I rappresentanti di Israele, Hamas, Stati Uniti e Qatar hanno firmato ufficialmente l'accordo sugli ostaggi a Doha, con un giorno di ritardo e dopo aver superato gli ultimi ostacoli.
L'ultradestra israeliana si era messa di traverso sulla tregua a Gaza rischiando di far slittare a lunedì l'entrata in vigore dell'intesa raggiunta a Doha, a partire dalla liberazione dei primi tre ostaggi.
Intanto il gabinetto di sicurezza di Israele ha approvato il cessate il fuoco mentre è atteso il voto del governo
Netanyahu: “Trump ci darà le forniture militari bloccate”
Durante la riunione del governo ancora in corso a Gerusalemme, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha affermato che "il presidente Trump ha preso la decisione che, al suo insediamento, riavremo tutte le forniture militari che erano state bloccate". Secondo Netanyahu, "questo è importante perché, se non arriveremo alla fase due dell'accordo, avremo ulteriori strumenti per tornare a combattere. Il presidente Trump offre pieno supporto a Israele per tornare in guerra in caso di violazione dell'accordo", ha detto. Lo riferisce Ynet.
Media: una sala operativa in Egitto monitorerà l’attuazione dell’accordo
Una sala operativa congiunta sarà creata al Cairo per monitorare l'attuazione dell'accordo tra Israele e Hamas sul cessate il fuoco ed il rilascio degli ostaggi. Lo ha riferito il canale all-news Al-Qahera, citando un alto funzionario egiziano. "Sono stati concordati tutti i preparativi necessari per attuare l'accordo, inclusa la formazione di una sala operativa congiunta al Cairo per seguire l'attuazione delle procedure", ha affermato l'alto funzionario egiziano. La sala operativa, ha precisato, includerà rappresentanti di Egitto, Qatar, Stati Uniti, Israele e funzionari palestinesi.
Siria, fonti: divieto di ingresso per israeliani e iraniani
Iraniani e israeliani non possono entrare in Siria. Lo ha detto all'Afp una fonte aeroportuale. I voli internazionali sono ripresi il 7 gennaio all'aeroporto principale di Damasco, quasi un mese dopo che una coalizione dominata dagli islamisti ha cacciato Bashar al-Assad. Solo poche compagnie aeree hanno ripreso o annunciato che riprenderanno i voli verso la Siria.
Una fonte aeroportuale a Damasco ha riferito all'Afp ieri, sotto anonimato, che le autorità dell'aeroporto hanno chiesto alle compagnie aeree che operano in Siria di non consentire agli israeliani e agli iraniani di imbarcarsi per il paese. Da tempo i cittadini israeliani non possono entrare nel Paese, poiché la Siria e Israele sono tecnicamente in guerra e non hanno legami diplomatici.
Le relazioni tra Damasco e Teheran sono a un punto morto dal rovesciamento di Assad, che l'Iran aveva sostenuto militarmente.
Due compagnie aeree rispettano queste misure, che le autorità siriane interinali non hanno annunciato pubblicamente.
Una fonte di un'agenzia di viaggi a Damasco ha dichiarato che la società "aveva ricevuto istruzioni da Qatar Airways che al momento non era possibile prenotare voli per gli iraniani che desideravano andare a Damasco". "Tuttavia, non abbiamo ricevuto alcuna istruzione ufficiale in materia da parte del Ministero dei Trasporti", ha aggiunto la fonte, anche sotto il profilo dell'anonimato.
Qatar Airways è stata la prima compagnia aerea internazionale a annunciare la ripresa dei voli per Damasco.
Turkish Airlines ha annunciato che riprenderà i voli per Damasco a partire dal 23 gennaio, dopo oltre dieci anni di interruzione.
Macron: “Hamas libererà due franco-israeliani”
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato su X che due ostaggi franco-israeliani Ofer Kalderon e Ohad Yahalomi sono "nella lista dei 33 ostaggi che devono essere liberati" da Hamas "nella prima fase dell'accordo di Gaza". "Continuiamo a mobilitarci senza sosta affinché le loro famiglie possano ritrovarli", ha precisato. La prima liberazione di ostaggi, trattenuti da più di 15 mesi, è prevista per domenica, secondo il governo israeliano.
Il Presidente francese si incontrerà "molto presto" con le famiglie di questi due ostaggi franco-israeliani, ha precisato il suo entourage. Esprimerà loro "il suo profondo sollievo dopo l'annuncio della loro liberazione" e indicherà loro "che potranno sempre contare sulla Francia", ha detto l'ambasciata francese a Tel Aviv.
