Esteri

Live

Medio Oriente, le notizie del 13 dicembre. Cnn: “La Russia prepara il ritiro delle truppe dalla Siria”

Medio Oriente, le notizie del 13 dicembre. Cnn: “La Russia prepara il ritiro delle truppe dalla Siria”
Il capo militare Hts: “La caduta di Assad pianificata un anno fa”. Mattarella riceve Abu Mazen. Il Wall Street Journal: Trump medita attacchi ai siti nucleari iraniani. Salgono a 33 le vittime del raid israeliano su Nuseirat, nella Striscia
1 minuti di lettura

La Cnn sostiene che la Russia stia facendo i preparativi per ritirare le truppe dalla Siria. Secondo le immagini satellitari raccolte da Maxar venerdì mattina, la Russia sembra stia caricando e preparando gli aerei in partenza dalle sue basi militari in Siria.

Presso la base aerea russa di Khmeimim, a Latakia, sulla costa mediterranea della Siria nord-occidentale, erano presenti due aerei da trasporto militare pesante An-124, entrambi con il muso sollevato, a indicare che sono pronti a imbarcare il carico

Cnn: “La Russia prepara il ritiro delle truppe dalla Siria”

La Cnn sostiene che la Russia stia facendo i preparativi per ritirare le truppe dalla Siria. Secondo le immagini satellitari raccolte da Maxar venerdì mattina, la Russia sembra stia caricando e preparando gli aerei in partenza dalle sue basi militari in Siria. Presso la base aerea russa di Khmeimim, a Latakia, sulla costa mediterranea della Siria nord-occidentale, erano presenti due aerei da trasporto militare pesante An-124, entrambi con il muso sollevato, a indicare che sono pronti a imbarcare il carico. Anche un elicottero d'attacco veniva smantellato, probabilmente a indicare che era in fase di preparazione per il trasporto

Turchia: “Abbiamo convinto Russia e Iran a non intervenire in Siria”

La Turchia ha convinto Russia e Iran a non intervenire in Siria durante l'offensiva dei ribelli che ha portato alla caduta di Bashar al-Assad, ha dichiarato venerdì il ministro degli Esteri turco. "La cosa più importante da fare era parlare con i russi e gli iraniani ed essere sicuri che non sarebbero entrati nell'equazione militarmente. Abbiamo parlato con i russi e gli iraniani e loro hanno capito (...) Hanno visto che non aveva più senso", ha dichiarato Hakan Fidan durante un'intervista trasmessa in diretta dal canale privato turco Ntv

Turchia: “Domani riaprirà la nostra ambasciata a Damasco”

Domani riaprirà l'ambasciata turca a Damasco. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri di Ankara Hakan Fidan, secondo quanto riporta l'agenzia Anadolu. Il ministro Fidan ha poi reso noto che il governo di Ankara aveva convinto russi e iraniani a non intervenire militarmente in favore di Assad durante l'avanzata dei ribelli verso Damasco. "Tenendo colloqui con due attori chiave (Russia, Iran), abbiamo spianato la strada affinché questo (il crollo del regime di Assad) avvenisse in modo incruento", ha spiegato il ministro

Delegazione del Qatar in visita domenica in Siria

Una delegazione del Qatar arriverà in Siria domenica per tenere degli incontri con i funzionari del governo di transizione dopo la cacciata del presidente Bashar al-Assad. Lo ha rivelato all'Afp una fonte diplomatica di Doha. "La prima visita della delegazione del Qatar in Siria dovrebbe avvenire domenica, dove adotteranno le misure necessarie per riaprire l'ambasciata e discutere di come migliorare la distribuzione degli aiuti", ha riferito la fonte

Costa: “Dal G7 impegno nei confronti del popolo siriano”

"Nella riunione virtuale di oggi del G7 abbiamo affermato il nostro impegno nei confronti del popolo siriano. Ci concentreremo sul sostegno a una transizione pacifica e sulla garanzia dell'integrità territoriale, delle libertà religiose e della protezione delle minoranze". Lo riferisce il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. Al centro dell'agenda anche il Medio Oriente: "Gaza rimane al centro delle nostre preoccupazioni", sottolinea Costa

