Uno scambio in tre fasi di 42 giorni ciascuna, fino alla liberazione di "tutti" i miliziani detenuti nelle carceri israeliane. Lo prevede la proposta di accordo per un cessate il fuoco a Gaza oggetto di negoziati indiretti a Doha, in Qatar, tra le autorità israeliane e Hamas, secondo quanto emerge da un testo fornito all'agenzia Efe da una fonte del movimento islamista. Identificato il corpo di uno degli ostaggi recuperato a Gaza. Il funerale del padre, anche lui ucciso a Gaza, celebrato ieri.
"Come promesso, gli Houthi" dello Yemen, che da anni l'Iran è accusato di sostenere, "stanno pagando e continueranno a pagare un prezzo alto per la loro aggressione contro di noi", ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu dopo che le forze israeliane hanno confermato raid aerei contro obiettivi degli Houthi in Yemen.
Iran, comandante dei Guardiani della Rivoluzione visita la base missilistica
La notizia è stata data con grande risalto dalla televisione di Stato iraniana: il comandante dei Guardiani della Rivoluzione, generale Hossein Salami, ha visitato una base missilistica sotterranea. Dove sia ubicata esattamente non è stato rivelato, ma la base "situata nelle montagne" è stata utilizzata di recente per lanciare un attacco contro Israele, sempre a quanto riferito dall'emittente
Salgono a cinque le vittime del raid israeliano nel sud del Libano
E' salito a cinque vittime il bilancio del raid israeliano a Tayr Debba, una città nel distretto di Tiro, nel Libano del Sud. Lo riporta l'agenzia di stampa libanese Nna, citata da Al Jazeera. Altre quattro persone sono rimaste ferite nell'attacco
Il Cairo condanna una carta geografica con Israele “allargato”
Il Cairo ha condannato "la pubblicazione da parte di Israele di una carta geografica che incorpora territori arabi come propri": lo sottolinea il sito del principale quotidiano egiziano Al Ahram. "Il ministro degli Esteri Badr Abdelatty ha condannato la pubblicazione di una mappa da parte di canali ufficiali israeliani che include falsamente territori arabi appartenenti a Giordania, Palestina, Libano e Siria", sintetizza da ieri il sito riferendo un commento fatto dal capo della diplomazia egiziana giovedì durante un incontro con una delegazione dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp), secondo una dichiarazione del Ministero degli Esteri egiziano. Nelle ultime ore, pubblicazioni israeliane hanno diffuso cosiddette "mappe storiche", rivendicando diritti territoriali per Israele sui quattro Paesi confinanti, aggiunge al-Ahram. "I Paesi arabi hanno condannato la presunta mappa come una flagrante violazione delle risoluzioni di legittimità internazionale e del diritto internazionale. Inoltre, la Lega Araba ha dichiarato mercoledì che tali azioni riflettono una tendenza allarmante a invocare falsificazioni storiche e a promuoverle come fatti legittimi", scrive ancora il sito
Teheran denuncia attacchi “brutali” contro gli Houti nello Yemen
L'Iran ha denunciato gli attacchi "brutali" condotti dall'esercito israeliano nello Yemen contro obiettivi dei ribelli Houthi sostenuti da Teheran. Il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaïl Baghaï ha "condannato con forza (...) gli attacchi brutali e senza precedenti condotti oggi dal regime sionista contro lo Yemen", è scritto in un comunicato della diplomazia iraniana
Un giornalista e altri palestinesi uccisi a Gaza
Un giornalista e diversi altri palestinesi sono stati uccisi questa sera in un bombardamento israeliano del campo profughi di Nuseirat nella Striscia di Gaza centrale. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa che aggiunge che Saed Nabhan è stato ucciso da un cecchino israeliano dopo che un gruppo di giornalisti e operatori dei media è stato assediato nel campo. Un aereo da caccia israeliano ha effettuato un attacco aereo contro una casa nel quartiere di Shujàiyya, a est di Gaza, uccidendo almeno un civile e ferendone altri. Il ferito e le altre persone ferite sono state trasportate d'urgenza all'ospedale arabo Al-Ahli, noto anche come al-Màmadani, in città. Dal 7 ottobre - sottolinea Wafa - Israele conduce una guerra devastante a Gaza, avendo ucciso almeno 46.006 palestinesi e ferito oltre 109.378. Inoltre, almeno 10.000 persone risultano disperse, presumibilmente morte sotto le macerie delle loro case in tutta la Striscia. Le organizzazioni palestinesi e internazionali affermano che la maggior parte delle persone uccise e ferite sono donne e bambini. L'aggressione israeliana ha anche provocato lo sfollamento forzato di quasi due milioni di persone da tutta la Striscia di Gaza, con la stragrande maggioranza degli sfollati costretti a trasferirsi nella densamente popolata città meridionale di Rafah, vicino al confine con l'Egitto, in quello che è diventato il più grande esodo di massa della Palestina dalla Nakba del 1948.
