Il presidente Usa Joe Biden ha "sottolineato" al premier israeliano Benjamin Netanyahu "il bisogno immediato di un cessate il fuoco a Gaza e il ritorno degli ostaggi con un aumento degli aiuti umanitari reso possibile da uno stop dei combattimenti". Lo ha reso noto la Casa Bianca dopo la telefonata tra i due leader.
Cauto ottimismo sulle possibilità di un accordo: secondo l’emittente Channel 12, che cita alti funzionari israeliani, i prossimi due giorni di colloqui a Doha saranno fondamentali per capire se è possibile raggiungere un accordo di cessate il fuoco a Gaza e la liberazione degli ostaggi: "E' possibile raggiungere un accordo finale. Le condizioni per la chiusura sono ottimali", hanno sostenuto le fonti.
Media, domani negoziati proseguono a Doha
Domani mattina si terranno a Doha dei colloqui per il cessate il fuoco a Gaza per definire i dettagli rimanenti relativi all'accordo. Lo ha riferito alla Reuters un funzionario informato sui negoziati.
Media, Hamas chiede corpo di Yahya Sinwar in prima fase accordo
"Hamas ha chiesto di riavere il corpo di Yahya Sinwar (ucciso a Gaza dall'Idf) come parte della prima fase dell'accordo". Lo riferisce la tv saudita al Hadath.
Hamas, bene Qatar, lavoriamo in modo positivo
"Una delegazione della leadership del movimento ha incontrato Sua Altezza l'Emiro dello Stato del Qatar e sono stati discussi i dettagli degli sforzi per raggiungere un accordo di cessate il fuoco a Gaza. La delegazione della leadership del movimento ha elogiato gli sforzi compiuti dallo Stato del Qatar dall'inizio della guerra, e nei giorni scorsi a Doha sono stati esaminati i progressi compiuti. Abbiamo confermato che stiamo affrontando gli sforzi e gli sviluppi in corso a Doha per raggiungere un cessate il fuoco a Gaza in modo positivo". Lo si legge in una dichiarazione di Hamas ad Al Jazeera.
Biden: “Accordo sul punto di realizzarsi”
“L’accordo è sul punto di realizzarsi”, ha detto il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, in un discorso alla nazione. “Stiamo lavorando con urgenza per chiudere il negoziato per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi”.
La delegazione di Hamas afferma che i colloqui per il cessate il fuoco a Gaza procedono bene
Una delegazione di Hamas ha dichiarato che i colloqui per il cessate il fuoco a Gaza stanno procedendo bene e che il gruppo sta affrontando gli sviluppi in modo positivo, ha affermato in una dichiarazione dopo un incontro con l'emiro del Qatar a Doha.
Houthi rivendicano missile su Israele
Gli Houthi hanno rivendicato l'ultimo lancio missilistico diretto dallo Yemen contro Israele. Il gruppo terroristico sostenuto dall'Iran sostiene di aver lanciato il missile contro un "obiettivo vitale" nell'area di Tel Aviv e che "l'operazione ha raggiunto il suo obiettivo con successo". Lo riporta il Times of Israel. Secondo l'esercito israeliano, il missile è stato intercettato dalle difese aeree senza causare danni o feriti.
Hamas: “Favorevoli a raggiungere l’accordo”
Hamas ha fatto sapere di essere favorevole a raggiungere un accordo a Gaza.
Media, i contenuti dell'ipotesi di accordo
La tv israeliana Channel 12 riporta che il cessate il fuoco proposto per Gaza sarebbe diviso in tre fasi: Israele rilascerebbe 50 prigionieri palestinesi, 30 dei quali stanno scontando l'ergastolo, in cambio di ogni soldatessa israeliana. Rilascerebbe inoltre 30 prigionieri palestinesi di alcune categorie, tra cui minori, malati e donne, in cambio di civili tenuti prigionieri a Gaza. Israele si ritirerebbe anche dal Corridoio di Filadelfi, una stretta striscia di terra tra Gaza e l'Egitto, alla fine della prima fase dell'accordo. La seconda fase, che avrà inizio il 16* giorno dell'accordo, richiederà ulteriori negoziati incentrati sul rilascio di tutti i civili e dei soldati rimasti. La terza fase riguarderebbe accordi a lungo termine, tra cui discussioni sulla creazione di un governo alternativo nella Striscia e piani per riabilitare l'enclave. Il media israeliano ha anche riferito che Tel Aviv ha accettato di rimpatriare un milione di rifugiati palestinesi nella Striscia di Gaza settentrionale, previa verifica della sicurezza da parte di un organismo internazionale.