L'accordo annunciato dal Qatar e dagli Stati Uniti prevede in una prima fase di sei settimane la liberazione di 33 ostaggi trattenuti nella striscia di Gaza dall'inizio della guerra il 7 ottobre 2023, in cambio di centinaia di prigionieri palestinesi detenuti da Israele.
Domani Hamas comunica i nomi dei primi tre rapiti da liberare
Domani Hamas comunicherà a Israele i nomi dei primi tre ostaggi che saranno liberati domenica alle 16 nell'ambito dell'accordo. Lo riferisce la tv pubblica israeliana Kan. Secondo il programma, il settimo giorno verranno resi noti i nomi di altri quattro rapiti. Ogni settimana, i nomi di altri tre.
L’Egitto ripara le strade e gli edifici del valico di Rafah
Una fonte della sicurezza egiziana ha riferito che le autorità egiziane "continuano a riparare piazze, strade ed edifici del valico di Rafah sul lato palestinese al fine di riaprire" il passaggio "entro due giorni". "Le autorità israeliane hanno chiuso il valico terrestre di Rafah per 259 giorni consecutivi", ricordano fonti informate egiziane riferendosi al 3 maggio dell'anno scorso, quando le forze armate israeliane avviarono un'operazione militare nella città di Rafah, situata nella parte meridionale di Gaza, acquisendo il controllo del valico, importante punto di passaggio fra la Striscia e l'Egitto.
Una fonte qualificata della Mezzaluna Rossa egiziana nel Sinai Settentrionale ha segnalato che le autorità israeliane oggi hanno tenuto chiuso il valico di Kerem Shalom impedendo l'ingresso di aiuti umanitari.
Il ministro degli Esteri Saar: “Salvare vite è il dovere dello Stato di Israele”
"Questa decisione, per quanto difficile, è necessaria per salvare vite di ebrei e israeliani. Questo è il cuore del ruolo dello Stato d'Israele": lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Gideon Saar, spiegando il suo voto a favore dell'accordo per il rilascio dei sequestrati.
"Qualsiasi accordo con un'organizzazione terroristica è cattivo e complesso. Durante i negoziati sono stati commessi errori, e non ho esitato a criticarli. Tuttavia, il rilascio dei nostri rapiti è una priorità della guerra, ed è urgente agire ora", ha aggiunto. "La responsabilità su di noi, membri del governo, è insopportabilmente pesante", ha concluso.
Abu Mazen: “Pronti ad assumerci piena responsabilità a Gaza”
L'ufficio del presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen ha dichiarato che, dopo l'annuncio del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, la presidenza palestinese conferma che "si assumerà la piena responsabilità nella Striscia di Gaza". "Il governo palestinese ha completato tutti i preparativi e le squadre di sicurezza sono pienamente preparate a svolgere qualsiasi compito. I loro compiti sono alleviare le sofferenze del nostro popolo, riportare gli sfollati alle loro case, gestire i valichi di frontiera e ripristinare i servizi di base come acqua ed elettricità", ha dichiarato.
Premier Qatar: “Cessate il fuoco è l’ultima speranza per Gaza”
"Ciò che abbiamo raggiunto con questo accordo è l'ultima possibilità per Gaza. Per salvare Gaza da questa guerra, questa è la nostra ultima possibilità". Lo ha dichiarato il primo ministro nonché ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al Thani, in un'intervista a Sky News. "Il fallimento non è un'opzione", ha proseguito il capo della diplomazia di Doha, avvertendo che "la pace non potrà mai realizzarsi senza uno Stato palestinese".
Riunione governo Israele iniziata con 3 ore di ritardo
La riunione del governo israeliano, prevista alle 14.30 italiane per l'approvazione dell'accordo di tregua a Gaza e, è iniziata con circa 3 ore di ritardo. Lo riporta Ynet.
Ospedali Israele si preparano a ritorno ostaggi
Sei ospedali in Israele si stanno preparando a ricevere gli ostaggi. "La nostra principale preoccupazione è il lungo periodo, probabilmente sono tenuti in pessime condizioni, mancanza di nutrizione, mancanza di igiene", ha affermato la dottoressa Hagar Mizrahi, capo della direzione medica del ministero della Salute israeliano. Mizrahi ha aggiunto che il personale si sta preparando ad assistere le persone per eventuali problemi di salute mentale e ha avuto sessioni di formazione su come affrontare le varie situazioni che potrebbero avere un impatto sugli ostaggi di ritorno.
