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Guerra in Medio Oriente, le news del 2 gennaio. Media: 63 i morti nei raid israeliani di oggi a Gaza

Il bilancio delle vittime di oggi secondo Al Jazeera. Colpite le zone umanitarie di Khan Younis e al-Mawasi
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Secondo Al Jazeera sarebbero 63 i morti nei raid israeliani di oggi nella Striscia di Gaza. Dopo quello della notte scorsa, i media riferiscono che 5 persone sono morte in un attacco dello Stato ebraico nella zona umanitaria di Khan Younis. L’Idf riferisce che i caccia hanno attaccato un centro di comando di Hamas Secondo la stampa, nel raid sono morti in sei. E almeno 11 persone sono morte e altre 15 rimaste ferite in un attacco aereo israeliano che stanotte ha colpito una tendopoli che ospita famiglie di sfollati ad al-Mawasi sempre nel sud della Striscia. Tra le vittime ci sarebbero anche donne e bambini.

Hamas, almeno 71 vittime in ondata raid Israele su Gaza

È salito a 71 vittime il bilancio dei 34 raid aerei effettuati nelle ultime 24 ore sulla Striscia di Gaza dalle forze israeliane. Lo riferisce Al Jazeera che cita il governo della Striscia, guidato da Hamas.
Sono stati segnalati attacchi pesanti in tutta l'enclave assediata, inclusa la cosiddetta zona umanitaria di al-Mawasi e il campo profughi di Jabalia nel nord di Gaza, che è stato bombardato ripetutamente negli ultimi giorni.
"Gli attacchi aerei israeliani hanno preso di mira civili e infrastrutture in crimini orribili che si sono aggiunti al triste primato dell'occupazione", ha denunciato Hamas.
Nei bombardamenti di oggi, sono rimasti uccisi anche il capo della polizia di Hamas e il suo vice.

Netanyahu, delegazione continui colloqui a Doha

Il premier Benjamin Netanyahu ha autorizzato la delegazione israeliana a continuare i colloqui a Doha per raggiungere un accordo su Gaza e la liberazione degli ostaggi. E' quanto si legge in una nota del suo ufficio.

Oms lancia l'allarme per i pazienti a Gaza da evacuare

L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) "ha ripetutamente lanciato l'allarme che i pazienti di #Gaza necessitano di un'urgente evacuazione medica per cure salvavita, ma il ritmo delle evacuazioni rimane dolorosamente lento", lo scrive nel suo account X il direttore generale della Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, aggiungendo che "oltre 12.000 persone necessitano ancora di evacuazione medica".
"Solo 5383 pazienti sono stati evacuati con il supporto dell'Oms da ottobre 2023, di cui solo 436 da quando è stato chiuso il valico di Rafah" e "a questo ritmo, ci vorrebbero 5-10 anni per evacuare tutti questi pazienti gravemente malati, tra cui migliaia di bambini. Nel frattempo, le loro condizioni peggiorano e alcuni muoiono", scrive ancora.
In questa quadro, il capo dell'Oms sottolinea che "toppe vite umane sono ancora a rischio" ed esorta Israele ad "aumentare il tasso di approvazione per le evacuazioni mediche, incluso nessun rifiuto di pazienti bambini; accelerare il processo di approvazione per le evacuazioni mediche e consentire che tutti i corridoi e i valichi di frontiera possibili siano utilizzati per evacuazioni mediche sicure".

Media, raid Israele sul Libano del sud

I media libanesi hanno riferito di un attacco aereo israeliano nell'area di Iqlim al-Tuffah, nel distretto di Nabatieh, nel Libano meridionale. Nessun commento da parte delle forze armate israeliane.

Onu: domani riunione del Consiglio di Sicurezza sul raid israeliano contro l’ospedale Adwan nella Striscia di Gaza

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite terrà domani alle 10 ora di New York una riunione di emergenza, su richiesta dell'Algeria, in merito all'attacco israeliano all'ospedale Kamal Adwan, nel nord della Striscia di Gaza. Israele ha affermato di aver preso di mira l'ospedale dopo che i miliziani di Hamas hanno ripreso a operare all'interno e attorno alla struttura. Nel raid è stato anche arrestato il direttore dell'ospedale, Hussam Abu Safia, che secondo Israele è un sospetto terrorista e per la cui liberazione si susseguono appelli.

