Ancora nulla di fatto per Arbel Yehud, la cittadina tedesco-israeliana che ha compiuto 29 anni a Gaza e doveva essere rilasciata domenica scorsa, nel primo scambio tra ostaggi e detenuti palestinesi, ma che è stata sostituita da Hamas all'ultimo minuto.
Al Jazeera denuncia l'arresto del suo corrispondente in Cisgiordania: il giornalista Muhammad al-Atrash è stato portato davanti a un tribunale di Hebron dopo essere stato arrestato mentre seguiva gli eventi di Jenin. L'arresto da parte dei servizi di sicurezza palestinesi, ha spiegato in una nota Al Jazeera, "può essere spiegato solo come un tentativo di bloccare la copertura mediatica dell'occupazione a Jenin”.
Israele all’Onu: “Unrwa lasci Gerusalemme entro 30 giorni”
L'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistere ii rifugiati palestinesi, l'Unrwa, deve "cessare le sue operazioni a Gerusalemme ed evacuare tutti i locali in cui opera nella città" entro il 30 gennaio. Lo ha scritto l'inviato israeliano alle Nazioni Unite al Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in una lettera. Il 30 gennaio entra in vigore una legge che vieta all'Unrwa di operare sul territorio israeliano e di avere contatti con le autorità israeliane.
Media, Emily Damari avrebbe chiesto di liberare ostaggio più anziano
Emily Damari, rilasciata la scorsa settimana da Hamas, una volta avuta la notizia della sua liberazione da parte dei suoi carcerieri avrebbe chiesto loro di liberare prima il suo compagno di prigionia Kieth Siegel, che ha 65 anni e si ritiene sia in condizioni peggiori. Lo riporta Channel 12. La richiesta di Damari è stata respinta.
Sondaggio, 63% israeliani vuole dimissioni Netanyahu
Secondo un sondaggio trasmesso da Channel 12, la maggior parte dell'opinione pubblica israeliana ritiene che il primo ministro Benjamin Netanyahu dovrebbe seguire l'esempio del capo di stato maggiore delle Idf Herzi Halevi e annunciare le sue dimissioni. Il 63% degli intervistati ha affermato che Netanyahu dovrebbe dimettersi, il 27% ha affermato che non dovrebbe dimettersi e il 10% ha affermato di non saperlo. Anche tra gli elettori della coalizione di governo il 33% degli intervistati ha affermato che Netanyahu dovrebbe dimettersi. Il 53% di loro ha affermato che non dovrebbe e il 14% ha affermato di non saperlo.
Israele ha informato familiari degli ostaggi che verranno rilasciati domani
Le famiglie degli ostaggi Karina Ariev, Daniella Gilboa, Naama Levy e Liri Albag sono state informate che Hamas prevede il loro rilascio domani. Le quattro ragazze erano di sorveglianza al posto di guardia di Nahal Oz durante l'assalto del 7 ottobre 2023. I funzionari - riporta il Times of Israel - che la lista potrebbe ancora cambiare.
Rilascio soldate israeliane entro primo pomeriggio
Avverrà prima delle 16 il rilascio, da parte di Hamas, delle quattro soldate israeliane previsto per domani. Lo hanno riferito funzionari israeliani citati dall'emittente N12. Il giornalista Barak Ravid, citando proprie fonti aveva scritto su 'X' che il loro rilascio era previsto in mattinata o attorno a mezzogiorno di domani, ora locale.
Media, rilascio detenuti palestinesi avverrà domani mattina
Inizieranno domani mattina presto le procedure per il rilascio dei detenuti palestinesi che verranno scarcerati in cambio delle 4 soldatesse israeliane. Lo ha dichiarato la Commissione per i detenuti palestinesi, spiegando che la Croce Rossa inizierà l'ispezione dei prigionieri nella prigione di Ofer alle 5 del mattino. La loro scarcerazione effettiva avverrà tra le 10 e le 11 ora locale, riporta l'emittente al-Jazeera.
Media, “Hamas ha violato piano ma Israele accetta la lista”
Israele ha informato i mediatori che Hamas ha violato l'accordo e che ciò non è accettabile, ma non farà saltare il piano. Le famiglie degli ostaggi che saranno liberati domani sono state informate dagli ufficiali dell'Idf. Lo riferisce Ynet. Un funzionario israeliano ha dichiarato che Israele si sta preparando ad accogliere i quattro rapiti secondo la lista pubblicata da Hamas, anche se ciò costituisce una violazione da parte dell'organizzazione terroristica.
