Il portavoce ufficiale della presidenza palestinese, Nabil Abu Rudeineh, ha condannato "l'espansione della guerra globale contro il popolo palestinese in Cisgiordania da parte delle autorità di occupazione israeliane" parlando di "piani volti allo sfollamento dei cittadini e alla pulizia etnica" e " mettendo in guardia dal pericolo che questi piani rappresentano per il futuro dell'intera regione".
Intanto Hamas ha fatto sapere di essere "pronto per negoziare" con Israele "la seconda fase" dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza. I colloqui si concentreranno su "impedire il ritorno della guerra, sul ritiro militare israeliano" da Gaza e sui "criteri" per gli scambi tra gli ultimi ostaggi israeliani e i detenuti palestinesi, ha affermato una fonte
Netanyahu incontra Musk, focus sull’intelligenza artificiale
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha incontrato a Washington il miliardario Elon Musk, che è anche a capo del Dipartimento per l'efficienza governativa. Lo ha riferito Ynet, precisando che durante l'incontro si è discusso di come aumentare la cooperazione tra Israele e gli Stati Uniti nel campo dell'intelligenza artificiale. Quello odierno è stato il terzo incontro tra Netanyahu e Musk.
Ufficio di Netanyahu: “Falso che chiederà a Trump di bombardare i siti nucleari dell’Iran”
L'ufficio di Benjamin Netanyahu ha smentito la notizia riportata dall'emittente Canale 12 secondo cui il primo ministro israeliano chiederà al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di effettuare un attacco alle strutture nucleari dell'Iran e di chiudere un accordo sulla normalizzazione tra Israele e Arabia Saudita prima di passare all'attuazione della seconda fase dell'intesa con Hamas sul cessate il fuoco ed il rilascio degli ostaggi. "È una bugia totale che danneggia le famiglie degli ostaggi", ha affermato l'ufficio del primo ministro.
Trump: “Nessuna garanzia che la tregua a Gaza tenga”
"Non c'è nessuna garanzia che la tregua a Gaza tenga". Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale.
Incontro Netanyahu-Trump domani alle 16 locali alla Casa Bianca
L'incontro fra il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il presidente americano Donald Trump si terrà domani alle ore 16 di Washington. Lo riportano i media israeliani che hanno condiviso l'agenda di Netanyahu. Al termine, viene spiegato, si terrà una conferenza stampa congiunta. Mercoledì invece Netanyahu vedrà il Consigliere per la Sicurezza, Michael Waltz, e alle 15 il Segretario alla Difesa Pete Hegseth al Pentagono. Giovedì invece Netanyahu incontrerà i principali rappresentanti del Senato e della Camera.
Media: sei arabo-israeliani uccisi in meno di 24 ore
Un medico è stato ucciso a colpi di pistola questa sera nella sua clinica nella città settentrionale di Kafr Yasif: è il sesto arabo israeliano morto ammazzato in 24 ore, secondo quando riferiscono i media israeliani che citano la polizia. Le autorità affermano che i sospetti sono fuggiti dalla scena dopo aver aperto il fuoco sul medico. I paramedici arrivati poco dopo lo hanno dichiarato morto sul posto e la polizia ha aperto un'indagine sull'omicidio.
Nelle ultime 24 ore si sono verificate due sparatorie mortali. A Lod, nel distretto centrale di Israele, un ragazzo di 14 anni è stato ucciso a colpi di pistola mentre ieri sera, ad Abu Snan, località araba della Galilea, tre giovani sono stati uccisi vicino a un chiosco, in quella che si pensa sia una vendetta per un altro omicidio avvenuto due settimane prima. E ancora, un uomo di 46 anni è stato pugnalato a morte, probabilmente dall'ex cognato, durante una lite ad Abu Ghosh.
