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Medio Oriente, le news del 21 gennaio. Attentato a Tel Aviv: quattro accoltellati. Ucciso l’assalitore

Medio Oriente, le news del 21 gennaio. Attentato a Tel Aviv: quattro accoltellati. Ucciso l’assalitore
(reuters)
L’ Idf lancia operazione “Muro di ferro” a Jenin, Hamas invita a reagire. Si dimette il capo dell’Idf: “Il 7 ottobre, il più grande fallimento della vita”
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L’Idf lancia operazione su larga scala a Jenin, in Cisgordiana, denominata “Muro di ferro”: ci sono almeno 6 morti e decine di feriti. Hamas invita i combattenti palestinesi in Cisgiordania a reagire. Notificate intanto al ministro della Difesa Kats le dimissioni del capo dell’Idf Halevi

Onu: “Entrati oggi a Gaza 897 camion di aiuti umanitari”

L'Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (Ocha) afferma che 897 camion di aiuti sono entrati nella Striscia di Gaza oggi, terzo giorno di cessate il fuoco tra Israele e Hamas. L'Ocha cita informazioni ricevute dalle autorità israeliane e dai garanti dell'accordo di cessate il fuoco - Stati Uniti, Egitto e Qatar. I termini dell'accordo prevedono che almeno 600 camion di aiuti entrino a Gaza ogni giorno

Quattro i feriti a Tel Aviv, l’assalitore sarebbe un americano di origine marocchina

Sono quattro i feriti dell'attacco con coltello avvenuto questa sera a Tel Aviv, nella centrale via Nachalat Binyamin. Lo hanno reso noto i servizi di emergenza, secondo cui due persone, di 24 e 28 anni, hanno riportato ferite moderate nella parte superiore del corpo, mentre altre due, di 24 e 59 anni, hanno riportato lievi ferite. Secondo l'emittente Channel 13, l'assalitore - che è stato ucciso da un civile che si trovava sulla scena - sarebbe un americano di origine marocchina entrato in Israele come turista qualche giorno fa

Ucciso il terrorista dell'attacco a Tel Aviv

Il servizio ambulanze Magen David Adom ha riferito che il terrorista che ha lanciato un attacco in due diverse strade di Tel Aviv questa sera è stato ucciso a colpi di arma da fuoco sul posto. La polizia ha confermato che l'accoltellamento è stato un attacco terroristico. I feriti sono quattro. Il terrorista, secondo la polizia, sarebbe arrivato sul posto in motocicletta accompagnato da un'altra persona che è fuggita

Attentato a Tel Aviv, accoltellate tre persone: una grave

Tre persone sono state accoltellate poco fa nel centro di Tel Aviv, in via Nachalat Binyamin, uno dei feriti sarebbe grave. La via è solitamente frequentata da numerosi gruppi di giovani. Un uomo è stato visto correre via con un coltello in mano

Guterres chiede a Israele massima moderazione a Jenin

Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha invitato le forze di sicurezza israeliane a esercitare "la massima moderazione" nella Cisgiordania occupata, dove hanno avviato una grande operazione militare a Jenin. Lo ha detto il vice portavoce del Palazzo di Vetro, Farhan Haq.
Guterres, ha aggiunto, è "molto preoccupato" per la violenza, e invita l'Idf a usare la forza letale solo quando "è assolutamente necessario", ribadendo che bisogna proteggere le vite umane.

Generale Halevi chiede inchiesta pubblica su 7 ottobre

Il Capo di Stato Maggiore israeliano Herzi Halevi, che oggi ha annunciato le sue dimissioni, ha detto in un discorso che è necessaria un'inchiesta pubblica sugli errori che hanno portato agli attacchi di Hamas del 7 ottobre. Nel suo messaggio, Halevi ha chiarito che le indagini militari non sono sufficienti a cancellare tutte le responsabilità per quanto accaduto quel giorno, quando migliaia di miliziani palestinesi, guidati da Hamas, hanno sfondato la barriera di confine e attaccato le comunità vicino alla Striscia di Gaza, uccidendo circa 1.200 persone e rapendone 251.