Israele, 95 palestinesi scarcerati in prima fase accordo
Il ministero della Giustizia israeliano ha pubblicato un elenco di 95 detenuti palestinesi da scambiare con ostaggi israeliani detenuti a Gaza, in una prima tornata di scambi nell'ambito dell'accordo di cessate il fuoco con Hamas. "Il rilascio dei prigionieri non avrà luogo prima di domenica alle 16:00", ha detto all'Afp la portavoce del ministero Noga Katz, aggiungendo che il rilascio è subordinato all'approvazione dell'accordo da parte del governo israeliano
La Grecia invia sei tonnellate di aiuti umanitari a Gaza
Le Forze Armate greche hanno completato il trasferimento in Giordania di sei tonnellate di aiuti umanitari destinati a Gaza: lo rende noto, tramite un comunicato, lo Stato maggiore della Difesa nazionale greco. Gli aiuti, trasportati da un aereo C-130 dell'aeronautica ellenica nella capitale Amman, comprendono materiale medico e farmaceutico, oltre a vestiti, articoli per la pulizia e l'igiene personale.
Ben Gvir, 'inorridito, ergastolani liberi torneranno a uccidere'
"Se fino a ieri ero inorridito da questo accordo, oggi quando viene rivelato che terroristi con l'ergastolo vengono rilasciati a Gerusalemme, in Cisgiordania, quando tutti sanno che cercheranno di fare di nuovo del male e a uccidere di nuovo, mi prende l'ansia", ha scritto su X il ministro di ultradestra israeliano Itamar Ben Gvir, che ha votato contro l'accordo nella riunione di gabinetto e ieri ha annunciato che si dimetterà. "Mi rivolgo agli amici del Likud e del sionismo religioso, non è troppo tardi, questo accordo può essere fermato", ha aggiunto.
Hamas rilascerà domani i nomi dei primi tre ostaggi liberati
Hamas renderà noti i nomi dei primi tre ostaggi che libererà domenica 24 ore prima di consegnarli alle Idf. Domani, quindi, si saprà chi saranno le tre donne, probabilmente civili, che torneranno per prime in libertà nell'ambito della prima fase dell'accordo raggiunto con Israele.
Sicurezza Cisgiordania entra in obiettivi guerra Israele
Il rafforzamento della sicurezza in Cisgiordania farà parte degli obiettivi di guerra di Israele dopo l'accordo sul cessate il fuoco a Gaza e la liberazione degli ostaggi. Lo riferisce la tv pubblica Kan.
Media: “Hamas darà a Israele i nomi degli ostaggi 24 ore prima del rilascio”
Israele riceverà da Hamas l'elenco degli ostaggi che verranno liberati 24 ore prima del rilascio: a seconda dei nomi, Gerusalemme deciderà le liste dei detenuti palestinesi che saranno rimessi in libertà nello scambio. Lo riferisce a Walla una fonte a conoscenza dei dettagli dell'accordo. I familiari dei rapiti sono stati informati oggi sui nomi degli ostaggi che saranno rilasciati nella prima fase dell'operazione. L'elenco dei sequestrati pubblicato oggi non indica le loro condizioni, ovvero se siano ancora vivi o morti
Appello di Ben Gvir ai membri del governo: “Votate contro l’accordo”
Un appello dell'ultimo minuto a votare contro l'accordo sul cessate il fuoco e gli ostaggi è stato lanciato ai membri del governo dal ministro della Sicurezza nazionale di Israele, l'esponente della destra religiosa Itamar Ben Gvir. Lo ha riferito il Times of Israel, dopo il via libera del gabinetto di sicurezza all'intesa e in vista della riunione del governo al completo che dovrebbe ratificarla definitivamente. Ben Gvir si è detto "ancora più terrorizzato" dall'accordo dopo che sono emersi nuovi dettagli sui prigionieri palestinesi che saranno rilasciati in cambio degli ostaggi. "Tutti sanno che questi terroristi cercheranno di fare di nuovo del male, di uccidere di nuovo", ha affermato in un video messaggio. "Faccio appello ai miei amici del Likud e di Sionismo religioso, non è ancora troppo tardi, abbiamo ancora la riunione del governo, possiamo fermare questo accordo, unitevi a me, possiamo fermarlo", ha aggiunto
Herzog: “Bene la decisione del Gabinetto di sicurezza sull’accordo”
Il presidente israeliano, Isaac Herzog, ha accolto con favore la decisione del Gabinetto di sicurezza di approvare l'accordo di cessate il fuoco e di rilascio degli ostaggi, "e mi aspetto che anche il governo faccia presto lo stesso". "Questo è un passo fondamentale nel percorso per sostenere l'impegno fondamentale che una nazione ha nei confronti dei suoi cittadini", aggiunge. Herzog afferma di non farsi "illusioni" sul fatto che l'accordo non avrà le sue sfide e "momenti dolorosi e strazianti". Il presidente dice di provare un sentimento particolare per le famiglie degli ostaggi che sanno che i loro cari non torneranno nella prima fase di sei settimane dell'accordo: "Dobbiamo riportare tutti a casa. Tutti! Non ci fermeremo né staremo in silenzio finché non accadrà"