Idf, colpito carico armi Hezbollah a Beirut: 2 i morti
Le forze armate israeliane hanno confermato di aver compiuto un attacco con drone nel Libano meridionale, prendendo di mira miliziani di Hezbollah che caricavano un veicolo di armi. Secondo il ministero della Salute libanese, due persone sono state uccise ne raid nella città di Tayr Debba, vicino a Tiro.
L'Idf ha fatto sapere di "continuare a essere impegnata negli accordi di cessate il fuoco tra Israele e Libano" e nella rimozione "di qualsiasi minaccia per Israele e i suoi cittadini". Le truppe restano schierate in alcune zone del Libano del sud mentre si avvicina la scadenza prevista nell'accordo di cessate il fuoco per il loro ritiro totale.
Parolin: “Non sono conflitti insolubili, le strade ci sono”
"Le strade ci sono, non sono conflitti insolubili". Lo ha evidenziato il Segretario di Stato vaticano, il card. Pietro Parolin, in un'intervista del Tg2000, il telegiornale di Tv2000, a margine della messa di inaugurazione del nuovo santuario dedicato al Battesimo di Gesù, a al-Maghtas, in Giordania, in merito ai conflitti in Medio Oriente. "Questi sono conflitti gravi - aggiunge il card. Parolin - che lacerano il tessuto umano e che fanno tante vittime che distruggono tante realtà, però le strade ci sono. Questo lo dobbiamo sempre avere presente e speriamo che la gente si metta a percorrere queste strade. In questa situazione non dobbiamo perdere la speranza. D'altra parte il Papa nel denunciare indica anche delle strade. Ecco questo è importante, che ci siano dei cammini che si dovrebbero e potrebbero percorrere". È necessario, prosegue il segretario di Stato vaticano, "la buona volontà da parte di tutti" e "il Papa parla di una diplomazia del perdono, di una diplomazia della giustizia, di una diplomazia che sa farsi attenta anche alle esigenze degli altri".
Idf, oltre 20 aerei coinvolti in raid contro Houthi
Oltre 20 aerei israeliani hanno preso parte all'attacco contro gli Houthi in Yemen, tra cui caccia da combattimenti, aerei per rifornimento e velivoli spia. Lo ha riferito l'esercito israeliano, precisando che F16, decollati dalla base di Ramon, nel sud di Israele, hanno sganciato circa 50 colpi su tre obiettivi principali: la centrale elettrica di Hezyaz, vicino alla capitale Sanàa, e le infrastrutture nei porti di Hodeidah e Ras Isa sulla costa occidentale dello Yemen. Il giornalista Barak Ravid, citando una fonte americana di alto livello, ha riferito che gli attacchi nello Yemen non sono stati un'operazione congiunta americano-britannico-israeliana. C'è stato un coordinamento tattico per evitare uno scontro, ma ciascuna parte ha attaccato propri obiettivi.
Fonte Israele, colloqui a Doha continuano con intensità
I negoziati in Qatar per un accordo su Gaza e il rilascio degli ostaggi stanno continuando "con intensità". Lo ha riferito la stampa israeliana citando una funzionario, secondo la quale il primo ministro Benjamin Netanyahu ha anche tenuto una riunione sulla questione con i responsabili delle agenzie di sicurezza israeliane. Il team di negoziazione ha fornito aggiornamenti durante l'incontro e ha ricevuto istruzioni per la continuazione dei colloqui in Qatar.