Media: “Coloni assaltano la sede Unrwa a Gerusalemme est”
Un gruppo di coloni israeliani ha preso d'assalto la sede dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l'Occupazione dei Rifugiati Palestinesi (Unrwa) nel quartiere di Gerusalemme Est di Sheikh Jarrah. Lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa. Secondo alcune fonti locali, i coloni hanno preso d'assalto la sede dell'Unrwa, innalzando bandiere israeliane ed esponendo striscioni provocatori nell'ufficio. L'incidente segue la recente promulgazione di due leggi della Knesset (il Parlamento israeliano), che prendono di mira le operazioni dell'agenzia Onu nei Territori palestinesi. Le leggi, entrate in vigore giovedì scorso, sono destinate a privare decine di migliaia di rifugiati palestinesi di servizi essenziali, tra cui l'istruzione e l'assistenza sanitaria. La prima norma vieta le attività dell'Unrwa all'interno delle aree sotto la sovranità israeliana, il che include l'interruzione delle operazioni dell'agenzia e la chiusura dei suoi uffici. La seconda legge vieta qualsiasi interazione con l'agenzia, limitando fortemente la sua capacità di fornire aiuti e supporto ai rifugiati palestinesi nella regione
Media: “Netanyahu negli Usa fino a sabato”
Benjamin Netanyahu, arrivato ieri negli Stati Uniti, ha deciso di estendere la sua visita a Washington e rientrerà in Israele sabato sera. Lo scrive il giornalisti di Axios Barak Ravid, che cita l'ufficio del premier, secondo cui 'Bibi' ha deciso di fermarsi due giorni in più - la visita era prevista fino a giovedì e domani è in agenda l'incontro con Donald Trump - perché sono "numerose le richieste di funzionari statunitensi che vogliono incontrarlo"
Media: “Netanyahu valuta di rimuovere il capo dello Shin Bet dal team negoziale”
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, sta valutando la possibilità di rimuovere il capo dello Shin Bet, Ronen Bar, dal team negoziale per il cessate il fuoco ed il rilascio degli ostaggi. Lo riferisce l'emittente israeliana Canale 12, precisando che il suo posto verrebbe preso dal ministro degli Affari strategici, Ron Dermer.
Trump guarderà un documentario sul 7 ottobre prima dell’incontro con Netanyahu
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, guarderà un documentario sul massacro del 7 ottobre prima dell'incontro di domani alla Casa Bianca con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Lo ha riferito Ynet, precisando che l'inviato di Trump per il Medio Oriente, Steve Witkoff, ha visto il filmato la scorsa settimana mentre si trovava in Israele rimanendone scioccato. Sarebbe stato proprio Witkoff a insistere affinché anche il presidente veda il documentario. Sempre secondo Ynet, Trump assisterà a una versione ridotta del documentario che durerà circa 20-30 minuti. Proiettato per la prima volta davanti ai giornalisti stranieri in Israele il 23 ottobre 2023, include scene di omicidi, torture e decapitazioni da parte di Hamas, compresi video girati dalle bodycam dei miliziani palestinesi
Smotrich: “Lasciare il corridoio Philadelphi è linea rossa”
"Lasciare il corridoio Philadelphi è una linea rossa per me". E' l'avvertimento lanciato dal ministro delle Finanze israeliano e leader dell'estrema destra, Bezalel Smotrich, al premier Benjamin Netanyahu, alla vigilia del suo incontro con il presidente Usa Donald Trump a Washington. "Mi oppongo a molte parti dell'accordo, abbiamo rinunciato a una leva molto grande per proseguire con l'accordo", ha continuato il leader di Sionismo religioso, ribadendo di non aver intenzione di mollare. "Questa guerra finirà senza più Hamas", ha affermato Smotrich, chiedendone la resa e la smilitarizzazione della Striscia
Hamas: “Pronti per la seconda fase dei colloqui con Israele”