Media, domani Netanyahu incontra familiari degli ostaggi
Domani alle 14.30 ora israeliana (le 13.30 in Italia) il primo ministro, Benjamin Netanyahu, incontrerà i rappresentanti del Forum delle Famiglie degli Ostaggi e dei Dispersi e, successivamente, i membri del Tivka Forum, che rappresenta un gruppo meno numeroso del primo e che ha appoggiato maggiormente la gestione della crisi da parte del governo. Lo riferisce Canale 12, mentre sembra avvicinarsi un accordo tra Israele e Hamas sul cessate il fuoco a Gaza ed il rilascio degli ostaggi.
Media, domani mattina a Doha colloqui per definire dettagli rimanenti relativi all’accordo
Domani mattina si terrà a Doha un round di colloqui per il cessate il fuoco a Gaza per definire i dettagli rimanenti relativi all'accordo, ha dichiarato a Reuters un funzionario informato sui negoziati. L'accordo per porre fine alla guerra di Gaza è “più vicino di quanto sia mai stato”, afferma il funzionario, aggiungendo che l'inviato per il Medio Oriente del presidente eletto Donald Trump, Steve Witkoff, l'inviato uscente dell'amministrazione Biden, Brett McGurk, e il capo del Mossad di Israele, David Barnea, e il capo dello Shin Bet, Ronen Bar, dovrebbero partecipare.
Media, Israele ha inviato lista prigionieri palestinesi rilasciati con accordo
Israele avrebbe inviato ad Hamas una lista di nomi di centinaia di detenuti palestinesi che verrebbero rilasciati nell'ambito di un accordo per la liberazione degli ostaggi. È quanto emerge da un'indiscrezione dell'emittente saudita al-Hadath, secondo cui alcuni dei prigionieri stanno scontando l'ergastolo, e tra di loro non c'è Marwan Barghouti, il leader dell'Intifada incarcerato.
Vertice sicurezza da Netanyahu, focus su ok governo ad accordo
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha convocato una riunione sulla sicurezza con i vertici delle forze di sicurezza. Lo riporta Ynet. Tra gli argomenti discussi, secondo i media israeliani, anche la questione di quando sottoporre all'approvazione di tutti i membri del governo un accordo di cessate il fuoco con Hamas. Un accordo richiederebbe l'approvazione del gabinetto di sicurezza e del governo, ma non il voto della Knesset.
Media, accordo potrebbe essere annunciato stasera o domani mattina
L'emittente televisiva saudita al-Hadath riferisce che Israele ha inviato ad Hamas una lista di nomi di centinaia di prigionieri da rilasciare nell'ambito di un accordo per la liberazione degli ostaggi. Il rapporto dice anche che un accordo potrebbe essere annunciato stasera o domani mattina, ma che non entrerebbe in vigore prima di mercoledì prossimo, 22 gennaio.
Casa Bianca, accordo Gaza vicino coordinati con Team Trump
L'accordo per Gaza è vicino. Lo ha ribadito il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan, in un briefing con i giornalisti. Sullivan ha anche riferito che l'Amministrazione Biden si è "strettamente coordinata" con l'Amministrazione entrante per dare alle parti coinvolte un "messaggio di unità" riguardo all'interesse nazionale Usa.
Canale Kan, Israele si ritira da corridoio Netzarim
Il canale israeliano Kan ha riferito che l'esercito di Tel Aviv ha smantellato le sue attrezzature e basi e le ha ritirate dall'asse Netzarim (nella parte centrale di Gaza). L'altro corridoio, denominato Filadelfi, si trova a sud, al confine tra l'Egitto e la striscia di Gaza.
Media, Hamas discuterà stasera di bozza accordo
Hamas ha ricevuto dai mediatori la bozza di accordo per un cessate il fuoco a Gaza e stasera si terrà una riunione centrale del gruppo palestinese per discuterne. Lo riporta la testata Al-Araby Al-Jadeed, citando come fonte un responsabile di Hamas, secondo cui "se non ci saranno violazioni sui punti essenziali che riguardano il nostro popolo, la risposta sarà positiva".
Emiro Qatar incontra delegazione Hamas
L'emiro del Qatar ha ricevuto una delegazione di Hamas per i negoziati di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. La delegazione di Hamas era guidata da Khalil Al-Hayya. L'emiro del Qatar ha esaminato con la delegazione di Hamas gli ultimi sviluppi dei negoziati volti a raggiungere una tregua a lungo termine a Gaza. L'emiro del Qatar ha rinnovato la ferma posizione del Qatar sulla giustizia della questione palestinese e sui diritti del popolo palestinese.