"I colloqui a Doha continuano con intensità e con totale discrezione", ha affermato il funzionario.
Tajani: “Cessate il fuoco in Libano deve essere rinforzato”
"Il cessate il fuoco di qualche tempo fa, dopo questa guerra lampo che ha provocato danni anche a questo Paese, deve essere rinforzato" e "l'Italia intende svolgere il suo ruolo attraverso la presenza dei suoi oltre mille militari nel contingente Unifil". Lo ha dichiarato alla stampa il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, all'interno del palazzo presidenziale di Baabda a Beirut, riferendosi alla tregua tra Israele e Hezbollah.
Usa, possibile intesa su ostaggi prima che Trump si insedi
Un accordo sul rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas a Gaza "è possibile prima dell'insediamento di Trump" il 20 gennaio. Lo ha detto John Kirby in un briefing con un ristretto gruppo di giornalisti. "C'è ancora molto lavoro da fare", ha precisato il funzionario.
Tajani: “Da Jolani impegno a fermare immigrazione illegale”
Il nuovo leader siriano Ahmed Al Sharaa, conosciuto col nome di Abu Mohammad al-Jolani, si è impegnato a fermare "l'immigrazione illegale". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Beirut.
Libano: Tajani vede Aoun, faremo tutto per sostenere crescita
"L'Italia farà di tutto per sostenere la crescita del Libano, per permettergli di svolgere il ruolo che merita nel Mediterraneo orientale". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani da Beirut dove ha incontrato Joseph Aoun, il primo ministro europeo a colloquio con il neoeletto presidente. "Siamo pronti a continuare la nostra missione bilaterale di formazione dell'esercito libanese", ha aggiunto il titolare della Farnesina, ricordando anche l'impegno italiano nel Paese tramite il contingente italiano nell'Unifil.
"Noi consideriamo questa elezione un fatto molto importante non solo per il Libano ma per l'intero Medioriente – ha spiegato Tajani – Aoun è un amico dell'Italia, il governo conta molto sulla sua persona e faremo di tutto per continuare a lavorare insieme nei prossimi mesi e anni”. Il titolare della Farnesina si è detto "sicuro" che il presidente Aoun "garantirà la stabilità di un Paese così importante come il Libano" e questo permetterà "di favorire le relazioni bilaterali, anche dal punto di vista economico e commerciale" per renderle "ancora più forti di quelle che abbiamo sempre avuto".
Netanyahu vede negoziatori ostaggi: “Colloqui Doha proseguono con intensità”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha incontrato i negoziatori, i capi delle agenzie di sicurezza, per ricevere un aggiornamento sui negoziati sugli ostaggi in corso a Doha. Lo ha detto un funzionario israeliano citato dal Times of Israel. "I colloqui a Doha continuano con intensità e in completa discrezione", ha affermato.
Beirut, due morti in raid israeliani sul sud del Libano
Due persone sono morte in un raid aereo sul Libano meridionale. Lo ha riferito il ministero della Sanità libanese, attribuendo il raid a Israele. Secondo l'agenzia di stampa Nna, nell'attacco, condotto presumibilmente da un drone, è stata presa di mira un'auto a Tayr Debba.