Lo staff di Netnyahu: “Il premier dimesso dall’ospedale”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è stato dimesso dall'ospedale Hadassah di Gerusalemme nel quale era stato nuovamente ricoverato ieri dopo essere uscito il 31 dicembre contro il parere dei medici per partecipare al voto sul bilancio in Parlamento. Lo rende noto il suo ufficio. Netanyahu era stato sottoposto domenica a un intervento chirurgico per la rimozione della prostata. In precedenza il sito di Walla aveva riferito che il primo ministro israeliano sarebbe stato ricoverato un'altra notte in ospedale sotto osservazione medica.

Jihad islamica: “Un ostaggio israeliano ha tentato il suicidio”

Un ostaggio israeliano trattenuto nella Striscia di Gaza dalla Jihad islamica ha cercato di togliersi la vita. Lo ha dichiarato in un video su Telegram Abu Hamza, portavoce del braccio armato della Jihad islamica, le Brigate al-Quds, senza fornire indicazioni sull'identità dell'ostaggio. Un medico della Jihad Islamica è intervenuto e gli ha salvato la vita, ha aggiunto Abu Hamza, senza però indicare quali siano ora le sue condizioni di salute. Abu Hamza ha poi aggiunto che l'ostaggio ha tentato il suicidio a causa del suo stato psicologico e ha accusato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di aver posto nuove condizioni che ''ritardano e rischiano di far fallire'' l'accordo che permetterebbe il rilascio degli ostaggi.

Media: ottimismo di Hamas sul successo dei colloqui di pace

Un alto funzionario di Hamas, Mousa Abu Marzouk, ha detto al quotidiano qatariota al-Araby al-Jadeed che "ci sono buone probabilita' che i negoziati questa volta abbiano successo". Secondo la stampa, una delegazione del gruppo militante palestinese avrebbe lasciato il Cairo per Doha, in Qatar, per continuare i negoziati con i mediatori. Non e' prevista la partecipazione di alcuna delegazione israeliana. L'ottimismo di Hamas contraddice le recenti dichiarazioni dello Stato ebraico secondo il quale i colloqui si sono fermati a causa del rifiuto del gruppo palestinese di fornire un elenco di ostaggi viventi da rilasciare.

Al Jazeera: 63 morti il bilancio dei morti dei raid israeliani di oggi nella Striscia di Gaza

È salito a 63 il bilancio delle vittime nell'ondata di raid israeliani di oggi a Gaza. Lo riferiscono fonti mediche ad Al Jazeera. Israele ha condotto pesanti attacchi in tutta la Striscia di Gaza, compresa la cosiddetta zona umanitaria di al-Mawasi e il campo profughi di Jabalia, a nord, che è stato ripetutamente attaccato negli ultimi giorni. Nei bombardamenti di oggi, sono rimasti uccisi anche il capo della polizia di Hamas e il suo vice.

Siria, il ministro degli Esteri israeliano visita il confine: “Prevenire le minacce”

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha visitato il confine siriano e ha parlato con le truppe del 202esimo battaglione dei paracadutisti schierate.
"L'attività alla frontiera è molto importante per prevenire una minaccia alle comunita' e l'insediamento di elementi ostili vicino al confine. La realtà è molto dinamica e non sappiamo ancora come e quando si stabilizzeraà'", ha dichiarato, secondo quanto riferisce Yedioth Ahronoth.

Onu all’Anp: “Revocare la sospensione delle trasmissioni di Al Jazeera”

Le Nazioni Unite hanno esortato l'Autorità nazionale palestinese a revocare la sospensione dell'emittente del Quatar Al Jazeera, bloccata ieri da Ramallah con l'accusa di "incitamento alla sedizione" e di "ingerenza negli affari interni palestinesi".