Hamas: “Israele sta provocando massacri terribili per bloccare l’accordo”
Hamas ha accusato Israele di provocare "massacri orribili" a Gaza per "bloccare" l'accordo sul cessate il fuoco annunciato mercoledì e che dovrebbe entrare in vigore domenica. In una nota la fazione palestinese ha puntato il dito contro l' "intensificazione deliberata" degli attacchi aerei sull'enclave. Secondo quanto riferito da Al-Jazeera, nei raid condotti sulla Striscia dopo l'annuncio dell'accordo sono morte almeno 113 persone, tra cui 28 minori e 31 donne, e 264 sono rimaste ferite. Israele sta "deliberatamente commettendo questi massacri nel suo tentativo di bloccare l'accordo di cessate il fuoco", ha sostenuto Hamas, esortando i mediatori a fare pressione su Israele affinché "fermi i massacri"
Media: “Per Netanyahu se la fase 2 fallisce la guerra riprende con l’ok degli Usa”
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha riferito durante la riunione di gabinetto che Israele "ha ricevuto garanzie inequivocabili da entrambi i presidenti Usa, sia Biden che Trump, che se i negoziati sulla fase due dell'accordo falliscono e Hamas non accetta le richieste di sicurezza, l'Idf tornerà a combattere intensamente a Gaza con il sostegno degli Stati Uniti". Lo scrive Ynet
Israele, il gabinetto di sicurezza approva l’accordo
Il gabinetto di sicurezza e politica dello Stato di Israele ha approvato l'accordo con Hamas per il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi a Gaza. Lo ha annunciato l'ufficio del primo ministro, Benjamin Netanyahu. "Dopo la valutazione di tutti gli aspetti diplomatici, di sicurezza e umanitari... il gabinetto di sicurezza ha raccomandato che il governo approvi il quadro proposto", si legge nella nota. A breve è attesa la riunione del governo che dovrà a sua volta discutere e votare il documento
EasyJet riprende i voli per Tel Aviv dal primo giugno
La compagnia aerea britannica EasyJet ha annunciato che riprenderà i voli per Tel Aviv dal primo di giugno. I collegamenti con Israele da parte del vettore lowcost erano stati sospesi lo scorso aprile dopo l'attacco dell'Iran contro lo Stato ebraico. In una nota di Easyjet si legge che la compagnia aerea opererà 38 voli settimanali da e per Tel Aviv sulle rotte di Londra, Ginevra, Amsterdam, Milano, Berlino, Basilea e Nizza. L'annuncio arriva dopo l'accordo di cessate il fuoco raggiunto tra Israele e Hamas nel conflitto a Gaza
Libano, Macron: “Presto conferenza di ricostruzione a Parigi”
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato da Beirut la celebrazione "tra qualche settimana" di una conferenza internazionale a Parigi "per la ricostruzione del Libano", che sta uscendo dall'ultima guerra con Israele. "La comunità internazionale deve dare un massiccio sostegno alla ricostruzione delle infrastrutture", ha aggiunto il capo dello Stato francese durante una conferenza stampa congiunta con il suo omologo libanese, Joseph Aoun
Media: “1.700 detenuti palestinesi in cambio dei 33 ostaggi”
Secondo una copia trapelata dell'accordo, oltre 1.700 detenuti palestinesi saranno liberati in cambio di 33 ostaggi israeliani nella prima fase dell'accordo: 700 terroristi, di cui 250-300 stanno scontando l'ergastolo; 1.000 cittadini di Gaza catturati dall'8 ottobre durante i combattimenti nella Striscia; e 47 detenuti nuovamente arrestati in seguito all'accordo sulla liberazione di Gilad Shalit del 2011. Lo riferiscono i media israeliani
Media: “Al Cairo colloqui tecnici per l’attuazione della tregua”
Sono iniziati i colloqui al Cairo tra mediatori egiziani, qatarioti, americani e israeliani "per stabilire meccanismi per l'attuazione dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza". Lo ha riferito Al-Qahera News, citando una fonte egiziana informata
Alle 14.30 riunione del governo di Israele per votare l’accordo
Il governo israeliano si riunirà alle 15.30 ora locale (le 14.30 in Italia) presso l'ufficio del premier Benjamin Netanyahu per discutere e votare l'accordo di cessate il fuoco a Gaza e liberazione degli ostaggi. La riunione avverrà un'ora prima dell'inizio dello shabbat
Gaza: “Almeno 113 morti dall’annuncio della tregua”
Sarebbero almeno 113 i morti, compresi 28 minori e 31 donne, e 264 i feriti nella Striscia di Gaza da quando è stato annunciato un accordo per una tregua tra Israele e Hamas. E' la denuncia che arriva dall'enclave palestinese, secondo quanto riferisce la tv satellitare al-Jazeera. Stando alle informazioni fornite dai soccorritori, 87 persone sono state uccise a Gaza City, altre 14 a Khan Yunis, dieci nella zona centrale di Gaza e due a Rafah