Due vittime del 7 ottobre uccise per errore dall’esercito israeliano
Due vittime israeliane dell'assalto condotto da Hamas il 7 ottobre, il 17enne Tomer Eliaz Arava e sua madre Dikla Arava, 51 anni, sono stati uccisi per errore dall'Idf. E' quanto emerge dall'indagine condotta in merito dall'esercito e i cui risultati sono stati oggi consegnati alle famiglie delle vittime. In particolare, i militari sono giunti alla conclusione che Tomer Eliaz Arava era riuscito a scappare dalla casa dove i miliziani di Hamas aveva fatto irruzione, nel kibbutz di Nahal Oz, e dopo che la sua famiglia si era rifugiata nella stanza protetta. I soldati israeliani lo hanno però erroneamente identificato come "un terrorista" e gli hanno sparato. Dikla Arava è stata invece uccisa dai colpi sparati dai militari israeliani contro l'auto diretta a Gaza a bordo della quale viaggiava la donna che era stata rapita. Il suo corpo è poi stato abbandonato dai miliziani di Hamas nell'auto. Le due figlie della donna, Ella e Dafna, sono invece state portate in ostaggio nella Striscia di Gaza e sono state rilasciate a novembre 2023 nell'ambito di un accordo. Il telefono di Dikla era stato rubato dai miliziani e usato per condividere video su Facebook.
Netanyahu, “gli Houthi stanno pagando un prezzo elevato”
"Gli Houthi stanno pagando, e continueranno a pagare, un prezzo elevato per la loro aggressione contro di noi. Oggi abbiamo attaccato obiettivi terroristici del regime Houthi lungo la costa occidentale e nel profondo dello Yemen. Gli Houthi sono un braccio dell'Iran e servono gli scopi terroristici del blocco iraniano in Medio Oriente". Lo ha dichiarato il premier israeliano Benyamin Netanyahu. "Rappresentano una minaccia per Israele e per l'intera regione, inclusa la minaccia alla libertà di navigazione globale. Non tollereremo attacchi ai nostri cittadini e al nostro Stato. Agiremo con determinazione e forza", ha aggiunto.
Katz, attacco allo Yemen è un messaggio al leader degli Houthi
"L'attacco odierno dell'Idf nello Yemen è un chiaro messaggio al leader del gruppo terroristico Houthi, Abd al-Malik al-Houthi, e ai leader del gruppo terroristico nello Yemen: non ci sarà immunità per nessuno", ha affermato il ministro della Difesa Israel Katz in una dichiarazione video. "Vi inseguiremo, vi daremo la caccia e distruggeremo le infrastrutture terroristiche che avete creato", ha detto. Gli attacchi di oggi sono stati lanciati in occasione della protesta settimanale in corso nella capitale dello Yemen Sanaa a sostegno della Striscia di Gaza. "Migliaia di sostenitori Houthi che hanno partecipato a una marcia d'odio contro Israele hanno sentito da vicino la potenza degli aerei dell'aeronautica militare", ha aggiunto il ministro israeliano, "il porto di Hodeidah è paralizzato e il porto di Ras Isa è in fiamme.Il messaggio è chiaro: chiunque danneggi Israele sarà colpito molto più duramente", ha concluso.
Siria: ong, esecuzione di un ex funzionario Assad a Dummar
La ong Osservatorio siriano per i diritti umani ha riferito dell'esecuzione da parte di membri locali dell'attuale amministrazione militare di un ex funzionario del presidente deposto Bashar Assad nella città di Dummar, nell'area di Damasco. Si tratta Mazen Kaninah, noto per la sua lealtà al regime caduto. L'uomo era stato accusato di aver preparato resoconti inventati per portare all'incriminazione e all'arresto di molti giovani della zona, molti dei quali hanno subito torture in carcere o sono stati uccisi. "I residenti hanno espresso la loro gioia in seguito all'esecuzione dell'uomo che per anni è stato la causa principale del loro dolore e delle loro sofferenze", riporta la ong.
Idf, raid contro Houthi in risposta a missili su Israele
L'esercito israeliano rende noto di aver attaccato obiettivi militari e la centrale elettrica di Hizaz sulla costa ovest e all'interno del territorio yemenita dove opera il gruppo filoiraniano in risposta ai missili e droni lanciati dagli Houthi contro Israele. Colpiti il porto di Ras Isa a Hodeidah, basi militari da dove partono gli attacchi degli Houthi contro navi commerciali e zone civili e militari in Israele.