Guterres chiede a Israele moderazione a Jenin

Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha invitato le forze di sicurezza israeliane a esercitare "la massima moderazione" nella Cisgiordania occupata, dove hanno avviato una grande operazione militare a Jenin. Lo ha detto il vice portavoce del Palazzo di Vetro, Farhan Haq. Guterres, ha aggiunto, è "molto preoccupato" per la violenza, e invita l'Idf a usare la forza letale solo quando "è assolutamente necessario", ribadendo che bisogna proteggere le vite umane.

Halevi: “Uccisi in 15 mesi di guerra 20 mila agenti di Hamas”

Circa "20mila agenti di Hamas" sono stati uccisi in 15 mesi di guerra contro Israele. La cifra è stata fornita dal capo di Stato maggiore dell'Esercito israeliano, il generale Herzi Halevi, che oggi ha notificato le dimissioni al ministro della Difesa Katz e in un'intervista televisiva ha rivendicato: "Il ramo militare di Hamas è stato gravemente colpito. La maggior parte della leadership dell'organizzazione è stata eliminata".

Smotrich: “Nuovo capo Idf sia pronto a continuare la guerra”

Il ministro filo-coloni di estrema destra, Bezalel Smotrich, ha accolto con favore l'annuncio delle dimissioni del capo di stato maggiore, Herzi Halevi, che lui stesso aveva invocato più volte: "Il prossimo periodo sarà segnato dalla sostituzione del comando militare come parte dei preparativi per la ripresa della guerra, questa volta in nome del non porre fine alla guerra fino alla vittoria totale”, ha quindi sottolineato il leader di Sionismo religioso.
Nei giorni scorsi Smotrich, contrario all'accordo per la tregua e il rilascio degli ostaggi, ha minacciato di "rovesciare" il governo di Benyamin Netanyahu se l'Idf non occuperà Gaza.

Media, 8 i palestinesi uccisi a Jenin

Secondo quanto riportano i media locali sono 8 i palestinesi uccisi

Lapid chiede le dimissioni di Netanyahu

Il leader dell'opposizione israeliana ha chiesto le dimissioni del primo ministro Benjamin Netanyahu, pochi minuti dopo che il capo di stato maggiore dell'esercito lo aveva fatto a causa della sua incapacità di agire durante l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. "Rendo omaggio al capo di stato maggiore, generale Herzi Halevi. Ora è il momento che si assumano la responsabilità e si dimettano: il primo ministro e tutto il suo governo catastrofico", ha detto Yair Lapid

Dopo Halevi si dimette un altro generale dell’esercito israeliano

Insieme al capo di Stato maggiore dell'esercito israeliano, Herzi Halevi, per le responsabilità avute nel fallito contrasto all'attacco di Hams del 7 ottobre 2023 si è dimesso anche il generale Yaron Finkelman, capo del comando militare Sud di Israele, responsabile di Gaza. Le dimissioni di entrambi i generali giungono a pochi giorni dal cessate il fuoco con Hamas, che ha posto fine a 15 mesi di guerra innescati dall'attacco più mortale nella storia di Israele.

Netanyahu ringrazia Halevi per il comando dell'Idf nella guerra

Il primo ministro Benyamin Netanyahu ha parlato con il capo di stato maggiore Herzi Halevi e lo ha ringraziato "per il suo lungo servizio e per il comando dell'Idf durante la guerra su sette fronti, che ha portato a grandi successi per lo Stato di Israele". I due hanno concordato di incontrarsi nei prossimi giorni. Halevi ha consegnato le sue dimissioni da capo dell’esercito oggi al ministro Kats: lascerà l’incarico il 6 marzo.

Halevi: “Il 7 ottobre, il più grande fallimento della mia vita”

"La mattina del 7 ottobre, l'Idf sotto il mio comando ha fallito nella sua missione di proteggere i cittadini di Israele. La mia responsabilità per il terribile fallimento mi accompagnerà per il resto della mia vita", ha scritto Halevi nella lettera di dimissioni al ministro della Difesa.