Commissaria Ue in Siria: “Nuovi aiuti per 235 milioni euro”
La Commissaria Ue alla gestione delle crisi, Hadja Lahbib, ha annunciato lo stanziamento di un pacchetto di aiuti da 235 milioni di euro per la Siria prima di partire per una visita nel Paese. "Dobbiamo garantire una transizione pacifica e inclusiva, questa è la mia richiesta principale" ha spiegato in un'intervista ad alcuni media internazionali, tra cui ANSA. "Ci auguriamo di vedere un cambiamento che permetta ai siriani di essere riconosciuti nella loro grande diversità, non vogliamo un Assad 2.0", ha avvertito la commissaria. Lahbib incontrerà a Damasco le autorità de facto nel Paese dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad
Erdogan: “Non permettere a Israele di violare il cessate il fuoco”
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha esortato la comunità internazionale a rispettare i propri obblighi nei confronti della popolazione di Gaza. "Non si deve permettere al governo israeliano di violare il cessate il fuoco", ha affermato in una conferenza stampa. Lo riporta l'agenzia Anadolu. Il mondo "deve adempiere alle proprie responsabilità legali e morali nei confronti dei cittadini di Gaza", ha affermato Erdogan. "Nonostante la perdita di oltre 50.000 martiri, per lo più donne e bambini, Gaza non si è arresa, non è stata sottomessa e gli abitanti di Gaza non si sono inchinati agli oppressori", ha dichiarato. "Come alleanza dell'umanità, dobbiamo lavorare di più, soprattutto da questo momento in poi, per garantire l'adesione al cessate il fuoco e per curare le ferite a Gaza", ha osservato il presidente turco. "La Turchia ritiene che i colloqui di pace per uno Stato palestinese indipendente e sovranodebbano iniziare il prima possibile", ha concluso
Macron: “Due francesi nella lista dei 33 ostaggi da liberare”
"I nostri concittadini Ofer Kalderon e Ohad Yahalomi figurano nella lista dei 33 ostaggi che devono essere liberati nella prima fase dell'accordo di Gaza": lo annuncia, con un post su X, il presidente francese Emmanuel Macron. "Restiamo mobilitati - aggiunge Macron - senza cedimenti affinché le loro famiglie possano riabbracciarli"
Media: “Hamas comunicherà i nomi degli ostaggi il giorno stesso della liberazione”
Hamas comunicherà i nomi degli ostaggi che verranno rilasciati il giorno stesso in cui verranno consegnati alle autorità israeliane. E' quanto ha appreso il quotidiano Haaretz. L'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiarito che i nomi degli ostaggi israeliani verranno resi noti solo dopo che saranno consegnati alle Idf e le loro famiglie saranno informate
Media: “Le prime tre donne saranno liberate domenica alle 16”
Secondo fonti qualificate, l'attuazione dell'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas, firmato nella notte a Doha, inizierà come previsto domenica e non subirà ritardi dovuti alla concomitanza con le riunioni del governo israeliano. Lo riferiscono i media israeliani aggiungendo che il primo rilascio, di tre donne civili, avverrà domenica alle 16, ora locale. La tregua dovrebbe entrare in vigore domenica alle 12.15. Secondo indiscrezioni l'ufficio del primo ministro ha informato i parenti degli ostaggi che l'elenco dei detenuti palestinesi destinati al rilascio sarà reso pubblico dopo la riunione del governo di questa mattina
Ben Gvir: “Amo Netanyahu, mi assicurerò che resti premier”
"Amo il primo ministro Benjamin Netanyahu e mi assicurerò che continui ad essere premier, ma me ne andrò perché l'accordo firmato è disastroso". Lo ha scritto su X il ministro di ultradestra israeliano Itamar Ben Gvir che ieri sera ha annunciato le sue dimissioni nel caso in cui l'accordo di tregua e rilascio degli ostaggi venisse firmato
I primi ostaggi palestinesi a essere rilasciati saranno 210 donne o minori
L'accordo tra Israele e Hamas, firmato nella notte a Doha, prevede che in totale, per i primi cinque ostaggi civili e i due bambini, vengano scarcerati 210 detenuti minori e donne palestinesi. Per le cinque soldatesse saranno liberati 150 ergastolani palestinesi e altri 100 detenuti. Per nove rapiti malati e feriti verranno rilasciati 110 ergastolani. Per 10 rapiti adulti verranno rilasciati 30 ergastolani e altri 270 detenuti. Per Mengistu e Sayed, in ostaggio da dieci anni a Gaza, verranno rilasciati 60 prigionieri e altri 47 liberati nell'accordo di Shalit del 2011 che sono stati nuovamente incarcerati. Inoltre, verranno rilasciati mille palestinesi arrestati dall'8 ottobre 2023 ma che non hanno partecipato al massacro.
