Secondo quanto appreso dal Times of Israel funzionari curdo-siriani hanno contattato Israele per stabilire un canale di comunicazione. Il ministro degli Esteri Gideon Saar ha parlato apertamente dell'imperativo di sostenere i curdi siriani. Secondo il suo ufficio Saar ha sollevato la questione in tutti i suoi incontri con i diplomatici occidentali.
Quasi 1000 famiglie vittime 7/10 chiedono commissione d'inchiesta
Quasi 1.000 famiglie i cui cari sono stati vittime dell'attacco di Hamas del 7 ottobre hanno firmato una lettera pubblica chiedendo al governo di istituire una commissione statale d'inchiesta sulla condotta del governo prima dell'attacco. La lettera aperta sarà pubblicata domani su diversi importanti quotidiani israeliani. Tra i firmatari figurano più di 20 sopravvissuti alla prigionia, centinaia di famiglie in lutto, le famiglie degli ostaggi ancora detenuti a Gaza, i sopravvissuti all'assalto e i soldati dell'Idf feriti.
Hamas vuole 7 giorni pausa per produrre lista ostaggi
Hamas avrebbe proposto a Israele un cessate il fuoco di sette giorni che consentirebbe al gruppo palestinese di mettere insieme i nomi degli ostaggi che potrebbe rilasciare in un potenziale accordo con Israele. Lo riporta il Times of Israel. Durante la settimana di cessate il fuoco - viene spiegato - nessun ostaggio verrà rilasciato, ma alle truppe israeliane sarà consentito di rimanere a Gaza e a coloro che saranno sfollati sarà impedito di tornare nella parte settentrionale della Striscia, riporta l'emittente pubblica Kan, riconoscendo che è improbabile che Israele accetti la proposta.
Al Jolani: “Incontro positivo con delegazione delle Forze democratiche siriane”
Il leader siriano ha avuto dei primi colloqui “positivi” a Damasco con una delegazione delle Forze Democratiche Siriane, una coalizione dominata dai combattenti curdi e sostenuta da Washington, ha dichiarato all’Afp un funzionario a condizione di anonimato. “Lunedì si è tenuto un incontro tra alti funzionari delle Forze Democratiche Siriane (SDF) e Jolani a Damasco”, ha dichiarato il funzionario siriano. Si tratta di un “incontro preliminare per gettare le basi di un dialogo futuro”, ha aggiunto il funzionario, sottolineando che le due parti hanno concordato “di continuare questi incontri per raggiungere accordi”.
Cnn, impennata voli militari russi da Siria verso Libia
Nelle settimane successive alla destituzione di Bashar al-Assad dalla carica di leader siriano, la Russia ha lanciato numerosi voli verso una base aerea nel deserto libico. Lo riporta la Cnn. L'obiettivo di Mosca sembra essere quello di trovare una tappa alternativa per il suo crescente coinvolgimento militare in Africa, e un modo per mantenere la sua presenza militare nel Mediterraneo. Per quasi un decennio, la base aerea di Hmeimim e la base navale di Tartus sulla costa siriana hanno servito a entrambi gli scopi. Ora la Libia, nazione nordafricana dilaniata dal conflitto, è al centro degli sforzi russi di proiettare la propria potenza nel Mediterraneo.
I dati di tracciamento dei voli analizzati dalla Cnn mostrano più di un volo al giorno da metà dicembre, effettuato dai giganteschi aerei da trasporto Antonov AN-124 di Mosca e dagli aerei Ilyushin IL-76, da Hmeimim ad al-Khadim, una base vicino a Bengasi, nella Libia orientale. All'inizio di questo mese, funzionari statunitensi e occidentali hanno dichiarato - sempre alla Cnn - che la Russia aveva iniziato a ritirare una grande quantità di equipaggiamento militare e truppe dalla Siria. L'equipaggiamento trasferito potrebbe aver incluso sistemi avanzati di difesa aerea russi. Jalel Harchaoui, ricercatore associato presso il think tank Royal United Services Institute (Rusi) con sede a Londra, ha dichiarato che nelle ultime settimane si è verificato un "innegabile picco di atterraggi di aerei russi in Libia provenienti da Siria, Russia e Bielorussia". Hmeimim è stato il fulcro da cui sono state sostenute le operazioni mercenarie russe in Africa, inizialmente nella Repubblica Centrafricana e successivamente in Sudan, Libia, Mali e Burkina Faso.