Hamas ha fatto sapere di essere "pronto per negoziare" con Israele "la seconda fase" dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza. I colloqui si concentreranno su "impedire il ritorno della guerra, sul ritiro militare israeliano" da Gaza e sui "criteri" per gli scambi tra gli ultimi ostaggi israeliani e i detenuti palestinesi, ha affermato una fonte di Hamas. "Stiamo aspettando che i mediatori diano il via alla seconda fase", ha aggiunto una seconda fonte. Attualmente è in corso la prima fase di 42 giorni in cui è prevista lo stop dei combattimenti, l'incremento degli aiuti alla Striscia e la liberazione di 33 ostaggi (di cui 25 in vita) in cambio della scarcerazione di 1.904 detenuti palestinesi, compresi ergastolani e prigionieri di sicurezza condannati per terrorismo
Hamas: “A Gaza 47.487 morti e oltre 14mila dispersi”
Il ministero della Salute di Gaza, gestito da Hamas, ha aggiornato il bilancio nella Striscia a 47.487 morti. Oltre 14 mila risultano dispersi, ha aggiunto, sottolineando che li considera uccisi e che quindi il bilancio totale supera le 61.700 vittime
Siria, il bilancio dell’esplosione dell’autobomba sale a 19 vittime
Il bilancio dell'autobomba esplosa nel nord della Siria è salito a 19 vittime. L'auto è esplosa accanto a un veicolo che trasportava soprattutto lavoratrici agricole alla periferia della città di Manbij. Tra i morti ci sono 18 donne e un uomo, ha dichiarato all'Associated Press un infermiere dell'ospedale, Mohammad Ahmad. Altre 15 donne sono rimaste ferite, e alcune di queste sono in condizioni critiche, secondo la difesa civile siriana locale. Nessun gruppo ha rivendicato finora la responsabilità dell'attentato
L’Anp accusa Israele: “In Cisgiordania è pulizia etnica”
La presidenza dell'Autorità palestinese accusa Israele di "pulizia etnica" in Cisgiordania. Come riporta l'agenzia palestinese Wafa, il portavoce Nabil Abu Rudeineh "condanna l'allargamento della guerra globale delle autorità di occupazione israeliane contro i palestinesi in Cisgiordania per attuare i loro piani volti a sfollare i cittadini e a portare avanti una pulizia etnica". "Chiediamo l'intervento dell'Amministrazione Usa prima che sia troppo tardi per fermare l'aggressione israeliana contro i palestinesi e la loro terra che porterà all'esplosione della situazione in modo incontrollabile e tutti ne pagheranno il prezzo", afferma Abu Rudeineh
Hamas: “L’ostaggio russo Trufanov sarà liberato a breve”
L'ostaggio russo Alexander Trufanov sarà liberato "nel prossimo futuro" dalla Striscia di Gaza, mentre i termini del rilascio di Maxim Kharkin, nato in Donbass, saranno discussi "nella seconda fase dell'accordo". Lo ha dichiarato alla Ria Novosti il vice capo dell'ufficio politico di Hamas, Musa Abu Marzouk, in visita a Mosca. "Trufanov verrà sicuramente rilasciato nel prossimo futuro. Nonostante sia un militare, verrà liberato nella prima fase dell'accordo. Questo è la nostra risposta alla posizione della Russia sulla questione palestinese", ha affermato Marzouk. "Kharkin è un prigioniero di guerra e le trattative per la sua liberazione saranno condotte nella seconda fase, non nella prima. Ci sono molti dettagli da discutere, ma ci impegniamo perché il suo nome sia in cima alla lista", ha detto Marzouk
Turchia "totalmente contraria" al piano di Trump per Gaza
La Turchia è "totalmente contraria" alla proposta del presidente americano Donald Trump di espellere dalla Striscia di Gaza la popolazione palestinese, ricollocando i profughi in Egitto, Giordania e altri Paesi. Una proposta che, secondo il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, viola apertamente il diritto umanitario internazionale. Fidan si trova attualmente in Qatar per una missione durante la quale ha incontrato anche il proprio collega Mohammed bin Abdulrahman al Thani. Una due giorni di incontri con al centro proprio il cessate il fuoco a Gaza e gli sviluppi in Siria. "Siamo totalmente contrari alla proposta del presidente Trump. Si tratta di un piano in assoluto spregio del diritto umanitario internazionale. Chiedo alla comunità internazionale di schierarsi compatta contro questa proposta", ha dichiarato Fidan