Onu: “Due convogli di aiuti attaccati a Gaza”

Due convogli di aiuti delle Nazioni Unite sono stati violentemente attaccati a Gaza, rendendo praticamente impossibile per le agenzie umanitarie operare senza mettere a rischio il personale e i civili. Lo ha dichiarato il Pam, l'agenzia alimentare dell'Onu. Mercoledì, un convoglio di 70 camion provenienti da Kerem Shalom era in attesa di personale per garantire la sicurezza degli aiuti alimentari e di altro tipo destinati alla zona centrale di Gaza, quando sono stati segnalati attacchi da parte delle forze israeliane nella vicina zona umanitaria. Secondo il Pam, oltre 50 persone, tra cui civili e personale di sicurezza locale che avrebbero dovuto garantire la sicurezza del convoglio, sono morte negli attacchi.

Raid israeliano su ospedale nel nord di Gaza, tre feriti

Raid israeliani intorno a un ospedale nel nord di Gaza hanno ferito tre membri del personale medico durante la notte e hanno causato danni alla struttura medica isolata. Lo riferisce il direttore dell'istituto, Hossam Abu Safiya, dichiarando che droni israeliani equipaggiati con esplosivi hanno deliberatamente preso di mira l'area di emergenza e accoglienza dell'ospedale Kamal Adwan, dove un medico è stato ferito per la terza volta. Abu Safiya ha riferito che attacchi incessanti di droni e artiglieria per tutta la notte sono esplosi "pericolosamente vicino" all'ospedale, danneggiando gravemente edifici vicini, distruggendo la maggior parte dei serbatoi d'acqua sul tetto dell'ospedale e facendo saltare porte e finestre. L'ospedale Kamal Adwan nella città di Beit Lahiya è stato colpito più volte negli ultimi due mesi.

Von der Leyen: “Creare condizioni per ritorno sicuro dei rifugiati”

In Siria "la transizione deve proteggere tutte le minoranze. E sono d'accordo con coloro che hanno chiesto la creazione delle precondizioni per un ritorno sicuro e dignitoso dei rifugiati". Lo dice la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, dopo la conference call del G7 di oggi pomeriggio. "In 13 anni - continua - abbiamo mobilitato attraverso le conferenze 33,3 miliardi di euro per sostenere i siriani fuori ma anche all'interno della Siria. Il meccanismo della conferenza potrebbe essere utilizzato in futuro per mobilitare risorse per la ricostruzione".

Capo militare Hts: “La caduta di Assad pianificata un anno fa”

I ribelli siriani hanno iniziato a pianificare l'assalto militare che ha rovesciato il regime di Assad un anno fa, in un'operazione studiata nei minimi dettagli in cui è stata dispiegata una nuova unità di droni e in cui c'è stato uno stretto coordinamento tra i gruppi di opposizione in tutto il Paese. A rivelare il piano è stato l'alto comandante militare del principale gruppo dei ribelli. Nella sua prima intervista con i media stranieri, Abu Hassan al-Hamwi, capo dell'ala militare di Hayat Tahrir al-Sham (Hts), ha raccontato al Guardian di come il gruppo, che aveva sede nel nord-ovest del Paese, abbia comunicato con i ribelli del sud per creare una 'war room' unificata con l'obiettivo di circondare Damasco da entrambe le direzioni. Dal 2019, l'Hts ha sviluppato una dottrina militare che ha utilizzato per trasformare i combattenti provenienti da diverse fazioni in una forza disciplinata. "Dopo l'ultima campagna, nell'agosto del 2019, durante la quale abbiamo perso un territorio importante, tutte le fazioni rivoluzionarie si sono rese conto che non c'era una leadership", ha dichiarato al-Hamwi, 40 anni, da Jableh, un'ex roccaforte del regime. Dopo una battaglia finale, al termine della quale la Turchia ha negoziato un cessate il fuoco per conto delle forze di opposizione nella primavera del 2020, i ribelli sono stati confinati in una piccola porzione di territorio nel nord-ovest della Siria. In questi anni, l'Hts è diventato il potere dominante e ha riunito i comandanti di circa 25 fazioni del sud.
Il gruppo ha quindi lanciato l'operazione, entrando ad Aleppo, il 29 novembre. La rapida caduta della città, la seconda più grande della Siria, li ha stupiti.
"Avevamo la convinzione, supportata da precedenti storici, che Damasco non può cadere finché non cade Aleppo", ha detto al-Hamwi. L'avanzata dei ribelli nel nord è stata inarrestabile: quattro giorni dopo, l'opposizione ha conquistato Hama, mentre il 7 dicembre è iniziata l'offensiva su Homs, caduta in poche ore, per iniziare l'avanzata verso Damasco. Il giorno dopo, Bashar al-Assad ha lasciato il Paese.