Siria, il ministro dell’Istruzione: “Via dai testi qualsiasi glorificazione di Assad”

I cambiamenti annunciati dalle nuove autorità ai programmi scolastici in Siria hanno provocato polemiche e timori, tanto da indurre il ministro dell'Istruzione Nazir al-Qadri, a cercare di minimizzarne la portata. "I programmi di studio in tutte le scuole siriane rimarranno cosi' come sono finche' non saranno formati comitati specializzati per esaminarli e verificarli", ha affermato. "Abbiamo solo ordinato l'eliminazione delle parti che glorificavano il defunto regime di Assad e abbiamo adottato immagini della bandiera della rivoluzione siriana al posto della bandiera del defunto regime", ha aggiunto Qadri. Sono state inoltre modificate informazioni "errate" nel programma di istruzione islamica in cui "alcuni versetti del Corano sono stati spiegati nel modo sbagliato". Tra i cambiamenti annunciati e' stata inclusa l'eliminazione delle poesie relative a donne e ad amore e i riferimenti agli 'dei' nei corsi di storia antica. Inoltre, in un versetto coranico, coloro che avevano fatto arrabbiare Dio vengono indicati come "ebrei e Nasara", termine dispregiativo per i cristiani. Infine nei libri di testo e' stato anche rimosso l'inno nazionale, descritto come "l'inno del regime (di Assad)", insieme alla frase nazionalista "sacrificare la propria vita in difesa della propria patria", sostituita con quella islamista "sacrificare la propria vita per amore di Allah".

Netanyahu resta in ospedale: era uscito contro il parere dei medici

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu trascorrerà anche questa notte in ospedale sotto osservazione medica, prolungando il ricovero seguito a un intervento chirurgico alla prostata. Lo riporta il sito di Walla. Netanyahu è tornato ieri all'ospedale Hadassah di Gerusalemme dal quale era uscito, il 31 dicembre, contro il parere dei medici per partecipare al voto sul bilancio in Parlamento. Qui era apparso ''esausto'', ''pallido e stanco'' come aveva scritto il Times of Israel.

Media: in Siria attacco israeliano a sud-ovest di Damasco

Attacco israeliano a sud-ovest di Damasco. È quanto ha riferito l'emittente saudita Al-Hadath, secondo la quale il raid ha preso di mira il comando della 90esima brigata dell'esercito siriano.

Idf: 891 soldati israeliani morti dall'inizio del conflitto con Hamas

L'esercito israeliano ha annunciato che 891 soldati sono stati uccisi nella guerra scaturita dall'assalto guidato da Hamas del 7 ottobre 2023, segnando uno dei conflitti più mortali nella storia di Israele. Il bilancio include morti in combattimento, incidenti e sospetti suicidi ed è il più alto dalla guerra dello Yom Kippur del 1973. Lo riporta Ynet. Delle 891 vittime, 528 si sono verificate nel 2023, di cui 512 attribuite all'attività operativa. La maggior parte dei decessi si è verificata intorno al 7 ottobre, quando sono stati uccisi 329 soldati, tra cui squadre di pronto intervento locali.
Altri 226 decessi sono stati registrati nel 2024. Anche i casi di suicidio sono aumentati, con 17 casi sospetti nel 2023 (sette coscritti, quattro soldati di carriera e sei riservisti), rispetto ai 14 del 2022. Nel 2024, i suicidi sono aumentati a 21 casi, tra cui sette coscritti, due soldati di carriera e 12 riservisti, tutti uomini.

Arrestato comandante polizia israeliana in Cisgiordania: “Ha ignorato gli attacchi contro i coloni ebrei”

Un ufficiale della polizia israeliana è stato arrestato oggi con l'accusa di aver ignorato attacchi condotti da coloni ebrei, con l'intento di ottenere il riconoscimento e il sostegno del ministro della Sicurezza, Itmar Ben Gvir. Lo ha reso noto il dipartimento di indagini interne della polizia, precisando che il comandante Avishai Muallem, a capo dell'ufficio indagini e intelligence in Cisgiordania, è stato accusato di intralcio al corso della giustizia e abuso di potere.
Muallem era già stato sospeso dell'incarico durante il corso dell'indagine dopo che aveva chiesto al suo staff di "ritirare documenti dal database della polizia e di consegnarli a lui", secondo quanto riferisce Times of Israel. È previsto che oggi stesso comparirà davanti ai giudici a Gerusalemme, dove i suoi avvocati chiederanno che sia rimesso in libertà con misure cautelari.

I procuratori lo accusano di aver condotto indagini false sui crimini commessi dai coloni estremisti contro i palestinesi in Cisgiordania, presunte indagini condotte in un ambiente di impunità il cui obiettivo era di compiacere alla fine Ben Gvir, leader del partito di estrema destra che sostiene i coloni estremisti.