Media, ostaggi detenuti in nord Gaza risultano dispersi
Una fonte autorevole dell'ala armata di Hamas ha detto ad Al Jazeera Arabic che, a causa dell'operazione militare israeliana, la maggior parte dei prigionieri israeliani detenuti nel nord della Striscia di Gaza "sono ora dispersi". La fonte ha aggiunto che le Brigate Qassam "hanno ripetutamente messo in guardia dal raggiungimento di questo risultato" e hanno criticato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l'esercito israeliano. "Le Brigate Qassam ritengono ancora una volta il governo nemico e il suo esercito pienamente responsabili della vita e del destino degli ostaggi", ha sottolineato la fonte.
Israele prolunga arresto direttore dell’ospedale Kamal Adwan
La detenzione senza accuse di Hussam Abu Safia, direttore dell'ospedale Kamal Adwan di Gaza, è stata prorogata fino al 13 febbraio dal tribunale di Ashkelon. Lo afferma l'organizzazione per i diritti umani Al Mezan Center for Human Rights con sede a Gaza. "Si tratta della seconda estensione di questo tipo dal suo arresto", ha osservato l'organizzazione. Ad Abu Safia è stato inoltre negato di poter vedere il suo avvocato fino al 22 gennaio. Abu Safia è stato arrestato il 27 dicembre durante un raid israeliano nella struttura medica di Beit Lahiya, nella parte settentrionale di Gaza. In seguito è stato segnalato come detenuto a Sde Teiman, un centro di detenzione militare in cui le organizzazioni per i diritti umani hanno documentato torture sistematiche contro i palestinesi. Al Mezan ha affermato che il suo avvocato ha ricevuto indicazioni secondo cui Abu Safia potrebbe essere ora detenuto nella prigione di Ofer, in Cisgiordania.
Tajani: “Cordoglio per le vittime della moschea di Damasco, ero lì poco prima”
"Esprimo cordoglio per le vittime del grave incidente accaduto questa mattina nella moschea Omayyadi di Damasco. Ero lì poche ore prima per testimoniare la volontà del governo italiano a favorire il dialogo interreligioso. Prego per la salute dei feriti". Così il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani su 'X'.
Siria: calca fuori da moschea Damasco, morte 3 donne e feriti 5 bimbi
Tre donne sono state uccise e cinque bambini sono rimasti feriti in una calca all'esterno della Moschea degli Omayyadi a Damasco. Lo ha riferito in un comunicato la difesa civile siriana nota come Caschi Bianchi. La calca è avvenuta a causa di una "forte congestione dovuta a un evento organizzato da civili", si legge nel comunicato. Un fotografo dell'Associated Press presente sul posto ha detto che l'aumento del numero di persone è stato causato da un evento di distribuzione di cibo dopo le preghiere del venerdì. Una folla enorme stava anche cercando di entrare nella moschea gremita per le preghiere, portando le guardie di sicurezza a bloccare i cancelli e a sparare in aria per disperdere la folla.
Gaza, oltre 46mila palestinesi uccisi dall’inizio della guerra
Almeno 15 persone sono state uccise nei raid israeliani in diverse zone della Striscia di Gaza da questa mattina. Lo hanno riferito fonti mediche ad Al Jazeera. Tra le vittime, cinque sono state uccise durante un attacco israeliano al quartiere di Shujayea, a est della città di Gaza. Le forze israeliane hanno ucciso circa 490 palestinesi nei primi nove giorni del 2025. Almeno 46.006 palestinesi sono stati uccisi e 109.378 feriti dal 7 ottobre 2023, secondo il Ministero della Salute di Gaza controllato da Hamas.
Media, 'bombardamenti sulla capitale dello Yemen Sanaa'
Secondo la tv al Masirah, di proprietà del gruppo pro-Iran Houthi, la capitale dello Yemen Sanaa viene attaccata in questi minuti da un bombardamento aereo. In precedenza, l'emittente aveva segnalato attacchi statunitensi e britannici nelle zone a nord di Sanaa.
