al-Mayadeen, citando fonti locali secondo cui le forze israeliane avrebbero "occupato" otto località alla periferia di Damasco

Fonti: “In Siria l’Idf vuole conquistare la zona cuscinetto e altri punti strategici”

Un funzionario militare israeliano ha affermato che le truppe dell'Idf intendono conquistare una zona cuscinetto all'interno della Siria e "alcuni altri punti che hanno un significato strategico". L'ufficiale ha parlato a condizione di anonimato e ha respinto le notizie di un'invasione israeliana più ampia, definendole "voci". Dopo il rovesciamento del presidente Bashar Assad, Israele ha inviato truppe in una zona cuscinetto in Siria istituita dall'Onu dopo la guerra del 1973. Ha sottolineato che la mossa era temporanea e aveva lo scopo di prevenire gli attacchi. Ha aggiunto che l'accordo del 1974 che istituiva la zona era crollato e che le truppe siriane si erano ritirate dalle loro posizioni

Ong: “Dalla caduta di Assad oltre 300 raid israeliani”

Da quando i ribelli hanno rovesciato il regime di Bashar al-Assad, Israele ha attuato oltre 300 attacchi aerei sul territorio della Siria. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh). "L'Osservatorio siriano per i diritti umani è stato in grado di documentare circa 310 attacchi" effettuati da "aerei da guerra israeliani" dall'annuncio della caduta di Assad domenica mattina, ha affermato l'osservatorio. Anche questa mattina forti esplosioni sono state avvertite a Damasco, secondo fonti di stampa

Iran condanna Israele per incursione in zona cuscinetto

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei Hamaneh ha condannato "fermamente la ripetuta invasione" di Israele sulle infrastrutture siriane e l'occupazione di altre parti del Golan siriano.
Baghaei - riferisce l'agenzia di stampa Irna - ha condannato il "sostegno a Israele da parte dei Paesi occidentali e il loro silenzio e inazione contro questa chiara violazione della legge".

Siria, colloquio telefonico tra Blinken e il ministro turco Fidan

Il segretario di Stato Antony J. Blinken ha avuto un colloqui telefonico con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan sugli ultimi sviluppi in Siria. Lo rende noto un comunicato del Dipartimento di Stato. Blinken, si legge nella nota, ha evidenziato la necessità di una transizione pacifica del potere attraverso un processo inclusivo guidato dalla Siria nello spirito della Risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il Segretario Usa ha inoltre sottolineato la necessità di continuare la missione della Coalizione globale per sconfiggere l'Isis in Siria e di garantire la protezione dei civili, compresi i membri dei gruppi vulnerabili, e delle infrastrutture civili in tutto il paese.
Infine, Blinken ha ribadito la necessità che tutti gli attori in Siria rispettino i diritti umani e sostengano il diritto internazionale umanitario.

Forti esplosioni a Damasco

Forti esplosioni si sono verificate a Damasco, lo riferiscono i giornalisti dell'Afp

Ong: “Israele ha compiuto 250 attacchi in Siria: distrutti i principali siti militari”

L'esercito israeliano "ha distrutto i principali siti militari in Siria" effettuando circa 250 attacchi contro il territorio siriano dalla presa di Damasco da parte dei ribelli e dalla caduta del presidente Bashar al-Assad. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti dell'uomo. Secondo questa organizzazione, che fa affidamento su una vasta rete di fonti in tutta la Siria, Israele ha bombardato aeroporti, radar, depositi di armi e munizioni, centri di ricerca militare e danneggiato navi della marina siriana attaccando la difesa aerea unità vicino al principale porto di Latakia, nel nord-ovest del paese.

Al-Jolani pronto a pubblicare lista di ufficiali coinvolti nelle torture: prevista una taglia

Il leader ribelle siriano Abu Mohammed al-Jolani ha dichiarato che le autorità in arrivo annunceranno una lista "che include i nomi dei funzionari più alti in carica coinvolti nella tortura del popolo siriano".