Biden ed emiro Qatar, accordo sta per essere raggiunto
Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha avuto questa mattina una telefonata con l'emiro del Qatar Tamim Al Thani per discutere delle trattative in corso per il rilascio degli ostaggi. La telefonata tra i due leader ha ulteriormente evidenziato che un accordo è sul punto di essere raggiunto. "Entrambi i leader hanno sottolineato l'urgente necessità di un accordo", si legge nel comunicato della Casa Bianca, aggiungendo che Biden ha ringraziato l'emiro per gli sforzi del Qatar nel mediare tra Israele e Hamas.
L’Hind Rajab Foundation chiede arresto di un soldato israeliano in Italia
Il Maggiore Generale Ghassan Alian, Responsabile del Coordinamento delle attività governative nei territori (COGAT), si trova attualmente a Roma, Italia. La Hind Rajab Foundation (HRF) ha presentato il caso alla Corte Penale Internazionale (CPI) e alle autorità italiane, sollecitando il suo arresto immediato per genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra.
Idf, direttore ospedale Gaza è in carcere Ofer in Cisgiordania
Il gruppo israeliano per i diritti Physicians for Human Rights-Israel (PHRI) riferisce che Hossam Abu Safiya, il direttore dell'ospedale Kamal Adwan di Beit Lahie nel nord di Gaza, che era scomparso da quando era stato preso dai soldati israeliani durante un raid il 27 dicembre, è detenuto in una prigione militare israeliana nella Cisgiordania occupata, il carcere di Ofer. Un portavoce del gruppo, Ran Yaron, ha riferito ad Associated Press che questo è stato confermato via e-mail dall'esercito israeliano e che a un avvocato della famiglia di Abu Safiya è stato detto che non gli sarà permesso di vedere il suo assistito fino al 29 gennaio. L'esercito si era precedentemente rifiutato di commentare quando AP aveva chiesto informazioni su dove si trovasse Abu Safiya. Colleghi e familiari hanno espresso timori per l'incolumità di Abu Safiya, direttore dell'ospedale Kamal Adwan, dopo che le truppe hanno sequestrato lui e decine di altre persone durante il raid nell'ospedale di due settimane fa. Ex detenuti hanno riferito di condizioni dure nella prigione di Ofer, tra cui percosse, razioni di cibo minime e rifiuto di cure mediche. Un importante chirurgo palestinese detenuto in un raid in ospedale a dicembre del 2023 era morto nella prigione di Ofer nell'aprile successivo.
Media, domani Netanyahu chiederà il voto del governo sull’accordo
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, intenderebbe sottoporre domani al voto del governo l'accordo sulla liberazione degli ostaggi ed il cessate il fuoco a Gaza. Lo riferisce il sito di notizie israeliano Walla, citando fonti governative.
Libano: presidente Aoun nomina Salam primo ministro
Il presidente libanese Joseph Aoun ha nominato primo ministro Nawaf Salam, fino a oggi procuratore capo della Corte penale internazionale. Lo ha annunciato la presidenza libanese. La scelta del sunnita Salam è un colpo per Hezbollah e il movimento Amal che puntavano sulla permanenza in carica del premier ad interim Najib Mikati.
Gaza, oggi almeno 45 morti, 46.584 dall’inizio della guerra”
Almeno 45 persone sono rimaste uccise dalle prime ore di oggi nella Striscia di Gaza. Lo denunciano fonti mediche citate dalla tv satellitare al-Jazeera. Dal 7 ottobre 2023, quando sono iniziate le operazioni militari israeliane nella Striscia in risposta all'attacco di Hamas in Israele, nell'enclave palestinese si conterebbero 46.584 morti e 109.731 feriti secondo il bilancio del ministero della Salute di Gaza, che nel 2007 finì sotto il controllo di Hamas.
Media: “Da Hamas risposta alla proposta di accordo senza riserve, ma Israele smentisce”
Hamas avrebbe "consegnato" ai mediatori "la sua risposta definitiva" e "senza riserve" alla proposta di accordo con Israele. Lo riferisce l'emittente saudita Al Hadath, ma la notizia di una risposta di Hamas è stata subito smentita da funzionari israeliani, come riporta il Times of Israel mentre continuano a rincorrersi notizie sugli sviluppi dei negoziati per una tregua nella Striscia di Gaza e il rilascio degli ostaggi tenuti prigionieri da oltre un anno nell'enclave palestinese in cambio della scarcerazione di detenuti palestinesi nelle carceri israeliane.