Media: secondo raid di Israele a Khan Younis, 6 morti

Secondo attacco israeliano contro Hamas nella zona umanitaria a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Caccia hanno colpito un centro di comando del gruppo palestinese all'interno dell'edificio del comune, ha riferito l'Idf, accusando Hamas di "violare sistematicamente il diritto internazionale, usando la copertura di rifugi, edifici e popolazione civile come scudo umano". Secondo la stampa, nel raid sono morti in sei. Già la scorsa notte, in un attacco israeliano contro la zona umanitaria di Mawasi, a ovest di Khan Younis, era stato ucciso il capo della polizia di Hamas a Gaza, Mahmoud Salah, e il suo vice, Hussam Shahwan. In tutto erano morti in 11, tra cui anche tre bambini e due donne, e in 15 erano rimasti feriti, aveva riferito la tv Al-Aqsa, affiliata al gruppo militante palestinese.

Zelensky: “Aiuteremo la Sirira con il grano”

"L'Ucraina contribuirà agli sforzi per stabilizzare la Siria. Istituiremo il programma 'Grain from Ukraine' ('Grano dall'Ucraina') per collaborare con l'amministrazione siriana e con tutti i partner pronti a dare il loro sostegno. Comunicheremo con gli europei e gli americani per garantire un sostegno il più forte possibile. Più stabilità in Medio Oriente significa più pace e commercio per tutti i partner": lo scrive su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo un incontro tenuto oggi con i suoi ministri degli Esteri e della Politica Agraria.

Al Jazeera contro l’Anp per la sospensione delle trasmissioni: “Segue la linea di Israele”

Al Jazeera ha condannato la decisione dell'Autorità Nazionale Palestinese di sospendere le trasmissioni dell'emittente in Cisgiordania, sottolineando che la misura è ''in linea'' con azioni simili intraprese da Israele. In un comunicato, l'emittente con sede in Qatar ha accusato l'Anp di cercare di ''nascondere la verità sugli eventi nei territori occupati, in particolare su ciò che sta accadendo a Jenin e nei suoi campi''. L'Autorità palestinese, che collabora con Israele in materia di sicurezza, ha iniziato il mese scorso un attacco su larga scala ai gruppi terroristici palestinesi nel campo profughi urbano di Jenin. L'emittente si è detta ''scioccata da questa decisione, che arriva in un momento in cui la guerra contro la Striscia di Gaza è ancora in corso e le forze di occupazione israeliane prendono sistematicamente di mira e uccidono i giornalisti palestinesi''. Ha aggiunto di ritenere l'Autorità palestinese ''pienamente responsabile della sicurezza e dell'incolumità'' di tutti i suoi dipendenti nella Cisgiordania occupata.

L'Anp sospende le trasmissioni di al-Jazeera

Gaza: il bilancio delle vittime della guerra sale a 45.581

Il ministero della Salute della Striscia di Gaza controllato da Hamas ha dichiarato che nelle ultime 24 ore sono state uccise 28 persone nel territorio palestinese, portando il bilancio complessivo delle vittime della guerra a 45.581. Il ministero ha inoltre affermato in una nota che almeno 108,438 persone sono rimaste ferite in più di 14 mesi di guerra tra Israele e Hamas, scatenata dall'attacco del gruppo palestinese del 7 ottobre 2023.

Nel 2024 Israele ha bombardato Siria 347 volte: è record

Israele ha bombardato il territorio siriano 347 volte nel 2024, il numero più alto di attacchi aerei annuali contro la Siria dal 2018. Lo ha riferito l'Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh). "Israele ha attaccato il territorio siriano in 373 occasioni, di cui 347 attacchi aerei e 26 di terra, il che costituisce il numero più alto annuale di bombardamenti israeliani contro la Siria" dal 2018, anno in cui ha cominciato le sue operazioni, con il pretesto di combattere la presenza dell'Iran, alleato del presidente siriano deposto il mese scorso, Bashar al-Assad. Questi attacchi, alcuni dei quali rivendicati da Israele, hanno causato la morte di 414 soldati e altri 277 feriti di varia entità, sempre secondo il bilancio dell'Osservatorio. Nei bombardamenti israeliani sono inoltre morti 68 civili, tra cui 13 bambini e 16 donne, mentre altri 85 sono rimasti feriti. Allo stesso modo, questi attacchi hanno causato "la distruzione o il danneggiamento di circa 1.032 obiettivi, tra cui depositi di armi e munizioni, quartier generali, centri e veicoli". Sono stati diretti principalmente contro le province di Damasco, la provincia centrale di Homs e la provincia meridionale di Deraa. Nonostante la caduta del regime di al-Assad l'8 dicembre, dopo un'operazione lampo di un'alleanza islamica guidata dall'Organizzazione per la Liberazione del Levante (Hts) ed erede dell'affiliata siriana di Al Qaeda, Israele ha continuato i suoi attacchi di terra, aria e per mare contro la Siria. L'obiettivo dichiarato è quello di evitare che le armi del regime cadano nelle mani di individui o gruppi che potrebbero minacciare la sicurezza israeliana.