Mosca negozia con Damasco per mantenere le basi in Siria

La Russia sta negoziando con le nuove autorità di Damasco per mantenere le sue basi militari in territorio siriano. Lo ha riferito una fonte alla Tass.

Usa rilasciano il fratellastro di Khaled Meshaal di Hamas

Mentre sono in corso progressi nei colloqui per la liberazione degli ostaggi israeliani prigionieri a Gaza, gli Stati Uniti hanno rilasciato ieri il fratellastro dell'alto funzionario di Hamas Khaled Meshaal da una prigione federale in Texas, dove era detenuto per una condanna a 20 anni di carcere per aver finanziato Hamas. Lo riferiscono i media arabi e quelli israeliani. Mofid Abdul Qadir Meshaal era stato condannato nel 2009 ed è stato liberato in anticipo per buona condotta ma i media israeliani ipotizzano che il rilascio sia legato alle trattative in corso tra Israele e Hamas per la liberazione degli ostaggi.

Autorità di Damasco all'Unhcr, 'restate in Siria'

Le nuove autorità siriane ad interim hanno chiesto all'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati di rimanere nel Paese dopo la cacciata del presidente Bashar Assad, inviando un segnale "costruttivo". Lo afferma la stessa organizzazione. "I bisogni sono assolutamente enormi", ha dichiarato Gonzalo Vargas Llosa, rappresentante dell'Unhcr in Siria a Ginevra in collegamento video da Damasco. Dopo la cacciata di Assad, l'agenzia ha avuto "alcuni contatti con le autorità provvisorie", ha detto, aggiungendo: "i primi segnali che ci stanno inviando sono costruttivi. Vogliono che restiamo in Siria. Ci hanno detto che apprezzano il lavoro che stiamo facendo da molti anni e che hanno bisogno che continuiamo a farlo", ha proseguito Vargas Llosa. Soprattutto, ha detto, le autorità provvisorie hanno indicato che "ci forniranno la sicurezza necessaria per svolgere queste attività". L'agenzia umanitaria delle Nazioni Unite afferma che dopo la cacciata di Assad, si contano più di un milione di sfollati, per lo più donne e bambini.

Al Jazeera, flotta russa lascia base navale Tartus

La Russia sta facendo tutti i preparativi per evacuare le sue basi militari in Siria. La flotta navale russa ha già lasciato il porto siriano di Tartus. Lo rende noto la tv Al Jazeera, che cita anche il quotidiano tedesco Der Spiegel e un memorandum del ministero della Difesa tedesco.

Siria: da Austria mille euro per chi decide di rientrare

"L'Austria sosterrà i siriani che desiderano tornare nel loro paese d'origine con un bonus di rimpatrio di mille euro. Il Paese ora ha bisogno dei suoi cittadini per essere ricostruito. Le procedure di asilo in corso per i cittadini siriani in Austria continueranno a essere sospese". Lo scrive su X il cancelliere austriaco, Karl Nehammer.

Premier Iraq: “Ci aspettiamo azioni tangibili dal nuovo governo siriano”

Il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani ha detto di aspettarsi "azioni tangibili" dal nuovo governo siriano per garantire la stabilità dopo la caduta di Bashar al-Assad. In un incontro con il segretario di Stato americano Antony Blinken in visita a Baghdad, Sudani "ha sottolineato l'importanza delle nazioni amiche che assistono i siriani nella ricostruzione del loro Stato" e "ha sottolineato che l'Iraq si aspetta azioni tangibili, non solo parole, da coloro che gestiscono la fase di transizione della Siria".