Capo dell’Idf Halevi annuncia le dimissioni: lascerà l’incarico il 6 marzo

Capo dell’Idf Halevi annuncia le dimissioni il 6 marzo: le ha notificate al ministro della Difesa Katz.

Hamas chiede mobilitazione contro l’operazione dell’Idf a Jenin

"Chiediamo la mobilitazione generale e lo scontro contro la diffusa aggressione dell'occupazione a Jenin e il sostegno dei combattenti della resistenza per affrontare l'oppressione sionista". È quanto afferma Hamas in una nota chiedendo ai palestinesi di opporsi all'operazione dell'esercito israeliano nel campo profughi, in Cisgiordania, dove almeno 6 persone sono rimaste uccise. "Desta stupore il comportamento delle autorità che si sono ritirate dalle vicinanze del campo di Jenin contemporaneamente all'inizio del processo di occupazione", sottolinea ancora Hamas.

Salgono a 6 i morti nel raid a Jenin

Secondo quanto riferisce l’Anp sono 6 i morti nel raid dell’esercito israeliano denominato “operazione Muro di ferro” a Jenin

Nell’offensiva a Jenin uccise 4 persone e ferite 35

Nell'offensiva israeliana in corso a Jenin, le IDF hanno ucciso 4 persone e ne hanno ferite circa 35. Le forze israeliane hanno fatto irruzione in massa nel campo e hanno chiuso tutti gli ingressi dopo l'annuncio dell'operazione israeliana "Muro di ferro" nella città.

(reuters)

Netanyahu: “Operazione militare Muro di ferro in Cisgiordania. E non finisce qui”

Su indicazione del gabinetto politico-sicurezza, l'Idf, lo Shin Bet e la Polizia di Israele hanno avviato un'operazione militare - denominata Muro di ferro - vasta e significativa per combattere il terrorismo a Jenin. Questo è un ulteriore passo verso il raggiungimento dell'obiettivo che ci siamo prefissati: rafforzare la sicurezza in Giudea e Samaria (Cisgiordania). Agiamo in modo sistematico e deciso contro l'asse iraniano ovunque esso estenda le sue mani: a Gaza, in Libano, in Siria, in Yemen, in Giudea e Samaria. E non finisce qui". Lo ha dichiarato il premier Benyamin Netanyahu.

Le forze speciali israeliane lanciano vasta operazione in Cisgiordania: 1 morto e numerosi feriti

Le forze di sicurezza israeliane hanno lanciato un'operazione nella città di Jenin in Cisgiordania, uccidendo almeno un palestinese. L'esercito ha detto che soldati, polizia e servizi segreti avevano iniziato un'azione antiterrorismo in città, senza fornire ulteriori dettagli. Prima dell'azione israeliana, le forze di sicurezza palestinesi avevano condotto un'operazione durata settimane per riaffermare il controllo sulla città e sul campo profughi adiacente, un importante centro di gruppi armati nella Cisgiordania occupata.
I servizi sanitari palestinesi hanno detto che almeno un palestinese è stato ucciso e ci sono numerosi feriti quando è iniziato il raid israeliano a Jenin.
Ieri sera, bande di coloni israeliani hanno attaccato i palestinesi, distruggendo auto e bruciando proprietà, proprio mentre il neo-presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunciava che avrebbe revocato le sanzioni ai coloni violenti.

Foto da social
Foto da social 

Tensione per la decisione di Trump di revocare le sanzioni ai coloni israeliani imposte da Biden

Il ministro delle finanze israeliano Smotrich ha accolto con favore l'annullamento da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump delle sanzioni imposte dall'amministrazione Biden ai coloni israeliani accusati di essere coinvolti in atti di violenza contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata: "Un'espressione – dice Smotrich a Trump – del tuo profondo legame con il popolo ebraico e del nostro diritto storico alla nostra terra". La decisione del nuovo presidente Usa è un'inversione politica rispetta all'amministrazione dell'ex presidente Joe Biden che aveva imposto sanzioni ai coloni israeliani, congelando i loro beni statunitensi e generalmente impedendo agli americani di avere a che fare con loro. Furiosa invece la reazione palestinese: “La revoca delle sanzioni statunitensi contro i "coloni estremisti", annunciata da Donald Trump li incoraggerà a commettere altri "crimini", denuncia l'Anp.