Riad drone su auto vicino Jenin: ci sono vittime
Un'auto è stata colpita durante un raid aereo su Qabatiya, vicino Jenin, la città della Cisgiordania teatro dell'operazione delle Idf 'Muro di Ferro'. Lo ha riferito il sito di notizie palestinese Quds News, che attribuisce l'attacco a un drone israeliano e precisa che ci sarebbero diversi morti.
Media, 'Israele ora sta decidendo se accettare la lista'
Dopo che il primo ministro del Qatar ha inoltrato la lista degli ostaggi che saranno rilasciati domani al capo del Mossad David Barnea, ora Israele deve decidere se accetterà la lista. Lo riferiscono i media israeliani. Nel mentre sta tenendo colloqui anche con i mediatori, ed è possibile che tra le opzioni che Gerusalemme sta prendendo in considerazione ci sia il rinvio del ritiro dal Corridoio Netzerim, che taglia Gaza in due da nord fino al mare, e rinvii il ritorno degli sfollati palestinesi nel nord della Striscia.
La lista attesa da Israele, e prevista dall'accordo, stabilisce che tra i primi gruppi che vengono rilasciati ci siano donne civili, dopo le soldatesse.
Media, consultazioni in Israele sui detenuti da rilasciare
Sono in corso consultazioni in Israele sulla lista presentata da Hamas dei rapiti che saranno liberati domani. Lo riferiscono i media. Se, come ha reso noto l'organizzazione terroristica, si tratta di quattro soldatesse, con l'esclusione di due donne civili dal gruppo di 4 che devono essere rilasciate sabato, si dovrà cambiare la lista dei detenuti palestinesi che saranno scarcerati nello scambio. Per ciascuna donna soldato l'intesa prevede che Israele liberi 50 detenuti palestinesi, 30 i cosiddetti "terroristi con le mani sporche di sangue": condannati all'ergastolo per attentati che hanno provocato la morte di civili israeliani.
Siria: Riad, lavoriamo con Ue e Usa per revoca sanzioni Damasco
Il ministro degli Esteri saudita ha dichiarato che Riad sta cercando di aiutare le nuove autorità siriane a garantire la revoca delle sanzioni internazionali, durante la sua prima visita a Damasco dopo la cacciata di Bashar al-Assad.
Il principe Faisal bin Farhan è stato ricevuto dal leader islamista ad interim siriano, Ahmed al-Sharaa (al-Jolani), che sta cercando investimenti dai ricchi Stati del Golfo per ricostruire il Paese devastato dalla guerra. Il diplomatico saudita è volato a Damasco da Beirut, dopo gli incontri di ieri con la nuova leadership libanese.
Media: Hamas ha violato l’accordo con il rilascio soldatesse
La decisione di Hamas di liberare quattro soldatesse domani, nel secondo scambio tra detenuti palestinesi e ostaggi, rappresenterebbe una violazione dell'accordo sul cessate il fuoco. Lo scrive il Times of Israel affermando che, in base all'accordo, dovranno essere rilasciate per prime le donne civili, poi le soldatesse, quindi gli anziani e infine coloro che vengono ritenuti molto malati.
Nulla di fatto per la tedesco-israeliana Arbel Yehud, resta ancora a Gaza
Ancora nulla di fatto per Arbel Yehud. La cittadina tedesco-israeliana ha compiuto 29 anni a Gaza e doveva essere rilasciata domenica scorsa, nel primo scambio tra ostaggi e detenuti palestinesi, ma che è stata sostituita da Hamas all'ultimo minuto. Al suo posto, domenica è stata infatti rilasciata Emily Damari, che ha doppia cittadinanza israeliana e britannica.
Israele aveva chiesto che la donna venisse rilasciata domani, ma il suo nome non figura nell'elenco consegnato da Hamas ai mediatori. Si ritiene che Arbel Yehud sia in mano alla Jihad Islamica palestinese e questo potrebbe essere la causa dei ritardo nel suo rilascio.