Esercito israeliano: “Ucciso comandante Hamas che guidò l’attacco del 7 ottobre 2023”
Un comandante della forza d'élite Nukhba di Hamas, che guidò l'attacco al kibbutz Nir Oz durante l'attacco terroristico del 7 ottobre 2023, è stato ucciso in un recente attacco con droni, lo affermano l'esercito israeliano e lo Shin Bet. Secondo l'Idf, il terrorista Abd al-Hadi Sabah, comandante del plotone Nukhba del battaglione Khan Younis occidentale di Hamas, è stato ucciso in un attacco nella zona umanitaria designata da Israele nell'area di Khan Younis, nella striscia di Gaza meridionale. L'esercito ha affermato che Sabah era tra coloro che guidarono l'invasione del kibbutz Nir Oz il 7 ottobre 2023, durante la quale i terroristi rapirono e uccisero decine di persone.
Ministro Esteri siriano sente il suo omologo egiziano: “Portare pace nella regione”
Il ministro degli Esteri siriano Asaad Hassan al-Shiban ha dichiarato su X di aver ricevuto una telefonata dal suo omologo egiziano Badr Abdelatty, in cui hanno discusso dell'importanza di entrambi i Paesi nel portare la pace nella regione.
Netanyahu torna in ospedale dopo voto sul bilancio
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è tornato all'ospedale Hadassah di Gerusalemme dopo il voto di questa sera alla Knesset su una legge chiave relativa al bilancio. Lo riporta il Times of Israel citando un portavoce dell'ufficio del primo ministro. Meno di due giorni dopo essersi sottoposto all'intervento chirurgico alla prostata, Netanyahu ha lasciato l'ospedale questo pomeriggio per partecipare alla votazione sulla cosiddetta legge sui profitti bloccati, approvata con 59 voti favorevoli e 58 contrari.
Al Sharaa incontra religiosi cristiani e comandanti turchi
Ahmed al Sharaa, il leader de facto della Siria, ha incontrato i leader della comunità cristiana e una delegazione di comandanti curdi delle Forze democratiche siriane (Sdf). Questi ultimi colloqui, avvenuti ieri, sono stati definiti "positivi" da un rappresentante curdo che ha parlato all'Afp.
Media Israele, Hamas vuole rilasciare 22 di 34 ostaggi in lista
Hamas ha parzialmente respinto una lista di ostaggi che Israele insiste debbano essere rilasciati nella prima fase di qualsiasi accordo di cessate il fuoco. Lo afferma l'emittente pubblica israeliana Kan news, citando una fonte palestinese anonima. Secondo l'emittente, Hamas è disposto a rilasciare 22 dei 34 ostaggi sulla lista, ma si rifiuta di accettarela liberazione degli altri 12. Invece - sostiene ancora Kan - il gruppo si è offerto di rilasciare 22 ostaggi vivi e 12 corpi durante la prima fase di un potenziale accordo. Israele avrebbe quindi rifiutato l'idea, e ha chiarito che avrebbe accettato solo ostaggi vivi durante la fase iniziale di un accordo.
Ong, tre combattenti delle forze curde uccisi in attacco di miliziani filoturchi in Siria
Tre combattenti delle forze di sicurezza curde sono stati uccisi in un attacco ad Aleppo condotto da miliziani filoturchi. Lo ha reso noto l'Osservatorio siriano per i diritti umani, ong con sede a Londra, secondo cui altri sette combattenti sono rimasti feriti nell'attacco contro il quartiere a maggioranza curda di Achrafieh. Usato anche un drone. Secondo l'Osservatorio, "è il primo attacco del genere nella zona dalla caduta del regime" di Damasco l'8 dicembre scorso.