Sabato saranno rilasciate 4 donne israeliane

Scambio di prigionieri nell’accordo sul cessate il fuoco: quattro donne israeliane saranno rilasciate sabato, annuncia il leader di Hamas

Poliziotto ai domiciliari per spari a coloni Cisgiordania

Un ufficiale di polizia israeliano è stato posto agli arresti domiciliari con l'accusa di aver sparato contro un gruppo di coloni che avevano incendiato case e veicoli nel villaggio palestinese di Al Funduq, nella Cisgiordania occupata. Secondo una prima indagine della polizia, l'ufficiale e un altro soldato israeliano - la cui identità non è stata resa nota - si sono lanciati all'inseguimento del gruppo di coloni mascherati che avevano dato fuoco a case e auto nel villaggio palestinese Durante l'inseguimento, i coloni hanno spruzzato dello spray al peperoncino sull'ufficiale che, in risposta, ha aperto il fuoco contro il gruppo, ferendo gravemente due dei coloni. In seguito all'incidente, l'agente è stato interrogato dall'Unità per la condotta scorretta della polizia israeliana, che ha disposto gli arresti domiciliari fino a venerdì, vietandogli di contattare le persone coinvolte nell'incidente.

Leader siriano applaude Trump: “Porterà la pace in Medio Oriente”

Il leader siriano di fatto, Ahmad Sharaa (al Jolani), si è complimentato questa mattina col nuovo presidente americano Donald Trump affermando che egli "porterà la pace in Medio Oriente".
Citato dai media siriani e regionali, Sharaa, che un mese e mezzo fa ha preso il potere a Damasco dopo la dissoluzione del potere incarnato dalla famiglia Assad, ha affermato: "siamo convinti che (Trump) sarà il leader capace di portare la pace nella regione e ripristinare stabilità".

Iran: “Il cessate il fuoco a Gaza sia permanente”

L'ambasciatore iraniano all'Onu, Saeed Iravani, ha chiesto di trasformare il cessate il fuoco a Gaza tra Israele e Hamas, entrato in vigore domenica, in una soluzione permanente e sostenibile, sottolineando la necessità del completo ritiro delle forze israeliane dall'enclave palestinese. Lo riporta l'Irna.

Trump firma decreto per revoca sanzioni ai coloni in Cisgiordania

Donald Trump ha firmato, nello Studio Ovale, l'ordine esecutivo per revocare le sanzioni sui coloni israeliani in Cisgiordania.

Inviato speciale Usa per il Medio Oriente intende visitare Gaza

L'inviato statunitense in Medio Oriente Steve Witkoff ha confermato l'intenzione di visitare la Striscia di Gaza al fine di garantire l'attuazione dell'accordo di cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi. "Penso che l'esecuzione dell'accordo sia stata dura. Sarà l'attuazione dell'accordo a essere forse più difficile. Andare nella Striscia di Gaza significa assicurarsi che ciò che intendiamo fare qui sulla linea Netzarim, nel Corridoio di Filadelfia, venga impiegato in modo corretto", ha affermat Witkoff in un'intervista con Channel 12. Witkoff ha concordato sul fatto che l'accordo raggiunto la scorsa settimana è effettivamente lo stesso di quello presentato dall'ex presidente degli Stati Uniti Joe Biden lo scorso maggio. "Lo segue quasi esattamente. Quando siamo entrati nella negoziazione, stavamo operando in base a quell'accordo", ha affermato l'assistente di Trump.

Idf, dispersa rivolta coloni in Cisgiordania

L'Idf ha affermato che la rivolta di coloni nella zona del villaggio di al-Funduq, in Cisgiordania, è stata "dispersa" dalle forze dell'ordine. Lo riferisce il Times of Israel.

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