Israele allerta strutture a prepararsi per ritorno ostaggi
Nelle ultime ore è arrivata ai ministeri competenti israeliani una richiesta del governo che riguarda i preparativi delle strutture per accogliere gli ostaggi che dovrebbero essere rilasciati nell'ambito dell'accordo con Hamas. Lo ha annunciato questa sera la tv pubblica Kan. Se l'accordo verrà effettivamente approvato, i rapiti arriveranno in Israele nei prossimi giorni.
Libano: consultazioni per nuovo premier, Nawaf Salam ha voti sufficienti
Sono in corso al palazzo presidenziale a Beirut, le consultazioni per la nomina di un nuovo premier del Libano. Nel corso di queste consultazioni parlamentari, che sono vincolanti, il Capo dello Stato riceve i deputati e i gruppi parlamentari, che gli comunicano la loro scelta come possibile presidente del Consiglio. Per ora l'ex ambasciatore e giurista Nawaf Salam ha abbastanza voti per poter ricevere l'incarico, con 73 deputati in suo favore. Seguono il premier uscente Najib Mikati con 9 voti. Lo riporta l'Orient Le Jour. Secondo la Costituzione libanese, il primo ministro deve essere un musulmano sunnita.
Media, 'risposta di Hamas a bozza di accordo entro mezzanotte'
I mediatori hanno chiesto a Hamas di rispondere alla bozza "definitiva" dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza e liberazione degli ostaggi entro mezzanotte. Lo riferisce Channel 12 aggiungendo che, secondo fonti anonime, Hamas avrebbe consegnato ai mediatori del Qatar una lista di ostaggi ancora vivi, come richiesto da Israele.
L'Ue rinnova le sanzioni ad Hamas e alla Jihad palestinese
Il Consiglio Ue ha deciso oggi di prorogare di un anno, fino al 20 gennaio 2026, le misure restrittive esistenti nei confronti di coloro che sostengono, facilitano o rendono possibili le azioni violente di Hamas e della Jihad islamica palestinese (Pij). Tutti gli individui e le entità precedentemente identificati come responsabili di aver partecipato al finanziamento di Hamas e il Pij o di aver permesso le loro azioni violente rimarranno nell'elenco. In totale sono 12 le persone e tre le entità sanzionate nell'ambito di questo quadro di misure restrittive. Le persone elencate nel regime di sanzioni sono soggette al congelamento dei beni. È
inoltre vietato fornire loro fondi o risorse economiche, direttamente o indirettamente. Inoltre, alle persone fisiche elencate si applica un divieto di viaggio verso l'Ue.
Hamas, progressi in colloqui su alcuni temi fondamentali
Progressi sono stati fatti su alcune questioni fondamentali per un accordo di cessate il fuoco a Gaza. Lo ha confermato Hamas a Reuters. "I negoziati su alcune questioni fondamentali hanno fatto progressi e stiamo lavorando per concludere presto ciò che resta", ha sottolineato il funzionario.
Un'altra fonte del gruppo militante palestinese ha riferito alla Cnn che un'intesa con Israele è "molto vicina" ma restano diversi punti critici, in particolare sulla richiesta di Hamas che Israele si ritiri dal corridoio Philadelphia al confine tra Gaza ed Egitto e si impegni per un cessate il fuoco permanente.
Inoltre, c'è disaccordo sulle dimensioni della zona cuscinetto che correrà lungo il confine di Gaza con Israele, con Hamas che vorrebbe una fascia profonda circa 300-500 metri mentre Israele punta a 2 chilometri.
Risposta Sinwar su accordo nelle prossime 24 ore
È prevista nelle prossime 24 ore la risposta di Hamas alla proposta di Israele per un accordo di cessate il fuoco a Gaza e liberazione degli ostaggi. Lo ha riferito il giornalista israeliano Barak Ravid, citando fonti secondo le quali a prendere la decisione per il gruppo militante palestinese sarà Mohammed Sinwar, fratello minore del defunto leader Yahya. "Sembra che siamo diretti verso un accordo: Israele è stato molto flessibile negli ultimi giorni su una serie di questioni, ma stiamo aspettando la risposta di Hamas e solo allora ne avremo la certezza", ha detto un funzionario israeliano.