L’Iran presenta un nuovo missile: “Può colpire in tutto Israele”
L'Iran ha presentato un nuovo missile balistico con una gittata di 1.700 chilometri. L'Etemad, questo il suo nome, è lungo 16 metri e ha un diametro di 1.25 metri. "La capacità di difesa dell'Iran è garantire che nessuno osi invadere il nostro territorio, non l'aggressione", ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian citato dalle agenzie iraniane
Iran: “Il trasferimento dei palestinesi da Gaza sarebbe pulizia etnica”
L'Iran ha condannato la proposta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di ricollocare i palestinesi dalla Striscia di Gaza, avvertendo che ciò equivarrebbe a una "pulizia etnica". Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei ha affermato che la comunità internazionale dovrebbe aiutare i palestinesi a "garantire il loro diritto all'autodeterminazione piuttosto che spingere per altre idee che equivarrebbero a una pulizia etnica"
Siria, al Jolani domani ad Ankara da Erdogan
Il presidente del governo siriano ad interim, Ahmed Al-Sharaa (Al-Jolani), è atteso domani nella capitale turca Ankara, dove è stato invitato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan. L'annuncio è arrivato dall'ufficio della presidenza turca, che specifica che il leader turco ha invitato Al-Jolani per parlare degli ultimi sviluppi in Siria, di cooperazione in ambito economico, energetico e infrastrutturale e della ricostruzione del Paese. Jolani ha compiuto ieri una missione in Arabia Saudita, il primo viaggio all'estero da presidente ad interim della Siria nata dalla caduta del regime della famiglia Assad. Lo attende ora Erdogan, divenuto negli ultimi mesi una figura chiave per delineare il futuro della Siria
Kallas: “Si possono fare progressi e l'Ue deve avere un ruolo”
"Una maggiore cooperazione sulla difesa è il passo successivo fondamentale e logico. Per la prima volta in molti anni, abbiamo notizie positive dal Medioriente, l'indebolimento dell'Iran, la caduta del regime di Assad, il rilascio di ostaggi e accordi di cessate il fuoco tra Israele e Hamas e Israele e Hezbollah, una nuova leadership in Libano. Si possono fare progressi e l'Ue può avere un ruolo". Lo dice l'Alta rappresentante per la politica estera Ue, Kaja Kallas, alla Conferenza degli ambasciatori dell'Ue 2025. I Paesi del Medioriente sono i "nostri vicini e l'instabilità ha un effetto immediato sull'Europa, in particolare attraverso l'aumento delle migrazioni e le minacce del terrorismo, il nostro contributo alla stabilità della regione è essenziale" e "voglio che facciamo di più. Con il Golfo, ad esempio, c'è molto potenziale, tra cui una cooperazione energetica, e un nuovo patto del Mediterraneo può rafforzare le nostre relazioni con questa regione".
Israele rifiuta fase 2 tregua senza sradicamento Hamas
L'obiettivo del premier israeliano Benyamin Netanyahu nel suo incontro con il presidente Usa Donald Trump a Washington è di assicurarsi il pieno supporto degli Stati Uniti per perseguire lo "sradicamento" di Hamas: lo scrive Haaretz citando un membro della delegazione del premier israeliano. Il giornale riferisce che la fonte ha rifiutato di impegnare Israele ad adempiere ai suoi obblighi nella seconda fase dell'accordo sulla tregua - ritirandosi completamente dalla Striscia di Gaza e dal corridoio di Filadelfia - senza raggiungere questo obiettivo.
Idf annuncia esercitazioni militari in Alta Galilea
L'Idf ha annunciato che condurrà un'esercitazione per tutta la giornata nell'Alta Galilea, nel nord di Israele, un'area ancora parzialmente in stato di guerra dopo mesi di combattimenti contro Hezbollah in Libano. Lo riporta il Times of Israel, secondo cui l'esercito israeliano ha avvertito i civili nell'area che potrebbero vedere un aumento dell'attività militare, ma "non c'è preoccupazione per incidenti di sicurezza", afferma l'Idf in una dichiarazione.