Arbel Yehud era stata rapita il 7 ottobre del 2023 insieme al fidanzato Ariel Cunio dalla sua abitazione nel kibbutz Nir Oz, dove la sua famiglia viveva da tre generazioni. Suo fratello Dolev Yehud, 35 anni, è stato ucciso durante l'assalto di Hamas e i suoi resti sono stati identificati il 3 giungo del 2024.
Ufficio Netanyahu: ricevuta la lista dei rapiti da liberare
L'Ufficio del Primo Ministro Netanyahu riferisce che "è stata ricevuta dai mediatori una lista di ostaggi che saranno liberati, ma che la risposta ufficiale di Israele verrà fornita in seguito".
Hamas rilascia i nomi delle quattro donne ostaggio che verranno liberate domani
Hamas ha rilasciato i nomi dei prossimi ostaggi che verranno liberati: si tratta di Karina Ariev, Daniella Gilboa, Naama Levy e Liri Albag, la soldatessa di cui Hamas ha rilasciato un video poche settimane fa.
Medioriente: Hamas conferma uccisione suoi alti funzionari a Gaza
Hamas ha ammesso che un attacco aereo israeliano avvenuto la scorsa estate ha ucciso Rawhi Mushtaha, il primo ministro de facto della Striscia di Gaza, e un altro alto funzionario. Le Forze di difesa israeliane (Idf) avevano dichiarato nell'ottobre 2024 che un attacco aereo su un tunnel nel nord di Gaza tre mesi prima aveva ucciso Mushtaha, insieme ai funzionari di Hamas Sameh al-Siraj, che ricopriva la carica di responsabile della sicurezza nell'ufficio politico di Hamas, e Sami Odeh, il capo del "meccanismo di sicurezza generale" di Hamas. Le morti non erano state finora confermate dal gruppo palestinese. Lo riporta il Times of Israele.
Yemen: Onu sospende movimenti in zone controllate da Houthi
L'Onu ha annunciato la sospensione dei suoi movimenti nelle aree dello Yemen controllate dagli Houthi dopo che gli insorti, che di fatto governano la capitale Sanàa, hanno arrestato altri membri delle Nazioni Unite ieri. "Per garantire la sicurezza di tutto il personale, le Nazioni Unite hanno sospeso tutti i movimenti ufficiali verso e all'interno delle aree sotto il controllo delle autorità de facto. Questa misura rimarrà in vigore fino a nuovo avviso", ha affermato l'Ufficio delle Nazioni Unite e del Coordinatore Umanitario per lo Yemen.
Nella sua dichiarazione, l'Onu ha denunciato che ieri "le autorità de facto di Sanàa hanno arrestato altri membri del personale delle Nazioni Unite che lavorava nelle zone sotto il loro controllo". Ha aggiunto che i funzionari Onu nel Paese sono in "contatto attivo" con alti rappresentanti delle autorità de facto, chiedendo il "rilascio immediato e incondizionato" di tutto il personale delle Nazioni Unite detenuto e dei loro associati.
Parenti ostaggi bloccano autostrada a Tel Aviv, tornino tutti
I familiari degli ostaggi israeliani ancora nelle mani di Hamas stanno bloccando la principale autostrada di Tel Aviv, chiedendo al primo ministro Benjamin Netanyahu di non soccombere alle pressioni dei rappresentanti dell'estrema destra Betzalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir, che chiedono che la guerra venga ripresa. Lo riporta Haaretz. I parenti degli ostaggi chiedono a Netanyahu di "impegnarsi affinché Israele porti a termine l'accordo in toto" e che tutti gli ostaggi tornino a casa.
Media, Iran ha proposto a Usa negoziati su nuova intesa nucleare
Nell'incontro avuto a Ginevra con i rappresentanti di Francia, Germania, Regno Unito e Ue, gli inviati iraniani hanno chiarito di voler riprendere i negoziati su un nuovo accordo nucleare, diverso da quello del 2015, da cui Trump si è ritirato nel 2018 e hanno chiesto agli europei di trasmettere questo messaggio a Washington. Lo hanno riferito diplomatici europei al sito americano Axios, aggiungendo che Teheran si aspetta un piano o una proposta degli Stati Uniti.
Secondo le fonti di Axios, gli europei hanno risposto che spetta all'Iran mettere sul tavolo una proposta che comprenda maggiori concessioni sulla questione nucleare.