A Ginevra vertice tra Iran ed E3 (Francia, Germania e Gran Bretagna) sul programma nucleare
A una settimana dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, sono in programma oggi e domani a Ginevra colloqui tra Iran, Francia, Germania e Gran Bretagna sul programma nucleare di Teheran. E' la seconda volta in meno di due mesi che gli emissari di Teheran e degli E3 (i tre paesi europei che nel 2015 chiusero l'accordo Jcpoa) si incontrano, ma quelli in corso "non sono negoziati", ha chiarito il ministero degli Esteri tedesco.
Stesso basso profilo ha tenuto l'Iran: si tratta di "consultazioni" su "un'ampia gamma di questioni", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqai. Per Teheran, ha proseguito, l'obiettivo principale dell'incontro "è l'abolizione delle sanzioni contro l'Iran".
Hamas conferma progressi, liberazione detenuti imminente
Hamas ha confermato i progressi nei colloqui per un accordo di cessate il fuoco a Gaza e la liberazione degli ostaggi. "Rinnoviamo il nostro patto con il nostro popolo fermo e paziente e con i nostri eroici prigionieri nelle carceri, e affermiamo di avere un appuntamento con la loro imminente liberazione", ha fatto sapere il gruppo palestinese.
Hamas ai detenuti palestinesi: “Vicini alla liberazione”
In una nota pubblicata poco fa, Hamas comunica ai detenuti palestinesi che "sono vicini alla loro liberazione". L'organizzazione terroristica di Gaza ha postato la stessa frase sul proprio canale Telegram, subito dopo la nota.
Media, 'svolta a Doha, attesa risposta Muhammad Sinwar'
"Stiamo aspettando una risposta da Hamas, dopo la svolta avvenuta nella notte in Qatar: tutto ora dipende da Muhammad Sinwar", fratello dell'ex leader di Hamas ucciso a Gaza. Lo ha detto una fonte di alto livello israeliana, molto vicina ai colloqui sull'accordo per la liberazione degli ostaggi e una tregua a Gaza, citata dalla tv Kan. "La svolta è stata raggiunta dopo i colloqui avvenuti nella notte tra il capo del Mossad David Barnea, il primo ministro del Qatar al Thani e l'inviato di Trump in Medio Oriente Steve Witkoff", ha affermato la fonte.
Delegazione Emirati in Libano, sul tavolo riapertura ambasciata
Una delegazione di alto livello degli Emirati Arabi Uniti si trova a Beirut per stringere tutti gli accordi necessari per riaprire l'ambasciata emiratina in Libano. Lo riferisce l'agenzia di stampa di Stato degli Emirati. La mossa di oggi giunge pochi giorni dopo che il comandante dell'esercito libanese, il generale Joseph Aoun, è stato eletto presidente ponendo fine a un vuoto di 26 mesi nella massima carica dello Stato libanese.
Fratello di un ostaggio attacca Smotrich: “Lo stai uccidendo”
Il fratello di un soldato israeliano tenuto in ostaggio a Gaza ha attaccato duramente il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich per aver affermato che un accordo sarebbe una 'catastrofe': "Il leader del sionismo religioso di estrema destra sta sacrificando e preparando l'esecuzione di mio fratello", ha detto Ofir Angrest a Smotrich durante una riunione del Comitato Finanze alla Knesset. Lo riporta Ynet. "Voglio stare qui e mostrarvi chi state sacrificando: il sergente Matan Angrest, rapito, gravemente ferito, che ha perso tutti i suoi amici perchè uccisi da Hamas, e che state giustiziando", ha accusato Angrest, "ogni giorno un'altra famiglia perde un figlio e si ritrova distrutta. Questo è il momento di fare pressione per il ritorno di mio fratello e di tutti gli ostaggi", ha affermato. Matan Angrest è stato rapito dalla base di Nahal Oz il 7 ottobre 2023.
Hamas, 19 morti a Gaza in 24 ore, bilancio a 46.584
Sono 19 le persone che hanno perso la vita a Gaza nelle ultime 24 ore, per un bilancio totale dall'inizio della guerra nella Striscia di 46.584. Lo ha riferito il ministero della Salute gestito da Hamas, precisando che in 15 mesi di conflitto, i feriti sono stati 109.731.