Tappa a sorpresa di Blinken in Iraq, incontro con al-Sudani

Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha fatto tappa in Iraq, senza preavviso, nel corso della sua ultima visita in Medio Oriente. Blinken ha incontrato a Baghdad il primo ministro iracheno Mohammed al-Sudani. A Baghdad, Blinken "sottolineerà l'impegno degli Stati Uniti per il partenariato strategico Usa-Iraq e per la sicurezza, la stabilità e la sovranità dell'Iraq", ha fatto sapere il Dipartimento di Stato, "discuterà anche delle opportunità e delle sfide per la sicurezza regionale, nonché del continuo sostegno degli Stati Uniti all'impegno con tutte le comunità in Siria per stabilire una transizione inclusiva".

Media, la Russia ha sospeso il suo export di grano verso la Siria

Le forniture di grano russo alla Siria sono state sospese a causa dell'incertezza sul nuovo governo e dei ritardi nei pagamenti, hanno affermato fonti russe e siriane secondo quanto riporta l'agenzia Reuters. I dati di spedizione hanno mostrato che due navi che trasportavano grano russo destinato alla Siria non hanno raggiunto le loro destinazioni. La Russia, il più grande esportatore di grano al mondo, è stato un sostenitore chiave dell'ormai ex presidente siriano Bashar al-Assad e forniva grano alla Siria attraverso complessi accordi finanziari e logistici, aggirando le sanzioni occidentali imposte sia alla Siria che alla Russia.

Siria: fonti Ue, Israele restituisca Golan prima possibile

"Ciò che abbiamo ora è l'occupazione da parte di Israele della zona cuscinetto, e su questo punto ribadiamo il nostro principio sull'integrità territoriale della Siria. Quindi, prima questa zona cuscinetto tornerà al popolo siriano, meglio sarà". Lo afferma un alto funzionario Ue, che aggiunge che l'Unione europea "non ha mai riconosciuto" l'annessione delle alture del Golan, "avvenute molto tempo fa, poichè seguiamo le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che dichiarano chiaramente che le alture del Golan sono territorio siriano".

Kallas in Turchia, incontra Blinken e ministri regione

L'alta rappresentante europea per gli Affari esteri, Kaja Kallas, si recherà questa sera a Aqaba, in Turchia, per partecipare a una riunione congiunta con i ministri degli Esteri dei Paesi arabi sulla crisi in Siria. Alla riunione parteciperà anche il segretario di Stato Usa, Antony Blinken. Lo ha confermato un alto funzionario europeo in vista del Consiglio Affari esteri di lunedì prossimo. Alla riunione, ha specificato la fonte, parteciperanno i ministri della Giordania, del Libano, dell'Arabia Saudita, del Qatar, degli Emirati Arabi Uniti, dell'Egitto, della Turchia e il segretario di Stato Usa, Antony Blinken. "E' importante agire in accordo con i nostri partner e amici regionali in virtù della nuova situazione", ha spiegato la fonte. Lunedì scorso, ha poi ricordato, l'Alta rappresentante ha prodotto una dichiarazione a nome dei 27 Stati membri in cui ha affermato i principi di integrità territoriale, protezione delle minoranze, necessità di aprire all'opposizione per un governo inclusivo e per un futuro della Siria in pace. Il Consiglio Affari Esteri lavorerà su questi temi", ha poi concluso l'alto funzionario Ue.

Erdogan, “chi glorifica Assad guardi alle prigioni di Damasco”

La migliore risposta per coloro che guardano alla rivoluzione in Siria con strabismo e a coloro che glorificano l'era di Assad sono le prigioni sotterranee di Damasco". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, parlando a un congresso del suo partito Akp a Sakarya, trasmesso dalla tv di Stato Trt.