Netanyahu, "vergognoso" attacco ultraortodosso a Idf
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha condannato l'attacco "oltraggioso" degli ultraortodossi al maggiore generale David Zini a Bnei Brak la scorsa notte e ha chiesto che i responsabili siano assicurati alla giustizia. "Questo è stato un atto di violenza pericoloso e vergognoso che non ha posto in uno Stato governato dalla legge", ha affermato il leader, chiedendo "un'indagine immediata, rapida e approfondita" sull'incidente. "Combatteremo qualsiasi manifestazione di violenza con tolleranza zero", ha aggiunto.
Media, raid Usa-Gb su infrastrutture Houthi in Yemen
I media yemeniti riferiscono di attacchi aerei nelle zone a nord della capitale Sanaa, controllata dagli Houthi. La stazione televisiva Al-Masirah riferisce che le forze statunitensi e britanniche hanno effettuato 12 attacchi nel distretto di Harf Sufyan.
Tajani: “Al-Shaara? Pragmatico, vuole avere rapporto con Italia molto forte”
"Quasi due ore di colloquio sono importanti". Lo ha detto ai giornalisti a Damasco il ministro degli Esteri Antonio Tajani, dopo gli scambi avuti con le autorità della Siria del dopo-Assad. Del nuovo leader di fatto Ahmed al-Shaara, Tajani ha detto di aver avuto "l'imperessione di una persona pragmatica, che ha confermato tutto ciò che ha detto nei primi giorni, che vuole andare avanti, che vuole avere un rapporto con l'Italia molto forte". "E' interessato a tutto il saper fare italiano in tanti settori", ha affermato ancora Tajani, tornando sulla "altrettanto importante collaborazione anche nella lotta contro il traffico di esseri umani e contro il traffico di droga". "Credo si debba dare un'apertura di credito al nuovo governo, si possa trovare un modo di collaborare nell'interesse della stabilità", ha proseguito, sottolineando come quello che sta accadendo in Siria e l'elezione ieri in Libano del nuovo presidente della Repubblica dopo oltre due anni di vuoto di potere siano "due tasselli importanti per cominciare a guardare con più ottimismo verso la stabilità dell'intero Medio Oriente". L'Italia, ha ribadito, "vuole giocare una partita da protagonista".
Tajani: “Incoraggiamo al Sharaa a guidare il processo politico inclusivo”
"Noi incoraggiamo il leader al-Sharaa a continuare nella sua azione a favore dell'inclusività e a guidare questo nuovo processo politico. Questo è fondamentale per la prosperità di tutta la Siria". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante una conferenza stampa a Damasco, dove ha incontrato il leader de facto, Ahmed al-Sharaa.
"Credo sia importantissimo preservare l'unità e l'integrità di tutto lo Stato", ha aggiunto Tajani, secondo cui "il popolo siriano ha diritto a vivere libero e non sotto una dittatura e sotto la minaccia del terrorismo". Il titolare della Farnesina ha poi definito "essenziale che si stabiliscano anche le condizioni per un tranquillo ritorno dei rifugiati in Siria che hanno diritto a vivere nel loro Paese d'origine".
Mikati, "Ora nuova fase, priorità disarmo sud"
In Libano, all'indomani della cruciale elezione del presidente, il generale Joseph Aoun, il primo ministro ad interim Najib Mikati ha dichiarato che il Paese è "entrato in una nuova fase", nella quale la priorità dello Stato è "disarmare il Libano meridionale". Nei commenti dopo la sua elezione dal Parlamento, lo stesso generale Aoun ha promesso di garantire che lo Stato avrebbe avuto "un monopolio" sul diritto di portare armi, in riferimento all'ampio arsenale di Hezbollah. "Siamo in una nuova fase: in questa nuova fase, inizieremo con il Libano meridionale e il Litani meridionale, specificamente per ritirare le armi in modo che lo stato possa essere presente in tutto il territorio libanese", ha affermato Mikati.
Siria: Tajani, nuovo corso relazioni con Paese amico
"Da oggi diamo vita a un nuovo corso di relazioni politiche, diplomatiche e di amicizia tra Italia e Siria": lo ha scritto su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, impegnato in una missione in Siria, dove ha incontrato il nuovo leader politico siriano, Ahmed al-Sharaa, e il suo omologo, Hassan al-Shibani. "Pronti a sostenere la ripartenza economica e sociale di un Paese mediterraneo ricco di storia e legami con l'Italia", ha aggiunto il capo della diplomazia italiana.