Ankara, triplicheremo forniture elettricità a Damasco
Il governo turco ha intenzione di triplicare le forniture di energia elettrica verso la Siria. A renderlo noto il ministro dell'Energia e delle Risorse naturali, Alparslan Bayraktar, che ha sottolineato la necessità di una stretta collaborazione tra il governo turco e il nuovo governo siriano per favorire un processo di stabilizzazione dell'intera regione."Stiamo lavorando per triplicare le forniture di gas verso la Siria. La Turchia fornisce già energia elettrica all'Iraq e questo tipo di collaborazione, già importante per la pace regionale, è diventata ora ancor più importante alla luce degli ultimi sviluppi in Siria", ha detto Bayraktar.
Smotrich, non sosterremo accordo su Gaza
Il ministro israeliano delle Finanze e leader di estrema destra Bezalel Smotrich ha fatto sapere che il suo partito Sionismo Religioso non sosterrà l'accordo di cessate il fuoco a Gaza per la liberazione degli ostaggi. E' una "catastrofe per la sicurezza nazionale di Israele. Non faremo parte di un accordo di resa che includerebbe il rilascio dei terroristi, la fine della guerra e la dissoluzione dei risultati ottenuti con tanto sangue, e l'abbandono di molti ostaggi", ha commentato.
Ministro Esteri Sàar conferma progressi nell'accordo con Hamas
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sàar conferma che sono stati compiuti progressi nei negoziati in corso per raggiungere un accordo di cessate il fuoco con Hamas e il rilascio degli ostaggi. "Sono stati fatti progressi, vediamo alcuni progressi nei negoziati", ha affermato Sàar in una conferenza stampa a Gerusalemme insieme al suo omologo danese in visita, Lars Lokke Rasmussen.
"Israele vuole un accordo sugli ostaggi. Stiamo lavorando con i nostri amici americani per raggiungere un'intesa sugli ostaggi, e presto sapremo se l'altra parte vuole la stessa cosa", ha aggiunto . Sui tempi il ministro non si è sbilanciato: "Sembra molto meglio di prima... ma non voglio dire altro, perché mi rendo conto che ci sono famiglie che sono sensibili a ogni parola e a ogni frase".
Tajani, ci auguriamo tregua in tempi rapidi
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha auspicato che si raggiunga presto un accordo per la tregua a Gaza. "Ci auguriamo che si possa arrivare in tempi rapidi a un cessate il fuoco, che porti alla liberazione degli ostaggi e metta fine alle sofferenze della popolazione civile", ha detto a margine dell'evento "L'Italia in 10 selfie” alla Farnesina.
Yemen: esplode deposito gas ad Al-Bayda, almeno 15 morti
È di almeno 15 morti il bilancio delle vittime dell'esplosione di quattro depositi di gas in Yemen. Un bilancio destinato probabilmente ad aggravarsi nelle prossime ore perchè, come riporta l'agenzia di stampa turca Anadolu, almeno 40 dei 67 feriti versano in gravi condizioni.
L'esplosione ha avuto luogo nella provincia sud di Al-Bayda. A confermare la gravità dell'accaduto anche il ministero della Salute del governo non riconosciuto degli Houthi, fazione sciita che controlla larga parte del Paese. Il portavoce del governo Houthi, Hashem Sharafuddin, ha dichiarato che le forze di sicurezza hanno fatto partire una indagine per far luce sulle dinamiche dell'accaduto.
Media, 'svolta significativa nella notte per accordo su ostaggi a Gaza'
Progressi significativi sono stati compiuti dopo mezzanotte a Doha nei colloqui sull'accordo per il rilascio degli ostaggi e una tregua a Gaza tra la squadra israeliana, l'inviato di Trump Steve Witkoff e il primo ministro del Qatar Muhammad al-Thani. Lo riferisce Ynet citando Reuters.
Secondo i media israeliani, al-Thani ha incontrato i rappresentanti di Hamas, mentre Witkoff ha parlato con la delegazione israeliana per spingere le parti verso un accordo.
La firma finale, secondo le fonti vivine al dossier, dipende ancora da Hamas: "La questione è se prenderà la decisione che trasformerà i negoziati in una decisione su un accordo definitivo. E' nelle sue mani". E hanno aggiunto che è difficile dire se l'intesa è una questione di ore o di giorni.
Al momento i problemi da superare riguardano la situazione nel nord della Striscia di Gaza, l'asse Filadelfia, l'esilio degli ergastolani per terrorismo se verranno liberati.
Iran, rilasciata dopo 4 anni cittadina tedesco-iraniana
La cittadina tedesco-iraniana, Nahid Taghavi, è stata rilasciata dopo quattro anni di detenzione in Iran. Lo ha reso noto la famiglia.