Abu Mazen: “Con due Stati chiederò a Paesi arabi di riconoscere Israele”

"Una volta che sarà avviata la soluzione dei due Stati e due popoli - ha sottolineato il presidente palestinese - chiederò ai paesi arabi e mussulmani di riconoscere lo stato di Israele". Lo ha detto il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen incontrando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale .

Abu Mazen a Mattarella, Italia riconosca Palestina

Il Presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha chiesto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che l'Italia riconosca lo Stato di Palestina

Abu Mazen, il 7 ottobre è stato disumano e inaccettabile

"Ciò che è avvenuto il 7 ottobre è disumano e inaccettabile. Non siamo per la violenza e abbiamo chiesto ad Hamas la liberazione degli ostaggi". Lo ha detto il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen nel colloquio al Quirinale con il presidente Sergio Mattarella.

Mttarella, soluzione due popoli-due stati sia immediata

"Dopo l'orrore del 7 ottobre si è aperta una spirale inaccettabile di violenza su Gaza che ha colpito i civili, donne e bambini. Ci impegniamo per un reale e definitivo cessate il fuoco e per il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas. Ci auguriamo che la soluzione due stati due popoli sia immediata. Senza questa prospettiva ci saranno sempre esplosioni di violenze". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen.

(ansa)

Idf, distrutti missili Cornet e sito di lancio nel sud del Libano

Medvedev, "Assad responsabile caduta suo regime"

Medvedev, "Assad responsabile della caduta del suo regime"

Il vice presidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitri Medvedev, ha affermato che il responsabile del crollo del regime in Siria è lo stesso presidente Bashar al-Assad. "La caduta del regime di Assad in Siria è stata la conseguenza degli errori commessi nel governo del Paese", ha detto Medvedev citato dai media russi. "La situazione interna dipendeva dall'amministrazione, dal governo dell'ex presidente Assad", ha detto Medvedev citato dalla Tass, "sfortunatamente l'esercito siriano si è rivelato incapace in questo senso e questa è probabilmente la prova degli errori di calcolo commessi durante la sua amministrazione".
L'ex presidente russo ha sottolineato che Mosca ha fornito un"sostegno piuttosto importante" ad Assad perchè temeva la disgregazione della Siria, "secondo lo stesso modello di numerosi altri Paesi del Medio Oriente".
Con Assad, ha proseguito Medvedev, è stato possibile trovare un consenso sugli interessi dei sunniti, degli sciiti, degli alawiti, dei drusi e dei cristiani. "Sarà possibile questo sotto la guida delle forze di opposizione? Ne dubito fortemente, ha concluso.

Mattarella riceve Abu Mazen

"Lei è il benvenuto, in Italia e a Roma, ed è per me di grande interesse potere dialogare con lei questa mattina". E' il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ad accogliere così al Quirinale Mahmoud Abbas, Presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, in visita ufficiale. Mattarella rivolge allora "con vero piacere" il suo benvenuto all'ospite, ricordando tanto l'incontro di tre anni fa sempre al Quirinale, quanto, "con grande piacere - annota - la sua accoglienza quando, nel 2016, con grande amicizia, ci siamo visti a Betlemme".

Ministero della Sanità di Hamas, i morti a Gaza sono 44.875

Il bilancio dei morti a Gaza è salito a quota 44.875, di cui 40 nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto su Telegram il ministero della Sanità di Hamas. I feriti sono 106.454, secondo la stessa fonte.

Migliaia alla moschea di Damasco per la preghiera del venerdì

Migliaia di siriani sono confluiti nella storica moschea degli Omayyadi a Damasco in vista della preghiera del venerdì, dove è atteso Abu Mohammad al Jolani, il leader dei ribelli islamisti che hanno preso il potere la scorsa settimana. Uomini, donne e bambini si sono affollati nella moschea, uno spettacolo insolito a Damasco, e alcuni hanno innalzato la bandiera dell'indipendenza siriana, usata dall'opposizione fin dalla rivolta del 2011. Alcuni hanno cantato: "Uno, uno, uno, il popolo siriano è uno". Sui social scorrono le immagini di festeggiamenti in altre città della Siria, come Aleppo e Sweida, nel sud, vicino al confine con la Giordania.