Katz, se no accordo ostaggi piano per sconfitta totale Hamas
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato di aver ordinato alle forze armate di presentargli un piano "per la completa sconfitta di Hamas a Gaza", se non verrà raggiunto un accordo sugli ostaggi prima che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump entri alla Casa Bianca. Lo riporta il Times of Israel. "Non dobbiamo lasciarci trascinare in una guerra di logoramento che ci costerebbe caro e non porterebbe alla vittoria e alla completa sconfitta strategica di Hamas e alla fine della guerra a Gaza", ha aggiunto.
Attacco drone israeliano uccide due persone a Khan Yunis
Almeno una persona è stata uccisa e altre due sono rimaste ferite in un attacco di droni israeliani a ovest di Khan Younis, nella striscia di Gaza meridionale. Lo riporta al Jazeera.
L’Idf conferma la morte dell’ostaggio Hamza Ziyadne il giorno dopo il funerale del padre
Le forze di difesa israeliane (Idf) confermano la morte di un altro ostaggio, il 22enne Hamza Ziyadne, all'indomani del funerale del padre Youssef, anche lui ostaggio di Hamas. Lo riferisce il quotidiano Times of Israel. La notizia giunge mentre sono in corso complessi colloqui per arrivare a un cessate il fuoco a Gaza, con trattative incentrate sulla liberazione di una parte degli ostaggi. La famiglia del giovane ostaggio ha detto di essere stata informata che il suo corpo è stato identificato dall'Abu Kabir Forensic Institute. I resti di Ziyadne sono stati recuperati dall'Idf in un tunnel a Rafah, nella parte meridionale di Gaza, martedì sera, insieme al corpo del padre Youssef, 53 anni. L'Idf ha fatto sapere che i suoi rappresentanti hanno informato la famiglia di Ziyadne della notizia questa mattina, in seguito al processo di identificazione da parte dell'istituto forense. Secondo la ricostruzione dei fatti da parte dell'esercito, "Hamza e Youssef sono stati rapiti vivi il 7 ottobre e sono stati uccisi durante la prigionia di Hamas. L'Idf e lo Shin Bet condividono il dolore della famiglia in questo momento difficile", si legge in un nota delle forze armate. "L'Idf e lo Shin Bet stanno facendo ogni sforzo per restituire tutti gli ostaggi il più rapidamente possibile", precisa la dichiarazione. A questo punto, le autorità israeliane ritengono che 94 dei 251 ostaggi rapiti da Hamas il 7 ottobre siano ancora a Gaza, compresi i corpi di almeno 34 morti confermati dall'Idf. Hamas ha rilasciato 105 civili durante una tregua di una settimana a fine novembre e quattro ostaggi sono stati rilasciati prima di allora. Otto ostaggi sono stati salvati vivi dalle truppe e sono stati recuperati anche i corpi di 40 ostaggi, compresi tre uccisi per errore dai militari mentre cercavano di sfuggire ai loro rapitori. Hamas sta anche trattenendo due civili israeliani che sono entrati nella Striscia nel 2014 e nel 2015, così come i corpi di due soldati dell'Idf che sono stati uccisi nel 2014.
Camera Usa vota a favore per sanzioni a funzionari Cpi
La Camera degli Stati Uniti ha approvato un disegno di legge per sanzionare i funzionari della Corte Penale Internazionale, in risposta al mandato di arresto emesso dalla corte contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Le decisioni della Cpi verso Netanyahu ha suscitato reazioni negative sia tra i Repubblicani che tra i Democratici al Congresso. Si prevede che il Senato, guidato dai Repubblicani, esaminerà successivamente il disegno di legge. La Corte ha emesso mandati di arresto lo scorso anno per Netanyahu, l'ex ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant e un alto funzionario di Hamas, accusandoli di crimini di guerra durante e dopo gli attacchi guidati da Hamas del 7 ottobre 2023 contro Israele.