Taghavi, 70 anni, era stata arrestata in Iran nel 2020 e detenuta nel famigerato carcere Evin di Teheran. La figlia Mariam Claren la ha accolta all'aeroporto di Colonia-Bonn e una foto delle due donne insieme è stata diffusa sui social.
Media: dall'alba 13 morti in raid Israele a Gaza
Almeno 13 palestinesi sono stati uccisi in diversi raid israeliani nel nord della Striscia di Gaza questa mattina. Un raid aereo israeliano su Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza, ha ucciso un palestinese e ne ha feriti cinque. Lo riferisce Al Jazeera. Altri 7 palestinesi sono stati uccisi in attacchi aerei su Gaza City: quattro nella scuola Salah al-Din, adibita a rifugio per gli sfollati, e tre in un edificio residenziale nel quartiere di Shujayea.
Media: Capo comitato detenuti Anp a Doha per i negoziati
Il capo del Comitato per i detenuti palestinesi Kadora Fares è in Qatar per incontrare oggi i negoziatori e presentare la lista dei detenuti di Hamas e della Jihad islamica da rilasciare nell'ambito dello scambio con gli ostaggi prigionieri a Gaza. Lo ha riferito a Ynet una fonte dell'Autorità nazionale palestinese. Fares in un'intervista di ieri ha affermato che nella prima fase dell'accordo verrebbero liberati 25 ostaggi in cambio del rilascio di 48 condannati per terrorismo già rilasciati nell'accordo Shalit nel 2011 e nuovamente arrestati, circa 200 condannati per terrorismo all'ergastolo, come così come circa 1.000 altri prigionieri, compresi minorenni, donne e malati detenuti.
Fares ha aggiunto che le stime indicano che il numero effettivo di detenuti palestinesi che saranno rilasciati sarà molto più alto - più di 3.000 - dopo che Israele ha insistito per includere altri rapiti israeliani nella lista - compresi i soldati feriti. Per quei rapiti che non rientrano nella categoria "umanitaria", probabilmente verranno rilasciati ancora più prigionieri condannati all'ergastolo.
Wall Street Journal: Hamas lancia una campagna per reclutare miliziani a Gaza
Hamas ha lanciato un'intensa campagna di reclutamento di giovani miliziani con l'obiettivo di risanare i gravi danni subiti dall'inizio della guerra, l'attività del gruppo terroristico è guidata dal fratello di Yahya Sinwar, Mohammed, che ne ha preso il posto dopo l'uccisione. Lo riporta il Wall Street Journal, citato dai media israeliani, a cui un alto ufficiale dell'Idf ha riferito: "Stiamo lavorando duro per trovarlo". Il report spiega come Hamas stia lavorando per reclutare nuovi miliziani, compresi giovani senza esperienza sul campo di battaglia. "L'Idf ritiene che Hamas abbia reclutato molte centinaia di persone negli ultimi mesi e che il reclutamento stia avvenendo in tutta la Striscia, in particolare al nord", dice il Wsj, "fonti arabe affermano che Israele è stato informato di questo numero che potrebbe arrivare a migliaia". Hamas convince i giovani ad arruolarsi promettendo loro cibo, aiuti e cure mediche per loro e per le loro famiglie. Secondo fonti arabe, parte dell'attività si manifesta anche nel furto di aiuti umanitari. Inoltre, i terroristi di Hamas vanno ai funerali e agli incontri di preghiera a Gaza, dove reclutano giovani.
Idf: abbattuto drone lanciato dallo Yemen contro Israele
Un drone lanciato contro Israele dallo Yemen è stato intercettato poco fa dall'aeronautica militare israeliana. Lo afferma l'esercito israeliano (Idf), come riporta il Times of Israel. Secondo quanto riferito da una fonte militare, un elicottero militare ha abbattuto il drone nei pressi della comunità di Gvulot, nel sud di Israele. Lo riporta il Times of Israel.
Iran: “Possediamo armi sconosciute ai nostri nemici”
"L'Iran è in possesso di armi che non sono state finora svelate e sono sconosciute ai nemici". Lo ha detto il vice capo di stato maggiore delle forze armate iraniane Mohammadreza Ashtiani domenica sera, in occasione delle esercitazioni militari in corso delle Forze armate iraniane.
"Alcune delle armi potrebbero essere testate durante le esercitazioni", ha aggiunto, citato da Mehr.