Onu, Israele usa "metodi di guerra" in Cisgiordania
Le Nazioni Unite hanno espresso serie preoccupazioni per l'uso della forza da parte dell'esercito israeliano nel raid di questa settimana in Cisgiordania, compresi metodi "sviluppati per combattere la guerra".
"Siamo profondamente preoccupati per l'uso di forza letale illegale a Jenin, nella Cisgiordania occupata. Le mortali operazioni israeliane degli ultimi giorni sollevano serie preoccupazioni per l'uso non necessario o sproporzionato della forza, compresi metodi e mezzi sviluppati per combattere la guerra, in violazione del diritto internazionale dei diritti umani, delle norme e di standard applicabili a operazioni di applicazione della legge", ha detto il portavoce dell'ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite Thameen Al-Kheetan in una conferenza stampa a Ginevra.
Media, comandante Hamas a Jenin si è consegnato a Idf
Il comandante a Jenin delle Brigate Az ad-Din al-Qassam, l'ala militare di Hamas, si è consegnato all'esercito israeliano (Idf) nella parte orientale della città in Cisgiordania. La notizia - riportata dalla testata israeliana Ynet che cita fonti palestinesi - arriva dopo l'avvio dell'operazione "Muro di ferro" che Israele sostiene miri a contrastare il terrorismo a Jenin.
Onu, 4.800 camion aiuti entrati a Gaza da cessate il fuoco
Rania Dagash-Kamara, vicedirettrice esecutiva del Programma alimentare mondiale (WFP) delle Nazioni Unite, ha dichiarato ad Al Jazeera che il cessate il fuoco "atteso da tempo" nell'enclave palestinese ha permesso agli operatori umanitari di aumentare le forniture di aiuti necessarie alla popolazione, per lo più "senza incidenti". Da quando è iniziato il cessate il fuoco, "siamo riusciti a far arrivare 4.800 camion. Questo è per l'intera comunità umanitaria", ha aggiunto. "Ciò di cui abbiamo bisogno, tuttavia, è che i valichi di frontiera rimangano aperti, in modo affidabile, e che il nostro personale sia in grado di muoversi liberamente e in sicurezza attraverso la Striscia di Gaza per raggiungere i 2 milioni di persone bisognose", ha aggiunto.
Israele, ritiro da Libano non sarà completato domenica
Il ritiro di Israele dal Libano meridionale non sarà completato domenica, come previsto dall'accordo di cessate il fuoco, in quanto l'esercito di Beirut non è ancora dispiegato nell'area, il che ha consentito a Hezbollah di recuperare terreno. Lo riferisce una nota dell'ufficio del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu.
Yemen: Houthi arrestano altro personale Onu
I ribelli Houthi channo arrestato "altro personale Onu" che operava in aree dello Yemen "sotto il loro controllo". Lo si legge in una nota delle Nazioni Unite. Lo scorso giugno i miliziani sciiti avevano imprigionato 13 addetti dell'Onu.
Kallas, pronti a revoca sanzioni alla Siria graduale ma con riserva
Lunedì i ministri degli Esteri Ue discuteranno della revoca delle sanzioni alla Siria, sulle quali "stiamo adottando un approccio graduale. Ovvero, se vediamo che i passi della leadership siriana vanno nella giusta direzione, allora siamo anche disposti ad allentare il livello successivo di sanzioni. Iniziamo con quelle che sono realmente necessari per avviare la ricostruzione del paese, e poi siamo disposti a fare i nostri passi se la leadership siriana li sta facendo per loro conto". Lo afferma l'Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas in un punto stampa durante la sua visita in Turchia.
"Vogliamo anche avere un meccanismo di riserva. Ovvero, se vediamo che gli sviluppi stanno andando nella direzione sbagliata, stiamo anche ripristinando le sanzioni. Il futuro della Siria è sia promettente che fragile. Quindi, dobbiamo vederlo in atto. E sono felice che, insieme agli attori regionali, anche la Turchia, anche gli Stati Uniti e il Regno Unito, abbiamo davvero inviato gli stessi messaggi che vogliamo vedere in Siria. Ma le prime decisioni le prenderemo lunedì", sottolinea.