(afp)

L'Ue lancia un ponte aereo per aiuti umanitari in Siria

La Commissione europea ha lanciato un nuovo ponte aereo umanitario per fornire assistenza d'emergenza in Siria. "Abbiamo aumentato i nostri finanziamenti per gli aiuti umanitari a più di 160 milioni di euro", ha annunciato la presidente Ursula von der Leyen. "Con la caduta del regime di Assad, c'è una nuova speranza per il popolo siriano. Ma la situazione resta volatile. Ecco perché dobbiamo impegnarci. I nostri voli umanitari porteranno cibo, medicine e beni di prima necessità", ha evidenziato

Tajani: “In Siria restiamo per stabilità del Paese”

"In Siria stiamo osservando la situazione con grande attenzione: abbiamo mandato il nostro rappresentante diplomatico non con il rango di Ambasciatore perché non riconoscevamo il regime di Assad. L'Italia resta in Siria per contribuire alla stabilità di quel paese, alla protezione delle minoranze a partire da quelle cristiane. I primi segnali che arrivano dal nuovo sistema non sono negativi, monitoriamo la situazione e siamo in contatto con il governo turco. Loro chiedono una presenza dell'Italia e quindi noi andiamo avanti nella speranza che tutto proceda al meglio". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a 24 Mattino su Radio 24.

Re del Bahrein ad Al Jolani: “Pronti a collaborare”

Il re del Bahrein Hamad bin Isa Al Khalifa ha detto al leader degli insorti siriani Abu Mohammed al-Jolani che è "pronto a collaborare e a portare avanti i colloqui". Lo si legge in una lettera indirizzata ad Ahmed al-Sharaa, vero nome del leader della nuova coalizione al potere di Damasco, e diffusa dall'agenzia di stampa Bna.

Siria: inviato speciale Onu sarà a Damasco "il prima possibile"

L'inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria Geir Otto Pedersen si recherà a Damasco il prima possibile per parlare con tutte le parti interessate, ma non è stata fissata alcuna data, ha detto la portavoce dell'ufficio di Pedersen, Jennifer Fenton in un briefing a Ginevra.
"Quello che posso dirvi è che l'inviato speciale vuole parlare con tutte le parti. Vuole andare a Damasco il più presto possibile, ma al momento non c'è una data fissata", ha detto la portavoce.

Blinken, segnali incoraggianti che tregua a Gaza è possibile

"Nelle ultime due settimane abbiamo visto segnali più incoraggianti sul fatto che un cessate il fuoco è possibile" nella Striscia di Gaza. Lo ha detto il segretario di Stato americano Antony Blinken, incontrando il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan. Fidan ha detto che i due hanno discusso dei modi per stabilire la prosperità in Siria e porre fine al terrorismo nel Paese. "La nostra priorità è stabilire la stabilità in Siria il prima possibile, impedire al terrorismo di guadagnare terreno e garantire che l'Isis e il Pkk non siano dominanti", ha detto Fidan, facendo riferimento al Partito dei Lavoratori del Kurdistan, vietato da Ankara. Blinken ha sottolineato: "Siamo molto concentrati sulla Siria, molto concentrati sull'opportunità che ora è davanti a noi e al popolo siriano di uscire dalle catene di Bashar al-Assad per passare a un futuro diverso e migliore per il popolo siriano, un futuro che il popolo siriano decide da solo".

Von der Leyen da Erdogan ad Ankara il 17 dicembre

La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen si recherà nella capitale turca Ankara il 17 dicembre, per incontrare il presidente Recep Tayyip Erdogan. Ad annunciare la data della visita è stata la delegazione dell'Ue in Turchia. Von Der Leyen ha avuto un colloquio telefonico con Erdogan nelle ore seguite alla caduta del regime di Damasco. Un dialogo con al centro il futuro della Siria e le prospettive legate al rientro dei profughi in fuga dalla guerra.