L’ufficio di Netanyahu: ostaggi liberi già da domenica. Presto pubblico l’elenco dei detenuti palestinesti che saranno rilasciati
L'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu ha fatto sapere che "con riserva dell'approvazione del gabinetto e del governo e dell'attuazione dell'accordo, la liberazione dei rapiti potrebbe avvenire secondo il piano previsto già domenica". Il gabinetto di sicurezza è ancora riunito per votare l'intesa. Secondo fonti qualificate, l'attuazione dell'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas, firmato nella notte a Doha, inizierà come previsto il 19 gennaio. I media israeliani aggiungono che il primo rilascio, di tre donne civili, avverrà domenica alle 16 (ora locale). La tregua dovrebbe entrare in vigore alle 12.15. Secondo indiscrezioni, l'ufficio del primo ministro ha informato i parenti degli ostaggi che l'elenco dei detenuti palestinesi destinati al rilascio sarà reso pubblico dopo la riunione del governo di questa mattina.
Israele, gabinetto riunito per l'approvazione dell'accordo
E' cominciata dopo le 11 ora locale (le 10 in Italia), dopo un ritardo durato circa un'ora, la riunione del gabinetto israeliano per l'approvazione dell'accordo sul cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi. Lo riferiscono i media israeliani
Tajani: “L’ipotesi dell’arresto di Netanyahu in Italia è irrealizzabile”
"E' un'ipotesi irrealizzabile pensare di arrestare il premier israeliano Benjamin Netanyahu durante una sua visita in Italia. Non ha senso". Lo ha detto il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani a Sky Tg24
Media: “Smotrich vota no all’accordo ma resta al governo”
Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha raggiunto un'intesa con il primo ministro Benjamin Netanyahu in merito all'accordo di cessate il fuoco con gli ostaggi firmato ieri sera a Doha con Hamas. Secondo quanto riportato dal canale israeliano Channel 12 News e dal sito di notizie Walla, i due hanno raggiunto un accordo sulla richiesta del ministro di estrema destra di far sì che le IDF tornino a combattere Hamas a Gaza dopo un cessate il fuoco temporaneo e sulla questione del controllo degli aiuti umanitari trasferiti all'enclave palestinese. Secondo quanto riportato, Smotrich e il suo partito Sionismo religioso, voteranno contro l'accordo, ma rimarranno al governo
Media: “Netanyahu riprenderà la guerra dopo la prima fase dell’accordo”
Le richieste del ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich al primo ministro Benjamin Netanyahu, che Israele continui la guerra contro Hamas a Gaza una volta conclusa la prima fase dell'accordo e abbia il controllo sulla distribuzione degli aiuti umanitari, sono state accettate. Lo riportano i media ebraici, aggiungendo che Smotrich e il suo partito, il Sionismo religioso, voteranno contro l'accordo, ma rimarranno al governo. Ieri sera, Itamar Ben Gvir, membro della coalizione di estrema destra di Smotrich, ha dichiarato che il suo partito Otzma Yehudit abbandonerà il governo se l'accordo verrà approvato
Israele, il ministro degli Interni chiede il voto telefonico per l’ok all’accordo
Il ministro degli Interni israeliano, Moshe Arbel, ha inoltrato una richiesta al segretario di gabinetto, Yossi Fuchs, per indire una votazione telefonica per approvare l'accordo di cessate il fuoco con Hamas firmato ieri sera a Doha. Lo scrive il Times of Israel. "In queste questioni, ogni ora e ogni minuto sono importanti, sia per gli ostaggi stessi, sia per le loro famiglie che dopo oltre un anno di prigionia desiderano ardentemente una certezza. Pertanto chiedo che il governo tenga una votazione telefonica su questa questione in modo che le famiglie degli ostaggi possano sapere all'inizio dello Shabbat che il governo israeliano ha approvato l'accordo e che sarà attuato all'inizio della settimana". Sempre secondo quanto riportato dal Times of Israel, un portavoce di Benjamin Netanyahu ha dichiarato stamattina che la riunione plenaria del governo non si sarebbe tenuta prima di domani sera, per dare ai credenti che osservano lo Shabbat il tempo di presentare petizioni. Altre fonti sostengono invece che la riunione del gabinetto di sicurezza dovrebbe riunirsi a breve
G7: “Appoggiamo e sosterremo l'accordo Israele-Hamas”