Domani sfollati di Gaza tornano a casa, ispezioni solo alle auto
Da sabato gli sfollati di Gaza potranno ritornare a piedi nel nord della Striscia senza armi e senza ispezione, attraverso Rashid Street. Potranno ritornare anche con i loro veicoli nel nord di Gaza attraverso il Corridoio Netzerim, dopo che saranno stati ispezionati da una compagnia privata americana. A partire dal 21mo giorno del cessate il fuoco, gli sfollati potranno ritornare a piedi anche attraverso la strada Salah al-Din, senza ispezione, come prevede l'intesa tra Israele e Hamas.
Tajani 'lavoreremo per la ricostruzione in Ucraina e a Gaza'
"Lavoreremo per la ricostruzione in Ucraina, su cui ci sarà una grande conferenza a Roma, e poi dovremo occuparci anche della ricostruzione di Gaza". Lo dice il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine di un evento al Foro Italico di Roma.
"In entrambi i casi, la ricostruzione deve prevedere anche l'impiantistica sportiva, che è un modo per ricostruire una vita sociale", aggiunge. "Questo - conclude il titolare della Farnesina - per permettere lo sviluppo di attività sociali, specie per i giovani che hanno trascorso tempo sotto le bombe".
Teheran tenta di costringere navi a entrare in acque iraniane
È stato lanciato un allarme alle navi nel Golfo Persico per quelli che sembrano essere tentativi della Guardia Rivoluzionaria iraniana di costringere le navi a entrare nelle acque iraniane. Un avviso del centro militare britannico per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito (Ukmto), ha avvertito che ci sono stati "diversi incidenti che hanno coinvolto sfide radio VHF alle navi". "Si ritiene che questi episodi facciano molto probabilmente parte dell'esercitazione su larga scala del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, il Grande Profeta XVIII", ha dichiarato l'Ukmto. I media iraniani hanno riferito di una probabile esercitazione della Guardia nel Golfo Persico in arrivo questo fine settimana.
L’Onu denuncia il “ricorso illegale alla forza letale” di Israele in Cisgiordania
L'Onu ha denunciato oggi il ricorso a "metodi bellici" e "il ricorso illegale alla forza letale" a Jenin, in Cisgiordania. "Le operazioni israeliane degli ultimi giorni sollevano serie preoccupazioni sull'uso non necessario o sproporzionato della forza", ha dichiarato Thameen Al-Kheetan, portavoce dell'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani a Ginevra
Hamas conferma: “Oggi i nomi dei rapiti che saranno rilasciati domani”
Il media palestinese Quds, affiliato a Hamas, ha annunciato che l'organizzazione terroristica ha confermato oggi che consegnerà i nomi dei quattro ostaggi che saranno rilasciati domani, come parte dell'accordo di cessate il fuoco con Israele. Aggiungendo che Hamas ha confermato che i quattro rapiti saranno rilasciati domani
Media: “I nomi degli ostaggi liberati attesi nel primo pomeriggio
I funzionari israeliani ritengono che Hamas rispetterà il secondo rilascio dell'accordo sugli ostaggi, che dovrebbe avvenire sabato. Intanto oggi, intorno alle 16 locali (le 15 in Italia) il premier del Qatar, Mohammed Al Thani, dovrebbe ricevere dal movimento i 4 nomi degli ostaggi che verranno rilasciati domani per poi trasferirla al capo della Cia David Barnea. Lo riporta il Jerusalem Post secondo cui Hamas dovrebbe rispettare gli impegni presi perchè ha interesse che Israele ritiri le sue forze dal corridoio di Netazrim. Mentre alle persone sarà consentito muoversi liberamente dal nord di Gaza, i contractors statunitensi controlleranno i veicoli che trasportano i palestinesi dal sud dell'enclave per le armi. Israele ha chiesto che uno dei quattro ostaggi sia la 29enne Arbel Yehud, presa insieme al suo fidanzato, Ariel Cunio, dalla loro casa nel Kibbutz Nir Oz il 7 ottobre 2023. Secondo gli accordi Tel Aviv rilascerà 120 terroristi, alcuni dei quali sono stati in carcere per più di 15 anni. Si prevede inoltre, secondo il giornale, che Israele riceva da Hamas l'elenco dei restanti 27 ostaggi da rilasciare nella prima fase dell'accordo, insieme alle loro condizioni
Onu: “10 anni e 500 milioni di dollari per rimuovere le mine a Gaza”