Il leader di Hezbollah: “La resistenza continua e ha ripreso salute”

Il leader del partito-milizia sciita libanese Hezbollah, Naim Qassem, ha assicurato che dal 27 novembre - data in cui è entrato in vigore il cessate il fuoco con Israele in Libano - il gruppo "ha ripreso salute", diventando più forte. "La resistenza continua e ha ripreso salute. Ha una fede profondamente radicata", ha dichiarato Qassem in un discorso televisivo, in cui si è detto convinto che i sostenitori di Hezbollah possano "diventare più forti in futuro", soprattutto dopo che Israele è "smascherato davanti al Paese e il mondo come entità brutale e criminale, con il sostegno criminale americano". Riguardo al cessate il fuoco, ha assicurato che il gruppo "ha cominciato ad attuarlo", anche se è "lo Stato libanese ad essere responsabile di monitorarlo e mantenerlo" fino a quando le truppe israeliane non lasceranno il territorio. Pertanto, ha definito questa "un'opportunità per lo Stato libanese di dimostrare il proprio valore attraverso l'azione politica". Qassem ha ribadito di essere pronto a lavorare con i partner nel Paese per eleggere un presidente, carica bloccata da più di due anni nel mezzo di una grave crisi politica, e per ''ricostruire ciò che è stato distrutto'', con l'obiettivo di "mettere in moto gli ingranaggi dello Stato secondo le sue leggi, e avviare una serie di riforme". "Dobbiamo valutare gli eventi accaduti in questa guerra di aggressione, trarre vantaggio dai suoi risultati e sviluppare le nostre azioni con le lezioni apprese", ha aggiunto, descrivendo la resistenza delle milizie a sostegno della Striscia di Gaza come "leggendaria".

Siria, il ministro degli Esteri a Riad: “Aspiriamo ad aprire un dialogo”

Il nuovo ministro degli Esteri siriano, Hasan al Shibani, ha dichiarato durante la sua prima visita ufficiale all'estero da quando è entrato in carica dopo la caduta del regime di Bashar al Assad, che spera che il suo viaggio in Arabia Saudita apra un "una nuova pagina luminosa" nelle relazioni bilaterali tra i due Paesi. "Sono appena arrivato nel regno fratello dell'Arabia Saudita, accompagnato dal ministro della Difesa, Murhaf abu Qasra, e dal capo dell'intelligence, Anas Jatab. Attraverso questa prima visita nella storia di una Siria libera, aspiriamo ad aprire un dialogo nuovo e una brillante pagina nelle relazioni siro-saudita, in linea con la lunga storia condivisa", ha scritto al Shibani in un post su X.

L’Anp sospende trasmissioni Al Jazeera in Cisgiordania

L'Autorità nazionale palestinese ha annunciato la sospensione delle trasmissioni di Al Jazeera in Cisgiordania a causa "delle ripetute violazioni delle leggi". Lo riporta Wafa precisando che la sospensione è temporanea. Le autorità hanno accusato l'emittente del Qatar di "diffondere disinformazione e interferire negli affari interni palestinesi, fomentando divisione e instabilità".

Media: “ Undici morti e quindici feriti in raid Israele su al-Mawasi”

Almeno 11 persone sono morte e altre 15 rimaste ferite in un attacco aereo israeliano che stanotte ha colpito una tendopoli che ospita famiglie di sfollati nel sud della Striscia di Gaza, secondo fonti mediche palestinesi citate dai media locali. Tra le vittime ci sarebbero anche donne e bambini. Il raid sarebbe avvenuto nella zona umanitaria di al-Mawasi.

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