Onu: “Sistema sanitario di Gaza sull’orlo del collasso”
Il sistema sanitario di Gaza è “sull'orlo del collasso totale” a causa degli incessanti attacchi israeliani dall'inizio della guerra nell'ottobre 2023, afferma l'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani in un rapporto pubblicato oggi. “La serie di micidiali attacchi israeliani contro gli ospedali di Gaza e dintorni, e i relativi combattimenti, hanno spinto il sistema sanitario sull'orlo del collasso totale, con un effetto catastrofico sull'accesso dei palestinesi alla salute e alle cure mediche”, si legge. Il rapporto ha inoltre definito “vaghe” le affermazioni di Israele secondo cui gli attacchi sarebbero giustificati dal fatto che i gruppi armati palestinesi stavano utilizzando gli edifici. “Finora il pubblico non dispone di informazioni sufficienti a sostegno di queste affermazioni, che rimangono vaghe e generiche e che, in alcuni casi, sembrano essere contraddette da informazioni pubbliche”, si legge nel rapporto. L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha sottolineato che gli ospedali di Gaza sono diventati “trappole mortali”. “Come se i bombardamenti incessanti e la disastrosa situazione umanitaria a Gaza non fossero sufficienti, l'unico rifugio in cui i palestinesi avrebbero dovuto sentirsi al sicuro è diventato di fatto una trappola mortale”, ha dichiarato.
La Ford si scusa dopo il post su X 'Israele stato terrorista'
"Il nostro account X è stato brevemente compromesso e i tre post precedenti non erano stati autorizzati o pubblicati da Ford": lo scrive nel suo account X la Ford Motor Company aggiungendo che l'azienda sta "indagando sul problema e ci scusiamo per qualsiasi confusione causata". Lo riporta il Times of Israel aggiungendo che per un breve periodo di tempo ieri ci sono stati sull'account X della Ford tre post pro-palestinesi che non avevano nulla a che fare con l'attività della casa automobilistica. "Liberate la Palestina", diceva il primo messaggio. Un altro, un minuto dopo diceva "Israele è uno stato terrorista" e poco dopo un terzo: "Tutti gli occhi su Gaza".
Siria, “i mass media del Paese cambieranno radicalmente”
Il ministro dell'Informazione siriano, Muhammad al-Omar, ha affermato che i mass media della Siria subiranno cambiamenti radicali e ha sottolineato che i professionisti dei media che hanno abbandonato il regime all'inizio della rivoluzione giocheranno in questo processo un ruolo fondamentale. "Non vogliamo continuare con i media su cui faceva affidamento il precedente regime. Abbiamo ereditato istituzioni mediatiche basate sul settarismo e questa eredità deve cambiare per riflettere le aspirazioni del popolo siriano e gli obiettivi della rivoluzione", ha affermato Al-Omar citato da Sky News Arabia, aggiungendo che "i media saranno uno strumento essenziale per costruire una nuova Siria e raggiungere giustizia e uguaglianza".
Usa: “Colpiti obiettivi dei ribelli Huthi in Yemen”
L'esercito statunitense ha rivendicato la responsabilità di attacchi in Yemen dopo che il gruppo ribelle yemenita aveva denunciato bombardamenti in diverse località in tutto il Paese. Su X, il Comando centrale dell'esercito statunitense (Centcom) ha rivendicato la responsabilità di quegli attacchi, affermando di aver colpito obiettivi "a Sanaa e nelle località costiere" sia ieri che oggi. "Il 30 e 31 dicembre, navi e aerei della Marina statunitense hanno preso di mira una struttura di comando e controllo degli Houthi e strutture di produzione e stoccaggio di armi convenzionali avanzate che includevano missili e veicoli aerei senza equipaggio", ha affermato il Centcom nella sua dichiarazione. Anche i media affiliati agli Houthi hanno affermato che gli attacchi hanno preso di mira complessi appartenenti alla milizia del gruppo a Sanaa e altrove. Ieri sera, gli Houthi hanno lanciato un attacco all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, che l'esercito israeliano ha affermato di aver intercettato a mezz'aria.
Netanyahu fuori da ospedale contro il parere dei medici, alla Knesset per il voto
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha lasciato stamattina l'ospedale di Gerusalemme dove due giorni fa è stato sottoposto a un intervento alla prostata per essere presente a un voto in Parlamento sul bilancio. Secondo il sito Walla, Netanyahu è uscito dall'ospedale nonostante le obiezioni dei medici a causa di quella che una fonte della coalizione ha definito "l'opposizione sconsiderata del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir". Il Times of Israel ha scritto che il premier è apparso in aula pallido e stanco.