La rimozione a Gaza delle bombe inesplose e delle mine antiuomo dopo 15 mesi di conflitto potrebbe richiedere fino a 10 anni. E' la stima che arriva dall' 'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari secondo cui la gestione delle macerie, il recupero dei corpi e il trattamento della contaminazione da ordigni esplosivi a Gaza rimangono essenziali per consentire movimenti sicuri della popolazione, il continuo aumento dell'assistenza umanitaria e il ripristino dei servizi essenziali. Secondo un rapporto del Protection Cluster, che riunisce varie organizzazioni umanitarie delle Nazioni Unite, saranno necessari "500 milioni di dollari in 10 anni per rimuovere gli esplosivi sepolti tra le macerie di Gaza, ovvero circa 42 milioni di tonnellate di macerie che contengono anche amianto, altri contaminanti pericolosi e resti umani". Le agenzie umanitarie continuano in una corsa incessante a fornire aiuti alla popolazione palestinese. Hanno aumentato la distribuzione di cibo, riaperto panetterie e riabilitato ospedali. Jonathan Whittall, capo dell'ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari per la Palestina, ha osservato: "sono in gioco vite umane e non c'è tempo da perdere"
Media: “Comandante Hamas che si credeva morto appare in video”
Un comandante di Hamas, che si riteneva fosse stato ucciso dall'esercito israeliano in seguito a un'operazione a Jabalia a maggio, è ricomparso vivo. Ynet riferisce che Hussein Fayyad, comandante del battaglione Beit Hanoon, è stato avvistato vivo, in un video, mentre partecipava a un funerale nel nord di Gaza, dove ha tenuto un discorso sulla "vittoria" su Israele nella guerra. L'intelligence militare israeliana aveva precedentemente riferito che Fayyad era stato ucciso in un tunnel a Jabalia
Media: “Inviato Usa in Arabia e Israele la settimana prossima”
L'inviato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Medio Oriente, Steve Witkoff, visiterà Israele la prossima settimana, dopo aver fatto tappa in Arabia Saudita. Lo riporta l'emittente israeliana Channel 12, secondo cui il viaggio di Witkoff in Israele dovrebbe concentrarsi sulla negoziazione della seconda fase dell'accordo di liberazione degli ostaggi e di cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Witkoff ha in programma anche una visita nella Striscia di Gaza, come ha confermato pubblicamente all'inizio di questa settimana
Segretario di stato Usa a omologo Egitto: “Promuovere sicurezza post-guerra a Gaza”
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha parlato con il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty, lo ha annunciato in un comunicato la portavoce del Dipartimento di Stato americano Tammy Bruce.
“Entrambi hanno ribadito l'importanza della partnership strategica tra Stati Uniti ed Egitto per promuovere la pace, la sicurezza e la stabilità regionali. Il segretario Usa ha ringraziato il ministro degli Esteri egiziano per gli sforzi di mediazione del Cairo nel garantire il rilascio degli ostaggi e sostenere le consegne di assistenza umanitaria in tutta Gaza, e ha ribadito l'importanza di ritenere Hamas responsabile". Rubio ha sottolineato anche "l'importanza di una stretta cooperazione per promuovere la pianificazione post-conflitto per la governance e la sicurezza" dell'enclave palestinese. Rubio e Abdelatty hanno discusso degli sviluppi in Siria e della necessità di impedire che venga utilizzata come base per il terrorismo o che rappresenti una minaccia per i suoi vicini.
Iran: Trump, spero questione nucleare sia risolta senza armi
Donald Trump spera che la crisi nucleare iraniana possa essere risolta senza che Israele debba lanciare un attacco militare contro Teheran. Con i giornalisti che gli chiedevano se sosterrebbe un attacco del genere contro gli impianti nucleari iraniani il presidente ha scelto la cautela: "Non risponderò a questa domanda", ha detto, aggiungendo che a breve terrà degli incontri sulla questione, riporta il Times of Israel. "Spero che la cosa possa essere risolta senza preoccupazioni" ha detto, "Sarebbe davvero bello se si potesse risolvere il problema senza dover fare questo ulteriore passo. Si spera che l'Iran raggiunga un accordo, ma anche se non lo fa, va bene lo stesso". Trump aveva criticato Biden per aver intimato pubblicamente a Israele di non colpire i siti nucleari e petroliferi iraniani in risposta all'attacco missilistico balistico di Teheran l'anno scorso.