"Appoggiamo pienamente e sosterremo l'accordo di cessate il fuoco raggiunto tra Israele e Hamas": lo affermano in un comunicato i leader dei Paesi del G7, sottolineando che "si tratta di uno sviluppo significativo che ha il potenziale per garantire il rilascio di tutti gli ostaggi rimanenti, facilitare ulteriormente gli aiuti umanitari urgentemente necessari e aprire la strada ai civili per tornare alle loro case e alle loro vite e ricostruirle". I leader del G7 rimangono allo stesso tempo "inequivocabili" nella loro "condanna di Hamas"
Katz annulla gli ordini di detenzione amministrativa per i coloni israeliani
Il ministro della Difesa israeliano Israel Kazt ha annullato tutti gli ordini di detenzione amministrativa nei confronti dei coloni israeliani "alla luce del previsto rilascio di terroristi in Cisgiordania" come parte dell'accordo di cessate il fuoco di Gaza. Lo ha comunicato il ministero della Difesa israeliano
La giudice Sebutinde verso la presidenza della Corte internazionale di giustizia: votò contro ordine a Israele di impedire genocidio
La giudice ugandese Julia Sebutinde sarà nominata presidente della Corte internazionale di giustizia (Cig), dopo che all'inizio della settimana il presidente libanese Joseph Aoun ha nominato primo ministro il capo della Cig, Nawaf Salam. Un comunicato della Corte internazionale di giustizia pubblicato martedì annuncia le dimissioni di Salam senza menzionare Sebutinde, che però, in quanto attuale vicepresidente della corte, si prevede verrà promossa alla carica più alta. Sebutinde è stata l'unico giudice del collegio di 17 membri della Corte internazionale di giustizia a votare contro tutte e sei le misure adottate della corte lo scorso anno in una sentenza che ordinava a Israele di impedire atti di genocidio nella lotta contro i terroristi di Hamas nella Striscia di Gaza. È stata anche uno dei soli due giudici ad opporsi alla dichiarazione della corte secondo cui alcune azioni israeliane nella guerra contro Hamas potrebbero violare la Convenzione sul genocidio. L'altro era il giudice israeliano Aharon Barak.
Libano: Macron in visita offre sostegno al neo-presidente Aoun
Il presidente francese Emmanuel Macron è arrivato a Beirut per offrire il suo sostegno alla nuova leadership libanese e agli sforzi per formare un governo in grado di aprire un nuovo capitolo nella storia del Paese. La sua visita di 12 ore coincide con quella del Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, arrivato a Beirut ieri sera, ed è possibile che i due uomini si incontrino lì, ha rivelato una fonte diplomatica francese. La Francia è coinvolta nel monitoraggio del cessate il fuoco che ha posto fine alla guerra tra Israele e Hezbollah il 27 novembre. Il viaggio del presidente francese mira ad "aiutare" il suo omologo Joseph Aoun - eletto una settimana fa dopo due anni di vuoto istituzionale - e il primo ministro designato Nawaf Salam "a consolidare la sovranità del Libano, ad assicurarne la prosperità e a mantenerne l'unità". "Ora c'è un presidente legittimo e forte che gode della fiducia dell'intera regione", ha affermato Emmanuel Macron in un'intervista al quotidiano indipendente libanese L'Orient-Le Jour.
G7, accordo per tregua è "uno sviluppo significativo"
I leader del G7 hanno definito l'accordo di cessate il fuoco a Gaza "uno sviluppo significativo" e hanno esortato Israele e Hamas a lavorare sulla sua "piena attuazione". "Questo è uno sviluppo significativo", si legge in una dichiarazione in cui si esortano "tutte le parti a impegnarsi in modo costruttivo" nelle prossime fasi dei colloqui "per contribuire a garantire la sua piena attuazione e una fine permanente delle ostilità".
Biden, Netanyahu soddisfi legittime preoccupazioni
Joe Biden ha chiesto al primo ministro Benjamin Netanyahu di "trovare un modo per soddisfare le legittime preoccupazioni" dei palestinesi, dopo la sottoscrizione di tutte le parti dell'accordo per la tregiua a Gaza. "Continuavo a ricordare al mio amico - ed è un amico, anche se ultimamente non andiamo molto d'accordo - Bibi Netanyahu, che deve trovare un modo per soddisfare le legittime preoccupazioni di un vasto gruppo di persone chiamate palestinesi, che non hanno un posto dove vivere in modo indipendente" ha detto il presidente uscente in un'intervista su MSNBC.