Lo studio: a Gaza morti sottostimate, sarebbero già più di 70.000
Il numero delle vittime degli scontri a Gaza riferito dal ministero della Salute palestinese potrebbe essere sottostimato di almeno il 40%: il bilancio reale potrebbe aver già superato quota 70mila morti, per il 59% donne, bambini e anziani. Lo indica un'analisi statistica indipendente pubblicata sulla rivista The Lancet dai ricercatori della London School of Hygiene & Tropical Medicine guidati dall'epidemiologa Zeina Jamaluddine.
Gli studiosi stimano che dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 fino al 30 giugno 2024 le vittime della guerra a Gaza sarebbero state 64.260, un numero nettamente superiore ai 37.877 morti riportati per lo stesso periodo dal ministero della Salute palestinese (che nel suo ultimo bilancio aggiornato al 9 gennaio 2025 ha riferito un totale di 46.006 morti in 15 mesi di guerra). Secondo i calcoli dei ricercatori, lo scorso ottobre il numero totale di decessi per lesioni traumatiche avrebbe già superato quota 70mila. A questi si devono poi aggiungere i decessi non correlati a traumi, ma causati dall'interruzione dell'assistenza sanitaria, dall'insicurezza alimentare, dalla carenza di acqua e servizi igienici e dalle malattie. Complessivamente, le violenze a Gaza avrebbero causato la morte di circa il 3% della popolazione: il 59% delle vittime erano donne, bambini e anziani. I ricercatori sono giunti a queste conclusioni utilizzando il metodo statistico di cattura-ricattura, che sovrappone i dati provenienti da più fonti per arrivare a stime dei decessi quando non tutti i dati vengono registrati. Le fonti usate per lo studio includevano i registri dell'obitorio dell'ospedale del Ministero della Salute palestinese, un sondaggio online e i necrologi sui social media.
La significativa sottostima dei decessi emersa sarebbe riconducibile al deterioramento dell'infrastruttura sanitaria di Gaza e alla conseguente incapacità di contare i morti nel mezzo delle violenze in corso. "L'Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha già condannato l'elevato numero di civili uccisi nella guerra a Gaza - afferma Jamaluddine - e le nostre scoperte suggeriscono che il numero di decessi per lesioni traumatiche è sottostima di circa il 41%. Questi risultati sottolineano l'urgente necessità di interventi per salvaguardare i civili e prevenire ulteriori perdite di vite umane".
Houthi: attaccheremo le navi finché dura la guerra a Gaza
Gli Houthi dello Yemen hanno comunicato al mediatore speciale delle Nazioni Unite, Hans Grundberg, che non interromperanno gli attacchi alle navi nel Mar Rosso finché Israele non metterà fine alla sua guerra a Gaza. Lo scrive Al Jazeera. Grundberg si trovava nella capitale yemenita Sanàa per tre giorni di colloqui volti a porre fine alla guerra civile yemenita, iniziata nel 2014, oltre che per affrontare altre questioni regionali. Gli Houthi, che controllano vasti territori nel nord dello Yemen, hanno iniziato a lanciare attacchi contro le navi nel Mar Rosso nel 2023 in solidarietà con i palestinesi di Gaza. Questa campagna è stata contrastata con attacchi regolari da parte di Israele, Stati Uniti e Regno Unito. "Abbiamo informato l'inviato Onu durante la sua visita a Sanàa che la fine delle tensioni nel Mar Rosso non sarà possibile senza fermare i crimini di guerra e il genocidio a Gaza," ha dichiarato il Ministero degli Affari Esteri controllato dagli Houthi in un comunicato. "Fermare i crimini di guerra e il genocidio in cambio di una fine delle tensioni nel Mar Rosso è l'unica equazione fattibile ed è meno costosa dell'escalation".
Biden: stiamo facendo progressi sugli ostaggi a Gaza
"Stiamo facendo dei progressi reali sugli ostaggi a Gaza". Lo ha detto il presidente Joe Biden riferendo di aver parlato oggi con i negoziatori.