Blinken: “Imperativo continuare a lottare contro l’Isis”

Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha affermato che, dopo la caduta di Bashar Al Assad in Siria, sarà "imperativo" continuare l'impegno per combattere contro l'Isis. "Il nostro Paese ha lavorato molto...per assicurare l'eliminazione del califfato territoriale dell'Isis, per garantire che quella minaccia non si ripresenti. Ed è imperativo continuare ad impegnarci su questi sforzi", ha detto Blinken durante una conferenza stampa ad Ankara, trasmessa dalla tv di Stato Trt, con l'omologo turco, Hakan Fidan

Netanyahu e Katz sul monte Hermon. Post su X del ministro della Difesa israeliano: “Che emozione”

“Con vista sulla cima siriana del monte Hermon, tornata sotto il controllo israeliano dopo 51 anni. Un momento storico emozionante". Lo ha scritto su X il ministro della Difesa israeliano Hermon Israel Katz, in visita con il primo ministro Benjamin Netanyahu, sulle alture del Golan, pubblicando una foto che immortala il momento. Lo scatto ritrae Katz accanto al primo ministro mentre osserva la montagna. Una visita che si svolge mentre le truppe israeliane si sono spostate negli ultimi giorni nella zona demilitarizzata all'interno della Siria - la zona cuscinetto - anche sul lato siriano dello strategico monte Hermon che domina Damasco, dove hanno preso il controllo di una postazione militare siriana abbandonata. Israele ha ripetutamente affermato che tutte le operazioni intraprese dalle sue truppe di terra in Siria sono temporanee e per la sua sicurezza. L'Onu ha chiesto a Israele di "fermare i suoi attacchi" sulla Siria e ai vicini di rispettare la sua integrità territoriale in questo periodo di transizione.

(ansa)

Al Jolani invita i siriani a “scendere in massa nelle strade per celebrare la Rivoluzione”

Il capo di Hts, la milizia ex jihadista che ha guidato i ribelli in Siria e ha rovesciato il regime di Assad oggi ha invitato “tutti i siriani a scendere in piazza per celebrare la Rivoluzione”

Wsj, Trump valuta attacchi aerei preventivi contro siti nucleari in Iran

Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump sta valutando varie opzioni per impedire all'Iran di costruire un'arma nucleare, tra cui la possibilità di attacchi aerei preventivi. Lo riporta il Wall Street Journal. Una mossa che ribalterebbe la consolidata politica di contenimento di Teheran con diplomazia e sanzioni. L'opzione di attacco militare contro le strutture nucleari iraniane è ora sottoposta a una revisione più seria da parte di alcuni membri del Transition Team di Trump, che stanno soppesando la caduta del regime del presidente siriano Bashar Assad, il futuro delle truppe statunitensi nella regione e la decimazione da parte di Israele delle milizie di Hezbollah e Hamas. La posizione regionale indebolita dell'Iran e le recenti rivelazioni del fiorente lavoro nucleare di Teheran hanno accelerato le delicate discussioni interne, hanno affermato i funzionari statunitensi. Tutte le deliberazioni sulla questione, tuttavia, rimangono nelle fasi iniziali.

Ex capo delle carceri in Siria incriminato negli Usa per tortura

L'ex capo del sistema carcerario siriano, attualmente residente in South Carolina, è stato incriminato a livello federale a Los Angeles per violazioni dei diritti umani e tortura. Lo ha annunciato il Dipartimento di Giustizia americano, secondo il quale Samir Ousman Alsheikh, 72 anni, è stato accusato di tre capi di imputazione di tortura e uno di cospirazione per commettere tortura. A questi si aggiungevano la frode sui visti e il tentativo di frode sulla naturalizzazione che avevano portato a una prima incriminazione in agosto.

Fonti Gaza: salgono a 33 le vittime del raid su Nuseirat

Gli attacchi israeliani contro un'area residenziale nel campo profughi di Nuseirat, nella zona centrale di Gaza, hanno ucciso almeno 33 persone, la maggior parte delle quali appartenenti alla famiglia al-Sheikh Ali. Lo riferisce l'ufficio stampa del governo di Gaza, citato da Al Jazeera, spiegando che il quartiere residenziale aveva molti condomini che ospitavano decine di civili, bambini, donne e sfollati.

(afp)

I commenti dei lettori