Popolazione Israele supera 10 milioni, 7,7 sono ebrei
La popolazione di Israele ha superato i 10 milioni nel 2024, ma l'anno ha anche visto un numero insolitamente elevato di persone che si sono trasferite all'estero: 82.700. Secondo il Times of Israel la popolazione ammonta a 10,027 milioni alla fine del 2024, inclusi 7,7 milioni di ebrei, 2,1 milioni di arabi israeliani e 216.000 stranieri. La crescita della popolazione è scesa all'1,1% dall'1,6% nel 2023, in gran parte a causa del numero crescente di israeliani che se ne sono andati. Durante la guerra, 23.8000 israeliani sono tornati a casa e sono arrivati 32.800 nuovi immigrati. Il numero di nuovi immigrati è sceso di circa 15.000 rispetto al 2023.
Raid aerei contro obiettivi Houthi a Sanaa
Aerei da guerra hanno martellato oggi a Sanaa diversi siti Houthi. Lo riferisce Al Arabiya online secondo cui si tratta di raid americani o britannici che hanno preso in particolare il complesso di sicurezza di Al-Ardi, il campo del Corpo di Manutenzione nel centro di Sanaa. Secondo un corrispondente di Sky News Arabia, è stato colpito l'edificio del Ministero della Difesa, il complesso Al-Ardi nel centro della capitale e il complesso 22 maggio nella direzione di Al-Thawra. La radio dell'esercito israeliano ha negato che i raid su Sanaa fossero israeliani, aggiunge la stessa fonte.
Siria, raid francesi sulle postazioni dello Stato islamico in Siria: “Impegnati in lotta al terrorismo”
Raid francesi sulle postazioni dello Stato islamico in Siria. Ne ha dato notizia su X il ministro della Difesa di Parigi, Sebastien Lecornu, sottolineando che le forze armate francesi "restano impegnate nella lotta al terrorismo". Il ministro ha precisato che i raid contro le basi dell'Is - i primi dalla caduta del regime di Assad l'8 dicembre scorso - sono stati condotti domenica.
L’Onu: “Gli ospedali di Gaza sono diventati trappole mortali”
Il sistema sanitario a Gaza è “al tracollo totale”. Il rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani definisce gli ospedali della Striscia di Gaza non dei luoghi di cura, “gli unici santuari in cui i palestinesi dovrebbero sentirsi sicuri, ma delle trappole mortali”, prese di mira dai continui attacchi israeliani. Tel Aviv sostiene che fra le corsie si nascondono gruppi armati palestinesi, ma queste giustificazioni vengono definite dal rapporto “vaghe e generali, in alcuni casi contraddette dalle informazioni pubbliche”.
Hamas, no al rilascio di 12 dei 34 ostaggi israeliani a Gaza
Hamas ha parzialmente respinto una lista di ostaggi di cui Israele chiede il rilascio durante la prima fase di qualsiasi accordo di cessate il fuoco. Lo riferisce l'emittente pubblica Kan, citando una fonte palestinese anonima, ripresa dal quotidiano Times of Israel. Il gruppo terroristico palestinese è disposto a rilasciare 22 dei 34 ostaggi sulla lista, ma si rifiuta di accettare la liberazione degli altri 12. Invece, secondo le stesse fonti, il gruppo terroristico di Gaza ha offerto di rilasciare 22 ostaggi vivi e 12 corpi durante la prima fase di un accordo. Israele ha rifiutato l'idea e ha chiarito che accetterà solo ostaggi vivi durante la fase iniziale di un accordo di rilascio degli ostaggi e cessate il fuoco.
Missile lanciato dallo Yemen intercettato prima di entrare in Israele
Un missile lanciato dallo Yemen è stato intercettato prima di entrare in territorio israeliano nella tarda serata di ieri. Lo riporta il quotidiano Hàaretz, precisando che stando al servizio di emergenza Magen David Adom non ci sono state segnalazioni di feriti, se non per i casi di attacchi dovuti all'ansia e per quelli di alcune persone ferite nella fuga verso un'area protetta. Un frammento del missile è atterrato vicino a Beit Shemesh, senza causare feriti.
Media: “Nuovi raid Gb e Usa su posizioni Houthi in Yemen”
Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno lanciato nuovi raid contro la provincia di Hodeidah nello Yemen occidentale, parzialmente sotto il controllo degli Houthi. Lo riporta Ria Novosti che cita una fonte delle autorità locali.
"Aerei da combattimento americani e britannici hanno effettuato due raid su obiettivi nell'area di Al-Fazah, nel distretto di At-Tuhaita, nel sud della provincia di Hodeidah", ha detto la fonte.