Netanyahu: il governo si riunirà venerdì per ratificare l’accordo
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha comunicato che il gabinetto di sicurezza e il governo israeliano si riuniranno venerdì per ratificare l’accordo con Hamas. L’annuncio arriva dopo che l’ufficio del premier aveva confermato l’avvenuta firma tra le parti a Doha, in Qatar, dove erano in corso le trattative per una tregua. L’ultradestra del ministro Ben Gvir ha annunciato l’uscita dall’esecutivo in caso di ratifica dell’accordo con i palestinesi
Waltz, se Hamas rinnega parte accordo, appoggeremo Israele
Il consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, Mike Waltz, ha dichiarato alla Cnn che la nuova amministrazione ha chiarito a Netanyahu che "se Hamas rinnegherà anche solo una parte dell'accordo, gli Stati Uniti appoggeranno Israele".
Ufficio Netanyahu, firmato accordo su rilascio ostaggi
L'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato che i team negoziali israeliani e di Hamas hanno firmato a Doha un accordo di cessate il fuoco e di rilascio degli ostaggi. Una dichiarazione dell'ufficio di Netanyahu riportata dal Times of Israel afferma che il premier ha convocato una riunione del gabinetto di sicurezza per domani per votare l'accordo. "Il gabinetto al completo si riunirà in seguito per approvare l'accordo", aggiunge la nota senza specificare se tale votazione si terrà anche venerdì o sabato, come un funzionario israeliano aveva detto in precedenza alla testata.
Il team negoziale israeliano ha chiamato Netanyahu poco prima delle tre del mattino ora italiana per informarlo che l'accordo era stato raggiunto. Il premier li ha ringraziati per i loro sforzi.
Anche le famiglie dei 98 ostaggi ancora nelle mani di Hamas sono state aggiornate e il premier ha incaricato le autorità di lavorare sui preparativi per accoglierli non appena saranno liberati. "Lo Stato di Israele è impegnato a raggiungere tutti gli obiettivi della guerra, incluso il ritorno di tutti i nostri ostaggi, sia vivi che morti", aggiunge la nota dell'ufficio di Netanyahu.
Anche i media americani confermano la firma dell’accordo
Anche il sito di notizie americano Axios parla dell'avvenuta firma dell'intesa. Da parte Usa la sigla all'accordo è stata messa da Brett McGurk, principale consigliere del presidente Joe Biden per il Medio Oriente. Al raggiungimento dell'intesa - specifica Axios - ha lavorato anche l'inviato del leader americano eletto Donald Trump, Steve Witkoff.
“Israele e Hamas firmano ufficialmente l'accordo a Doha”
I negoziatori di Israele, Hamas, Stati Uniti e Qatar hanno firmato ufficialmente a Doha l'accordo per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e il rilascio degli ostaggi israeliani. Lo riferisce il media Ynet.
Manifestazioni contro accordo, tre arresti a Gerusalemme
Tre persone sono state arrestate a Gerusalemme per aver disturbato una manifestazione contro l'accordo di tregua firmato da Israele e Hamas. Lo riferisce un comunicato della polizia israeliana rilanciato dai media del Paese. I tre avrebbero spruzzato spray al peperoncino contro i manifestanti, bloccato il traffico e acceso un fuoco in mezzo alla strada.
Media, chiuse modifiche finali, accordo tregua firmato
Sono state apportate le modifiche finali all'accordo tra Israele e Hamas per una tregua a Gaza. Lo hanno riferito fonti ben informate ad Al Arabiya. Tutte le parti hanno firmato l'intesa.
Likud, chi fa saltare il governo è 'disgrazia eterna'
Il Likud, il partito del premier israeliano Benjamin Netanyahu, ha avvertito che "chiunque faccia cadere il governo di destra sarà ricordato come un'eterna disgrazia". Il destinatario del messaggio è il ministro per la Sicurezza Nazionale, l'estremista Itamar Ben Gvir, che ha minacciato di lasciare l'esecutivo, insieme al suo partito Otzma Yehudit, se sarà approvato l'accordo per un cessate il fuoco tra Israele e Hamas.
Austin, accordo per tregua va applicato con rigore
L'accordo per una tregua tra Israele e Hamas "va applicato con rigore ma può aprire una nuova finestra di speranza per israeliani e palestinesi dopo i mesi di spargimento di sangue e angoscia seguiti allo spregevole attacco terroristico di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023". Lo scrive in una nota il segretario alla Difesa uscente degli Stati Uniti, Lloyd Austin. "Dal presidente in giù, abbiamo lavorato senza requie come amministrazione per raggiungere questo accordo e questo giorno", aggiunge Austin.