"Offriremo ricompense a chiunque fornisca informazioni su ufficiali di alto rango dell'esercito e della sicurezza coinvolti in crimini di guerra", ha affermato il leader ribelle, che ora usa il suo vero nome Ahmed al-Sharaa, in una dichiarazione su Telegram, aggiungendo che chiederanno il ritorno di coloro che sono fuggiti dal paese.

Gli Usa accusano due ex 007 siriani per crimini guerra

Un atto di accusa statunitense desecretato lunedì ha incriminato due ex alti funzionari siriani dell'ex presidente Bashar al-Assad per crimini di guerra. Lo ha fatto sapere il Dipartimento di Giustizia Usa in una nota. L'atto di accusa reso pubblico nel distretto settentrionale dell'Illinois, accusa gli ex funzionari dell'intelligence siriana di aver preso parte a un'associazione a delinquere finalizzata al trattamento crudele e disumano di detenuti civili, compresi cittadini statunitensi, nel corso della guerra civile siriana.

I procuratori statunitensi li accusano due alti funzionari siriani di aver supervisionato un carcere in cui venivano torturati manifestanti pacifici e altri prigionieri politici, tra cui una donna americana di 26 anni, poi ritenuta giustiziata. L'atto d'accusa, depositato il 18 novembre presso un tribunale federale di Chicago, è ritenuto il primo del governo degli Stati Uniti contro quelle che i funzionari descrivono come reti dei servizi segreti e dei rami militari di Assad, insieme ad altri gruppi alleati, che hanno detenuto, torturato e ucciso migliaia di presunti oppositori. I due nomi indicati nell'accusa sono Jamil Hassan, direttore del ramo dell'intelligence dell'aeronautica siriana, che secondo i procuratori ha supervisionato un carcere e un centro di tortura presso la base aerea di Mezzeh nella capitale, Damasco, e Abdul Salam Mahmoud, che avrebbe diretto l'istituto.

I due sono accusati di cospirazione per commettere trattamenti crudeli e disumani nei confronti di detenuti civili durante la guerra civile siriana. Secondo i procuratori, i detenuti del carcere venivano frustati, presi a calci, sottoposti a scosse elettriche, bruciati e sottoposti ad altri abusi fisici e psicologici, inclusa la detenzione in celle insieme ai cadaveri di altri prigionieri deceduti.

Israele all’Onu: “Zona cuscinetto in Siria è limitata e temporanea”

Israele ha comunicato al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di aver adottato "misure limitate e temporanee" nella striscia demilitarizzata al confine con la Siria per contrastare qualsiasi minaccia, in particolare nei confronti dei residenti della parte israeliana delle alture del Golan. Lo riferisce Times of Israel.

"È importante sottolineare, tuttavia, che Israele non sta intervenendo nel conflitto in corso tra gruppi armati siriani; le nostre azioni sono focalizzate esclusivamente sulla salvaguardia della nostra sicurezza", ha scritto l'ambasciatore israeliano all'Onu Danny Danon in una lettera al consiglio composto da 15 membri. Israele, ha aggiunto, resta fedele al quadro dell'accordo di separazione delle forze del 1974, nonostante il primo ministro Benjamin Netanyahu abbia affermato che questo patto è "crollato".

Siria, la situazione: Jolani nuovo premier, Italia e mezza Ue fermano diritto asilo

Il leader dei ribelli siriani Jolani nomina il fedelissimo Muhammad Bashir a capo del governo di transizione a Damasco. Ingegnere, 42 anni, laureato anche in legge e in Sharia, Bashir ha amministrato Idlib. decisa l'amnistia per i militari del regime. Nella capitale regna la calma. Egitto e Giordania contro Israele nel Golan. L'Italia e mezza Europa - Germania e Austria in testa - hanno deciso intanto di fermare le richieste di asilo dalla Siria nel timore di una nuova emergenza migratoria. Per l'Ue, la fine del regime di Assad è 'un momento storico' ma per il momento 'i rimpatri in Siria sono insicuri'. Scholz e Macron pronti a collaborare con i nuovi leader: 'Ma rispettare diritti umani e minoranze'. Blinken: 'Non lasceremo spazio all'Isis'. Putin non vedrà Assad e tratta con i ribelli sulle basi russe.

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