Media, Israele propone una zona cuscinetto di 1,5 km a Gaza
Continua a fare progressi il negoziato di Doha per uno scambio di prigionieri e un cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Tel Aviv, che avrebbe già allo studio piani per un rapido ritiro da Gaza, avrebbe proposto ai mediatori l'istituzione di una zona cuscinetto di 1,5 chilometri intorno agli attuali confini della Striscia. Lo riferisce Al-Quds Al-Arabi, giornale qatarino con sede a Londra fondato da esponenti della diaspora palestinese. La zona cuscinetto, spiega la testata, resterebbe sotto il controllo di Israele, che non vi dispiegherebbe truppe ma sparerebbe contro chi la attraversasse.
Secondo Al-Quds Al-Arabi, sarebbe già stato raggiunto un accordo tra le parti sulle aree dalle quali le forze armate israeliane si ritirerebbero nella prima e nella seconda fase dell'accordo, che prevederebbero inoltre la consegna di tutti gli ostaggi israeliani e dei prigionieri palestinesi inclusi nell'intesa. E' sul numero di questi ultimi che vanno ancora definiti i dettagli, nonché sulla destinazione dei palestinesi condannati a sentenze pesanti. Per discutere questi aspetti, scrive Ynet, è partito per Doha Qadura Fares, direttore del Palestinian Prisoners Club, organizzazione che si occupa dei diritti dei detenuti palestinesi.
Idf, raid contro siti militari di Hezbollah in Libano
"In Libano sono stati condotti" questa sera "diversi attacchi contro numerosi obiettivi terroristici di Hezbollah. Tra gli obiettivi colpiti c'erano un lanciarazzi, un sito militare e le rotte lungo il confine tra Siria e Libano utilizzate per contrabbandare armi a Hezbollah". Lo annuncia l'Idf - le forze di difesa israeliane - in un post su X. "Prima degli attacchi, la minaccia rappresentata dagli obiettivi al fronte interno israeliano e alle truppe dell'Idf - scrive ancora lo stesso esercito israeliano - era stata presentata al meccanismo di monitoraggio degli accordi per il cessate il fuoco tra Israele e Libano, ma le minacce non erano state affrontate". L'Idf "continua ad agire per rimuovere qualsiasi minaccia allo Stato di Israele e opererà per impedire qualsiasi tentativo da parte di Hezbollah di ricostruire le proprie forze in conformità con gli accordi di cessate il fuoco".
Sa’ar a Lammy, Israele intenzionato a raggiungere accordo
Israele sta lavorando per raggiungere un accordo sugli ostaggi e spera che anche Hamas lo faccia. E' quanto ha affermato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar all'omologo britannico in visita nello Stato ebraico dopo aver partecipato a un vertice sulla Siria in Arabia Saudita. "Israele è intenzionato a garantire un accordo sugli ostaggi e sta lavorando per ottenerlo. Presto sapremo se Hamas è interessato", ha sottolineato il capo della diplomazia israeliana. I due hanno anche discusso di una vasta gamma di questioni, "tra cui Siria, Libano e la minaccia iraniana", ha aggiunto Sàar, invitato da Lammy per una visita ufficiale nel Regno Unito.
Vance, progressi in colloqui grazie minacce Trump ad Hamas
Il vicepresidente eletto Usa JD Vance ha sostenuto che le minacce di Donald Trump ad Hamas sono la ragione dei progressi nei negoziati per raggiungere un accordo su Gaza e il rilascio degli ostaggi. "Se parli con i leader mondiali, è molto chiaro che la minaccia del presidente Trump ad Hamas sul fatto che ci sarà un inferno" se non si raggiunge un'intesa entro il suo insediamento "è parte del motivo per cui abbiamo fatto progressi nel liberare alcuni degli ostaggi", ha affermato Vance in un'intervista a FoxNews. "Speriamo che si raggiunga un accordo verso la fine dell'amministrazione Biden, forse l'ultimo giorno o due. Indipendentemente dai tempi, sarà perchè le persone sono terrorizzate che ci saranno conseguenze per Hamas", ha continuato Vance, elogiando "l'ottimo lavoro" di Steve Witkoff, scelto da Trump come suo inviato in Medio Oriente.
Biden a Netanyahu, serve subito cessate il fuoco a Gaza
Il presidente Usa Joe Biden ha "sottolineato" al premier israeliano Benjamin Netanyahu "il bisogno immediato di un cessate il fuoco a Gaza e il ritorno degli ostaggi con un aumento degli aiuti umanitari reso possibile da uno stop dei combattimenti". Lo ha reso noto la Casa Bianca dopo la telefonata tra i due leader.